flavio_ts, la NASA e il ghiaccio artico – 176

ecco un post da citare e commentare, che mi risparmia di scriverne uno sullo stesso aromento, dal blog dell’amico flavio_ts: MINIMA ESTENSIONE DEL GHIACCIO ARTICO NEL 2016.

il suo post completo qui: 

https://terraspazio.wordpress.com/2016/03/30/minima-estensione-del-ghiaccio-artico-nel-2016/

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flavio commenta la notizia della NASA sulle temperature record nei mesi Dicembre, Gennaio e Febbraio del 2015-2016, relativamente recente, http://climate.nasa.gov/news/2422/, eil record negativo nell’estensione del ghiaccio artico per due anni di fila:

anno 2016 – 14.52 milioni di km2

Leggermente inferiore rispetto all’anno precedente, un record assoluto da quando si effettuano misurazioni satellitari cioè a partire dagli anni ’80.

ghiaccio-artico-gennaio-2016-segna-un-nuovo-record-negativo-di-estensione

come si vede dal grafico qui sopra la diminuzione e` progressiva e netta, molto forte all’inizio del periodo piu` freddo dell’anno, in novembre, dove si e` passati da quasi 10 milioni di km quadrati di mare con almeno il 15% di ghiaccio nella media del periodo 1981-2010 a poco meno di 8 milioni di km quadrati.

sono 90.000 km quadrati (quasi un terzo dell’Italia) meno del minimo assoluto di gennaio, che si era registrato nel 2011.

Le cause sono le temperature dell’aria più elevate oltre che l’aumento della temperatura degli oceani.

le temperature sopra l’Artico, a 1.000 metri di altezza, sono state piu` alte di 6 gradi della media.

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La diminuzione dell’estensione dei ghiacci a sua volta modifica l’albedo della Terra, poiche` si traduce in una minor riflessione della luce solare soprattutto nei mesi estivi quando il Sole non tramonta.

Le aree non più coperte da ghiacci contribuiscono ad alimentare una maggiore evaporazione.

il vapore acqueo è un gas serra molto importante che a sua volta alimenta il fenomeno di riscaldamento.

questo significa che il processo di riscaldamento, nell’Artico e altrove, tende ad essere progressivamente accelerato.

24-mar-16-RSS_TS_channel_TLT_Global_Land_And_Sea_v03_3

e l’estensione dei ghiacci si riduce di conseguenza:

18-giu-15-N_05_plot

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ma il dato assolutamente drammatico non e` neppure questo, ma riguarda lo spessore dei ghiacci: anche questo appare in diminuzione.

Artico_psy4qv2r2_20140120_arc_sea_ice_thickness_0m-401x450

Artico_psy4qv2r2_20150120_arc_sea_ice_thickness_0m-401x450

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il pericolo a questo punto è che il calore scaldi i sedimenti sotto il mare, che contengono metano come idrati e gas libero, causando la fuoriuscita di grandi quantità di questo metano in modo piuttosto improvviso nell’atmosfera.

L’immagine sulla destra mostra che gli idrati possono essere presenti nel sedimento alla fine dei condotti, formati quando il metano è uscito dagli idrati stessi in passato.

Il calore può scendere attraverso questi condotti relativamente in fretta, riscaldando gli idrati e destabilizzandoli, cosa che può portare a rilasci enormi ed improvvisi di metano.

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ho commentato, su quel post:

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