i voucher – 219

nei giorni scorsi, per alcuni lavoretti nella casa, ho chiamato a farli un ragazzo disoccupato, mezzo parente, e ho deciso di utilizzare i voucher per pagarlo, avendone sentito parlare in modo vago.

modo sicuro per sfuggire al nero, pensavo, e sentirmi un poco in regola, visto che su quanto prende paga i suoi contributi pensionistici (per quanto, irrisori certamente).

in piu`, soprattutto, risulta assicurato se dovesse capitargli qualche incidente mentre lavora.

ho chiesto e letto su internet e verificato che la sua attivita` poteva rientrare fra quelle previste: lavori di manutenzione, pulizia e cura della casa.

solo due limiti: io posso pagare un singolo prestatore solo fino a 2.000 euro.

lui non puo` guadagnare complessivamente in un anno piu` di 7.000 euro, ovviamente da committenti diversi.

. . .

ho dunque vissuto l’esperienza dei voucher dal punto di vista del committente e non del prestatore.

pero` le riflessioni che si possono fare riguardano anche loro.

evidenziano infatti come i voucher siano un monumento alla istigazione all’evasione (vedi alla fine…)

sfondo_banner Voucher

. . .

la prima operazione da fare, con 24 ore di anticipo rispetto all’inizio del lavoro, e` quella di registrarsi sul sito INPS come committente.

la registrazione del prestatore invece avviene dopo, quando cominci a utilizzare i voucher che hai acquistato, da tabaccai abilitati, in un ufficio postale o all’INPS, se proprio avevi tempo da buttare).

. . .

registrarsi potrebbe sembrare una cosetta facile, ma – al solito in Italia – non lo e` per niente.

il sito INPS dove approdi e` una enciclopedia sterminata di tematiche differenti.

e la parola voucher non risulta da nessuna parte sulla home page.

aggiungete che le istruzioni che vengono fornite sul voucher non coincidono affatto con la situazione della pagina, quando si comincia la procedura di registrazione.

in poche parole, si dice: entrate nel sito inps e poi andate a questo link…, ma il link sulla schermata principale non c’e`.

. . .

se siete fortunati, arriverete a scoprirlo in una pagina intermedia, che nelle istruzioni non viene affatto nominata.

altrimenti, vi rivolgerete a pagamento a qualche consulente, immagino.

non capisco mai se questa grottesca inefficienza tipicamente italiana e` frutto di menti dementi oppure e` calcolata a favore di qualche lobby.

in ogni caso lo scopo e` sempre quello di far sentire il cittadino disarmato di fronte a qualche potenza oscura e incapace di cavrsela da solo.

amore indistruttibile per il clientelismo, direi.

. . .

ecco delle foto dimostrative.

come potete vedere il lavor prestato viene chiamato in due modi diversi perfino nello stesso modulo!

buoni-lavoro

buono lavoro…

si`, ma anche voucher…

lavoro saltuario…

si`, ma anche lavoro occasionale…

lavoro contemporaneo post-moderno, insomma!

si` ma poi sul modulo ci sta una terza definizione ancora:

lavoro accessorio.

che dice tutto da sola…

Ricevuta_40PercComm

. . .

comunque immaginiamo che abbiate vinto la vostra caccia al tesoro, parte per intelligenza e parte per botte di culo, e siate riusciti ad iscrivervi.

l’indomani potete iniziare la procedura di registrazione della giornata utilizzando i voucher che avete comperato.

spero pero` che non vi capiti che il vostro prestatore sia nato all’estero, come era nel mio caso.

quando arriverete a dover inserire il Comune di nascita, sara` assolutamente inutile che lo inseriate sia nella forma italianizzata, sia in quella originaria del paese d’origine.

in entrambi i casi il sito rifiutera` l’iscrizione dichiarando che il comune e` sconosciuto.

. . .

solo una notte che porta consiglio e il fatto che avete lavorato in un Consolato vi fara` avere al risveglio la giusta intuizione: per chi e` nato all’estero bisogna inserire non il Comune, ma lo stato estero.

avete capito: dovete inserire il nome dello stato estero nella casella dove sta scritto Comune di nascita.

mica ci sta scritto Comune o Stato estero di nascita, figurarsi, sarebbe troppo comoda…

comunque a registrazione conclusa, dall’INPS la prima volta telefonano al prestatore d’opera per verificare.

. . .

bene, avete impiegato un po’ di tempo, equamente distribuito fra due giornate diverse, per risolvere questi enigmi.

e adesso veniamo al dato pratico.

i voucher pagano l’esecutore o prestatore d’opera al lordo 10 euro l’ora, al netto dei contributi 7,5.

li potete comperare in tagli di 1 voucher di una ora, di 2, oppure di 5 o piu`.

ogni volta che li comperate, pagate una commissione di circa due euro, indipendemente dai tagli e dal valore dei voucher.

io prima ne ho comperato uno da 50, per fare la prova; poi altri.

ma il bello viene quando inserite i dati.

. . .

dovete indicare la giornata nella quale si svolgera` la prestazione e farlo prima che inizi la prestazione.

ovviamente.

ma, ben poco ovviamente, non c’e` nessun modo di dire l’arco orario nel quale si svolgera` la prestazione.

in questo modo, qualunque sia la cifra che inserirete, il taglio da 10 euro o quello da 80, in caso di un controllo voi sarete sempre in regola, perche` potrete sempre dire che la prestazione e` appena iniziata.

questo ovviamente favorisce al massimo l’evasione: in sostanza voi potete continuare a pagare in nero il grosso del lavoro, ma dichiarare anche un’ora sola, giusto per essere a posto.

. . .

immaginiamo poi che abbiate inserito un primo importo, mettiamo pari a 5 ore, e poi cercate di aggiungere ancora un importo ulteriore, perche` il lavoro si e` prolungato in maniera imprevista, prelevandolo da un secondo voucher di 50 euro, ad esempio.

l’integrazione verra` rifiutata con la motivazione che la giornata risulta gia` coperta.

quindi il sistema e` nello stesso tempo rigido ed approssimativo.

e questo dipende dal fatto che non si inseriscono le ore di lavoro.

. . .

a questo punto penso che con i voucher lo stato ha escogitato un sistema per raccattare qualche spicciolo di contributo pensionistico da buttare nel calderone di un’INPS che traballa.

ma che lo scopo della istituzione dei voucher e` stato soltanto questo.

che una vera regolarizzazione del Lavoro Saltuario ma anche Occasionale non era negli obiettivi veri di chi ha fatto questa legge ultima sui voucher.

(Renzi).


8 risposte a "i voucher – 219"

  1. SCONFORTANTE
    DIVERTENTE
    UTILISSIMO
    Sai che faccio? Lo twitto a Tito Boeri, unico dell’Inps a quanto vedo, che ha un account personale!
    (conosco il sito Inps, ogni volta – anche solo per il PIN – mi fa imprecare come un carrettiere!)

    "Mi piace"

    1. concreto, direi, semplicemente concreto.

      il sito INPS andrebbe studiato nelle universita` di tutto il mondo come esempio paradigmatico di come NON si deve fare un sito.

      ma ti pare possibile che, PER MOTIVI DI SICUREZZA, io debba rifare tutta la procedura di accreditamento OGNI VOLTA che lo uso?

      per non parlare della sua impostazione caotica, ecc ecc.

      ma perche` ripetersi?

      Piace a 1 persona

      1. avevo il sito della mia banca che era … scivolevole come il burro, l’hanno fatto modificare da degli americani e adesso è una caccia al tesoro per i clienti e uno stress per i bancari. Però… adesso posso mettere la fotina e il nickname. Eh? questi sì che progressi

        "Mi piace"

  2. La legge l’ha fatta Berlusconi, la pratica attuazione è della insulsa e incapace burocrazia dell’INPS, dell’INAIL e dei tabaccai. Non diamo a Renzi troppi meriti. Personalmente ritenevo e ritengo che potrebbero essere uno strumento utile per semplificare e agevolare i rapporti di lavoro. Certamente nel clima disfattista attuale per cui tutti pensano che non avranno la pensione sono veri i meccanismi che dici tu ma se tutti capissero che il solo modo di assicurarsi una vecchiaia decente è di inserirsi in un sistema mutualistico di risparmio e redistribuzione sarebbe il percipiente a reclamare l’esatta corrispondenza tra la prestazione effettuata e quella dichiarata nel voucher. Le inefficienze che tu denunci unite alla complessità e alla vaghezza delle norme che regolano i rapporti di lavoro fanno sì che il carico di oneri impropri per il commercialista o per l’esperto del lavoro incidano con percentuali a due cifre sul costo del lavoro. Così pensavo quattro anni fa. http://rbolletta.com/2012/11/28/i-voucher-per-lavorare/

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    1. mi hai costretto ad un rapido corso di formazione sui voucher o buoni lavoro! e hai fatto bene!

      vedo che i lavori di tipo occasionale con prestazioni brevi vennero riconosciuti dalla Riforma Biagi, e poi introdotti da Berlusconi nel 2008, come giustamente ricordi tu.

      si trattava tuttavia di un istituto molto limitato a casi particolari: le colf, le badanti, le ripetizioni a casa da parte di studenti, lavoretti di giardinaggio, pulizie e faccende di casa.

      credo pero` che non sia sbagliato vedere l’origine del successo attuale dei voucher nella politica successiva.

      i voucher sono stati via allargati di importanza e di significato, in modo sostanziale, in particolare col Jobs Act di Renzi.

      oggi, grazie ai suoi interventi, gli unici limiti all’impiego dei voucher sono diventati di tipo quantitativo.

      l’idea dichiarata di usarli per contrastare l’evasione e il lavoro in nero e` ottima.

      ma la realizzazione concreta, con le soluzioni adottate, va nella direzione opposta e purtroppo facilita l’evasione legalizzata.

      questo aspetto negativo va ricondotto a Renzi e Boeri, non ad altri, secondo me. 🙂

      per questo credo di riconoscere a Renzi i suoi meriti, nessuno di piu` 😉

      Piace a 1 persona

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