l’arte della persuasione

l’arte della persuasione e` morta: era troppo dolce; non serve persuadere, basta condizionare.

se vuoi tenere qualcuno sotto controllo, non servono gli argomenti, bastano le emozioni.

. . .

e per raggiungere lo scopo, puoi mentire quanto vuoi.

tanto ciascuno crede soltanto a quello che va a confermare le sue emozioni.


19 risposte a "l’arte della persuasione"

  1. E’ nata una nuova Scienza, che va oltre la Logica.
    La vecchi “Logica” studiava le operazioni che manipolano e determinano i valori di Vero e Falso, come l’algebra Booleiana.
    La nuova scienza, che hai inventato, precedendomi nella tua mirabile sintesi descrittiva, è la scienza che studia le “Quantità” analogiche di Verità e Falsità.
    Nell’algebra booleiana il Vero è uguale a 1, il falso è uguale a 0, e i due numeri binari sono sempre numeri interi, digitali, non analogici.
    Nella scienza della persuasione, il Vero vale comunque meno di 1, perchè c’è chi si ostina a non crederci, e il falso vale 0,1 perchè c’è chi nonostante tutto tende a crederci.
    Per questo se Tizio dice una sola volta la Verità raggiunge il valore di 0,9 mentre se Caio dice mille volte una falsità credibile raggiunge il valore logico dio 0,1 x 1000 = 100.
    E siccome 100 > 0,9 ecco che prevale la preposizione divulgata da Caio.
    Abbiamo solamente trascritto in termini matematici ciò che si sapeva già… cioè che:
    “se racconti mille volte una bugia, alla fine ci crederanno”!

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    1. di fronte a un commento di cosi` forte spessore, escludo di avere anticipato ne` tantomeno inventato nulla.

      per restare in tema aggiungerei soltanto che occorre inserire lo spessore emotivo di una bugia, come variabile determinante, per valutare perche` ha successo.

      racconta una bugia insignficante emotivamente e morira` su se stessa: se dico che Karibu` e` il nome della capitale del Botswana, questa bugia non ha futuro.

      se dico che un immigrato islamico ha violentato e sgozzato una studentessa a Bergamo, la notizia comincera` a diffondersi, anche se falsa.

      e se invece dico che la notizia di prima e` falsa, questa verita` si diffondera` molto meno.

      per cui alla fine la notizia falsa risulta piu` vera nell’opinione pubblica della notizia effettivamante vera.

      ma sempre a condizione che abbia un forte contenuto emotivo e che corrisponda alle aspettative di chi la riceve.

      potremmo chiamare questo meccanismo mentale “fede”, senza stare a sottilizzare troppo se si tratti di buon o cattiva fede.

      oggi internet e i social hanno moltiplicato a dismisura questi comportamenti e potrebbe sembrare perfino che li abbiano creati, ma essi sono universali ed umani, e precedono di gran lunga internet.

      – la scienza della persuasione ha una lunga storia, anche se ha sempre preferito (abbastanza giustamente) definirsi arte piuttosto che scienza, ed e` la retorica, uno dei pilastri della cultura antica.

      l’ultima grande sua manifestazione classica la farei risalire a Schopenauer e alla sua Arte di farsi dar ragione.

      l’arte della convinzione ha molto piu` a che fare con l’arte della manipolazione delle emozioni che con la logica.

      la logica e` totalmente disarmata di fronte agli esseri umani.

      la logica non puo` occuparsi degli esseri umani, per incompatibilita` di carattere… 🙂

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      1. che bellissimo scambio!!! più appassionante del post iniziale, che riporta realtà per me da tempo scontate 😦
        sto pensando ad un qualche corollario che possa iniettare formalmente la variabile emotiva nella nuova logica proposta da Michele 🙂

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          1. ahahah non serve attende allora, ci ho già scritto un post che a rileggerlo stamane, anzi già da ieri notte a dire il vero, mi pare piuttosto una cagata pazzesca 😀 😛
            mi ero dimenticato riportarlo qui, pardon 🙂

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            1. eh be`, la notte porta consiglio, dicono, ma si riferiscono soltanto al risveglio.

              conosco questa sensazione di estraneita` rispetto alle proprie elucubrazioni o perfino azioni, con una notte di mezzo.

              tuttavia non sparerei sulla Croce Rossa: il post puo` essere discusso, e anche io l’ho gia` fatto, soprattutto alla fine del mio commento, ma non mi pare comunque da buttar via! 🙂

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              1. lo fa perche` lei e` una femmina piuttosto decisionista e anche abbastanza arrogante: apprentemente dolce e remissiva, ma in realta` pugno di ferro in guanto di velluto.

                lui poi e` un omino insignificante e remissivo, perfino un poco opportunista.

                va a finire che, dove si mettono insieme, lui diventa totalmente succube di lei, e lei rimane comunque insoddisfatta data la pochezza del personaggio…

                🙂 🙂 🙂

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    1. nel testo originario di Goya non si e` mai capito, vista l’ambiguita` dello spagnolo, se lui parla del sonno della ragione o del sogno della ragione…

      quel che e` certo e` che la ragione genera mostri, sia che sogni sia che dorma soltanto.

      la ragione puo` rivelarsi una serva padrona molto presuntuosa e prepotente…

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