docureferendum – 197

questo blog aspira da tempo ad essere riconosciuto come servizio di pubblica utilita`, evidentemente. 🙂

per questo motivo mi sono sobbarcato una ricerca penosissima e terribilmente impegnativa, in internet, del testo del referendum sul quale DOVREMO votare domenica prossima e ci sono finalmente riuscito.

«Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?».

. . .

ahiahi, che stress, vero?

e` lo stress del modo in cui vengono scritte le leggi in Italia, per tradizione immodificabile e maligna.

ora provero` a spiegare, anche se certamente avrete gia` letto tutti una sintesi di questo tipo:

abrogazione della possibilità di proroga delle estrazioni fino all’esaurimento dei giacimenti, solo per le concessioni marittime già rilasciate che distano meno di 12 miglia nautiche internazionali dalla costa (articolo 6, comma 17, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152).

. . .

a proposito:

  1. la ministra francese dell’ambiente, dell’energia e del mare, Ségolène Royal, ha annunciato la moratoria immediata sulla ricerca di idrocarburi in mare; la Francia chiederà che il bando alle perforazioni sia esteso a tutto il Mediterraneo, in considerazioni degli alti rischi ambientali.
  2. in Croazia l’anno scorso il governo di centrosinistra (evidentemente tale effettivamente) aveva adottato una moratoria sulle nuove trivellazioni; fu poi sconfitto alle elezioni, ma la decisione e` stata confermata dal nuovo esecutivo di centrodestra; le notizie diffuse dal governo Renzi su nuove trivellazioni in Croazia sono semplicemente una bufala. http://www.gadlerner.it/2016/04/04/la-bufala-delle-nuove-trivellazioni-della-croazia-nel-mar-adriatico

occorre dire semplicemente, del resto, che chi antepone la tutela dell’ambiente ai profitti delle societa` petrolifere e` di sinistra e chi fa il contrario e` di destra.

fermo restando che essere di destra e` un diritto, ma essere di destra dicendo di essere di sinistra no.

e` un diritto anche essere confusi, come Bersani, che andra` a votare no, ma questa non e` certo una novita`.

. . .

torniamo al referendum e vediamo per prima cosa che cosa potra` cancellare esattamente.

il referendum si occupera` di questo comma 239 della legge finanziaria per il 2015.

239. All’articolo 6, comma 17, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, il secondo e il terzo periodo sono sostituiti dai seguenti:
«Il divieto e` altresi` stabilito nelle zone di mare poste entro dodici miglia dalle linee di costa lungo l’intero perimetro costiero nazionale e dal perimetro esterno delle suddette aree marine e costiere protette.
I titoli abilitativi gia` rilasciati sono fatti salvi per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale.
Sono sempre assicurate le attivita` di manutenzione finalizzate all’adeguamento tecnologico necessario alla sicurezza degli impianti e alla tutela dell’ambiente, nonche’ le operazioni finali di ripristino ambientale».

. . .

qui entriamo in un ginepraio quasi inestricabile.

il c. 139 della finanziaria 2015 sostituisce il secondo e terzo periodo di un articolo delle disposizioni precedenti “Norme in materia ambientale”; il referendum abroga questa sostituzione.

sarebbe logico aspettarsi che abrogasse del tutto il comma, cioe` la sostituzione, in blocco; invece, per motivi che mi rimangono misteriosi, ma che hanno certamente a che fare con la tecnica avvocatesca, ne abroga soltanto la parte di in periodo: abroga alcune parole.

che cosa risulta a questo punto e` un bel groviglio.

perche`, abrogando alcune parole della precedente abrogazione fatta dal governo, non e` affatto chiaro che cosa ne risulta.

per capirlo, occorre purtroppo fare ancora un passo indietro.

. . .

il testo su cui e` intervenuto il governo con la finanziaria 2015 e` il seguente:

Art. 6 Oggetto della disciplina

c. 17. periodo 1. Ai fini di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, all’interno del perimetro delle aree marine e costiere a qualsiasi titolo protette per scopi di tutela ambientale, in virtu` di leggi nazionali, regionali o in attuazione di atti e convenzioni dell’Unione europea e internazionali sono vietate le attivita` di ricerca, di prospezione nonche` di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare, di cui agli articoli 4, 6 e 9 della legge 9 gennaio 1991, n. 9.

c. 17. periodo 2. Il divieto e` altresi` stabilito nelle zone di mare poste entro dodici miglia dalle linee di costa lungo l’intero perimetro costiero nazionale e dal perimetro esterno delle suddette aree marine e costiere protette, fatti salvi i procedimenti concessori di cui agli articoli 4, 6 e 9 della legge n. 9 del 1991 in corso alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 29 giugno 2010 n. 128 ed i procedimenti autorizzatori e concessori conseguenti e connessi, nonche` l’efficacia dei titoli abilitativi gia` rilasciati alla medesima data, anche ai fini della esecuzione delle attivita` di ricerca, sviluppo e coltivazione da autorizzare nell’ambito dei titoli stessi, delle eventuali relative proroghe e dei procedimenti autorizzatori e concessori conseguenti e connessi.

c. 17. periodo 3. Le predette attivita` sono autorizzate previa sottoposizione alla procedura di valutazione di impatto ambientale di cui agli articoli 21 e seguenti del presente decreto, sentito il parere degli enti locali posti in un raggio di dodici miglia dalle aree marine e costiere interessate dalle attivita’ di cui al primo periodo, fatte salve le attivita’ di cui all’articolo 1, comma 82-sexies, della legge 23 agosto 2004, n. 239, autorizzate, nel rispetto dei vincoli ambientali da esso stabiliti, dagli uffici territoriali di vigilanza dell’Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse, che trasmettono copia delle relative autorizzazioni al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. (…)

. . .

allora dobbiamo confrontare i due testi per capire le intenzioni del governo.

il quale ha cancellato la seconda parte del periodo due: quella che diceva che il divieto di prospezione entro le 12 miglia dalla costa era annullato per le concessioni gia` date e per la LORO durata; il governo ha invece esteso la durata della concessione alla durata DEL GIACIMENTO stesso.

. . .

ma dobbiamo anche confrontare la legge attuale con l’abrogazione proposta dal referendum, per capire le intenzioni delle regioni che l’hanno proposto.

ora il testo che ne risulterebbe e` questo:

«Il divieto e` altresi` stabilito nelle zone di mare poste entro dodici miglia dalle linee di costa lungo l’intero perimetro costiero nazionale e dal perimetro esterno delle suddette aree marine e costiere protette.
I titoli abilitativi gia` rilasciati sono fatti salvi.
Sono sempre assicurate le attivita` di manutenzione finalizzate all’adeguamento tecnologico necessario alla sicurezza degli impianti e alla tutela dell’ambiente, nonche` le operazioni finali di ripristino ambientale».

non e` chiaro, duole ammetterlo.

se i titoli abilitativi rilasciati rimangono validi, questo comporta la possibilita` di rinnovarli alla loro scadenza oppure no?

il governatore della Puglia Emiliano, in una recente intervista, diceva di si`: quindi sarebbe in gioco soltanto il carattere AUTOMATICO della concessione, voluto dal governo.

la vilgata, corrente su tutti i media, dice il contrario: che alla scadenza lde concessioni non potrebbero essere rinnovate.

dal testo di risulta, qui sopra riportato, personalmente non ricavo lumi ne` in un  senso ne` nell’altro…

. . .

quanto alle intenzioni del governo sul petrolifero, risultano chiare da questo provvedimento, che precede la cagnara sull’emendamento pro-Total.

DECRETO-LEGGE 12 settembre 2014, n. 133

Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attivita’ produttive.

Art. 38 (Misure per la valorizzazione delle risorse energetiche nazionali)

1. Al fine di valorizzare le risorse energetiche nazionali e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti del Paese, le attivita’ di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e quelle di stoccaggio sotterraneo di gas naturale rivestono carattere di interesse strategico e sono di pubblica utilita’, urgenti e indifferibili.

I relativi decreti autorizzativi comprendono pertanto la dichiarazione di pubblica utilita`, indifferibilita` ed urgenza dell’opera e l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio dei beni in essa compresi, conformemente al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, recante il testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilita’.

1-bis. Il Ministro dello sviluppo economico, con proprio decreto, sentito il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, predispone un piano delle aree in cui sono consentite le attivita’ di cui al comma 1.

. . .

a me pare chiaro quale sia la sostanza del problema.

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5 thoughts on “docureferendum – 197

    1. purtroppo neppure io sono nato “imparato”, caro Raimondo.

      continuo a pensare che si debba votare e votare si`.

      pero`, studiandomi la questione non posso nascondere ne` a me stesso ne` ai lettori attenti come te una certa delusione.

      dicendola un po’ provocatoriamente a me pare che nel PD non si salvi proprio nessuno: neppure chi ha promosso questo quesito che mi pare veramente molto pasticciato.

      Emiliano diceva in una intervista recente che, siccome il si` avrebbe abrogato un’abrogazione, avrebbe ripristinato la legislazione precedente e dunque consentito anche l’autorizzazione della prosecuzione dell’attivita`.

      la prima cosa e` certamente falsa, dato che il quesito non abroga affatto l’abrogazione, ma la corregge solamente.

      la seconda cosa mi pare assolutamente incerta.

      naturalmente io non sono un giurista, e dunque posso sbagliarmi nell’analisi dei testi.

      anche se penso che tanto le leggi quanto i referendum dovrebbero essere scritti in un italiano comprensibile.

      temo che al referendum stiamo arrivando per semplice incompetenza delle parti…

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