i discendenti di Leonardo gay – 206

puo` un omosessuale irriducibile come Leonardo da Vinci avere avuto dei discendenti?

sarebbe lo scoop del millennio.

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indifferente al senso del ridicolo, la stampa italiana unanime annuncia gioiosa nei titoli che si sono trovate alcune decine di discendenti di Leonardo da Vinci, tra cui Franco Zeffirelli.

peccato che, leggendo gli articoli, si scopra che presunti discendenti di Leonardo sono invece discendenti del padre di Leonardo (come e` ovvio).

eppure e` necessario che l’opinione comune non sappia che Leonardo da Vinci, il genio universale, che e` diventato quasi il simbolo stesso del genio umano (o di quello che riteniamo tale), ebbe tali inclinazioni.

peggio ancora, che non va esente dal sospetto, atroce, di pedofilia attiva.

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e che dire del forte sospetto che, per giunta, la madre, che lo genero` illegittimo, fosse di origine medio-orientale, una schiava di Costantinopoli, comperata da Piero da Vinci?

ma se questa e` un’ipotesi soltanto, l’omosessualita` di Leonardo puo` essere considerata provata, nonostante la comprensibile riservatezza che l’artista mantenne per tutta la vita su questo aspetto della sua vita privata.

e qui chiedo scusa di avvicinarmi all’osceno, ma non credo che ci siano molti minori che danno un’occhiata al mio blog (del resto neppure molti maggiorenni, se e` per questo…).

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220px-Atlanticus_Folio_133v

per fortuna qui l’immagine e` discreta e l’oscenita` bisogna andare proprio a cercarla (ma non potremo dire lo stesso piu` avanti).

sul lato destro in basso di questo foglio del Codice Atlantico si vede un disegnino osceno, degno piuttosto delle scritte di un cesso pubblico per uomini che dei taccuini di Leonardo.

ma diversi altri disegni di tematica analoga erano sui suoi quaderni, oltre storielle a sfondo sessuale o coiti eterosessuali disegnati nei suoi studi anatomici, ma vennero distrutti:

anche ragazzi col pene in erezione e strane figure allegoriche: nel ‘500 il pittore-scrittore Giampaolo Lomazzo fece però a tempo a vederle e a descriverne una:

“Uno dei quali era bellissimo fanciullo, co’l membro in fronte e senza naso, e con un’altra faccia di dietro della testa, col membro virile sotto il mento, e l’orecchie attaccate a i testicoli, le quali due teste havevano le orecchie di fauno; e l’altro mostro aveva in cima del naso il membro”.

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dunque, il disegno che ho riprodotto sopra pare l’unico sopravvissuto di queste concessioni che Leonardo faceva alla sua omosessualita` ed e` una specie di confessione gridata, sia pure privatamente.

un fallo eretto si spinge verso un buco rotondo, e di fianco ci sta la scritta Salai.

Salaì, o Salaino, cioe` Saladino, da intendere come diavoletto – visto che Saladino era il nome di un diavolo nel poema Morgante del Pulci, bestseller del Quattrocento – era il soprannome dato a Gian Giacomo Caprotti da Oreno, che gli si presento` ed entro` nella sua bottega nel 1490, a dieci anni.

Leonardo aveva allora 38 anni e da tempo viveva a Milano, come pittore alla corte del reggente Ludovico Sforza.

Prese in Milano Salaì Milanese per suo creato, il quale era vaghissimo di grazia e di bellezza, avendo begli capegli, ricci et inanellati, de’ quali Lionardo si dilettò molto; et a lui insegnò molte cose dell’arte, e certi lavori che in Milano si dicono essere di Salaí, furono ritocchi da Lionardo“.

Giuseppe Vasari, biografo dei grandi artisti del Rinascimento

School_of_Leonardo_da_Vinci_-_(Salai)

ecco un ritratto del Salaì, che proviene dalla bottega di Leonardo.

ma Salai, o meglio Salai`, fece anche da modello per una delle opere piu` famose di Leonardo, il Giovanni Battista, composto fra il 1508 e il 1513, quando Gian Giacomo aveva fra i 28 e i 33 anni e lui andava per i 60:

Leonardo_da_Vinci_-_Saint_John_the_Baptist_C2RMF_retouched

e` evidente una pesante allusione sessuale in questo dipinto.

ma che dire del lavoro preparatorio (a me pare, piu` che copia, come invece si dice di solito) che e` stato scoperto nel 1991 in una collezione tedesca?

Leonardo_da_Vinci_-_Angelo_Incarnato

qualcuno nega che sia di mano di Leonardo questo disegno, dove appare un giovane dalla bellezza cosi` femminea da evidenziare un seno, e pensa che il fallo eretto, aggiunto successivamente, potrebbe avere un carattere satirico; si rileva anche che il disegno e` stato eseguito con la mano destra, mentre Leonardo era mancino, e dunque ecco l’ipotesi che l’autore possa essere lo stesso Salai`.

ma sappiamo che Leonardo collaborava alle opere di Salai` e interveniva a migliorarle e correggerle.

del resto Salai` stesso fece una copia del quadro che lo raffigurava, che ricorda alquanto questo disegno, a sua volta:

John_the_Baptist_-_Salai

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ma la questione piu` intrigante e` quanto ci sia di Salai` nella piu` celebre opera di Leonardo, la Monna Lisa, dipinta pochi anni dopo, nel 1517, nel cui nome qualcuno ha voluto vedere, in una incredibile beffa fatta da Leonardo agli spettatori del quadro, quasi l’anagramma del nome stesso di Salai`; inutile insistere invece sul possibile significato di Monna o Mona, abbastanza evidente di per se`.

quel che e` certo e` che nella bottega di Leonardo l’identificazione di Monna Lisa con Salai` circolava ampiamente: e` come se nella bottega ci si ridesse su, ad esempio con questo ritratto (o autoritratto al femminile) ispirato alla Gioconda, qui col busto nudo e col viso inequivocabilmente di Salai`:

SalaismonnaVanna

Salai` fu l’autore di questo quadro, che intitolo` Monna Vanna.

ma in un’altra opera di Salai`, intitolata sempre Monna Vanna, l’identificazione di se stesso al femminile con Monna Lisa e` ancora piu` marcata:

Monna_Vanna

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il rapporto di Leonardo con Salai` non fu facile e ha tutte le caratteristiche di una totale dipendenza sessuale.

Leonardo lo definisce “ladro, bugiardo, ostinato e ghiottone” e sappiamo che in almeno in cinque occasioni Salai`, che era amante sfrenato del lusso, lo derubo` di oggetti di valore e di denaro, che sperperava immediatamente.

Salai` mori` nel 1523, a 43 anni, non si sa se in un duello, in una rissa o in un incidente avvenuto mentre maneggiava un’arma da fuoco, dopo essersi sposato con una donna molto ricca.

Leonardo era morto gia` da 4 anni e aveva lasciato a lui in eredita` tutti i suoi principali capolavori: la Leda, il San Girolamo, la Sant’Anna, il San Giovanni Battista, la Gioconda.

cosi` risulta da un inventario fatto nel 1524 per dirimere la disputa ereditaria fra la vedova e le sorelle, e sempre che non trattasse invece di copie fatte da lui stesso.

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ma intanto nella vita del vecchio Leonardo era entrato nel 1507 un altro allievo pittore, il duca Francesco Melzi, che aveva allora 14 anni, e rimase con lui per altri 12 anni, cioe` per tutto il resto della vita di Leonardo, accompagnandolo anche in Francia e assistendolo nella morte avvenuta nel 1519 a 67 anni.

annunciandone la morte ai fratelli, Francesco parla di Leonardo come di un ottimo padre per me.

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Leonardo era stato oggetto da giovane anche di una denuncia anonima come sodomita, nel 1476  quando aveva 24 anni, assieme ad altri tre personaggi della Firenze del tempo.

la denuncia parlava di un giovane di 17 anni, Jacopo Salterelli, che conviveva con Bartolomeo di Pasquino orafo in Vachereccia, dirimpetto al buco, (…) el quale Jacopo va dietro  a molte misserie et consente compiacere a  quelle persone che lo richiegono di simili  tristizie.

E a questo modo ha avuto a fare di molte cose, cioè servito parechie dozine di persone, delle quali ne so buon date, et al presente dirò d’alcuno: 

(…) Lionardo di ser Piero da Vinci sta con Andrea del Verrocchio. (…)

Questi hanno avuto a soddomitare decto Jacopo, et così vi fo fede.

il documento dell’Archivio di Stato di Firenze si conclude con l’annotazione del non luogo a procedere (l’accusa poteva comportare anche la pena di morte), per via del carattere anonimo della denuncia, dato che l’anonimato non era ammesso.

absoluti cum conditione ut retamburentur.

le denunce segrete si facevano infilandole in apposite cassette chiamate tamburi, ma non potrevano essere anonime:

Leonardo fu prosciolto, a condizione che non pervenissero nuove denunce.

del resto un altro accusato aveva gia` confessato di avere sodomizzato il Salterelli, e dunque, pur se anonima, la denuncia e` plausibile.

nel quadro tracciato sopra, diventa certa la propensione di Leonardo per i ragazzi molto giovani; oggi lo definiremmo piuttosto un pedofilo.

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del resto c’e` qualcuno che nega l’omosessualita` di Leonardo, definendola una leggenda metropolitana o una bufala.

si basa sugli studi fantasiosi di una tedesca, Maike Vogt-Lüerssen, costretta a ritirare dal commercio il suo libro, per i troppi errori.

e sulle prove inoppugnabili costituite da una analisi grafologica, che porterebbe a risultati che vengono (spiritosamente) descritti cosi`:

Altre prove derivano dall’analisi della grafia di Leonardo, che rilevano – ! – un carattere decisamente maschile senza alcuna traccia di caratteristiche omosessuali.

peccato che l’autore non ci sveli quali sono le caratteristiche della scrittura che svelano l’omosessualita` maschile.

Un Leonardo decisionista, dotato di grande fantasia, di un grande senso estetico, ma senza alcuna traccia di femminilità, a conferma della sua propensione per il gentil sesso.

Ciò che è importante è la marcatura grafologica che delinea un forte senso etico e, dato il periodo storico in cui è vissuto il genio, è impensabile che un uomo dotato di retta etica potesse essere un sodomita.

Del resto sono notissimi gli scontri che ebbe con Michelangelo, la cui omosessualità è acclarata, mentre è nota la sua grande amicizia con il pittore Raffaello, che di contro notoriamente faceva strage del gentil sesso.

sono prove assolutamente stringenti, come si vede… 🙂

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piacerebbero anche ai giornalisti che sparano titoli sui discendenti di Leonardo, tanto per mantenere viva la superstizione popolare anche dove non serve assolutamente a niente.

salvo che a ribadire il disprezzo per i gay.

che invece hanno fatto, per la loro parte, la storia della cultura; e l’esempio di Leonardo dimostra come una delle anime del nostro Rinascimento artistico fosse in questo filone di cultura omosessuale, tenuto sempre sul filo della semisegretezza.

e questa reticenza spiritosamente quasi dichiarata, ma pur sempre clandestina, diventa una caratteristica profonda della nostra cultura nazionale.

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ma se qualcuno adesso volesse chiedermi quale e` la morale profonda di questo mio racconto, io lascerei volentieri la parola a Leonardo stesso.

che in questa occasione rivela che il romanzo di Moravia, Lui, e` soltanto l’ampliamento di una immagine che troviamo gia` nei suoi quaderni:

Della verga:

Questa conferisce collo intelletto umano, e alcuna volta ha intelletto per sé, e ancora che la volontà dell’omo lo voglia provocare, esso sta ostinato, e fa a suo modo, alcuna volta movendosi da sé, senza licenza o pensieri dell’omo, così dormiente, come desto, fa quello desidera:

e spesso l’omo dorme e lui veglia, e molte volte l’uomo veglia e lui dorme;

molte volte l’omo lo vole esercitare, e lui non vole; molte volte lui vole, e l’omo gliel vieta.

Adunque è pare che questo animale abbia spesso anima e intelletto separato dall’omo,

e pare che a torto l’omo si vergogni di nominarlo, non che di mostrarlo, anzi sempre lo copre e lo nasconde,

il qual si dovrebbe ornare e mostrare con solennità, come ministro dell’umana spezie.

(A proposito del membro virile, 1508)

 

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