s-Vendola indifendibile – 126.

ieri ho ironizzato sullo sdegno peloso di Salvini sulla scelta di Vendola di diventare mammo (suppongo, anzi no: e` una certezza, considerando che il padre biologico e` l’altro).

ma non vorrei che quel post sembrasse un appoggio alla scelta di Vendola di finanziare un figlio concepito in America al suo compagno di vita.

mi infastidisce poi l’obbligo di quasi di occuparsi del tema del giorno, anche di quelli che vengono agitati per distrarci dai problemi veri.

ma per evitare quell’equivoco, ecco quel che penso sul tema.

. . .

ritengo che Vendola fosse indifendibile anni fa quando, ridendo sui morti di cancro, prometteva all’ILVA di Taranto di far fuori il direttore dell’ARPA che non si piegava ai ricatti della politica.

e proprio ieri Vendola e` stato nuovamente rinviato a giudizio per disastro ambientale, assieme ai dirigenti di quelkla fabbrica, dopo che il primo rinvio e` stao annullato per vizio di forma: qualcuno ha forse visto dare dalla stampa anche soltanto l’1% dell’attenzione ndedicata ai suoi fatti, tutto sommato privati? anche se questi comportamenti sono oggettivamente ben piu` gravi, se provati.

ma no, il bambino funziona benissimo come arma di distrazione di massa.

. . .

ora Vendola va nell’America liberista che ha mercificato anche la gravidanza, dimostrando tutta l’inconsistenza del suo dichiarato comunismo alternativo.

e ritengo che Vendola sia indifendibile adesso come leader politico che danneggia irreparabilmente per un suo interesse privatissimo la causa delle adozioni dei figliastri nelle coppie omosessuali, scatenando una ulteriore reazione emotiva di massa.

e tutto questo mi conferma che Vendola e` politicamente del tutto inaffidabile.

. . .

quanto alle scelte personali dell’uomo Vendola io non mi permetto di giudicarle: ne risponde lui alla propria coscienza, ammesso che ne abbia una.

io posso soltanto dire che far mettere al mondo un bambino da una madre (o due) e poi sottrarlo alla madre gestante nei primissimi tempi del suo sviluppo significa inevitabilmente danneggiarlo.

e` come se si decidesse di mettere al mondo un bambino per fargli passare i primi tempi in incubatrice.

puo` essere un male necessario per curarlo e salvargli la vita.

ma non puo` essere una scelta che gli si impone a priori per un proprio capriccio.

un bambino e` un essere senziente e sensibile e ha diritto ad uno sviluppo che sia il piu’ possibile armonioso e naturale.

. . .

l’unita` fisica, empatica, tra il corpo del neonato e quello della mamma, la prosecuzione fuori dell’utero di quel contatto profondo che c’e` stato nella gestazione, sono elementi insostituibili di una crescita psicologica armoniosa.

non si possono buttare: a volte succede per necessita` o disgrazia, ma abbiamo il dovere di cercare di evitarlo fino a che possiamo.

qualcuno che ha un brutto rapporto col corpo femminile non puo` svalutarlo a priori, per scelta propria, anche per un figlio messo al mondo artificialmente.

. . .

avevo qualche dubbio, ma Vendola mi ha costretto a riflettere e me li ha tolti.

e` per questi motivi, non per altri, piu` discutibili, che l’utero in affitto va fermamente proibito, per coppie omosessuali e non.

perche` e un danno per il bambino che nascera` crescerlo separandolo dalla madre.

. . .

chi vuole mettere al mondo un bambino con nuove tecniche, che oggi sono possibili e in nome di un modello nuovo di famiglia, viva questo nuovo modello fino in fondo e faccia crescere per i primi tempi almeno il bambino dalla madre naturale, tenendosela in casa, come una volta si faceva con la balia, quantomeno (e non per due o tre settimane soltanto).

rinunci ad una vita strettamente ed esclusivamente di coppia chiusa tradizionale, per il bene del bambino.

. . .

oh, anche io sono stato allattato dalla balia e non dalla madre di sangue: quella dolce balia che e` stata la salvezza della mia mente, ma che mi ha lasciato per anni la sensazione profonda che mia madre non fosse la mia madre vera…

no, non si cresce del tutto bene, con questi retroterra di privazione.

 

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12 thoughts on “s-Vendola indifendibile – 126.

  1. segue/
    La scaletta mi piace. Due precisazioni per capirci:
    – non tu mi hai irritato, è il clima che si è creato nel paese durante la (non) discussione della legge. Credo che al paese intero sia utile una quarantena dall’argomento.
    – questo spero non fosse rivolto a me “divinizzare la famiglia e chiudere gli occhi sulle sue problematiche…” altrimenti , come interlocutore, mi spiaccichi in posizione di autodifesa
    🙂

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    1. mi pare che in difesa te la cavi benissimo; anzi, forse e` proprio il ruolo dove giochi meglio in campo…

      non ti vedo a fare l’attaccante: ti vedo nei palleggi a far scivolare la palla sotto il piede dell’attaccante… 🙂

      quindi, se ti metto in difesa, potrei essere anche il tuo allenatore che ti valorizza al meglio! 🙂

      la discussione intera sulla proposta di legge Cirinna` e` stata mediocre, banale, da entrambe le parti, fondata su mistificazioni, falsi evidenti, deformazioni concettuali arbitrarie.

      da seguire con rassegnazione piu` che con irritazione, da parte mia.

      da questo paese non mi aspetto di meglio; il governo che ha e` il suo ritratto e neppure dal governo mi aspetto di meglio.

      quanto alla frase, con i puntini e` nata e lasciamola con i puntini… 😉

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  2. “no, non si cresce del tutto bene, con questi retroterra di privazione.” aggiungo io “programmati”.
    Tutto si può superare se accade per la dinamica imprevedibile degli eventi, diversamente no e le probabilità che sfocino in tardivi drammi è incalcolabile.
    Argomento di cui fa male, molto male, doversi occupare.
    Fa bene ricordarsi che si tratta di meganotizie ma il numero di casi reali è micro

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    1. si`, sono d’accordo con te.

      purtroppo ci sono anche bamboini che crescono orfani, e alla fine diventano adulti sereni.

      ma quel che non si puo` accettare e` la programmazione cosciente di situazioni a rischio.

      aggiungo tuttavia, per completezza, che alla fine anche una parte consistente di famiglie cosiddette normali sono situazioni gravemente a rischio e la cronaca nera ci porta all’attenzione solo qualche caso fra i tenti, qua e la`.

      ma le famiglie normali funzionano soltanto perche` la societa` decide a priori di chiudere gli occhi su figure genitoriali a volte assolutamente inadeguate per non dire deleterie o perfino criminali.

      da preside ho conosciuto situazioni a volte tremende, e non so che cosa potrebbe succedere concretamente se la societa` decidesse davvero di osservare che cosa succede entro le mura domestiche di tante famiglie perbene.

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      1. proporzioni…. 10 casi di abnormità scritti nei media o incontrati nelle propria vita fanno scordare 10.000 casi di piacevolmente imperfetto funzionamento famigliare 🙂

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        1. non mi pare che il problema sia questo.

          il problema, come cercavo di dire, e` che la famiglia e` concepita come il regno del privato per eccellenza, dell’incontrollato e incontrollabile, cioe` del potenzialmente abusivo per eccellenza, e non a caso la mafia si definisce famiglia.

          poi, ovviamente, la famiglia e` una istituzione necessariamente sana, tendenzialmente, e in prevalenza funziona bene.

          ma basta questo per considerare irrilevanti i casi di bambini pesantemente maltrattati in famiglia, e perfino violentati o uccisi, o semplicemente (semplicemente!) danneggiati irreversibilmente nel loro sviluppo psicologico?

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          1. Non ho mai pensato che fra gli umani potesse esserci qualcosa di perfetto….
            Certo che i casi patologici non sono irrilevanti, ma in questi tempi vengono messi al centro del palcoscenico per suggerire che quella parte esemplifica il tutto.

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              1. Non è così. Hai scritto “basta questo per considerare irrilevanti i casi …” e ti ho risposto non sono irrilevanti ecc ec.
                Ho lasciato cadere l’affermazione che la famiglia è potenzialmente un luogo abusivo, per la ragione già detta: niente è perfetto.
                Chi è il sordo? Lol

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                1. ahime`, netbook andato in crash proprio mentre ritoccavo il mio commento di risposta gia` finito e anche abbastanza complesso.

                  la replica impone la sintesi estrema:

                  primo: se il dialogo e` tra sordi, i sordi sono due. 😉

                  (seguiva qualche notazione autobiografica sul tema, giusto per confermare che neppure posso allontanare da me l’accusa di una certa sordita`…)

                  secondo: la formula niente e` perfetto (ripesa pari pari da A qualcuno piace caldo?) denota in genere volonta` di non proseguire ad approfondire; e viene ribadita ogni volta da te.

                  ne deduco che il tema degli aspetti critici della famiglia e` per te tabu` e che non ti interessa approfondire le criticita` del modello familiare attuale ne` la ricerca di possibili correttivi (che io vedevo in una maggiore vigilanza sociale di enti preposti).

                  probabilmente stai cercando di dirmi tra le righe qualcosa che io non capisco, e in questo caso il sordo sono (anche) io.

                  credo tuttavia assurdo proseguire, considerando che questo tema di discussione non sembra che ti interessi 🙂

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                  1. “denota in genere volonta` di non proseguire ad approfondire” ma sai che sei un bel tipo? Fai il boia e l’impiccato. Lasciamo stare la sordità, e parliamo di memoria… mcc e bortocal avevano discusso molto sulla famiglia, ai tempi in cui avevi pubblicato la storia a puntate di “uno zio e del nipote capitatogli in casa”. Mi avevi inveito contro accusandomi di essere incapace di concepire che si potesse crescere bene anche al di fuori della famiglia… Capirai che non muoio dalla voglia di farmi di nuovo lardellare!
                    Faccio una proposta di mediazione: lasciamo passare questa buriana sollevata dalla legge appena votata&svuotata che ha reso irritabili, almeno io lo sono, e poi ci diamo una scaletta di discussione..

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                    1. mi spiace di avere indotto irritazione.

                      hai ricordato un caso evidente (e anche molto doloroso per me, visto che tocca direttamente la rete delle mie relazioni affettive piu` strette) nel quale la famiglia – qualunque cosa voglia dire in realta` questa parola molto eterogenea – si rivela inadeguata al compito di crescere un bambino e un adolescente ed e` necessario ricorrere a strutture diverse.

                      divinizzare la famiglia e chiudere gli occhi sulle sue problematiche…

                      pero`, hai ragione: scusa se insisto; quando avrai voglia riprenderemo a mente serena e, se vorrai, ti propongo questa scaletta:

                      1. che cos’e` “la famiglia”? qual e` il suo scopo principale?

                      2. quanti tipi di “famiglia” esistono?

                      3. quanto bene funzionano i diversi tipi di famiglia? quali problematiche sono incapaci di risolvere o addirittura provocano?

                      4. esistono delle soluzioni per queste problematiche oppure i rimedi sono peggiori del male?

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