gli apolidi del terrore – 82

il parlamento francese ha approvato a larga maggioranza di inserire nella Costituzione la revoca della nazionalità a chi è stato condannato per un crimine o un delitto che costituisce un attentato grave alla vita della nazione.

ora una legge dovra` tradurre in pratica il principio costituzionale.

il principio mi sembra molto giusto, a prima vista, ma sento il bisogno di un approfondimento.

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provo a pensare al nostro articolo 3 integrato alla stessa maniera:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

La qualifica di cittadino si perde se condannati per un crimine o un delitto che costituisce un attentato grave alla vita della nazione.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

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mi pare rimanga aperto qualche problema pratico.

nel caso il condannato abbia una doppia nazionalita` e` evidente che gli rimane l’altra.

ma nel caso ne abbia una sola?

diventerebbe un apolide, un essere umano senza patria.

(cosa persino affascinante, per qualche anarchico del cuore).

ma che cosa potrebbe significare in concreto?

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non sono contrario per principio, non lo dico per questo; dico soltanto che vorrei avere chiaro il quadro delle conseguenze.

da un rapida scorsa su internet sembra che il nostro ordinamento giuridico sugli apolidi presenti numerose incongruenze e sia confuso.

d’altra parte la condizione acquisita di straniero non diventa per cio` stesso di inferiorita`, anzi per alcuni aspetti potrebbe persino risultare piu` favorevole, ed e` comunque regolata dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo del 13 dicembre 1985.

rimane dubbio, quindi, che questa cancellazione della cittadinanza possa avere effetti giuridici veramente rilevanti, aldila` della perdita dei diritti politici dello stato ospite, che sarebbe comunque gia` una conseguenza prevista da una condanna per reati cosi` gravi.

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in particolare mi pare che non definisca nessuna possibilita` di espulsione nei riguardi dell’apolide che non ha nessun’altra patria che possa riprenderselo.

del resto, continuo a pensare che per i terroristi o sospetti tali l’espulsione sia un provvedimento totalmente inadeguato e che, riconosciuto lo stato di guerra da loro dichiarato, sia molto piu` appropriato il loro internamento in un campo di prigionia sino alla fine della guerra stessa.

ed e` da questo punto di vista che l’esclusione dalla cittadinanza potrebbe rivelarsi utile: esclude il terrorista dall’essere considerato un cittadino da punire e lo trasforma in un nemico armato da trattare come prigioniero di guerra.

ma non credo proprio che questo fosse negli obiettivi di chi ha approvato questa riforma costituzionale.

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bene, mi sono segnato i miei appunti sul tema; vedremo se ci sara` occasione di riprendere e approfondire meglio.


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