la farsa del voto inutile. considerazioni controcorrente sul referendum costituzionale. 2 – 216

2. il referendum costituzionale e` una farsa.

manca una analisi seria, in giro, di quello che sta succedendo nel campo della politica italiana e mondiale.

manca una analisi seria, in giro, della crisi della democrazia e delle sue radici.

nel mondo degli iper-plutocrati, dominato dalla tecnica, gli oppositori appaiono dei parolai venditori di fumo e dei fantasiosi amanti della distruzione luddista.

i loro (i nostri) appelli alla rivolta si rivolgono ad un popolo, o a dei popoli, che sembrano non esistere piu`.

la tecnica ci regala internet, le cure mediche avveniristiche, fondate sulla manipoolazione genetica, l’auto che si guida da sola.

per avere tutto questo occorre che pochi iper-plutocrati governino il mondo.

. . .

la democrazia e` diventata inutile.

la deforma anticostituzionale di Renzi (cioe` il suo attacco alla Costituzione nata dalla Resistenza) e` solo una modesta tappa di questo processo.

una piccola battaglia di retroguardia.

che neppure vincendo intacca la lotta generale contro la nuova societa` realizzata del dominio degli iper-plutocrati

e non ne cambia l’esito finale.

. . .

la richiesta di eliminare le costituzioni dell’Europa meridionale, nate dall’antifascismo, e` stata formulata apertamente qualche anno fa negli ambienti della finanza internazionale.

sono gli stessi che stanno perseguendo piu` in grande l’obiettivo di un radicale svuotamento della democrazia rappresentativa attraverso iniziative come il TTIP (Partnership Transatlantica per il Commercio e gli Investimenti) .

se un trattato di questo genere passa anche attraverso l’Atlantico, come e` gia` passato per il Pacifico, la lesione della democrazia realizzata sara` ben piu` grave di quella che potra` venire dalla rforma costituzionale renzina.

il TTIP stabilisce la superiorita` dell’economia e delle multinazionali rispetto alle scelte politiche degli stati.

se viene riconosciuto il diritto agli iper-plutocrati di trascinare in giudizio davanti a corti arbitrali gli stati accusati di ledere i loro interessi, qualcuno vuole spiegarmi che importanza potra` mai avere la Costituzione ritoccata di Renzi al confronto?

eppure la riforma di Renzi obbedisce esattamente a quell’ordine: svuotare i parlamenti del potere di decidere, riportare la decisioni in sedi lontane dal controllo popolare.

. . .

ma occorre vedere bene le tappe attraverso le quali e` passato in Italia questo disegno negli ultimi 10 anni…

. . .

la prima fu la riforma costituzionale di Berlusconi del 2005, che poi pero` fu affossata al referendum confermativo del 2006.

fate attenzione a questo precedente, che e` molto istruttivo:

questa riforma fu fatta approvare da Berlusconi il 18 novembre 2005, e fu la sua campana a morto.

neppure Berlusconi riusci` a mobilitare al referendum i suoi per difendere la sua riforma,

e aveva quasi la maggioranza degli elettori attivi:

vediamo adesso se Renzi ci riuscira`, con meno dei due terzi del consenso che aveva Berlusconi…

. . .

la seconda tappa fu la riforma elettorale di Berlusconi del 21 dicembre 2005, il famoso porcellum.

anche allora riforma della Costituzione e della legge elettorale marciavano di pari passo e con un obiettivo comune: esautorare il popolo e introdurre delle elezioni burla.

Berlusconi fece approvare prima la riforma della Costituzione e poi quella della legge elettorale;

Renzi ha fatto il contrario, ma il disegno e` lo stesso.

la riforma toglieva agli elettori il diritto di scegliersi i loro rappresentanti e attribuiva in parlamento la maggioranza dei seggi ad una minoranza, grazie ad un premio elettorale,

una maggioranza che gli elettori non le avevano dato.

. . .

il nascente Partito Democratico si guardo` bene allora dal mettere in discussione quella legge elettorale.

e se ne guarda bene oggi, che ne ripropone una quasi uguale.

anzi, con Veltroni il Partito Democratico si e` costruito, esplicitamente, come partito a vocazione maggioritaria.

slogan insulso se detto senza sottintesi, perche` non esiste partito che non aspiri alla conquista della maggioranza dei consensi, credo.

ma il sottinteso era che il partito aderiva alla forma falsamente maggioritaria della legge elettorale Calderoli.

. . .

la legge elettorale Calderoli del 2005 e quella di Renzi del 2015 non adottano il maggioritario puro,

che era uscito come indicazione precisa dai referendum del 1991 e del 1993, che avevano abolito le preferenze, il primo, e corretto in senso maggioritario le modalita` di elezione del Senato, il secondo.

ma quella realizzata da Renzi l’anno scorso e` la caricatura di un sistema elettorale maggioritario nei fatti, ma fasullo e bastardo,

realizzato col premio di maggioranza alla minoranza piu` cospicua, alla Camera.

sara` divertente vedere il caos politico totale quando il referendum costituzionale boccera` la deforma renziana e allora avremo due camere ancora, ma elette con sistemi elettorali completamente diversi.

. . .

restava, nel disegno renzino di svuotamento della democrazia, l’intralcio del Senato al dominio di questa minoranza (qualunque fosse),

dato che li` il premio, per Costituzione, va calcolato Regione per Regione.

e dunque non si forma, a livello generale, una maggioranza univoca artificiale come alla Camera.

ed ecco prontamente abolita da lui l’elettivita` del Senato, per far trionfare definitivamente la legge elettorale porcella.

ecco dunque un governo che controlla i deputati che i cittadini non si sono potuti scegliere, e che usa il Senato come sussidio inutile.

. . .

chi dice che questa riforma costituzionale deve essere liberata dal rapporto con la riforma elettorale di Renzi non ha capito nulla.

sto parlando della sinistra demokrat, naturalmente.

la riforma elettorale e` il cuore stesso della deforma.

che non avrebbe neppure senso comune senza quella premessa.

ma  ecco Bersani in una delle sue illuminanti dichiarazioni:

“Abbiamo votato sì alle riforme e votiamo sì al referendum,

purché non venga fuori un sì cosmico contro un no cosmico”.

le cosmicomiche…

quello che esce, da loro, e` di sicuro un si` comico.

. . .

la terza tappa dello svuotamento della democrazia in Italia fu il mancato scioglimento del Parlamento voluto dal presidente della repubblica, Napolitano, alla caduta di Berlusconi nel novembre 2011.

nulla di formalmente illegittimo, anzi una scelta che sembrava dettata dalla gravita` della situazione economica,

ma che, sotto quella presidenza malsana, e` diventata la prima esperienza di un governo senza diretto mandato elettorale.

e ha costituito il precedente dell’attuale situazione politica nella quale un ceto politico dall’arroganza senza limiti ha convinto gli elettori che non contano un cazzo.

e Renzi twitter ben rappresenta la nuova stagione.

dove non serve consultare gli elettori: basta mandargli dei tweet.

oh modernita` senza nome!

. . .

la quarta tappa dello svuotamento della democrazia in Italia la possiamo riconoscere meglio oggi.

fu nella riconferma di Napolitano a Presidente della Repubblica.

dopo un discorso nel quale auspicava una modifica della Costituzione.

quella che doveva garantire e che invece voleva modificare dichiaratamente.

ferita gravissima all’equilibrio costituzionale dei poteri.

. . .

la quinta tappa e` stata la piu` grave e imperdonabile.

dopo le elezioni, rinviate il piu possibile, del 2013, Napolitano si rifiuto` di riconoscerne il risultato.

avevano espresso una grande richiesta di cambiamento, dando al movimento di Grillo il maggior numero di voti in Italia, ma consegnando la maggioranza della Camera al Partito Democratico, grazie al voto degli italiani all’estero.

il rifiuto di Napolitano di dare un incarico formale di governo a Bersani, vincitore sia pure azzoppato di quelle elezioni (come lo era stato Prodi sette anni prima), per tentare un accordo con Grillo (che Grillo peraltro rifiutava), fu un atto di prevaricazione grave che il Presidente della Repubblica compi` contro gli elettori.

e fu la negazione diretta ed esplicita della loro volonta` di cambiamento.

il corollario di queste decisioni sta nei governi Letta e Renzi, privi di autentica legittimita` costituzionale.

. . .

ma la sesta tappa fu a fine 2013, dopo che era stato dichiarata incostituzionale la legge elettorale con la quale era stato eletto il Parlamento.

il rifiuto di Napolitano di sciogliere il Parlamento, dopo fatta una nuova legge elettorale, fu la continuazione coerente di un manifesto disprezzo per la democrazia da parte del peggiore presidente della Repubblica che l’Italia abbia mai avuto

(eccetto forse Gronchi o Segni, che tentarono o prepararono un colpo di stato cruento, ma non poterono realizzarlo –

mentre Napolitano ha realizzato senza sangue uno stravolgimento sostanziale dell’equilibrio dei poteri.

e cancellato il principio costituzionale che il potere appartiene al popolo).

. . .

e la settima tappa e`nell’elezione, da parte di un parlamento dichiaratamente illegittimo, del nuovo Presidente della Repubblica.

Mattarella, reticente ma connivente co-protagonista di questo disegno scellerato?

. . .

qualcuno puo` meravigliarsi, a questo punto, se l’astensionismo elettorale dilaga?

e forse strano se oggi in Italia l’indifferenza per la politica non appare piu` soltanto l’espressione di una mancanza generica e cronica di senso civico degli italiani?

ma assume il significato di una oscura e rabbiosa protesta contro una casta di politici di professione che fa quel che vuole

e agli elettori promette al massimo qualche favore particolare…

. . .

e qualcuno puo` pensare seriamente che questo processo pesantemente corruttivo della democrazia verra` fermato, anche se la deforma costituzionale renzina sara` bloccata?

qualcuno puo` veramente avere fiducia in questo popolo che si e` lasciato calpestare in questo modo negli ultimi 10 anni?

bloccare la deforma Renzi riuscira` a bloccare questo processo soltanto se il popolo dimostra davvero di volere prendere in mano il proprio destino e di sapere che cosa farne.

cosa assolutamente impossibile, al momento attuale.

. . .

ecco i motivi che consigliano certamente di attrezzarsi e conoscere meglio la porcata che dovremo votare dopo l’estate.

ma di non agitarsi per niente, di stare buoni e quieti, accumulando conoscenze da conservare per noi.

e facendole girare senza clamori, proprio perche` la democrazia in cui crediamo e` quella della riflessione e della conoscenza.

l’unica democrazia possibile, del resto.

. . .

non aiutiamo gli indifferenti alla politica ad andare a votare.

non voteranno certo per noi.

la minoranza consapevole basta a respingere la deforma Renzi della Costituzione in un referendum senza quorum.

se noi aiuteremo la maggioranza inconsapevole a restare a casa…

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4 thoughts on “la farsa del voto inutile. considerazioni controcorrente sul referendum costituzionale. 2 – 216

  1. Magistrale!
    Che mi preoccupi un pò la tua gestione british dei mesi a venire è ben poca cosa nell’ammirazione che ho per tutta l’analisi.
    Faccio girare, ma stai tranquillo: senza far casino 🙂

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    1. grazie! 🙂

      ho aggiunto oggi l’ultima puntata per chiudere al momento i miei interventi sul tema.

      come dico li`: parliamo di lavoro, di favori alle banche, di leggi insulse e di burocrazia delirante…

      il mod migliore di preparare il referendum di novembre e` questo.

      non parlare del referendum, che e` una trappola…

      il nostro Leitmotiv dovrebbe essere che Renzi ci sta portando a votare su argomenti inutili, che interessano solo lui e non interessano gli elettori, che delle sue riforma non sanno che farsene.

      e non l’analisi interna della riforma (anche se questa dobbiamo farla per noi stessi).

      Mi piace

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