la storia del famoso emendamento pro Total – 189.

sto diventando il propagandista della Stampa?

eppure ecco un altro articolo illuminante, a proposito del caso Total:

http://www.lastampa.it/2016/04/06/italia/politica/lemendamento-nato-negli-uffici-della-manzione-ma-nel-marcia-indietro-gsNsAKs1c7G5c88sBhBZBM/pagina.html

lo riassumo per me stesso, ma forse e` meglio leggersi l’originale.

. . .

l’articolo traccia la storia del famoso emendamento pro Total.

ma la notizia piu` sconcertante e` l’ultima: l’emendamento, approvato a fine 2014, dopo che e` servito a Total, nella legge di stabilita` 2015 e` stato soppresso di nuovo!

. . .

la prima stesura dell’emendamento, secondo un’ottima fonte citata dal quotidiano, avviene negli uffici legislativi di Palazzo Chigi, coordinati da Antonella Manzione.

quindi e` vero che l’emendamento e` stato voluto direttamente da Renzi.

e` il numero 37.52 e questa stesura prevedeva, oltre allo sblocco delle infrastrutture per il trasporto degli idrocarburi (tanto caro a Total e Shell), anche l’eliminazione del divieto di trivellazioni in mare entro dodici miglia, e del divieto di trivellazione in alcune aree di rischio ambientale.

Una delle quali, per capirci, era il golfo di Napoli, il tratto di mare Ischia-Capri-Ventotene.

avete capito bene: prevedeva di andare ad estrarre petrolio nel golfo di Napoli a ridosso del Vesuvio, che e` a rischio abbastanza prossimo di eruzione esplosiva.

. . .

questa cosa viene eliminata, ma comunque l’emendamento viene dichiarato inammissibile egualmente, perche` la norma e` troppo ampia, il 17 ottobre, dalla Commissione Ambiente della Camera, presieduta da Ermete Realacci, del Partito Democratico.

Protestano soprattutto le opposizioni, il M5S su tutti; Andrea Cioffi grida «è un favore alla Total»; poi Sel, e anche non pochi democratici sono contrari.

Mirella Liuzzi, del m5s, sostiene:

«Entrava e usciva continuamente anche un personaggio. Tante volte, non saprei dire quante.

Chiesi a un commesso se poteva stare lì».

Sostiene fosse il capo dell’ufficio legislativo della ministra Boschi, Cristiano Ceresani.

Il sottosegretario allo Sviluppo Claudio De Vincenti piomba in aula durante una sospensione e parla fitto con Realacci.

La cosa sta molto a cuore, evidentemente, al governo.

. . .

Due mesi dopo, il 17 dicembre, il testo viene ripresentato, alle quattro di notte, come emendamento 29818 alla legge di stabilità, a firma Pierpaolo Baretta, cioè dal ministero dell’Economia.

Tra i due episodi «notturni», ci sono le telefonate Guidi-Gemelli di novembre.

A quel punto avrebbero voce in capitolo sia Padoan, sia la Ragioneria generale, sia Boschi.

Il testo va bene a tutti. 

. . .

nel frattempo passa un anno, ed ecco la sorpresa di cui dicevo all’inizio.

L’ultima legge di stabilità 2015 ha profondamente cambiato l’emendamento nel punto contestato:

dall’«autorizzazione unica» si passa al «parere rafforzato» delle regioni,

viene tolta la frase sulla «strategicità, indifferibilità ed urgenza delle attività petrolifere»

(quella che estrometteva le regioni da ogni decisione).

la cosa che, da ignaro, mi domando io, e` come mai a questo punto si faccia ancora il referendum.

e poi, e` naturale chiederselo: ma allora serviva soltanto alla Total quell’emendamento strategico?

. . .

ma se qualcuno pensa che la storia sia finita, sbaglia ancora una volta:

La bozza del nuovo Codice appalti, articolo 121, che verrà approvato a breve, stabilisce che «rimangono escluse dalla disciplina degli appalti le attività relative allo sfruttamento di un’area geografica, a prospezione di petrolio e gas naturale, nonché di produzione di petrolio».

quindi la politica del governo Renzi prosegue impavida sulle sue scelte:

deregulation massima per le attività di stoccaggio e trasporto petrolifero (non solo per l’estrazione, almeno per la Total). 

. . .

ora, su queste scelte si puo` essere, legittimamente, d’accordo oppure no.

quel che non e` normale e` che i favorevoli e i contrari stiano dentro lo stesso partito.

resti pure in questo Partito Democratico chi ritiene giusto estrarre petrolio in Italia senza guardare troppo per il sottile alle conseguenze, perche` le royality vengono prima di tutto.

(ma poi ci dica qualcuno quanto sono, finalmente!

cosi` almeno riusciremo a sapere a quanto viene monetizzata la salute della popolazione che abita vicino ai giacimenti).

ma chi e` contrario ne esca, per dio, e vada altrove!

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