dopo Mondazzoli StampRep – 129

sintesi del post:

  1. la sorprendente ma ovvia indifferenza dei media alla creazione di un monopolio dell’informazione giornalistica in Italia
  2. la protesta di un blog integralista cattolico
  3. le nuove norme renzine sui mutui bancari, un esempio di controllo dell’opinione pubblica: le balle fatte circolare sulla presunta Direttiva europea
  4. la protesta di un blog vicino all’area di autonomia

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  1. la sorprendente ma ovvia indifferenza dei media alla creazione di un monopolio dell’informazione giornalistica in Italia

chissa` come mai la fusione in mani berlusconiane delle due principali case editrici italiane, Mondadori e Rizzoli, ha suscitato un clamore gigantesco, mentre passa praticamente inosservata la concentrazione nelle stesse mani proprietarie del Corriere della Sera, Repubblica e L’Espresso, che ha un impatto ben maggiore in termini di controllo della circolazione delle idee.

ma mi risparmio la fatica di comporre qualcosa di mio, dato che posso soltanto citare, da blog dai quali peraltro dissento sostanzialmente.

ma evidentemente di fronte a questo ulteriore drammatico colpo alla liberta` di stampa in Italia ogni centro alternativo di diffusione dell’informazione si ritrova a protestare.

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2. la protesta di un blog integralista cattolico

In Italia muore la libertà di stampa, segnatevelo pure.

Sono sempre rimasto affascinano dal silenzio che circonda le notizie più rilevanti, ma devo dire che non mi aspettavo che l’annuncio della fusione tra i gruppi che possiedono Stampa e Repubblica (e Secolo XIX) passasse così, come una cosetta da poco e infinitamente meno importante di un tweet di Fedez contro Salvini o di un post di Selvaggia Lucarelli.

Voglio dire: due dei tre maggiori quotidiani italiani, da oggi, sono nelle mani della stessa proprietà.

A lato pratico significa che, almeno potenzialmente, da domani mezzo milione di copie potrebbero ripetere le stesse verità e le stesse menzogne: vi pare poco?

E’ vero che, nella sostanza, le cose erano già così – su molti temi Repubblica, La Stampa e lo stesso Corriere vendono la stessa versione, e il direttore di Repubblica lo è stato, per anni, de La Stampa, dopo aver già lavorato per Repubblica – ma che la cosa diventi a tutti gli effetti ufficiale, cioè che un soggetto unico controlli di fatto due colossi dell’informazione, un minimo di preoccupazione dovrebbe sollevarlo.

Per quanto agonizzante sia la carta stampata, infatti, (…) la mente di (…) magistrati, insegnanti, avvocati e imprenditori, fra gli altri, da domani, avrà lo stesso mangime e sempre meno anticorpi contro l’omologazione saranno nelle edicole e nell’aria.

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3. le nuove norme renzine sui mutui bancari, un esempio di controllo dell’opinione pubblica: le balle fatte circolare sulla presunta Direttiva europea

giusto per fare, da parte mia, un esempio, ieri il vice-direttore della Stampa ha scritto un vibrante articolo contro la bufalesca direttiva europea che avrebbe imposto al povero renitente governo italiano di proporre un decreto che avrebbe tolto la casa ai mutuatari morosi dopo sette rate non pagate, e la notizia e` stata ripetuta in tutte le salse in questi giorni, diventando indiscutibile, ma restando taotalmente e clamorosamente FALSA.

la Direttiva Europea, peraltro approvata tempo fa dal Parlamento Italiano con due, dicesi 2, e ripeto due, voti contrari, afferma esattamente il CONTRARIO e viene usata dal governo per provare a favorire le banche, come un pretsto.

stralci dalla Direttiva Europea:

“Considerate le conseguenze significative di un pignoramento per creditori, consumatori e, potenzialmente, per la stabilità finanziaria, è opportuno che (…) i creditori esercitino un ragionevole grado di tolleranza e compiano ragionevoli sforzi per risolvere la situazione con altri strumenti, prima di dare avvio a procedure di pignoramento”.

art. 28: “Gli Stati membri adottano misure per incoraggiare i creditori ad esercitare un ragionevole grado di tolleranza prima di dare avvio a procedure di escussione della garanzia.

Ove possibile è opportuno trovare soluzioni che tengano conto delle circostanze concrete e dei bisogni ragionevoli del consumatore in termini di spese di sostentamento.

Qualora dopo la procedura di pignoramento permangano debiti residui, gli Stati membri dovrebbero garantire condizioni minime di sussistenza e porre in essere misure che facilitino il rimborso evitando, al contempo, il sovraindebitamento a lungo termine”.

le famose sette rate non pagate prospettate dal governo Renzi per concedere alla banche il diritto di vendere l’immobile ipotecato con procedure veloci da dove provengono, allora, se non dal governo italiano stesso?

che ha dato ordine di far credere che ce lo chiede l’Europa, quando l’Europa, invece ci chiede il contrario.

ora fate conto che questo tipo di notizie vengano date da una stampa che e` per i due terzi di un’unica proprieta`.

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4. la protesta di un blog vicino all’area di autonomia

Adesso possiamo stare tranquilli.

A vigilare sulla libera editoria, al servizio di una crescita civile del Paese, ci pensa il polo del futuro, confezionato per i polli di oggi, i pochi che continuano a sentirsi rassicurati della veridicità delle notizie che hanno letto sul giornale (…).

Oggi è stato dato il lieto annuncio della costituzione delle nozze, un vero matrimonio, mica un succedaneo di fatto, tra il gruppo di De Benedetti e la Stampa.

Mancava questa ufficializzazione per chiudere il cerchio dell’egemonia dei monopoli, sociali, politici, culturali, informativi: adesso abbiamo un partito unico, una televisione unica, un quotidiano unico., al prezzo di due.

Resta fuori quello un tempo più autorevole, scaricato come un ingombro, dopo plurimi salvataggi, perché, a detta dei due sposini, avrebbe finalmente raggiunto una certa autonomia, che significa la condanna a una lenta e inesorabile agonia, con gli oli santi di Mediobanca, le elemosine dello scarparo mecenate, gli oboli di Cairo, Unicredit e Intesa, che i gioielli se li sono già impegnati tutti, dal palazzone di via Solferino,  ai libri e resta solo il Corriere sempre più smunto, sempre più espropriato della sua autorità morale, e la Gazzetta dello Sport.

Tutta l’operazione e oggi le firme in calce che ne concludono l’iter iniziato da tempo, confermato dai trasferimenti automatici di direttori incaricati di anticiparne simbolicamente il coronamento, nulla ha a che fare con l’informazione, l’attività di servizio che le compete, i suoi doveri, i suoi diritti, la deontologia.

E nemmeno più, paradossalmente, le funzioni di fiancheggiamento a governi vigenti, perché (…) i padroni di riferimento non sono certo quelli nazionali (…), ma per accertata ubbidienza a quella cupola globale,   “cupola” planetaria, fatta di grandi patrimoni, di alti dirigenti del sistema finanziario (…), insomma quella classe capitalistica transnazionale che domina il mondo. (…)

Che invece a dimostrazione dell’interesse per la comunicazione e per il paese originario della casa madre, Marchionne ha pensato bene di comprarsi l’Economist, con l’auspicio di aggiudicarsi la copertina di uomo dell’anno o di pagarsi qualche servizio pubbliredazionale sulle formidabili performance della Fca.

Anche l’altro socio avrà probabilmente deciso che quel suo capriccio, quella passionaccia per i giornali, erano diventati un passatempo troppo costoso.

Che l’eclissi della carta stampata richiede di dismettere hobby destinati a diventare vizi.

(…) Così si dice che l’Espresso sia condannato a mutarsi in supplemento domenica di Repubblica mentre il resto del pacchetto, i beni di famiglia: e i giornali locali della Finegil, 18 testate, i giornali online che contano 2,5 milioni di utenti  al giorno e i mensili: National Geographic Italia, Le Scienze, Mente e cervello, Limes e il bimestrale Micromega, verranno inglobati nella holding, quella che a detta di De Benedetti, rappresenta  ”una novità destinata a aprire grandi prospettive per il mercato”, nella piena garanzia che verranno rispettati  “quei valori di integrità e indipendenza che hanno guidato fino ad oggi le testate del Gruppo”.

Adesso non ci resta che attenderci che il premier ci confermi che si tratta di un nuovo successo dell’amore che guida i nostri atti, non ci resta che guardare al nuovo vincolo come a un segno di pace tra tanti conflitti: il giornale unico è stato creato proprio per combinare allarmi, paure, minacce, con le rassicurazioni che viviamo nel migliore di mondi possibile, a patto di accontentarci della verità che ci somministrano, come un necessario sonnifero.

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