Sanders: America meglio di Sanremo – 84

il meccanismo elettorale delle primarie americane, aldila` di una indubbia efficacia nella selezione delle candidature, e` anche incredibilmente spettacolare, oltre che costoso, per una scelta che condizionera` il mondo almeno per quattro anni, ma poi normalmente per otto.

ma certamente il suo merito principale e` di concentrare l’attenzione del paese, per un anno intero, intorno alle scelte politiche future, in un dibattito nazionale di straordinaria intensita`, che ha anche una notevole sapenza narrativa, considerando che le primarie non sono tutte concentrate in un solo giorno, ma distribuite nel tempo, e questo conferisce loro tutta la suspence di un romanzo, consentendo di cogliere dal vivo evoluzioni e contrattempi.

quasi come Sanremo da noi, insomma, anche se qui da noi il clou della storia dura per una settimana soltanto.

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c’e` anche un elemento di frustrazione storicamente determinata pero` su questo rito tutto americano: infatti e` oramai evidente che, come in tutte le forme moderne di democrazia, le promesse dei candidati hanno ben poco a che fare con le politiche che realmente svolgeranno una volta andati al potere.

insomma, la politica del presidente eletto avra` solo una pallida rassomiglianza con le sue promesse elettorali, cosa che del resto e` giustificata anche dalla natura spesso diversa delle maggioranze a Congresso e Senato.

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il caso di Obama e` emblematico, pur se non e` stato neppure il peggiore dei presidenti nel deludere le attese: il record e` venuto da Clinton, esemplare insuperabile di politico maneggione e totalmente inaffidabile dal punto di vista dei suoi elettori.

e` Clinton che ha fatto guerra alla Serbia, per colpire la Russia; e` Clinton che ha spalancato la porta al dominio incontrollato della finanza sull’economia americana, eliminando i vincoli creati da Roosvelt negli anni Trenta, dopo la prima grande crisi finanziaria del 1929: e dunque e` il principale responsabile della crisi economica mondiale attuale.

e la moglie di Clinton pretende per la seconda volta di tornare a occupare la Casa Bianca, per fare gli interessi di quegli stessi poteri favoriti dal marito – come dimostra l’elenco dei finanziatori della sua campagna elettorale.

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questo trasforma la campagna elettorale americana in un test molto interessante sulla capacita` degli iper-plutocrati di controllare il potere in America.

infatti la vera novita` di questa campagna elettorale americana (dopo l’ultima ubriacatura per Obama) a me pare di importanza storica e segna una svolta.

i due candidati piu` forti, Trump e Sanders, condividono infatti un punto comune fondamentale, pur nella diversita` radicale delle proposte politiche: la assoluta, perfino imbarazzante, sincerita` ed affidabilita` e l’estraneita` al controllo politico indiretto da parte del mondo della finanza.

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fa sorridere che la Clinton, di fronte ai primi prevedibilissimi rovesci nelle primarie, cerchi di cambiare la propria piattaforma elettorale spostandosi a sinistra, come si legge: questo conferma soltanto e peggiora il suo tallone d’Achille, cioe` la convinzione diffusa che sia una bugiarda arrivista.

e potrebbe perfino far sorgere il dubbio che allora esista ancora una sinistra, almeno nella fantasia dei giornalisti.

naturalmente questa debolezza strutturale della candidatura Clinton non basta ad escludere del tutto che alla fine possa spuntarla, perche` certamente le forze che la appoggiano sono immani.

pero` io mi sono arrischiato molto presto in una profezia, guardando nella mia personale sfera di cristallo: UN’ALTRA CLINTON, MA NON SARÀ PRESIDENTE – 288. 

e la fragilita` della sua candidatura risulta evidente dall’affanno col quale il mondo dei poteri reali sta cercando un’alternativa credibile, consapevole che piu` tempo passa, piu` diventera` difficile far eleggere agli americani un presidente al servizio dei poteri forti.

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certo, alla fine gli elettori alle presidenziali sono qualcosa di diverso dagli elettori delle primarie, che sono piu` politicizzati e attivi socialmente.

pero` intanto salutiamo l’impresa di Sanders che sta dando una nuova speranza ad un nuovo gruppo sociale di giovani impegnati politicamente e disposti a sperare, e sta realizzando il miracolo di impedire che abbia solo un carattere di destra simil-berlusconiano questa rivolta contro la finanza e il suo controllo della politica (che oggi in tutto il mondo passa con poche varianti attraverso i partiti di centro destra o della sinistra di nome ancora Democratica, ma di fatto da tempo organica piuttosto ai poteri reali: Obama che ha fatto passare il TPP e si batte per l’ITTP).

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ma sul fenomeno Sanders lascio la parola al blogger exult49:

Veniamo adesso al fenomeno Bernie Sanders.  (…)

Ha stupito per il distacco inflitto alla Clinton.  Ma già in Iowa il suo risultato praticamente di parità era stato straordinario.  Lui originario del Vermont. Più plausibile il risultato nello stato vicino. 

Ma qui si assiste ad un onda che sembra non arrestarsi.  Giovani di entrambi sessi, donne in carriera, impiegati, ogni tipo di etnia, tutti sembrano aver scoperto il candidato “socialista”.  Così lui stesso si è definito.

Sfrontatezza, coraggio, nonchalance: comunque sia un candidato diverso per la sua età, per l’ideologia a cui si richiama.

Si`, perché in USA socialista  è sinonimo di comunista, non di socialdemocratico.

E, credetemi, non è certo con queste carte che ti presenti in Usa candidato alla presidenza!

Ebbene il candidato outsider, che più outsider non si potrebbe,  ha accumulato negli ultimi tre mesi una platea di elettori di proporzioni notevoli. 

I suoi temi sono semplici, così pure i concetti. Niente più, niente meno di quanto esiste in Europa e che l’americano ha sempre sognato di avere. 

Assistenza sanitaria garantita per tutti, Minimo salariale orario, Istruzione gratuita fino all’Università.                                          

Tre pilastri di una società evoluta, nord-europea, che gli americani sognano da sempre. 

E che oggi è divenuta un miraggio,  a fronte di una crisi economica che rende l’ inviare i figli all’Università un miraggio per la classe media.

Per non parlare dell’assistenza ed oggi dell’invecchiamento della popolazione con le patologie di senilità ed Alzheimer che hanno costi irraggiungibili .

Tra $ 4.000 e  5.000 al mese in una struttura media! Da noi siamo tra 2500/3000 euro. Ma dove farmaci , visite, diagnostica, ospedalizzazioni, coperture sono in gran parte gratuite. Tutto ciò in USA lo si paga!

Ecco che allora si comprende che in un momento di grande transizione, dove il sogno americano non è più tale, dove la vita quotidiana diviene pesante e le sfide molto meno attraenti.

Si comprende perché i giovani americani sanno di non poter contare su un futuro scintillante, che vivono l’incertezza sulla loro pelle e si rendono sempre più conto che il potere, la rappresentanza,  il sistema  non s’interessa  a loro.                            

Ecco questa presa di coscienza rende il messaggio di Bernie diretto, semplice, partecipativo e solidale.  

Lo spot stesso della campagna è il prodotto di questa semplice visione dei rapporti tra  cittadini, o meglio di come dovrebbero essere. Potete vederlo sulla mia pagina FB.

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dubito anche io che Sanders possa affermarsi a livello nazionale e temo che la sua candidatura, fuori dal nord-est tradizionalmente progressista e laico, possa lasciare scoperte altre realta` sociali e culturali americane di fronte alla fascinazione trumpiana.

cose tutte che abbiamo gia` visto noi italiani con vent’anni d’anticipo, e Trump promette di essere un altro Berlusconi, altrettanto inconsistente politicamente e parolaio.

ma l’appello del Partito Democratico della Clinton alla resistenza contro Trump – Berlusconi ha lo stesso fascino della candidatura di Spadolini alla presidenza del Senato del 1994, che si perse per strada subito il voto di maggioranza che aveva (comperato da Berlusconi un senatore che gli mancava): disfatta per un punto, che apri` la strada al ventennio della decadenza italiana…

forse Trump sara` il volto corrispondente della decadenza americana?

lo sarebbe, certamente, se vincesse.

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l’America anticipa di solito le tendenze del resto dell’Occidente avanzato.

si puo` pensare alla generazione dei ventenni generosi che sta facendo campagna per Sanders casa per casa e che esprime un bisogno di politica nuova e autentica.

dubito che l’Italia, divisa fra Padre Pio e Sanremo, seguira` molto presto comunque questo modello.

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