Tempa Rossa: roba mia (cioe` di Renzi) o cosa nostra? – 184

dice Renzi che quell’emendamento sulle trivelle e` roba sua, secondo il virgolettato dei giornali.

c’era da dubitarne?

e` tutto roba sua, anzi, quando parla come segretario del Partito Democratico, diciamo pure che e` cosa nostra.

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qualche giornale servo dice che non c’e` nessun reato se la Guidi ha dato al suo compagno in anticipo la notizia da 2 milioni e mezzo di euro per lui, tanto l’indomani sarebbe stata ufficiale.

puo` essere, ma quel che c’e` di strano e` che la Guidi, con quel compagno, fosse stata nominata da Renzi proprio come il ministro che doveva occuparsi di quel problema…

o il problema del conflitto di interessi va sollevato solo quando si parla di Berlusconi?

le ipotesi sono due: o Renzi non sapeva degli interessi personali diretti del ministro nel settore del quale doveva occuparsi, e allora e` comunque responsabile, ma incapace; oppure lo sapeva benissimo e la Guidi e` stata nominata proprio per questo.

io penso che la risposta giusta sia la seconda, guardando alla filosofia generale e alla qualita` delle nomine fatte da Renzi.

naturalmente spettava al presidente della repubblica Napolitano vigilare sui possibili conflitti di interesse o su altri ostacoli, all’atto della nomina dei ministri, che e` compiuta da lui su indicazione del capo del governo

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e`ovvio: un governo ha il diritto di decidere anche cose che a qualcuno non piacciono.

per questo esiste l’opposizione e il diritto all’opposizione.

ha il diritto di decidere di lanciare una grande produzione petrolifera a Tempa Rossa, che sara` – promettono – il 40% della produzione petrolifera italiana, peraltro data in concessione ad una societa` straniera, la Total, e destinata in larga parte all’esportazione.

ha anche il diritto di decidere nel dicembre 2014 – con un apposito emendamento – che l’opposizione del Comune di Taranto, citta` massacrata dall’inquinamento, non conta piu` nulla e non puo` bloccare i lavori di ampliamento del porto per esportare il petrolio.

anzi: si tratta di opere di valore strategico, e decide il governo e basta: legittimo.

naturalmente parlo pero` di un governo eletto da un parlamento legittimo, non del governo Renzi che e` comunque abusivo.

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mi sembra normale che Renzi calpesti le volonta` locali: ha abolito le province e sta cancellando il senato per cancellare il piu` possibile le forme democratiche di controllo dell’operato del governo o delle Regioni.

ma non ha il diritto di fare queste scelte per mezzo di lobbisti che ha direttamente trasformato in ministri.

se lo fa – e lo ha fatto – ferisce gravemente il processo democratico, perche` a questo punto nessuno toglie dalla testa a larga parte del popolo che i ministri stiano al governo per farsi gli affari loro e non per curare gli interessi collettivi.

e a questo punto il governo ha perso ogni legittimita` – perfino quella che comunque non aveva.

e` la stessa impressione che ho a proposito di Tempa Rossa, che non e` neppure gestita da una societa` nazionale, e quindi produce profitti per quella societa` e non per il paese direttamente.

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la vicenda Tempa Rossa, dice Renzi, e` cosa sua.

infatti, lo fece passare col voto di fiducia, quell’emendamento malandrino.

e sta dicendo che e` cosi` importante che spiega benissimo anche perche` dobbiamo andare a votare al referendum fra due settimane.

talmente importante per la roba di Renzi che, per scelta sua, lo stato italiano spendera` 300 milioni di euro per fare il referendum in una data lontana dalle amministrative e cercare di farlo fallire.

perche` e` cosi` importante per lui?

per i 300 nuovi posti di lavoro in tutto che si promettono per la realizzazione di impianti e sovrastrutture legate a quei 6 pozzi che diventeranno 8?

ma per favore: non pigliateci per scemi!

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e` importante, anzi decisivo, per le lobbies petrolifere, perche` il referendum, se passa, stabilisce semplicemente che le concessioni petrolifere non vengano rinnovate alla scadenza.

un modo semplice e chiaro di rispettare gli impegni presi anche dall’Italia alla conferenza sul clima di Parigi.

ma un modo che impedirebbe di rinnovare a Tempa Rossa le concessioni petrolifere alla Total, alla scadenza di quelle gia` concesse.

e per Renzi questa scelta e` cosi` importante che il referendum rimane per noi l’unico modo per riuscire ad imporre al governo di fissare dei limiti all’inquinamento da petrolio e anche all’inquinamento della citta` di Taranto.

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il referendum e` stato promosso dai governatori democratici di diverse regioni, convinti che non ci sia un appoggio popolare alla politica petrolifera del governo.

e, se fossimo in un paese serio, quei governatori dovrebbero dimettersi il giorno dopo, se nelle loro regioni non vince il si`.

i governatori hanno anche fatto ricorso alla Corte Costituzionale per violazione delle competenze regionali – ma la questione e` completamente diversa dal referendum e non si sovrappone.

avevano promosso un referendum molto piu` ampio, su punti anche piu` significativi.

ma il governo ha accettato di correggere tutti gli altri punti, svuotando di significato il referendum, ma non ha voluto cedere su questo ultimo punto, cosi` decisivo per lui, o meglio per i petrolieri.

per questo e` rimasto un referendum cosi` esile, nella sostanza delle decisioni, ma fondamentale per il significato politico.

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cosa di Renzi, infatti; anzi, che dico?, cosa nostra.

e aggiungo che, se un capo del governo, che oltretutto dice di essere democratico, non valorizza i referendum come fatto di sovranita` popolare, ma invita il suo popolo a disisnteressarsene e ad astenersi dal voto, per cio` stesso occorre andare a votare.

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3 thoughts on “Tempa Rossa: roba mia (cioe` di Renzi) o cosa nostra? – 184

    1. grazie, Raimondo.

      ho fatto molta fatica a scrivere questo post, fatica psicologica, intendo, dato che mi sembra di parlarmi addosso.

      pero` mi ha aiutato e anche un poco spinto il tuo, sullo stesso argomento, in cui ho ritrovato un gusto per la riflessione argomentata che, ahime`, comincio a pensare sia soltanto un tic generazionale.

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