[Krammer] Fede e credenza

Mi solletica una riflessione. Ma abbiate fede: non è nulla di trascendentale, che vi credete?
Solo di uno spunto creativo si tratta, dell’interpretazione del mio sentire.

Questi due concetti, in genere accostati quasi a risultare sinomimi, mi piace riproporli in forma antitetica.
Ed immediata.

Fede è lasciarsi la libertà di una porta aperta su ciò che appare insondabile.
Credenza è legarsi ai piedi un macigno artefatto che ci vincola il cammino.

Sinceramente trovo che fede e scienza vadano a braccetto, e l’una alimenta il fuoco dell’altra.
Non credo in dio e ne sorrido all’idea, ma amo la ricerca e sono inebriato di fede.


12 risposte a "[Krammer] Fede e credenza"

  1. mmm, sono in disaccordo praticamente su tutto… 🙂

    prima di tutto fede e credenza non li trovo sinonimi: per me una credenza e` un giudizio o una informazione accettata senza dibattito e per consenso comune; fede puo` essere lo stesso giudizio o la stessa fiducia data a un’informazione, pero` in modo personale e approfondito.

    se stiamo alla definizione che ne da` il vocabolario Treccani la fede e` una credenza piena e fiduciosa che procede da intima convinzione o si fonda sull’autorità altrui più che su prove positive; oppure la fiducia riposta dalla generalità delle persone in cose che, per l’esistenza di un sistema di mezzi precauzionali atti a garantirne la sincerità, si presumono vere o veridiche; o ancora il complesso delle proprie credenze, dei principî fermamente seguiti; in senso cattolico e` per la fede che si credono vere le cose rivelate da Dio, cioè i misteri soprannaturali e non dimostrabili della Trinità, Incarnazione, Redenzione, ecc., e anche quelle verità che la teologia cattolica ritiene dimostrabili razionalmente e che pure sono comprese nella Rivelazione (per es., l’esistenza di Dio).

    insomma la fede e` una forma di credenza potenziata, o la credenza una forma spuria di fede superficiale.

    quindi lungi da me il pensare che la fede e` una porta aperta: la fede e` una porta chiusa, perdipiu` a doppia mandata; la credenza e` una porta pure chiusa, ma senza girare la chiave… 🙂

    fede e scienza sono dunque l’una la negazione dell’altra.

    ma a me pare chiaro che per fede tu intendi semplicemente la fiducia, l’entusiasmo, l’attesa.

    forse quella che i cattolici chiamano invece speranza.

    questa va certamente d’accordo con la ricerca scientifica e con molto altro ancora…

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    1. toh, non avevo più risposto pardon!

      certamente, per fede intendevo proprio quello che hai scritto alla fine: fiducia. la radice etimologia è la stessa no? 🙂
      fede nel cambiamento, in tutto ciò che non comprendiamo, nella diversità che è la forza trainante dell’esistenza, della vita.

      il divenire è ineluttabile, per quanto con effimera illusione di stabilità si tenti di incatenarlo a vincoli inconsistenti.
      la ragione conta quando accompagna la fede, con luce sufficiente ad orientarla nel corso degli eventi.
      se ci si mette di traverso dallo scontro si genera angoscia, attaccamento, violenza: fattori che smantellano la ragione stessa ed alimentano anzi con vigore un rinnovato cambiamento.
      quella ragione che non riesce a supportare la fede è destinata a precoce estinzione.

      non è saggio impedire al fiume di defluire a valle: ogni ostacolo impone un aumento di potenziale che potrebbe travolgerci.
      in verità siamo costantemente in balia del fiume e la scelta consta piuttosto nella modalità in cui preferiamo scorrere verso valle.
      la ragione è il nostro remo ed il nostro timone, la fede è la nostra barca.
      da qui l’auspicio che vadano a braccetto 🙂

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      1. ……la ragione è il nostro remo ed il nostro timone, la fede è la nostra barca…….
        Molto bello per chi ha fede

        In mancanza della barca siamo senza remo ,non possiamo usare il timone, ne timone a vento, ne pilota
        automatico.
        Non possiamo seguire una rotta ne una direzione.
        Useremo la bussola che ci può aiutare
        a cercare la direzione giusta anche senza barca.

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        1. ciao Daza, è la prima volta che ti leggo qui dentro, grazie del commento.

          a mio modo di vedere tutti hanno fede, così come tutti hanno le proprie ragioni: sono stati psicobiologici propri dell’essere umano, al più vengono meno di fronte a certe patologie invalidanti.
          fai attenzione che non sto parlando di fede nel senso canonico-religioso del termine, come ho già scritto in precedenza 😉
          fede è anche quel buonumore propositivo di quando ti sveglia la mattina con la voglia di fare, l’appassionato interesse di una chiacchierata tra amici ed una molteplicità infinita di altri stati d’animo che ti proiettano all’azione.

          dunque non si pone tanto il problema di avere o meno fede e ragione, quanto dell’utilizzo appropriato che ne facciamo di queste nostre qualità, di come le facciamo mutare giorno per giorno in relazione tra loro con il mondo di volta in volta percepito.
          ne farei una questione di qualità cooperativa e non di quantità 🙂

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      2. ciao Krammer.

        come vedi anche dalla risposta di Daza, ostinarsi a chiamare “fede” quella che e` semplice fiducia, voglia di fare e di vivere, ottimismo, porta acqua al mulino di coloro che strumentalizzano la fiducia, trasformandola in vera e propria fede.

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        1. Eh su questo a malincuore devo darti ragione! Chiamiamola fiducia e basta allora, nonostante il nome mi piaccia di meno 🙂
          così però chi strumentalizza potrebbe virare sul piano politico ehehe

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          1. e` strano, in effetti, che non ci sia nessuna parola che renda pienamente il senso di quel concetto al quale qui entrambi ci riferiamo.

            e che d’altra parte la parola fede, che piu` ci si avvicina, risulti inguaribilmente contaminata dalle strumentalizzazioni.

            qui e` come se ci fosse nascosto un messaggio segreto, troppo difficile da accettare.

            e cioe` che l’uomo ha bisogno di fede pura, ma la fede o le fedi che ha a disposizione sono tutte comunque strutturalmente contaminate,

            cosi` che non c’e` nessun altro modo di avere fiducia che seguire qualche fede bastarda che ti strumentalizza.

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            1. parlare di fede è come parlare di amore: c’è troppa letteratura attorno per sperare di dribblarne le strumentalizzazioni.
              forse l’unica confezione che ne possa svelare il segreto è il silenzio 🙂
              a dirla tutta, in fin dei conti, vale lo stesso anche per la ragione.

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              1. mi e` venuto in mente che forse la parola giusta, per sostituire la consunta ed abusata fede, potrebbe essere entusiasmo.

                e per fortuna l’entusiasmo (a volte un poco sventato) non ha per niente una ricca letteratura alle spalle.

                sul termine ragione non mi pronuncio, ma forse anche qui la ricerca di qualche parola sostituta dovrebbe essere cominciata.

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