pensioni irreversibili? – 97

ierisera una mia amica mi ha convinto, via whatsapp, a dare un’occhiata a Crozza: era divertente, e subito dopo c’era Marino, molto interessante, e anche Bertolaso, candidato a curare le grandi catastrofi con Anemone, come no?

fino a qui ho resistito senza pena alla tv vista via pc; poi e` iniziato un atroce dibattito sulle pensioni di reversibilita` e la nausea mi ha costretto a fuggire.

l’Italia e` il paese dove l’idiozia diventa una cosa normale e l’unico criterio che guida chi parla in tv e` chi fa la demagogia piu` spinta.

. . .

vi dico soltanto che all’inizio della discussione, en passant, e` scivolata via la frase che col 2016 l’INPS, l’ente che paga le pensioni, avra` finito di mangiarsi il patrimonio, cioe` le riserve.

finora e` in deficit, e passi, ma col 2017 non sapra` piu` neppure dove andare a prendere i soldi anche soltanto per restare in deficit.

credete che qualcuno abbia dedicato il minimo briciolino di attenzione al problema?

macche`, tutti a strillare sull’intoccabilita` delle pensioni di reversibilita` irreversibili…

ora, non dico che non se ne debba parlare, ma dentro un quadro, e che cavolo!

e` per questo, vedete, che la televisione italiana e` un morbo: stravolge il buon senso, e lo ripeto: l’unico modo di salvarsene e` fare a meno di guardarla.

. . .

oggi sono andato a cercare i dati sull’INPS e non e` stato neppure difficile trovarli.

dati doppiamente interessanti, visto che si parla del suo presidente, Boeri, come del possibile capo di un governo tecnico che dovrebbe succedere a Renzi dopo la catastrofe prossima ventura.

Boeri, quantomeno, di economia ci capisce e non e` un volgare politico maneggione come Renzi.

ma le sue idee sono alquanto preoccupanti.

. . .

comunque torniamo all’INPS, ed ecco qualche citazione:

Pensioni, nel 2016 l’Inps prevede un rosso di 11,2 miliardi.

Rosso sempre più profondo per l’Inps. Che l’anno prossimo si ritroverà con il patrimonio sottozero.

e qui vi blocco subito, perche` nel demenziale sistema italiano, che per la sua impostazione gloale risale immutato al periodo fascista, le pensioni sociali, quelle che coprono (parzialmente) le situazioni di poverta` degli anziani anche se non hanno mai versato i contributi, e gli assegni agli invalidi civili sono messi a carico del sistema pensionistico.

in altre parole nei calcoli che si fanno e che girano sono i lavoratori dipendenti che pagano le pensioni agli anziani nullatenenti e agli invalidi, non tutti i cittadini.

il corollario e` che, senza scomporre queste due voci, noi non sappiamo se il sistema pensionistico vero e proprio e` in equilibrio oppure no.

. . .

ho trovato i dati del 2012, che tuttavia sono discordanti, e non di poco, tra le diverse fonti.

nel 2012 vennero erogate pensioni per un totale di 261,500 miliardi di euro, e di questi quasi 25 miliardi di euro andavano per pensioni di carattere assistenziale e oltre 16 per assegni agli invalidi civili.

restavano, a carico delle pensioni vere e proprie, perche` le fonti sono diverse, 211 miliardi di euro, ma non chiedetemi di far tornare i conti. (probabilmente altri 9 miliardi vanno a carico di altre spese di tipo assistenziale: cassa integrazione e simili?).

e i contributi pensionistici di quell’anno raggiunsero i 190 milioni di euro.

dunque un disavanzo di 21 miliardi di euro?

21 miliardi di pensioni in piu` rispetto ai contributi pensionistici incassati, anche prescindendo dalle pensioni sociali e di invalidita`?

. . .

si`, ma soltanto dal punto di vista del bilancio interno dell’INPS, ma non dal punto di vista del bilancio statale.

dato che i contributi pensionistici sono al netto e invece l’importo delle pensioni e` calcolato al lordo.

quei 211 miliardi di pensioni lorde pagano in realta` 46 miliardi di imposte allo stato.

diventano al netto 165 miliardi di pensioni.

165 miliardi di pensioni nette contro 190 miliardi di contributi netti versati nel 2012.

come si vede, nel 2012 in realta` lo stato sulle pensioni ha guadagnato 25 miliardi, ci ha fatto cassa.

probabilmente questo avanzo e` diminuito nei tre anni successivi, per la crisi, ma certamente sussiste ancora.

. . .

questo ci permette di dire che il sistema pensionistico vero e proprio e` in realta` molto sano; anzi i contributi che i lavoratori versano sono molto superiori agli importi delle pensioni che quegli stessi lavoratori percepiscono.

basterebbe scorporare le voci improprie, cioe` le voci del bilancio dello stato trasferite impropriamente a carico dei fondi pensione, e calcolare le pensioni al netto e non al lordo, per accorgersene.

. . .

bene. ma forse questi ragionamenti sono troppo complessi per essere presentati a un pubblico televisivo medio.

meglio strillare tutti che le pensioni di reversibilita` non si toccano, a prescindere, intanto che chi conta davvero (Boeri nell’una o nell’altra veste) pensa come fare cassa di nuovo sulle pensioni.

e mentre chi paga i contributi pensionistici mantiene, oltre ai pensionati, anche gli indigenti e gli invalidi, almeno in parte.

. . .

poi e` chiaro che le pensioni non si dovrebbero toccare, ma non per qualche tabu` egoista, miope e piccino, ma per i calcoli economici appena fatti qui sopra.

boeri-renzi

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4 thoughts on “pensioni irreversibili? – 97

  1. commento ricevuto sul blog cor-pus da CDF

    Ho letto il tuo articolo, su alcune cose sono d’accordo con te; ” il capitalismo vero e proprio, quello dell’etica protestante di Weber, aveva una sua dignita` che manca al sistema politico-economico para-mafioso che domina l’Italia”

    NON CI SONO DUBBI SU QUESTO… Trovami un altro paese in cui non riesci ad avere un lavoro nonostante tu sia continuamente contornato da ritardati assunti che dovrebbero aiutarti e che hanno un lavoro a tempo indeterminato.

    Lo ripeto da anni, l’Italia è un paradosso sistemico.

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    1. su questo concordiamo pienamente.

      il vero problema che rimane aperto e` questo: come fa questo paradosso sistemico a funzionare ancora, nonostante il declino evidente nel quale e` precipitato?

      la mia risposta, alla luce della esperienza fatta in Germania, confrontando in settori analoghi (la scuola) il modo di lavorare da noi e da loro, e` che in realta` in Italia c’e` una minoranza che lavora in modo incredibile (loro non arrivano neppure ad accettare un simile impegno individuale) ed e` quella che tiene in piedi la baracca.

      vale molto per il settore privato, ma, in misura piu` ridotta, e` cosi` anche nel pubblico.

      in sostanza e` una minoranza che si danna, vilipesa quel che basta dalle generalizzazioni demagogiche che rifiutano di riconoscerne i meriti, e quando verra` meno, come da molti segni appare prossimo, il sistema crollera` facilmente.

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