la buonafede incerta – 180

Sono assolutamente certa della mia buona fede.

Federica Guidi, ex-ministro del governo Renzi.

. . .

se adesso e` certa, allora prima era incerta…

ve la immaginate la ministra che si fa l’esame di coscienza della sera e si domanda:

ma io sono in buonafede oppure no?

. . .

ma, scusate, se la buonafede e` incerta, che buonafede e`?

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10 thoughts on “la buonafede incerta – 180

  1. “Ma poiché si tratta della natura dello spirito, rimuoviamo dalla nostra considerazione tutte le conoscenze che ci provengono dall’esterno per mezzo dei sensi del corpo e consideriamo con piú diligenza ciò che abbiamo stabilito, cioè che tutti gli spiriti conoscono se stessi con certezza. Gli uomini hanno dubitato se attribuire la facoltà di vivere, ricordare, comprendere, volere, pensare, sapere, giudicare all’aria o al fuoco o al cervello o al sangue o agli atomi o ad un quinto ignoto elemento corporeo al di fuori dei quattro elementi conosciuti, oppure se tutte quelle operazioni le possa compiere la struttura e l’armonia del nostro corpo; chi si è sforzato di ricordare, di sostenere un’opinione, chi un’altra. Di vivere tuttavia, di ricordare, di comprendere, di volere, di pensare, di sapere e giudicare chi potrebbe dubitare? Poiché, anche se dubita, vive; se dubita, ricorda donde provenga il suo dubbio; se dubita, comprende di dubitare; se dubita, vuole arrivare alla certezza; se dubita, pensa; se dubita, sa di non sapere; se dubita, giudica che non deve dare il suo consenso alla leggera. Perciò chiunque dubita di altre cose, non deve dubitare di tutte queste, perché, se non esistessero, non potrebbe dubitare di nessuna cosa.
    Lo spirito si conosce anche quando si cerca, come abbiamo già mostrato. Ora è del tutto illogico affermare che si conosce una cosa di cui si ignora la sostanza. Perciò mentre lo spirito si conosce, conosce la sua sostanza e, se si conosce con certezza, conosce con certezza la sua sostanza. Ora esso si conosce con certezza, come lo provano le cose che abbiamo detto prima. Ma al contrario non ha alcuna certezza di essere aria, fuoco, corpo o qualche cosa di corporeo. Dunque non è nessuna di queste cose, ed il comando di conoscersi si riconduce a questo: che esso sia certo di non essere alcuna delle cose di cui non è certo e che sia certo solo di essere ciò che esso è certo di essere. Così esso pensa il fuoco o l’aria e pensa a qualsiasi altra realtà corporea. E a ciò che esso è non potrebbe affatto pensare nella medesima maniera in cui pensa a ciò che esso non è. È mediante rappresentazioni immaginarie che esso pensa tutte queste cose: il fuoco, l’aria, questo e quest’altro corpo, tale parte o coesione ed armonia del corpo; però non si dice, certo, che lo spirito è tutte queste cose insieme, ma una di esse. Ora, se fosse una di queste cose, esso penserebbe questa cosa in modo diverso da tutte le altre, cioè non per mezzo di una rappresentazione immaginaria, come vengono pensate le cose assenti, che sono state in contatto con i sensi del corpo, sia che si tratti di questi oggetti stessi, o di altri dello stesso genere, ma con una presenza interiore reale, non simulata per mezzo dell’immaginazione (perché non c’è nulla di più presente allo spirito dello spirito stesso), nella maniera in cui pensa di vivere, di ricordare, di comprendere, di volere se stesso. Esso conosce infatti queste cose in sé, non se le rappresenta per mezzo dell’immaginazione come se esso le attingesse al di fuori di sé, con i sensi, alla maniera in cui attinge tutti gli oggetti corporei. Se esso non si assimila falsamente a nessuno di questi corpi, che si rappresenta, al punto di credersi qualcuna di queste cose, ciò che di sé gli resta, questo solo esso è.”
    (Sant’Agostino. Da: “De Trinitate”, X, 14 e 16)

    Agostino era un ottimo avvocato, avrebbe senz’altro accettato l’incarico di difendere la ex ministra Guidi!

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    1. accidenti a te, Michele! soltanto tu potevi pensare di farmi commentare da Agostino di Ippona! 😉

      un brano molto bello, fra l’altro (che non conoscevo e che leggo per la prima volta), anche se – come giustamente hai detto tu, un poco avvocatesco.

      e con questo intendo sottolineare l’enorme fragilita` di considerazioni di questo tipo, fondate sulla parola come se potesse tutto e che funzionano, sul piano della persuasione, solamente verso chi e` gia` persuaso.

      e ci aggiungo anche la meraviglia nello scoprire che il cogito ergo sum di Cartesio trova qui dentro una anticipazione talmente precisa da risultare quasi una semplice parafrasi.

      e tuttavia, nel merito, cioe` in relazione al problema della coscienza in buonafede, proprio Agostino da` ragione a me, almeno a me pare: anzi, oserei dire che, come Cartesio (si parva licet…) anche io sono stato agostiniano senza saperlo.

      senti qua: “tutti gli spiriti conoscono se stessi con certezza”.

      proprio perche` anche io, come Agostino, considero ovvia (almeno a un primo livello) la piena consapevolezza di se stessi, la frase della ministra Guidi indica un inconcepibile dubbio.

      e` come se dicesse: sono assolutamente certa di respirare e di essere viva…

      e`una frase paradossale, in quanto indica, come premessa, il porsi il dubbio.

      e come dice piu` avanti Agostino: “se dubita, vuole arrivare alla certezza”.

      ma non si puo` dubitare di cio` di cui si ha, per natura, certezza, cioe` nella conoscenza di se stessi (sempre secondo Agostino, naturalmente).

      la frase della ministra Guidi potrebbe avere una parvenza di senso soltanto in una visione frediana della mente umana: ok, io sono assolutamente certa della mia buonafede, vivo nella buonafede, ma questa buonafede cosciente corrisponde anche ad una onesta` sostanziale, oppure e` solamente apparente?

      sono davvero in buonafede, oppure la mia buonafede e` una costruzione mentale mia per nascondere la mia sostanziale ipocrisia?

      ma naturalmente, se la ministra Guidi avesse voluto o fosse stata capace di un pensiero simile, avrebbe dovuto esprimersi in modo un poco piu` articolato…

      – colgo l’occasione e una certa vicinanza con l’argomento di questo post, per dirti qui – secondo le regole di una netiquette che ho faticosamente imparato, cioe` per non inserire qualche antipatica nota critica nel tuo blog – che ho letto con una certa sorpresa il tuo ultimo post: ci stiamo mettendo, anzi ti stai mettendo, a fare come Berlusconi e, quando scoppia uno scandalo politico, non a discuterlo nel merito, ma nei tempi?

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      1. Ciao Mauro…. se ti riferisci al post intitolato “il fango di primavera è pronto”, l’ho pensato e scritto PRIMA che scoppiasse il caso della ministra Guidi…. l’ho pensato non per il tempismo (questo lo diceva Berlusconi) ma per la potenza di fuoco delle televisioni… problema mai risolto che lascia a Berlusconi una potenza incontrastata.

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        1. ciao miki.

          si`, pensavo proprio a quello: mi ha molto meravigliato, ma adesso che mi spieghi le circostanze, direi che e` un caso abbastanza straordinario di post intempestivo… 🙂

          piu` in generale, la tiritera della giustizia ad orologeria e` troppo berlusconiana perche` io possa digerirla, e nel caso di Renzi, che e` un Craxi redivivo, particolarmente umoristica.

          abbiamo un gruppo dirigente del paese che gestisce le cose in modo tipicamente camorrista e poi si lamenta se ha la magistratura alle calcagna.

          quanto alla politica televisiva di Berlusconi e` smaccatamente filo-renziana, come ho letto di recente in una documentata analisi sui tempi televisivi concessi ai vari personaggi politici (che pero` non mi sono appuntato).

          insomma fra Berlusconi e Renzi il patto del Nazareno e` sospeso (anche se non credo per meolto ancora), ma fra Mediaset e Renzi non e` mai venuto meno.

          – mi spiace pero` che la battuta finale abbia come sospeso o messo in secondo piano la nostra discussione di altra portata…, come quelle di un tempo… 🙂

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          1. Stavo pensando anch’io a Craxi… ci sono tante persone che dicono di vedere in Renzi un “Berlusconi-2”, invece io lo vedo più simile a Craxi… anche i programmi politici sono simili: una politica che “spiana tutto” pur di sperare di creare ripresa economica. Non so come andrà a finire… boh… Craxi a fine carriera non finì in modo onorevole. Spero per l’Italia che ci sia un epilogo migliore, lo spero non per lui ma per l’Italia in generale.
            Tornando ad Agostino… lo sto seguendo in questi giorni perchè sto partecipando al Corso di Filosofia a Capriate San Gervasio. Il prossimo venerdì si continua a parlare di Agostino, forse più filosofo che Dottore della Chiesa.
            “Cogito ergo sum” … mi dicono che Cartesio abbia attinto da Agostino, ed in effetti ci stavo pensando anch’io….

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            1. che strano, miki, sono sicurissimo di averti risposto, ma non vedo piu` traccia del mio commento.

              c’e` molto di berlusconiano in Renzi, prima di tutto culturalmente: il ragazzotto e` figlio del berlusconismo, e non essendo uomo di molte letture ne e` totalmente plagiato.

              tuttavia il vero paragone da fare e` con Craxi, per diversi aspetti, e per altri perfino con Andreotti.

              prima di tutto Craxi era Ghino di tacco ed esercito` il potere solo per forza di ricatto sulle altre forze politiche, sfruttando una posizione strategica; era talmente sfacciato da darsi questo pseudonimo: Ghino di Tacco era un brigante che, lo si dice proprio oggi e dal suo nome, taccheggiava i pellegrini che dovevano passare sotto la sua rocca.

              ma Craxi non ebbe mai vero consenso di massa, come non ne ha Renzi oggi, secondo me, che e` guardato sempre con diffidenza e votato per opportunita`, ma oramai non scuote gli animi e mi poare abbia gia` ampiamente deluso le speranze di cambiamento suscitate all’inizio nei superficiali che non avevano bene analizzato la sua figura e i suoi programmi…

              il secondo e fondamentale punto di contatto di Renzi con Craxi e Andreotti, e quindi anche con Berlusconi che ne e` stato il continuatore, e` la politica economica, che consiste da quarant’anni in Italia semplicemente nel comperarsi il consenso politico indebitando lo stato e distruggendo il futuro delle generazioni che verranno.

              solo Amato, Ciampi, Prodi e Monti hanno rappresentato in questo quarantennio delle brevi parentesi in direzione contraria, cercando di raddrizzare i conti e diminuire il debito pubblico.

              gente cosi` – gli onesti come fu Parri nel 1945 – viene storicamente chiamata al governo in Italia per raddrizzare la barca quando sta per affondare, poi li si mette rapidamente da parte e si ricomincia come prima.

              – quanto ad Agostino di Ippona, ora capisco meglio perche` me lo citi.

              bravo!

              nelle scuole non si sottolinea troppo il rapporto fra Cartesio e Agostino.

              credo che sia per via del nazionalismo francese.

              perche` se togli a Cartesio il cogito e lo restituisci ad Agostino, che cosa resta del grande Descartes?

              e ricordiamo che poi Agostino in fondo era un africano, per giunta dell’Africa mediterranea, non un europeo; vuoi mettere??? 🙂

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  2. Non è una dichiarazione felice( dal punto di vista linguistico) . In genere si dice “Ho/ha sbagliato in buonafede”, è così che dovrebbe essere usata. Sbagliava credendo di far bene. In questo caso: ” Per chi? ” Per il suo compagno, of course. Allora è in malafede anche adesso, nel pronunciare una frase che in italiano non regge tanto bene 🙂

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    1. ecco: qui sta il punto, che hai colto benissimo.

      doveva dire semplicemente: sono assolutamente certa che chiunque dovra` riconoscere la mia buonafede (dura pero` da credere, eh)

      la buona fede non puo` essere che scontata.

      se lei stessa si chiede se e` in buonafede, non serve a nulla poi dire che ne e` certa: quel che rimane e` il suo stesso interrogarsi, e se ne dubita lei, figuriamoci gli altri.

      ma questa gente che sale ai vertici delle istituzioni senza neppure saper dire bene un concetto elementare, fa carriera per quali meriti?

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    1. oh, marta, ma tu mi provochi ad un commento lungo… 😉

      prima di tutto direi che e` tropposicuro che la buonafede sia buona: quando si accompagna all’ignoranza e alla disinformazione, ad esempio, la cattiva compagnia la travia.

      la seconda osservazione che mi viene in mente e` che la buonafede ha una sorella gemella che si chiama malafede.

      sono tutte due molto credenti, ma sono anche i due lati della medaglia e la gemella mala- ci aiuta a capire che anche la gemella biuona- non e` poi cosi` buon come dice di essere…

      e a questo punto io non so se neppure la fede senza aggettivi possa essere per se stessa cosa buona e giusta… 🙂

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