Renzi, le balle sul Jobs Act – 159

Renzi, troppe balle sul Jobs Act

(titolo del Corriere della Sera)

perfettamente d’accordo: le sue.

jobsactapprovato

. . .

ANALISI – Il Jobs act di Renzi non sta portando lavoro in Italia

lunedì 14 dicembre 2015 18:33

di Gavin Jones

ROMA (Reuters) – Quando il primo dicembre i dati Istat hanno rilevato che in ottobre il tasso di disoccupazione italiano è sceso ai minimi da quasi tre anni, il premier Matteo Renzi ha parlato di successo del Jobs act.

“I numeri sono più forti di qualsiasi valutazione: a ottobre del 2014 la disoccupazione era al 13%, oggi è scesa all’11,5%”, commentava il capo del governo nella sua e-news il 4 dicembre.

Ma guardando i numeri più da vicino non sembra che la riforma del mercato del lavoro stia funzionando così bene.

 

Da inizio anno a ottobre, con l’economia in leggera ripresa e il Jobs act in atto, sono stati creati 83.000 posti di lavoro, secondo Istat.

Ma nello stesso periodo del 2014, nel terzo anno di recessione e con le vecchie regole del mercato del lavoro, il numero dei posti di lavoro era cresciuto di 174.000, più del doppio.

A ottobre 2015, poi, gli occupati italiani sono risultati in calo di 39.000 dopo una flessione di 45.000 a settembre.

“Il Jobs act non ci offre nulla, quello di cui abbiamo bisogno è pagare meno tasse, bollette elettriche più basse e la disponibilità di credito bancario” (…) 

Con o senza incentivi la situazione economica è troppo instabile per assumere nuovo personale o trasformare i contratti a tempo in quelli a tutele crescenti”.

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7 thoughts on “Renzi, le balle sul Jobs Act – 159

  1. Ufff. Saltato tutto!
    Se la politica si scollasse e scendesse tra le persone e fosse solo un poco onesta capirebbe quello che è squadernato sotto gli occhi di tutti i comuni mortali job acts è una frenatura a termine! scaduti i tre anni degli incentivi i nuovi assunti privati dell’articolo 18 saranno licenziati parcheggiati per qualche mese riassunti il nero part time!
    Qui sole! !! Un abbraccio

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        1. abbraccio a te, ne abbiamo tutti bisogno.

          sono decenni (almeno due) che non guardo piu` la televisione; ma mi basta guardare i quotidiani online per farmi un’idea.

          quello non e` giornalismo, ma leccac…ismo: non e` possibile che noi si viva in mezzo ad una serie di falsita` di fatto, senza che via siano giornalisti seri che smascherano i dati fasulli.

          cosi` sto cominicando a selezionare anche loro: ad esempio Repubblica e` bandita, oramai, dalla mia rassegna quotidiana.

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            1. quel che si nota bene ovunque e` il crollo completo della partecipazione politica, ma perfino dell’interesse a qualunque tipo di discussione, e direi perfino a scrittura e lettura.

              il paese non e` mai stato in condizioni cosi` devastanti.

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