cinque anni di Fukushima – 147

la prima esplosione nel grande impianto nucelare di Fukushima, nel nord-est del Giappone, avvenne l’11 gennaio 2011, in concomitanza col terremoto e col successivo tsunami che colpirono la zona; i danni peggiori li provoco` l’onda del maremoto, alta 6,5 metri.

chi volesse riversela, provi a cliccare su questo link al relativo video di You Tube, e scoprira` qualcosa di molto istruttivo:

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nel blog cor-pus, la versione precedente di questo, venne dato grande rilievo all’incidente, anche grazie al dialogo con un altro blogger, afovidius, con ben 46 post dedicati, direttamente o indirettamente, all’incidente, a partire da questi du dell’11 e del 12 marzo rispettivamente:

https://bortocal.wordpress.com/2011/03/11/152-giappone-fukushima-peggio-il-nucleare-che-il-terremoto-e-lo-tsunami-assieme/

https://bortocal.wordpress.com/2011/03/11/152-giappone-fukushima-peggio-il-nucleare-che-il-terremoto-e-lo-tsunami-assieme/

venni anche criticato per l’attenzione giudicata eccessiva; oggi e` tempo di un bilancio retrospettivo, per il quale mi aiuto con la voce relativa di wikipedia.

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nei giorni successivi al terremoto e` avvenuta la fusione del nocciolo di tre reattori niucleari (i numeri 1, 2 e 3) dei sei che costituivano l’impianto, mentre nei reattori nucleari 4, 5 e 6 la situazione fu tenuta sotto controllo col loro spegnimento.

dopo una prima esplosione dell’11 marzo, di natura chimica e non nucleare, e` proprio il 12 marzo che esplode il nocciolo di contenimento del reattore n. 1 e le barre di uranio, rimaste scoiperte, rislutano parzialmente fuse.

la stessa situazione si osserva il 14 marzo per il reattore n. 2, con barre di uranio completamente scoperte e una nuova esplosione il 15 marzo.

nel reattore n. 3 la prima esplosione avvenne il 14 marzo, e fu molto piu` potente di quella verificatasi nel reattore n. 1, ma le sue conseguenze furono minori, in quanto pare che il contenitore del nocciolo del reattore non fosse stato intaccato.

anche nel reattore n. 4 vi fu un’esplosione con successivo incendio il 15 marzo, ma senza gravi conseguenze immediate: tuttavia il 9 maggio diversi esperti chiesero l’intervento dell’ONU per il rischio di una fusione nucleare nella vasca del maeriale esaurito, nel caso di un nuovo terremto, che per fortuna non c’e1` stato.

i reattori 5 e 6 riportarono danni minori.

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l’incidente, inizialmente inserito nel grado 4 della scala INES, che misura la portata degli incidenti nelle centrali nucleari, e` stato successivamente via via portato al grado 7, considerando non i singoli incidenti, ma la somma dei loro effetti complessivi.

cioe` al grado catastrofico, la massima gravita` possibile, sinora raggiunta, in precedenza, soltanto da quello di Chernobyl.

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ma, nonostante la quantità totale di radioattività diffusa nell’atmosfera sia stata all’incirca di un decimo di quella dell’impianto russo, per diversi aspetti l’incidente di Fukushima e` persino peggiore di quello di Cernobyl.

la nube radioattiva formatasi a seguito dei vari incidenti raggiunse la Francia attorno al 26 marzo, ma era di portata molto piu` ridotta di quella dovuta al disastro di Chernobyl, anche per la distanza, ovviamente.

tuttavia a Chernobyl il nucleo del reattore fu sigillato entro un rivestimento di cemento in un tempo abbastanza breve, bloccando l’emissione di radioattivita`; a Fukushima questa soluzione non e` risultata praticabile.

quindi a Fukushima la contaminazione sta procedendo ancora e durerà per un imprecisato numero di anni (secondo certe stime, in un periodo dai 10 ai 20 anni).

quindi un bilancio definitivo dell’oggettiva gravita` dell’incidente non e` ancora del tutto possibile.

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l’impianto viene raffreddato con continue immissioni di acqua marina, che si contamina e la massa d’acqua radioattiva si scarica, in misura non ben conosciuta, parte attraverso le falde freatiche della regione, e per una parte certamente maggiore in mare: nell’agosto 2012 nel pesce catturato nella regione sono stati rilevati elevatissimi tassi di radioattività e ne e` stata vietata la distribuzione di pesce; da allora questa contaminazione ha continuato a crescere.

le falde freatiche del Giappone nord-orientale sono dunque destinate a vedere crescere gradualmente la loro radioattivita` negli anni, ma quale sia il lro reale percorso non e` del tutto noto, e dunque lo sviluppo della contaminazione radiottiva delle acque di quella parte del Giappone non e` del tutto chiaro.

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la popolazione evacuata, attraverso allargamenti successivi della zona inabitabile fino ad un raggio di 30 km dalla centrale, e` stata di quasi 185.000 persone attorno a Fukushima: anche a Chernobyl sono stati evacuati tutti gli abitanti in un raggio di 30 km dal reattore nucleare, per un totale di circa 116.000 persone.

attorno a Chernobyl dal 1986 al 2002 si sono misurati quasi 5.000 casi di cancro alla tiroide, per espositzione allo iodio radioattivo prodotto dalla centrale, con un incremento di 10 volte rispetto ai numeri precedenti: cancri tuttavia curati efficacemente, perche` individuati precocemente grazie ai controlli, nel 99% dei casi; un numero analogo andrebbe attribuito all’aumento delle leucemie.

tuttavia le valutazioni sulle conseguenze dell’incidente sulla popolazione variano enormemente a seconda delle isituzioni che le formulano, fino ai 6 milioni di morti aggiuntive calcolate da Greenpeace per la popolazione mondiale, soprattutto per incremento dei casi di tumore, e regna una grande incertezza sulla portata effettiva dell’incidente da questo punto di vista.

non esistono ancora valutazioni analoghe per le conseguenze di Fukushima, tuttavia prevalgono le valutazioni rassicuranti.

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una cosa questo incidente ha rivelato con chiarezza: la gestione dell’incidente da parte della TEPCO, la societa` che gestiva gli impianti, è stata caratterizzata da reticenza, menzogne e abbandono della popolazione locale al suo destino; anche il Ministero dell’energia giapponese è stato accusato di aver nascosto molti dati.

paradossalmente l’incidente di Fukushima ha determinato il blocco o la revisione della politica dell’energia nucleare da parte di molti paesi, prima fra tutti la Germania, ma anche in Italia.

il Giappone, invece, ha deciso di continuare a puntare sul nucleare dal punto di vista energetico e di costruire nuovi impianti.

e tuttavia le conseguenze delle sue scelte continueranno a ricadere sul mondo intero, nel caso di nuovi incidenti.

fzz1

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Fukushima, come Chernobyl, rivela i limiti insuperabili del concetto di sovranita` nazionale, dato che le decisioni prese da singoli paesi hanno conseguenze globali.

a me pare che la principale conseguenza storica di questi episodi e` di avere evidenziato l’urgenza di un governo mondiale per decisioni di portata planetaria.

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2 thoughts on “cinque anni di Fukushima – 147

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