concludendo, SI` – 207

Testo Unico delle Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 e successive modifiche

Titolo VII Art. 98

1. Il pubblico ufficiale, l’incaricato di un pubblico servizio, l’esercente di un servizio di pubblica necessità, il ministro di qualsiasi culto, chiunque investito di un pubblico potere o funzione civile o militare, abusando delle proprie attribuzioni e nell’esercizio di esse, si adopera

1. a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di candidati od
2. a vincolare i suffragi degli elettori a favore od in pregiudizio di determinate liste o di determinati candidati o
3. ad indurli all’astensione,
 

è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000.

ART. 51. della Legge 352/1970 (Norme sui referendum):

Le disposizioni penali, contenute nel titolo vii del testo unico delle leggi per la elezione della camera dei deputati, si applicano anche con riferimento alle disposizioni della presente legge.

Le sanzioni previste dagli articoli 96, 97 e 98 del suddetto testo unico si applicano anche quando i fatti negli articoli stessi contemplati riguardino le firme per richiesta di referendum o per proposte di leggi, o voti o astensioni di voto relativamente ai referendum disciplinati nei titoli I, II e III della presente legge.

alla faccia di Renzi e di Napolitano.

ed ora vediamo chi denuncera` Renzi per questo reato che ha commesso.

non rientra infatti nelle funzioni di capo di governo dire agli italiani che cosa devono o non devono fare in una votazione.

questo dice la legge: di fronte a un referendum la casta dei politici e chiunque rivesta una funzione o un incarico pubblici devono astenersi completamente da ogni iniziativa (visto che il referendum va contro una legge approvata da loro) e lasciare la voce completamente ed unicamente alla societa` civile.

. . .

ecco perche` andro` certamente a votare domenica.

e votero` si`.

prima di tutto per motivi di pelle.

non mi fido di Renzi, considero (a ragion veduta) sbagliato e bugiardo quasi tutto quello che fa e che dice; se Renzi vuole che il referendum fallisca e invita perfino ad astenersi pur di raggiungere il risultato, sono sicuro che devo fare la mia parte perche` il referendum riesca e perche` vincano i si`.

e` un ragionamento un po` rozzo, ma viviamo in tempi rozzi e mi adeguo anche io.

. . .

ho anche un piccolo sogno personale: che domani, a sorpresa, la partecipazione raggiunga il risultato – che dicono eccezionale – del 50,001 per cento, cioe` la maggioranza degli italiani dimostri di non accettare il consiglio craxo-renzino di andare al mare.

che fara` il Nostro Amato Premier?

dara` le dimissioni, dopo la prova provata, con elezioni non incostituzionali, di non avere la maggioranza dei consensi popolari?

se una maggioranza di italiani andra` a votare, scandalizzata prima di tutto dal reato compiuto sotto i loro occhi…

. . .

cercando di diventare un po’ meno rozzo, ma non troppo, io votero` si` all’abrogazione della norma voluta da Renzi, perche` il governo, che definisce il quesito marginale e poco importante, aveva un modo molto semplice per evitare il referendum, ed era di accogliere il quesito, come ha fatto per gli altri 5 originariamente proposti dalle regioni.

perche` non lo ha fatto?

evidentemente dietro questa norma ci sono interessi molto importanti.

ma siccome non sono chiari abbastanza, io voto si`, intanto, giusto per contrastarli.

. . .

ma votero` si` anche per motivi di merito: non sono un luddista contrario per principio alla tecnica (ad un quesito del referendum sull’acqua io votai NO), anche se ritengo che i consumi di idrocarburi vadano rapidamente limitati, come del resto i governi di tutto il mondo si sono impegnati a fare solo 5 mesi fa a Parigi.

infatti la scelta in gioco e` se le concessioni fuori norma, costruite entro 12 miglia dalla costa, vadano prorogate AUTOMATICAMENTE se rimangono residui di combustibile non estratto.

questa, e non altra, e` la norma che ci chiedono di eliminare.

la motivazione che viene data dalla propaganda renzina per non farlo e` che, chiudendo la concessione alla scadenza, cioe` fra qualche anno in genere, l’Italia rinuncerebbe a combustibili suoi aumentando la dipendenza dall’estero.

non credo affatto che questa sia la motivazione vera.

la quota di combustibili di produzione nazionale e` molto bassa rispetto a quella che consumiamo e i residui che rimarrebbero da estrarre a fine concessione sono una percentuale molto ridotta di una percentuale gia` molto ridotta: una quantita` finale ai limiti dell’insignificanza.

e poi non mi si vorra` far credere che in un paese dove il referendum sull’acqua e` stato di fatto cancellato, ed e` come se non fosse successo niente,  non si trovera` il modo di prolungare le concessioni aggirando il testo del referendum, visto che il primo a dire di farlo e` Emiliano, il piu` attivo dei promotori.

della difesa dell’occupazione non parlo: è un argomento inconsistente e solo una variante di una specie di ricatto che ci riporta all’art. 98.

. . .

i veri motivi concreti per i quali dobbiamo andare a votare dopodomani e abrogare la norma voluta da Renzi, quelli che hanno impedito al governo di accettare la proposta delle Regioni, sono due, secondo me.

riguardano entrambi l’automatismo della proroga, che:

  1. permette di aggirare la valutazione di impatto ambientale che per alcuni impianti non e` mai stata fatta e che la legge renzina non richiede affatto per rinnovare le concessioni, anzi esplicitamente aggira, rendendo il rinnovo automatico e trasformandolo in un diritto soggettivo delle compagnie, oltre ad escludere le Regioni dalla valutazione dei danni ambientali
  2. consente alle compagnie, al momento dell’esaurimento dell’impianto, di non estrarre tutto il combustibile disponibile, ma di lasciarne una parte, per dichiarare l’impianto potenzialmente ancora attivo: come ho appreso in questi giorni ci sono compagnie che da anni chiedono la proroga della concessione per giacimenti di fatto esauriti, al solo scopo di non disinstallare l’impianto e risparmiare i relativi costi, ma lasciando gli impianti, di fatto abbandonati, ad inquinare l’ambiente.

. . .

sullo sfondo di tutte due queste questioni sta dunque la difesa dell’ambiente da danni potenziali evidenti e concreti.

non sono contrario al progresso tecnologico, per principio.

ma sono contrario a chiamare progresso gli interventi realizzati con danni certi all’ambiente e dunque anche alla vita delle persone che ci abitano.

nessun guadagno o risparmio giustifica che si gioca con i rischi di cancro e di altre malattie per gli esseri umani.

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