se gli olandesi col referendum dicono no all’Ucraina (e alla Merkel) – 194

soltanto sul Foglio ho visto un titolo sul referendum olandese appena fatto, che rappresenta una bella gatta da pelare per l’Unione Europea a trazione tedesca.

ma non lo leggero`, visto che l’articolo e` a pagamento.

e questa mi sembra una bella pretesa da parte dei quotidiani italiani (oggi il Corriere in testa) di farsi anche pagare dai lettoriper indottrinarli.

traduco dunque dal tedesco, visto che in Germania tutta la stampa online e` gratis.

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premessa mia:

il referendum in Olanda non dev’essere una cosa cosi` strana e ributtante come in Italia, ma piuttosto normale.

e non risulta che il primo ministro Rutte si sia azzardato a dire ai suoi concittadini come votare: sarebbe stato uno scandalo enorme…

del resto a votare e` andato soltanto il 30%, ma il referendum e` valido lo stesso.

e, anche se ha valore soltanto consultivo, nessuno si sogna di fare l’arrogante e di dimostrare che il parere dei cittadini non conta.

ma siamo in Olanda, Europa civile, non nel suk della politica italiana.

. . .

gli olandesi hanno votato per dire se erano d’accordo oppure su associare l’Ucraina all’Unione Europea.

associazione, notare bene, non significa ingresso; e` una condizione diversa; pero` lo prepara.

e la schiacciante maggioranza di quel 30% che ha votato ha risposto di no.

che esito avrebbe un referendum simile in Italia, mi domando.

. . .

per la politica di espansione ad est, in funzione anti-russa, voluta dagli Stati Uniti e dalla Germania e` un duro colpo.

e` un grande successo, invece, per tutti coloro che credono, come me, che sia una totale follia la lotta alla Russia, considerata oggi ufficialmente come il peggior nemico dell’Occidente, solamente perche` con Putin difende bene i suoi interessi nazionali e non accetta di trasformarsi in una colonia totalmente sottomessa alla globalizzazione.

direi che questo rifiuto, qualunque sia la motivazione dei singoli votanti, e` anche un netto rifiuto del sostegno dato dall’Occidente alla guerra civile in corso in quel paese…

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ci saranno anche state motivazioni razziste?

probabile.

la stampa tedesca dice che il referendum e` stato vinto dai populisti.

intendendo per populisti tutti coloro che si oppongono al dominio degli iper-plutocrati.

be`, c’e` da essere orgogliosi di essere dei populisti, allora.

ma il rifiuto dell’associazione dell’Ucraina anti-russa all’Unione Europea e` uno dei punti nei quali si sta verificando una convergenza possibile fra sinistra coerente con alcuni dei suoi valori e destra.

contro le elites che si sono impadronite e hanno stravolto la tradizione democratica.

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dal punto di vista tecnico, ha detto un portavoce dell’Unione Europea, il processo di ratifica del trattato, definito dopo trattative durate dal novembre 2014 al gennaio 2016, continuaper la parte commerciale; su questo aspetto non cambia nulla, visto che non era oggetto del referendum.

ma per il resto, come?

bisogna escludere che il trattato possa entrare in vigore completamente.

anche se l’Olanda e` l’unico paese che non lo ha ancora ratificato, occorre l’unanimita`.

(a proposito: questo significa che il governo Renzi lo ha ratificato: voi ne avete saputo qualcosa?

a proposito di democrazia, trasparenza e opinione pubblica).

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ma ecco gli scenari che si aprono adesso in Europa, secondo il giornalista  Markus Becker:

  1. in teoria, dato il carattere consultivo del referendum, il governo olandese potrebbe ratificarlo lo stesso; ma e` impensabile, visto che ha rinviato la ratifica appunto a dopo il referendum, e poi insisto sul concetto che soltanto in un paese come l’Italia e` pensabile che un governo calpesti i referendum, qui addirittura deliberativi.
  2. l’Olanda rifiuta di ratificare il trattato cosi` com’e` e chiede di modificarne alcuni aspetti riferiti alla parte del trattato di competenza nazionale; infatti nel processo di ratifica si mescolano le competenze dell’Unione Europea e quelle dei singoli stati; con un protocollo aggiuntivo l’Olanda potrebbe essere esclusa da alcuni obblighi, che sono quelli rifiutati appunto dal referendum che riguardava solamente la parte del trattato di competenza nazionale, ovviamente.
  3. l’Olanda chiede delle modifiche anche alla parte di competenza dell’Unione Europea, cioe` la piu` importante del trattato, e pone un veto globale alla ratifica.

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sarebbe democratico, dal punto di vista europeo, si chiedono i sostenitori della ratifica, che un piccolo stato da solo blocchi un trattato che riguarda 28 paesi?

bella domanda.

che tuttavia esclude di considerare che in nessuno degli altri 27 paesi e` stato chiesto agli elettori di dire che cosa pensano al riguardo.

quindi mi pare un po’ troppo parlare di decisione democratica di associare all’Unione Europea l’Ucraina, in piena guerra civile con la propria minoranza russa e potenzialmente con la Russia stessa.

e, nel caso l’Olanda ottenga le modifiche di cui al punto 3, l’intero processo di ratifica dovrebbe essere rinnovato presso gli altri 27 paesi?

indubbiamente.

ma chissa` che allora non venga in mente anche altrove agli elettori che avrebbero diritto di essere consultati.

e sarebbe bello vedere quanto i risultati possano essere diversi.

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nel 2005, con un simile referendum consultivo, gli olandesi espressero parere negativo sulla ratifica della Costituzione Europea (seguiti poco dopo dalla Francia), che in seguito a questo venne trasformata nel Trattato di Lisbona.

l’episodio olandese attuale mette indubbiamente il dito nella piaga dell’Europa attuale.

e credo che in qualche modo anticipi l’esito del prossimo referendum, quello inglese.

l’Unione Europea attuale si sta sfaldando.

per chi crede nell’Europa dei popoli, o almeno in una Europa piu` democratica (visto che i popoli di cui si puo` parlare oggi sono quelli di Facebook o di Google, piu` che quelli degli stati nazionali), questa crisi potrebbe essere la premessa di una Europa nuova e piu` democratica?

sono sincero: mi piacerebbe rispondere si`, ma se sono sincero devo rispondere: bella domanda.

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