quanti sono gli assassini di Giulio Regeni? – 102

e` una bella cosa l’attenzione che rimane viva sulla morte tremenda di Giulio Regeni, palesemente ammazzato da qiualche struttura operativa governativa in Egitto, come quelle che stanno facendo sparire nel nulla centinaia di oppositori.

l’Egitto e` una dittatura militare filo-occidentale, che ha colto al volo l’occasione delle proteste di massa di un paio d’anni fa contro il governo eletto dei Fratelli Musulmani, per instaurare il terrore armato e cancellare ogni forma di democrazia.

e` come il governo dei militari argentini degli anni Ottanta, che fecero sparire nel nulla decine di migliaia di resistenti.

stomachevole, ma non per le nostre classi dirigenti.

e` con amici di questo tipo che ci rendiamo nemici gli arabi, e poi ci meravigliamo.

Regeni-inaccttabile

. . .

da chi e` stato ucciso Giulio?

certamente dalla polizia egiziana o da qualche sua struttura parallela, sempre di tipo governativo, a parere mio.

il fatto che la polizia egiziana abbia dichiarato al ritrovamento del cadavere che si trattava di un incidente stradale non dovrebbe lasciare molti dubbi.

ma il fatto che il cadavere sia stato fatto ritrovare nudo dalla cintola giu` serviva ad accreditare un’altra pista: quella del delitto gay.

ora nessun omicida di gay ti tiene sequestrato torturandoti con apposite apparecchiature per una settimana

ma questa versione e` stata riproposta anche pochi giorni fa da un disgustoso articolo di Luttwack, che spiegava perche` l’Egitto del terrorismo di stato di Al-Sisi e` il nostro migliore alleato.

ma non sono neppure riusciti a mettersi d’accordo fra loro e hanno fatto mosse contraddittorie, che disegnavano scenari incompatibili fra loro!

. . .

tuttavia rimangono due aspetti oscuri, e non vanno taciuti:

a) come mai la polizia o chi per lei non e` andata a casa di Giulio per recuperare il suo computer, visto che lo riteneva una spia?

b) come mai il cadavere e` stato ritrovato? e proprio vicino a una caserma?

non era piu` semplice farlo sparire?

. . .

ecco dunque la versione filo-governativa uscita ieri e gia` smentita, che sembra una barzelletta.

sembrano piu` che altro tentativi confusi di andare a vedere quanto e` disposta a bersi l’opinione pubblica.

Giulio, dicono, e` stato ucciso dai Fratelli Musulmani, cioe` dai principali oppositori del regime militare di al-Sisi, che questo ha rimesso in campo, almeno clandestinamente, dopo la disfatta politica del loro governo.

pensate che questo partito, ora fuori legge ed attivamente combattuto e perseguitato in tutte le sue forme, sarebbe cosi` potente tuttora da controllare almeno dei settori dei servizi segreti.

Giulio Regeni sarebbe stato ucciso da agenti segreti sotto copertura, molto probabilmente appartenenti alla confraternita terrorista dei Fratelli musulmani, per imbarazzare il governo egiziano, scrive un giornale egiziano al servizio del governo.

bene, e` una prima ammissione fondamentale; quanto alla capacita` dei Fratelli Musulmani di controllare i servizi segreti, e` una storia tutta da ridere.

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ma il quadro non finisce affatto qui.

tornando a Giulio, credo che quello che colpisce a sangue della sua storia e` che lui e` una figura emblematica dei nostri giovani migliori oggi, i nostri ragazzi piu` intelligenti e capaci che emigrano, parte per scelta, parte per necessita`, per avere un futuro.

(a me viene in mente un’altra situazione lontana, che ho raccontato anni fa, in cui decine di menti brillanti fuggivano dall’Italia dominata dall’Inquisizione e si rifugivano in Inghilterra: era la fine del Cinquecento, e fra questi probabilmente ci fu anche quello che conosciamo come Shakespeare, un siciliano che aveva assunto l’identita` di un parente inglese prematuramente scomparso)

e` una tragedia nazionale di portata storica; e come cinquantenne emigrato anche io e rientrato da non molti anni, mi sento quasi di averla condivisa, anche se da un punto di vista particolare.

sono esperienze che ti cambiano la visione del mondo e fanno di te un disadattato cronico rispetto al paese da cui sei fuggito e al quale ritorni, da qualche espefrienza euroepa, ritrovandolo peggiorato e oramai balcanico o semi-africano perfino nei modi di funzionamento della vita quotidiana.

un paese che perde intelligenza giorno dopo giorno, visto che i cervelli migliori sono in fuga.

e Giulio Regeni era uno di questi cervelli, e la sua morte insegna molte cose.

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altri due aspetti emergono dalla vicenda, che riguardano invece l’Occidente e le sue universita`.

Giulio non era una spia, come si e` cercato di far credere in un primo momento, da manovre neppure troppo occulte di depistaggio e condizionamento dell’opinione pubblica.

Giulio lavorava come ricercatore universitario.

ma e` il ruolo di queste universita`, e di quella inglese con cui aveva il suo contratto, che rende quasi impalpabile il confine fra la ricerca sociologica e l’attivita` di spionaggio.

queste universita`, sotto la copertura di presunte ricerche accademiche, raccolgono poi notizie che rivendono a centri di osservazione e condizionamento.

insomma, nella societa` che fa merce della notizia, anche l’universita` la produce e la vende, e la distinzione dell’universita` da un centro di raccolta di osservazioni anche di cosiddetta intelligence e` molto labile.

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secondo: quando le professoresse per cui Giulio lavorava gli chiesero a dicembre di fare dei report molto piu` dall’interno, erano consapevoli dei rischi che decisero di fargli correre oppure erano totalmente sprovvedute?

ho letto di recente che nessuno potrebbe assolvere una univerista` che avesse mandato un suo contrattista a fare indagine sociologica sui desaparecidos argentini mentre questi venivano ammazzati dai generali di quel paese, al tempo di Bergoglio capo dei gesuiti del paese.

ma soprattutto – ha osservato un ricercatore che lavora proprio in Egitto – appare incredibile che a Giulio Regeni non siano state indicate alcune regole di comportamento basilari per ridurre i rischi che correva (muoversi sempre in piccoli gruppi di due o tre persone, avere dei punti di riferimento da tenere costantemente informati ora per ora dei propri spostamenti) e soprattutto che non gli sia stato dato un localizzatore GPS del costo di poche centinaia di dollari.

se e` vero che venne ucciso solo poche ore prima del ritrovamento del cadavere il 3 febbraio, questo gli avrebbe certamente salavato la vita, cosi` come una mobilitazione piu` tempestiva nelle lunghe ore e nei giorni nei quali veniva torturato peggio di Cristo.

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Giulio ucciso dai servizi segreti egiziani, certamente.

ma anche dall’universita` inglese per cui lavorava, almeno in un certo senso.

Giulio, che e` anche simbolo delle condizioni incredibili di rischio e di sfruttamento che la civile Europa impone ai nostri giovani intellettuali in fuga dal nostro paese.

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finito di scrivere il mio post, leggo questo:

http://www.lastampa.it/2016/02/19/esteri/giulio-regeni-mandato-allo-sbaraglio-dai-suoi-docenti-inglesi-sv1TscnNnGt3oBUwjPoz2H/pagina.html

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