la democrazia che non serve e la democrazia che ci serve – 153

sintesi del post

  1. la democrazia e` il governo della maggioranza?
  2. democrazia rappresentativa e terrorismo inevitabile
  3. democrazia e pensiero debole
  4. democrazia e competenze
  5. democrazia come divisione dei poteri
  6. democrazia come governo debole
  7. quando la democrazia diventa inutile

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  1. la democrazia e` il governo della maggioranza?

dove sta l’essenza della democrazia?

nel principio della prevalenza della maggioranza?

alcuni lo affermano con convinzione degna di migliore causa, senza rendersi conto della penosa banalita` dell’affermazione.

la prevalenza della maggioranza non ha nulla di intrinsecamente democratico, e` soltanto una variante del principio bruto che e` la forza a decidere e comandare.

secondo questa versione dei fatti, la democrazia consisterebbe nella trasformazione simbolica del principio della forza.

invece di misurare la loro forza fisicamente, in democrazia i vari gruppi sociali si accontenterebbero di rappresentarla simbolicamente, ad esempio attraverso la misurazione del consenso attraverso le votazioni, e dunque di evitare forme di conflitto cruento per verificare i rapporti di forza.

la democrazia starebbe nella scelta di governare attraverso rappresentanze scelte e senza bisogno di violenza per determinare la prevalenza delle diverse opzioni o delle fazioni che le sostengono.

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in questo caso, ovviamente, si deve procedere ad una preliminare alterazione della realta` e stabilire che il consenso di tutti gli esseri umani e` equivalente.

solo il peso convenzionalmente equivalente attribuito a tutti gli esseri umani, cioe` una artificiosa alterazione del principio di realta`, regge la trasformazione simbolica del conflitto in misurazione mediante numeri.

e consente di dire che il consenso di 2 milioni di persone conferisce una forza maggiore del consenso di un milione soltanto, per esempio.

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2. democrazia rappresentativa e terrorismo inevitabile

la realta` oggettiva e` tuttavia completamente diversa, e le forme di consenso hanno pesi differenti, che dipendono da vari fattori: la forza del consenso, la decisione degli aderenti, la loro disponibilita` ad usare la forza per affermare le loro idee, la loro capacita` di organizzarsi per imporle.

la storia delle rivoluzioni condotte da piccoli gruppi dimostra ampiamente come un numero anche molto ristretto di aderenti e` in grado di imporre le proprie scelte a un numero molto maggiore di membri della comunita` e unicamente in dipendenza da fattori come l’uso della violenza fisica, la decisione, l’organizzazione.

e questo e` anche il motivo principale per il quale nessuna democrazia e` in grado di impedire la nascita al proprio interno, in certe circostanze, di forme di lotta politica violenta, quelle che oggi chiamiamo terrorismo.

terrorismo e` l’uso della violenza politica da partre di un gruppo minoritario per imporre i propri obiettivi, e ogni volta che un gruppo sa di essere minoritario, e pero` si sente piu` determinato ed e` convinto di avere obiettivi migliori, la tentazione della violenza politica per affermarsi, cioe` del terrorismo, piu` o meno ampiamente inteso, si affaccia irresistibile.

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3. democrazia e pensiero debole

l’unico vero antidoto a questa possibilita` e` la diffusione di forme di pensiero debole, cioe` la sistematica demolizione critica di ogni obiettivo proposto, dimostrandone incoerenze e fragilita`.

l’unica autentica difesa dal terrorismo non e` dunque la democrazia del potere della maggioranza, ma la democrazia della critica delle idee, che non ne lascia in piedi nessuna come presunta vera in assoluto.

dove esistono minoranze non riconosciute, anche in forme di dissenso radicale, e dove domina il pensiero dogmatico, il ricorso al terrorismo da parte di queste minoranze, per affermarsi, e` praticamente inevitabile.

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4. democrazia e competenze

tuttavia nelle societa` concretamente esistenti la democrazia soffre di un’ultima insanabile contraddizione, legata alla precedente, che e` quella tra sapere e numero.

la formalizzazione elettorale del consenso attraverso la riduzione artificiosa ad unum del valore di ogni cittadino esclude dai fattori decisionali quello del sapere.

se vince chi ha piu` consensi, vincono anche la stupidita` e l’ignoranza, dato che sono numericamente prevalenti.

e` la contraddizione segnalata gia` da Platone quasi 2.500 anni fa.

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chi possiede piu` informazioni di un altro ritiene per cio` stesso che l’altro non possa esprimere valutazioni sulle opinioni che lui, il primo, ricava dalle sue informazioni?

questa e` la negazione radicale delle basi stesse della democrazia rappresentativa.

se democrazia e` governo della massa, la massa non ha poi diritto di governare, perche` non e capace di farlo ed e` priva degli strumenti conoscitivi necessari per decidere senza fare danno.

e` questa l’affermazione piu` rigorosa del potere reale delle oligarchie, che tuttavia oggi nelle moderne democrazie rappresentative sono costrette ad imporsi attraverso l’apparenza e i riti ridicoli del voto democratico.

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ma vorrei riflettere ancora e piu` a fondo su questo punto: se chi non sa puo` decidere esattamente come chi sa, quale e` il senso della democrazia?

soltanto se chi non sa puo` venire illuminato da chi sa, la democrazia mantiene una parvenza di senso.

ma se poi chi sa non riesce a comunicare il suo sapere a chi non sa, allora la democrazia, intesa come forma di organizzazione del consenso, diventa una caricatura grottesca e ridicola e priva di ogni significato.

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si potrebbero studiare correttivi, come il voto calibrato in base alle competenze.

ma lo studio di questa ipotesi esula dagli scopi di questo post.

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5. democrazia come divisione dei poteri

ma se la democrazia non concide ne` col potere esercitato dalla maggioranza, ne` col potere negato dei competenti, dove sta allora il suo fondamento piu` profondo? dove stanno le basi autentiche della democrazia?

la mia ipotesi e` che possiamo parlare autenticamente di democrazia soltanto dove esiste una organizzazione politica fondata sulla divisione dei poteri.

puo` sembrare strano chiamare democrazia, cioe` il potere del popolo, la divisione dei poteri: sembra una contraddizione in termini.

ma e` facile capire anche che soltanto dove esiste una divisione di poteri, allora esiste la possibilita` per i governati, cioe` per il popolo, di trovare spazi di liberta` per affermare un proprio potere.

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in questa visione della politica e del potere, che riporterei a Russel, il potere e` una struttura inevitabile delle societa` umane e tende irresistibilemnte a stabilire un rapporto di dominio fra governanti e governati.

in questo caso chiamiamo popolo i governati e diciamo che la possibilita` di azione di questo popolo non sta nel modo attraverso il quale si costituisce il potere, ma nella forma frammentata e non del tutto coerente di questo potere, nelle sue contraddizioni interne.

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6. democrazia come governo debole

un potere che si costituisce attraverso il calcolo simbolico del consenso attraverso le votazioni, ma poi agisce come un un unico potere indiscutibilmente compatto, non puo` essere definito democratico soltanto perche` si e` formato senza spargimento di sangue, se poi ha il carattere del dominio assoluto di questa maggioranza di consensi.

qui si vuole invece dimostrare che, appunto, la democrazia non e` un modo per costituire il potere e individuare il governo, o meglio questo suo aspetto e` secondario.

la democrazia e` un modo di gestirlo, la democrazia sta nell’impedire al governo di diventare un potere molitico e assoluto e di schiacciare i sudditi.

la natura positivamente democratica di una societa` consiste nella sua apertura, nello spazio concesso alle minoranze, nelle forme attive di partecipazione critica consentite, non nella simbologia elettorale della costituzione del potere.

una societa` democratica e` per sua natura una comunita` aperta e tollerante delle manifestazioni del dissenso, anzi e` una formazione sociale che si arricchisce attraverso le forme di pensiero critico.

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la democrazia e` una forma di governo debole e frammentato, legata a forme di pensiero altrettanto debole e frammentato.

la democrazia e` l’incertezza nel decidere e il fatto che qualunque decisione lasci spazio a forme di disobbedienza critica.

la democrazia e` il potere fragile di un pensiero insicuro.

le democrazia e` un limite ai valori e non un valore un se`.

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7. quando la democrazia diventa inutile

questo spiega perche` la democrazia, cosi` debole e fragile, nei periodi di crisi acuta non serve.

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