sotto la banca, la banca crepa – 609

cito, non mi ricordo piu’ chi (ma non e’ Schopenauer):

di fronte a uno scandalo, bisogna cercare di:

a) negare
b) se non è possibile negare, minimizzare
c) se non è possibile mimizzare, screditare
d) se non è possibile screditare, distrarre.

Ora, pensate a come si è comportato il governo Renzi nell’ultimo mese.

di fronte allo scandalo bancario, Renzi dapprima ha cercato di far finta di nulla, come se il problema non esistesse, poi di minimizzare l’accaduto, poi di trovare un capro espiatorio al di fuori del governo, ma quando è esplosa la “bomba Boschi”, che ha vanificato ogni manovra, è stato costretto a ricorrere all’arma suprema: la distrazione.

e ha aperto la sua stupida offenisva di parole contro l’Europa e la Merkel, oramai la vera arma di distrazione di massa in Italia.

. . .

purtroppo oggi, per capire che cosa sta succedendo nello scandalo bancario, occorre rivolgersi alla stampa di destra, dato che in quella filo-renziana il catenaccio e’ al completo e la tecnica della distrazione di massa portata alla massima potenza.

pero` da destra gli osservatori nemici di Renzi fanno qualche osservazione semplice e abbastanza condivisibile.

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Renzi ha dichiarato, mentendo spudoratamente come gli e’ abituale, che il divieto di salvare azionisti e sottoscrittori di banche fallite e’ venuto dall’Europa; ha minacciato di rendere pubblica la lettera dell’Unione Europea per dimostrarlo e subito dopo miracolosamente la lettera e’ comparsa sull’Economist, come per risparmiargli uno strappo istituzionale senza precedenti.

ma da quella lettera si ricava il contrario di quel che ha detto Renzi: l’Unione Europea si e’ opposta al salvataggio dei clienti soltanto se fatto mediante denaro pubblico, e ha dichiarato di considerare anche tali i fondi che le banche sono costrette ad accantonare per i salvataggi interbancari in base ad una legge dello stato; ma ha chiarito bene che consigliava pero’ di provare a salvare gli obbligazionisti con fondi strettamente privati, cioe` delle altre banche, messi liberamente a disposizione da loro, e ha detto, anche se in linguaggio burocraticamente felpato, che questa era, secondo loro, la strada da seguire.

del resto, come potrebbe essere diversamente, considerando che esistono Direttive dell’Unione Europea (ad esempio la DIRETTIVA 97/9/CE del 3 marzo 1997) che esplicitamente prevedono “che esista in ogni Stato membro un sistema di indennizzo degli investitori che offra una garanzia minima armonizzata di tutela almeno per i piccoli investitori, in caso di incapacità di un’impresa di investimento di far fronte ai suoi obblighi nei confronti dei clienti investitori” per un valore minimo, armonizzato per tutti i paesi, pari al 90% di 20.000 euro (o ecu, ai tempi della Direttiva).

https://www.fitd.it/normative/direttive/dir_ce1997.htm

. . .

ma allora perche’ il governo non ha seguito questa strada?

dopotutto il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi fu costituito nel 1987 nella forma di consorzio volontario, anche se oggi è un consorzio obbligatorio di diritto privato, per via dell’art. 96 del D.Lgs 1° settembre 1993 n. 385 (Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), e agisce per garantire i depositanti delle Banche consorziate (i depositanti, notate bene, non gli azionisti oppure i sottoscrittori di obbligazioni, per giunta subordinate).

insomma, lo stato avrebbe potuto lasciare alle banche l’onere di costituire, in via del tutto volontaria, un fondo di garanzia anche degli obbligazionisti (almeno quelli piccoli), nel loro stesso interesse di evitare una grave crisi della fiducia bancaria.

Renzi ha preferito invece intervenire con fondi pubblici o equiparabili (peraltro destinati ad altri scopi), anche se questo ha impedito il salvataggio degli investitori, dato che questo e’ vietato dalle regole europee, con fondi pubblici.

. . .

forse questa strada era obbligata perche’ le nostre banche sono talmente dissestate per loro conto che non avrebbero retto neppure la prova di un contributo volontario?

oppure vi e’ la consapevolezza che altre crisi incombono e questa soluzione non avrebbe potuto reggere sulla media distanza?

oppure si tratta di semplice favoritismo verso le banche e di menefreghismo per il piccolo parco buoi spennato?

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