revochiamoli, revochiamolo – 151

il presidente del Gruppo Misto alla Camera (formato dai deputati che non appartengono ai partiti politici maggiori) ha presentato una proposta di legge per introdurre anche in Italia l’istituto della revoca del mandato attraverso un referendum.

prevede che, passati 18 mesi dal voto che lo ha messo in carica, almeno un numero pari al 15% dei partecipanti al voto possa chiedere la revoca del mandato dell’eletto e che dopo due mesi dal deposito della richiesta si svolga un referendum per la revoca del mandato, valido indipendentemente dal numero dei partecipanti.

considerando la nota litigiosita` italiana, alzerei la percentuale necessaria per indire il referendum o meglio la rapporterei al numero degli elettori e non a quello dei partecipanti al voto.

introdurrei anche la necessita` di un riferimento ad aspetti del programma elettorale palesemente tradito oppure a casi di indagine della magistratura o di rinvio a giudizio, per evitare semplici tentativi di rivincita di elettori avversi, con la possibilita` da parte della Corte d’Appello competente di bloccare i referendum infondati.

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ma, a parte tecnicismi di questo tipo, la proposta mi sembra ottima.

basta pensare al recente caso del sindaco di Roma Marino e a come una soluzione di questo tipo avrebbe risolto elegantemente la controversia, rimettendola al giudizio degli elettori.

ovviamente, approvando questa legge occorrerebbe anche impedire la vergogna realizzatasi a Roma, delle dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali per destituire il sindaco, un meccanismo che riporta il potere di valutazione dell’operato di una amministrazione comunale all’interno del ceto politico, anziche` al giudizio dei cittadini.

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tuttavia nella proposta presentata il recall (anglesismo obbligatorio come sempre quando non si vuole far capire bene un concetto) riguarda solamente la carica di sindaco, ma e` un peccato.

non riguarda la carica di presidente della regione, per esempio, che e` certamente ben piu` importante di quella di sindaco.

ma soprattutto non riguarda la carica di parlamentare.

come mai?

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secondo il presentatore, il recall è difficilmente compatibile con l’articolo 67 della Costituzione, che vieta il vincolo di mandato:

“Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”.

mi domando se sia davvero cosi`: a me pare che questo articolo voglia garantire la liberta` d’azione e di coscienza del parlamentare rispetto ad altri organi esterni, ad esempio voglia mantenerlo libero dalla cosiddetta disciplina di partito.

il vincolo di mandato vietato e` questo, ma dubito che la Costituzione voglia trasformare il rappresentante in un autocrate totalmente svincolato dal dovere di rappresentanza degli elettori.

i quali dunque conservano un diritto di valutazione sull’esercizio del dovere di rappresentanza della loro volonta` politica, a parer mio.

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piuttosto il problema nasce dal fatto che il parlamentare rappresenta la nazione intera e non soltanto la circoscrizione elettorale che lo ha eletto.

inoltre il sistema elettorale attuale potrebbe rendere macchinoso il referendum sulla revoca.

tuttavia mi sembrano difficolta` superabili.

la prima sul piano della interpretazione: il parlamentare rappresenta la nazione intera, e tuttavia viene eletto in una circoscrizione piu` ristretta; la revoca da parte di questa stessa circoscrizione non interferisce col suo dovere di rappresentanza degli interessi generali nazionali.

quanto alla revoca, non dovrebbe comportare l’obbligo di rifare le elezioni, ma il semplice subentro di chi lo segue per preferenze nella stessa lista che lo ha eletto.

anche se naturalmente il recall e` piu` agevole nel caso del sistema elettorale maggioritario, nel quale ogni circoscrizione elettorale elegge il proprio rappresentante.

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ma il piu` importante diritto di revoca dovrebbe riguardare il capo del governo.

soprattutto nei casi in cui la sua nomina non sia avvenuta attraverso chiare designazioni elettorali, come e` quello attuale.

qui lo impedisce di gran lunga, nella Costituzione attuale, il suo carattere parlamentare; l’unico organo che puo` legittimamente destituire il capo del governo e` indiscutibilmente il Parlamento che gli da` la fiducia.

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ma se il parlamento stesso e` eletto con un metodo illegittimo e non si limita, dopo la dichiarazione della Corte Costituzionale che ne ha inficiato l’elezione avvenuta con un metodo scorretto, a restare in carica il tempo strettamente necessario a tornare ad elezioni corrette, ma continua a governare come se fosse legittimo, come se rappresentasse correttamente il popolo, e anzi cambia addirittura la Costituzione che ha portato a dichiararlo illegittimo?

niente da fare: siamo oramai in un regime extra-costituzionale comunque.

vero e` che il nostro ineffabile capo del governo sta cercando di trasformare il prossimo referendum costituzionale in una specie di recall sualla sua persona, del quale sarebbe criminale non servirsi per mandarlo a casa e ristabilire in Italia corrette condizioni minime di democrazia.

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a parte l’uso improprio del referendum costituzionale, vedremo mai il diritto di revoca o recall in Italia?

anche se era previsto dalla costituzione ateniese, agli albori stessi della democrazia, quando era diretto esercizio del potere del popolo sovrano, attualmente non è molto diffuso nel mondo: sei cantoni svizzeri, la provincia canadese della Columbia Britannica, il Venezuela e numerosi stati degli Usa.

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sembra che ci sia poco da sperare.

pero` da un capo del governo che ha fatto della rottamazione la parola d’ordine, sarebbe lecito aspettarsi una piu` civile introduzione del diritto di revoca per inganno palese degli elettori.

pensate alla pagliacciata del contratto con gli elettori di berlusconesca memoria e alla doverosa possibilita` che agli elettori doveva essere data di rimandarlo a casa per frode evidente.

non sarebbe bello che Renzi potesse essere mandato a casa per mancato rispetto del programma elettorale sul quale il Partito Democratico di Bersani (non) prese i voti?

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troppo divertente, dite…

ma soprattutto troppo autolesionistico per lui, vero?

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