Capuozzo, Renzi, Grillo: tutti coerenti – 27

Io sono per il garantismo più totale e per la vicenda bisogna avere grande rispetto, evitando strumentalizzazioni: è ingiusto gettare la croce addosso al sindaco.

Avrebbe dovuto dimettersi? Dico di no.

In quel posto l’hanno messa i cittadini e quindi deve restare.

Matteo Renzi

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Renzi sta forse parlando del sindaco di Roma Marino nel 2015?

ma no: sta parlando del sindaco Capuozzo di Quarto nel 2016.

e la coerenza?

ma chi e’ l’imbecille che puo’ forse aspettarsi la coerenza da Renzi?

sarebbe stato come aspettarsela da Berlusconi…: l’unica cosa in cui Renzi e’ coerente con se stesso e’ l’incoerenza.

prescindete dall’accento, guardatele, queste parole, come puro testo e vi accorgerete che quella frase avrebbe potuto pronunciarla benissimo Berlusconi: e’ nel suo stile.

dire una perfetta bugia (Io sono per il garantismo più totale) con la faccia tosta e la sicumera piu’ assoluta.

mentire come un trombone nella maniera piu’ spudorata, perche’ piu’ le spari grosse e contro ogni evidenza, piu’ sembri credibile.

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detto questo, per una volta nel caso specifico Renzi ha ragione nel merito, se prescindiamo dal suo stile comunicativo.

i motivi li ha gia’ spiegati bene nel suo blog Raimondo Bolletta, e mi basta citarlo:

Sono contro le sue dimissioni – della Capuozzo da sindaco – per le stesse ragioni per cui lo sono stato contro quelle del sindaco Marino.

Un rappresentante del popolo regolarmente eletto può essere disarcionato solo dalla sua maggioranza consigliare perché non realizza il programma per cui è stato eletto, dal governo se si accerta una infiltrazione mafiosa, dalla magistratura se viene condannato in un regolare processo.

Non può essere dimesso dal suo capopartito o da campagne di stampa variamente interessate.

in questo contesto e’ del resto evidente che proprio i poteri mafiosi, che hanno invano cercato di sottomettere il nuovo sindaco senza riuscirci, sono anche quelli che hanno tutto l’interesse a liberarsi di lei.

aggiungo che non dovrebbe passare sotto silenzio – vista la nuova campagna strumentale in atto sui media – che a Quarto l’uomo di riferimento di questi poteri camorristi era un esponente del Partito Democratico e che soltanto l’impossibilita’ pratica di presentarlo candidato ha costretto, come ripiego, a cercare di condizionare il sindaco a Cinque Stelle.

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questo significa allora che Beppe Grillo ha torto ad espellere la Capuozzo dal suo personale movimento politico?

ma neppure per sogno: ha fatto benissimo!

e adesso, prima che mi diate addosso dicendo che sono impazzito, cerco di spiegarmi meglio.

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l’incoerente che ha fatto dimettere il sindaco Marino per voci non documentate e una campagna di stampa strumentale e’ il presunto garantista Renzi.

che ha fatto dimettere Marino da sindaco, ma non lo ha espulso dal Partito Democratico!

(anche perche’ non c’erano motivazioni reali per farlo dimettere, salvo la volonta’ di compiacere alcuni poteri forti, a cominciare dal Vaticano: l’umiliante condizione in cui si trascina la citta’ dopo la defenestrazione di Marino ne e’ la prova).

ma Grillo, invece, ha soltanto chiesto alla Capuozzo di dimettersi da sindaco, non ha cercato di portare davanti al notaio i suoi consiglieri per costringerla alle dimissioni, per costringerla a lasciare il suo posto; forse avrebbe anche voluto, ma non ha potuto, perche’ i suoi consiglieri sono rimasti con lei.

quindi Grillo l’ha espulsa dal suo movimento politico perche’ non ha denunciato alla magistratura i ricatti ai quali veniva sottoposta; e in effetti lei avrebbe dovuto fare proprio cosi’, per obbligo di legge.

quindi ha ragione anche Grillo, di chiedere politicamente le sue dimissioni, e di espellerla dal suo movimento.

. . .

cosi’ del resto dice anche l’amico Raimondo:

Ho letto la sentenza informatica di Grillo, tutto sommato convincente e bene scritta che, riassunta in poche parole, dice: gli appartenenti al movimento non devono essere neppure sfiorati dal sospetto di collusioni mafiose o disoneste perché ciò nuoce all’integrità dell’immagine del movimento stesso.

e ancora piu’ ragione ha, se fosse possibile, quando denuncia l’azione strumentale in corso quotidianamente contro i sindaci sulla stampa, che e’ l’espressione diretta dei poteri forti e dei gruppi di pressione para-mafiosi:

Purtroppo tutto serve per sgretolare il sistema dei poteri democratici per conferire poteri insindacabili ai guru dei giornali, dei talk show, ai capibastone, ai portaparola delle corporazioni, ai capicorrente.

Ops, dimenticavo il potere dei comici e dei guitti di ogni specie che popolano le nostre serate televisive.

gli italiani e forse ancor di piu’ le italiane non sono molto consapevoli del quotidiano lavaggio del cervello al quale sono sottoposti quotidianamente attraverso media e soprattutto televisione: altrimenti staccherebbero la spina per difendersi.

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ma allora, per concludere, hanno ragione tutti o quasi:

1. Grillo, come capo di un movimento politico ha perfettamente ragione di espellere qualcuno che non ne rispetta le regole di coerenza e legalita’ previste, se questa scelta e’ condivisa dagli iscritti.

2. il sindaco ha tutto il diritto e anche il dovere di non dimettersi fino a che la sua eventuale colpevolezza non e’ sancita almeno da un rinvio a giudizio (a parere mio questo e’ il punto esatto al quale collocare l’asticella delle dimissioni, attendere una condanna definitiva sarebbe eccessivo).

3. la Capuozzo ha certamente sbagliato a non denunciare i ricatti, ma decidera’ la magistratura se questo errore ha rilievo penale o puo’ essere compreso, senza individuarlo come reato – anche se rimane pur sempre un errore politico a mio parere abbastanza grave.

. . .

ma la decisione di denunciare non e’ sempre facile da realizzare.

anni fa, quando come preside ero a capo di una commissione regionale di concorso per l’attribuzione di abilitazione e conseguente ruolo ad un certo gruppo di insegnanti della Lombardia, ricevetti l’invito ad un colloquio dal sindaco di Brescia, amico di scuola ed ottima persona, eletto da una lista di sinistra e attualmente senatore della sinistra anti-renziana del Partito Democratico.

lusingato, ci andai pensando che volesse parlarmi di problemi scolastici, e invece si trattava di una raccomandazione per la figlia di un suo elettore forte.

che avrei dovuto fare? denunciarlo?

si’, come pubblico ufficiale sottoposto ad un comune innocente pressione mafiosa.

ma allora avrei dovuto denunciare anche il Provveditore agli Studi che mi telefonava prima degli scrutini per raccomandarmi, come preside del piu’ grosso liceo della citta’, la promozione di questo o quello.

ma poi che cosa avrei ottenuto con una denuncia di fatti non dimostrabili, altro che di mettere me stesso in guai ancora piu’ grossi di quelli, non piccoli, che mi procuravo ignorando del tutto queste pressioni?

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e avrei forse dovuto denunciare anche l’ispettore che controllava quel concorso e aveva tra i candidati una nipote…

questa, la cui sorte mi era stata apertamente raccomandata a tu per tu dallo zio, all’apertura delle buste con i nomi dei candidati, dopo la correzione degli scritti anonimi, risulto’ esclusa dagli orali per un punto e l’ispettore cerco’ per giorni di convincere per telefono la segretaria della commissione a falsificare il voto sui verbali, dicendole che non me ne sarei mai accorto.

e quando questa venne a dirmelo e uscirono i risultati, non ebbi forse l’onore della prima pagina su Repubblica e il Corriere, per due articoletti di spalla dedicati alla commissione che bocciava troppo? con tanto di sdegnati comunicati sindacali, naturalmente…

e quando andai dal Sovrintendente Regionale per denunciare la situazione, non trovai nel suo studio con lui ad accogliermi, con le braccia conserte giusto l’ispettore malavitoso?

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e nei giorni successivi non cercarono forse di rovinarmi?

mi chiamo’ informalmente al telefono il Vice, dicendomi di sospendere gli esami orali di quel giorno per un colloquio urgente col Sovrintendente, ma io mi feci ripetere l’ordine davanti alla segretaria come testimone e mi recai al colloquio, rivelatosi del tutto pretestuoso, semplicemente rinviando gli esami al pomeriggio…

e la mattina dopo alle 8 in punto non entro’ forse in commissione una ispettrice (in quota CGIL-scuola) mandata d’urgenza ad annunciarmi a gran voce, sbattendo i pugni sul tavolo, una denuncia per interruzione di pubblico servizio, credendo che io ci fossi cascato e avessi obbedito ad un ordine che in tribunale sarebbe risultato mai dato?

e invece gli orali li avevo svolti lo stesso e in mia presenza, come prescrive la legge…

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si fa presto a dire obbligo di denuncia in un sistema organicamente mafioso, e lo dice con piu’ forza forse proprio chi non ha mai provato davvero a realizzare la legalita’ in queste condizioni.

lo sa Beppe Grillo che se denunci e non hai le prove, prove indicutibili che devono reggere ad ogni contestazione, sei tu che finisci sotto processo?

quindi, sia la magistratura a valutare, e non Beppe Grillo, se il sindaco Capuozzo ha colpevolmente e deliberatamente violato la legge che lo obbliga a denunciare oppure no.

e intanto Grillo espella pure la Capuozzo giusto, per fa capire che anche il Movimento a Cinque Stelle e’ in realta’ una locanda di infimo ordine dove dominano la demagogia e l’approssimazione grossolana nella gestione dei problemi.

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ma in ogni caso, confrontandolo con Renzi, viva la coerenza di Grillo, che almeno e’ chiara.


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