Renzi sul Titanic, secondo la FAZ – 88

L’Unione Europa è come l’orchestra che suona sul Titanic.

Matteo Renzi

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theEvent_titanic-siteil titolo di questo post non e’ mio, mi limito a tradurlo, assieme all’articolo brevissimo della FAZ di ieri:

Il primo ministro italiano Renzi vuole fare debiti piu` alti, per spingere l’economia.

Renzi paragona l’Europa con l’orchestra sul Titanic.

La sua ricetta per la salvezza e` semplice: possibilmente molto deficit nel bilancio dello stato, meglio il 5 o 6% del PIL, come in Gran Bretagna o Spagna.

In questo modo anche gli USA avrebbero sostenuto investimenti, innovazione e in conclusione crescita.

Purtroppo in questo modo Renzi dimostra di comprendere solo frammentariamente i problemi economici del suo paese.

Un deficit statale piu` alto ha portato da ultimo l’Italia soprattutto a maggiori sprechi, ma non a maggiori investimenti pubblici.

Investimenti e innovazione delle imprese private rimangono ampiamente al di sotto del possibile.

Se Renzi vede un deficit del 2,5% come un’espressione dell’austerita` e vuole spendere ancora piu`, il deficit dello stato crescerebbe ancora.

Agli italiani viene mascherato che solamente le garanzie sul debito dei partner europei e i bassi interessi della Banca Centrale Europea consentono un simile disinvolto comportamento col deficit.

Renzi si e` dimenticato della Grecia.

Che ha avuto per lungo tempo grandi deficit di bilancio come lui vorrebbe per l’Italia.

Ma nel frattempo e` la Grecia che e` quasi affondata come il Titanic.

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terribile, duro monito del quotidiano degli ambienti economici e finanziari tedeschi.

quano sia concreto si puo` valutare da questo: il 25 gennaio la Banca Centrale Europea ha deciso che i prossimi acquisti di titoli di stato saranno limitati al massimo a quelli valutati BBB- dalle agenzie di rating internazionali.

in questo modo sarebbero compresi negli acquisti che attualmente sostengono il debito pubblico dell’area euro tutti gli stati che vi appartengono, tranne Grecia, Portogallo e Cipro.

l’Italia ha un rating di BBB- per Standard & Poor’s, di Baa2 per Moody’s e di BBB+ per Fitch.

insomma, il nostro fragile destino e` nelle loro mani: basterebbe un abbassamento della valutazione, del resto preparato dalla violenta crisi in corso, per vedere crollare i nostri titoli di stato, una volta privati del sostegno della BCE.

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