exult’49, politica e demografia – 177

ed ecco un altro post che trascrivo in buona parte qui per il suo interesse, dal blog di exult49: https://exult49.wordpress.com/2016/03/30/se-la-politica-italiana-studiasse-la-demografia/

se la politica italiana studiasse la demografia? ma come e` possibile che la politica italiana studi davvero qualcosa?

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Purtroppo i politici italiani mancano decisamente di conoscenze ed istruzione per affrontare argomenti e temi che siano leggermente superiori al livello del populismo tipico delle povere maturità che in grande maggioranza hanno conseguito.

Spesso tratto del tema perchè  di tante discussioni fondate sul niente, o peggio su convinzioni errate, la verità dei dati è evidente e sconcertante.

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Pensate, secondo i dati del rapporto della Fondazione Migrantes i cittadini che hanno lasciato l’Italia nel 2012 erano circa 80 mila, 95 mila nel 2013 , circa 100 mila nel 2014 ed infine oltre 100 mila nel 2015!

Stiamo parlando di circa 400 mila persone mediamente sotto i 40 anni con cultura media.

Circa 35% con una formazione universitaria.

Non solo ci stiamo impoverendo in termini di Pil,  ma anche in termini di competenze e di risorse umane.

A fronte di 21 miliardi investiti in istruzione nell’ultimo quinquennio!

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Non va certo meglio se analiziamo  i dati relativi all’immigrazione.

Al di là delle idiozie di certi leaders la cui crassa ignoranza e` arcinota, gli stranieri che in tutto il 2015 si sono iscritti alle nostre anagrafi sono stati 39 mila (sic).

Un niente, se consideriamo che il flusso migratorio si aggira sui 200 mila annuo.

La crisi economica e la percezione del paese da parte dei migranti si e` degradata.

Giungono in italia  solo per raggiungere i paesi del nord Europa dove hanno dei parenti o comunque dove l’assorbimento del mercato del lavoro e` più ricettivo.

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Insieme alla Germania  condividiamo in Europa il tasso più elevato di cittadini con l’età media più elevata; 22% con una popolazione oltre i 65 anni, contro una media europea  del 18%.

Ma il peggio e` che circa 1/3 della polazione supera i 55 anni.

Comprenderete che con questi dati di fondo ed una disoccupazione giovanile che supera il 43% non saremo in grado di rovesciare il trend.

Occorre una visione strategica in grado di ribaltare il sistema.

Occorre capovolgere il mercato del lavoro introducendo tutta una serie d’incentivi che diano speranza ad una generazione che ancora a 25 anni non e` in alcun modo inserita  e vive alla periferia di questa società. (. . .)

Ma vedete: la politica tedesca e quella italiana si differenziano notevolmente proprio per le politiche di ricezione ed integrazione.

Perché? Perché la Germania del 2015 conta 80.7 milioni di cittadini residenti. Le proiezioni ben conosciute e valutate dalla classe dirigente tedesca sono basate su una popolazione che nel 2050 sarà di 71.9 milioni di cittadini.

Ecco che si comprende la differenza nei confronti dell’immigrazione.

Possibilmente istruita, capace d’integrarsi e divenire parte del sistema.

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Ecco,  sappiate che l ‘Italia che oggi conta 57 milioni di cittadini residenti, ne conterà nel 2050 51.5 milioni.

Modificare queste proiezioni che si basano sull’equilibrio nascite/morti é praticamente impossibile.

A parte la riottosità di un paese conformista e tradizionalista e una classe dirigente non all’altezza delle sfide attuali, questo significherebbe cambiare profondamente l’allocazione delle risorse.

Oltre a modificare alla radice  comportamenti sociali e culturali!

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Pensate che in Europa la popolazione attiva , quella cioe’  tra i 20 ed i 65 anni, si ridurrà del 25%.

Lo stesso vale per gli USA. (…)

Pensate che, a fronte di questa riduzione di popolazione attiva in Europa, nei paesi meno sviluppati si passerà da 3.7 miliardi a 4.8 miliardi di persone.

Giusto per farvi comprendere il boom della popolazione a livello di fascia subshariana (Nigeria , Sudan, Etiopia),  quella che subirà il massimo di crescita, prevedendo un tasso di natalità del 3.1%  si passerà da 962 milioni di abitanti a 2.1 miliardi.

Per essere ancor più chiari prendendo la singola Nigeria dai 182 milioni  di oggi passerà a 500 milioni!!!

Per coloro che desiderino approfondire il tema,  consiglio il testo del Prof. Livi Bacci ”Il pianeta stretto”, Il Mulino: un’eccellente lettura per la comprensione dei fenomeni che ci attanagliano.

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Risulta  evidente che con questi dati,  l’idea peregrina degli imbecilli alla Salvini, Orban, Le Pen, ecc. ecc., con tutta la giaculatoria dei poveri di spirito, di costruire muri, reti di filo spinato non ha alcun senso.

Così come quanto accaduto negli ultimi 20 anni nei conflitti geo-politici avvenuti in Afghanistan, Irak e Siria: conflitti ai quali l’Occidente ha partecipato attivamente, e che a loro volta hanno prodotto genocidi e flussi migratori.

Queste migrazioni prodotte dal desiderio di fuggire da guerre intestine  e tribali, si aggiungono ai flussi migratori causati da  ragioni economiche.

Fuggire dalla fame , da esistenze terribili.

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Ecco che, se si prendono in considerazione i vari fattori dirompenti  di questo esodo, forse si riesce meglio a comprendere i danni  causati da interventi militari che non solo  non hanno conseguito gli obiettivi prefissati, ma reso il contesto socio-economico più fragile. (…)


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