il cervello che ama le cose inutili – 610

chissa’ come mai questa notizia mi arriva via twitter con qualche mese di ritardo; forse per permettermi di scrivere un post anche in un giorno di stanca come questo…
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si tratta di un esperimento sul funzionamento del cervello basato sulla risonanza magnetica funzionale, realizzato all’Università di Milano-Bicocca in collaborazione con altre universita’ di vari paesi.
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36 volontari dovevano partecipare a un “gioco” e comunicare rapidamente la posizione di una nuvola di quadratini colorati su uno schermo, premendo due pulsanti a seconda di dove appariva.

dopo circa dieci minuti e al loro insaputa veniva creata una associazione tra il colore della nuvola e la sua poizione, e dunque se la nuvola era rossa, bastava premere il pulsante destro; se verde, il sinistro.

molto piu’ facile e veloce cosi’.

dopo un’ora, pero’, solo 10 volontari (il 31 per cento) se ne erano accorti, gli altri hanno continuato a rispondere eseguendo il compito come gli era stato assegnato.

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trovo questa percentuale piuttosto interessante: essa coincide infatti con quella del noto esperimento sullo spirito gregario di obbedienza negli esseri umani.

come noto, soltanto il 30% degli umani rifiuta di portare a termine l’ordine, dato con autorevolezza dagli sperimentatori, di aumentare progressivamente la scarica elettrica somministrata apparentemente ad un credibilissimo attore aldila’ del vetro.

anche quando le sofferenze visibili diventano atroci e presumibilmente una scarica ancora piu’ forte potrebbe risultare mortale.

disposti anche ad uccidere, se la responsabilita’ dell’ordine e’ di un altro.

sarebbe interessante verificare quanto corrispondono questi due 30% dei due diversi esperimenti.

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altrettanto interessante e’ scoprire, mediante la risonanza magnetica, che cosa avviene nel cervello di coloro che cambiano strategia di gioco durante l’esperimento.

prima di tutto soltanto in questo 31% di volontari la corteccia prefrontale mediale teneva traccia del colore dello stimolo; gli altri cervelli trascuravano completamente di registrare questo aspetto, dato che era inutile, almeno inizialmente, per l’esecuzione del compito; non e’ che non lo vedessero, ovviamente, ma non lo tenevano registrato.

insomma focalizzavano al massimo la loro attenzione su quanto stavano facendo, cercando di filtrare le informazioni e ricavando soltanto quelle che sembravano importanti.

in sostanza i 10 che hanno cambiato strategia durante il gioco hanno potuto farlo perche’ il loro cervello continuava a osservare il colore della nuvola sullo schermo, anche se questo dato era, in apparenza, assolutamente inutile; gli altri cervelli si concentravano invece totalmente sullo scopo assegnato.

grandi deduzioni si possono ricavare da questo fatto, se consideriamo che il modo tipico di funzionare della societa’ avanzata e’ basata appunto di forme di specializzazione estrema, che sono il corrispondente, sul piano sociale, della selezione delle informazioni fatta da quei 26 volontari.

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in secondo luogo, e ancora piu’ importante, e’ che nei primi soggetti – quelli che riuscivano a scoprire la strategia alternativa piu’ semplice – la regione cerebrale cominciava a tenere traccia del colore dello stimolo alcuni minuti prima che i volontari effettivamente cambiassero strategia.

risultava dunque possibile prevedere se uno specifico volontario avrebbe cambiato strategia o meno, prima che ciò avvenisse e prima che lui lo sapesse, semplicemente osservando con la risonanza magnetica se il suo cervello cominciava a registrare i colori delle nuvole.

ora questo comportamento sembrerebbe tipicamente intenzionale; invece si svolgeva in maniera assolutamente inconsapevole per il soggetto: il suo cervello cominciava ad osservare con attenzione i colori delle nuvole, prima che lui sapesse di farlo.

ovviamente questo ricorda invece gli esperimenti di Kornhuber e Libet sulla attivazione delle aree cerebrali preposte al movimento fino a un paio di secondi prima della decisione consapevole del soggetto di compiere il movimento.

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perche’ mi interesso tanto a questo tema? magari qualcuno vorrebbe domandarmelo.

lo trovo veramente affascinante; e’ un nuovo campo di ricerca che sta gradualmente smatellando alcune categorie interpretative tradizionali sulla mente umana.

quello della mente e della sua vera natura, che una volta veniva definito anima, e’ come un puzzle, che ora risulta montato male e viene sparpagliato su un tavolo: sara’ lungo il percorso per rimetterlo insieme e chissa’ quale sara’ il disegno finale che ci rivelera’…

e poi io ho indubbiamente un cervello aperto alla ricerca delle cose inutili, che potranno rivelarsi utili forse chissa’ mai quando… 🙂

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3 thoughts on “il cervello che ama le cose inutili – 610

  1. non so se il numero basso dei partecipanti renda la ricerca poco significativa; d’altra parte le tecnologie impiegate sono cosi’ sofisticate da rendere, credo, molto difficili indagini di massa e dobbiamo accontantarci degli esiti di esami a campione…

    lo spirito gregario, diciamo pure il senso di appartenenza ad una tribu’ o ad un branco, guidato da un capo, un animale alfa, e’ una nostra eredita’ biologica.

    puo’ fare danni immensi, anche se ovviamente ha una uilita’ indiscutibile.

    fanno eccezione al gregarismo tutti coloro che si sentono alfa almeno in pectore, naturalmente… 🙂

    buona cena… 🙂

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  2. ah fossero queste le ricerche inutili!!!
    L’esprimento è interessante ma il numero troppo esiguo, credo.
    La Storia ci ha insegnato che lo spirito aggregativo è fortissimo nell’essere umano e porta anche alla distruzione tuttavia come tu dici il puzzle si è spuzzlerato (!) e tocca ricominciare all’inverso.
    sheradessoquasicena

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