papa Francesco e i rom: il post che non vi aspettereste mai su questo blog – 608.

sono curioso, ho una mente aperta; sono laico, non credo in dio; ma non diprezzo le fedi altrui, a meno che non diventino fanatismo e tentativo di oppressione.

e dunque ospito volentieri anche questa testimonianza, ricevuta via mail, che trovo comunque interessante.

da parte mia ho soltanto tolto le maiuscole dell’originale alla parola papa.

. . .

Ieri pomeriggio sono stata al Vaticano dal papa.
Sono stata invitata da una ragazza rom al battesimo suo e dei suoi quattro figli.
Ha insistito tanto e alle 16 mi sono recata all’appuntamento davanti all’università Lateranense .
Ho trovato  parecchia gente: eravamo 50.
Oltre al sacerdote, diventato di recente vescovo, che segue le rom da sempre, c’erano tutti i rom parenti  più le catechiste, le insegnanti e qualche professore dei figli, volontari di ogni tipo amici della ragazza.
Siamo saliti su un pullman che ci ha portato dentro Città del Vaticano, direttamente davanti alla residenza di Santa Marta.
Uno spettacolo straordinario : la Città del Vaticano deserta e solo con i gendarmi che ci salutavano.
Siamo entrati nella residenza accolti e accompagnati prima nel guardaroba per lasciare i soprabiti e poi nella chiesa di Santa Marta.
Un giovane sacerdote ha indicato i posti ai battezzandi  e ai loro padrini e mentre ci siamo sistemati ho intravisto la figura del papa che aspettava internamente alla sagrestia, aveva solo una mantella molto sobria.
Una cerimonia straordinaria eseguita lentamente e spiegata e commentata come non avevo visto mai.
Il dialogo con la mamma, il dialogo con padrini e madrine.
Durante il rito il papa chiamava i bambini con il proprio nome senza leggere.
Ci ha lasciato seduti anche durante la lettura del vangelo.
Il papa ha celebrato tutto  da solo prendendo  tutti gli oggetti necessari per il rito dall’altare: la candela che ha distribuito ai padrini e madrine, il camicino bianco da indossare, l’olio per l’unzione.
L’acqua per battezzarli, e i manutergi per asciugare la fronte.
I libri che cambiava secondo la letture, le pagine che cercava  sfogliando.
Dopo il battesimo, a sorpresa. ha anche cresimato la ragazza.
Ha chiamato, quando aveva bisogno di usare tutte e due le mani, un ragazzo Rom per fargli reggere il libro (durante la celebrazione il ragazzo gli ha mormorato qualcosa all’orecchio e poi l’ha baciato).
Si è fatto fotografare in chiesa con tutta la famiglia rom e poi ha detto : vi aspetto fuori per salutarvi.
Ci hanno indicato di uscire  in fila indiana e ha salutato ciascuno di noi ad uno ad uno scambiando qualche parola.
Alla fine ha salutato la ragazza e i suoi figli con un regalo per la madre e un presepe grande di cioccolato per i figli.
Ancora fotografie per tutti ( da nessun fotografo ufficiale ma da un amico)  e ci ha accompagnato all’uscita come un padrone di casa che accompagna gli amici ospiti alla porta. (Era veramente la sua residenza)
Tutto una grande sorpresa piena di emozioni ; anche l’affetto di Maria, la ragazza, che ha dimostrato nei miei riguardi durante tutto il pomeriggio.
Cerco sempre di stare indietro ad osservare e mentre Maria era  in posa anche con altri per fare la fotografia con il papa  chiamava ad alta voce : A., A., dove sei.
Abbiamo festeggiato in un salone di una parrocchia vicino al Vaticano e Maria di fronte ad una torta non molto grande mi ha cercato per l’ennesima volta per dividerla; è avanzata persino una fettina…
Che cosa aggiungere dopo tutto questo.
Un piccolissimo giudizio e forse sbagliato: che al papa piace essere parroco o forse solo sacerdote ma gli piace tanto.
anche fare il papa.
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4 thoughts on “papa Francesco e i rom: il post che non vi aspettereste mai su questo blog – 608.

  1. ciao carissima.

    il Natale nella mia famiglia e’ rigorosamente riservato per tradizione al pranzo che la mia ex-moglie allestisce per i tre figli; altri parenti prossimi non ne ho vicini e dunque mi limito alla telefonata canonica di auguri.

    ho colto l’occasione per una camminata in solitaria in montagna sulle cime a picco sopra il lago d’Idro.

    a Santo Stefano pranzo con i figli, anche se un’influenza ha bloccato la seconda figlia, marito e nipotina a casa; sono tornati oggi, quelli sani, intendo.

    per Natale mio figlio mi ha regalato Delhi di Rana Dasgupta: lo conosci?

    – dalla mail che ho riportato nel post non traggo nulla: ogni fede ha i suoi lati positivi, direi.

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