Ashtiname, Santo Testamento del profeta Mohammed – 228

Mohammed, il fondatore dell’islam, ha detto che i cristiani erano sotto la diretta protezione di Allah e che gli islamici avevano il dovere di difenderli?

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Questa è una lettera che è stata rilasciata da Mohammed, Ibn Abdullah, il Messaggero, il Profeta, il fedele, che viene inviata a tutte le persone come una parola da parte di Dio per tutte le sue creature.

In verità Dio è l’Eccelso, il Saggio.

Questa lettera è indirizzata agli ambasciatori dell’Islam, come alleanza data ai seguaci del Nazareno in Oriente e Occidente, a quelli vicini e lontani, agli arabi e agli stranieri, al noto e all’ignoto.

Questa lettera contiene il giuramento dato loro, e chi disobbedisce ciò che vi è scritto, sarà considerato un disobbediente e un trasgressore a quella Fede alla quale egli è comandato.

Egli sarà considerato come uno che ha corrotto il giuramento di Dio, o il Suo testamento, che ha respinto la Sua Autorità, disprezzato la Sua religione, e si è fatto meritevole della Sua maledizione, sia che fosse un sultano o qualsiasi altro credente dell’Islam.

Ogni volta che monaci, fedeli e pellegrini si riuniscono, sia in una montagna o valle, o tana, o luogo frequentato, o semplice, o la chiesa, o in luoghi di culto, in verità Dio è su di loro e li protegge, e protegge le loro proprietà e la loro morale, anche da me stesso, dai miei amici e dai miei assistenti, perché sono dei soggetti sotto la mia protezione.

Io li esento da tale atti che li possano turbare e dagli oneri che sono pagati da altri come un giuramento di fedeltà.

Essi non devono dare nulla del loro reddito, ma ciò che piace loro, non devono essere offesi, o disturbati, o costretti o obbligati.

I loro giudizi non devono essere modificati o impedito loro di realizzare i propri uffici, né i monaci disturbati nell’esercizio del loro ordine religioso, o la gente di clausura essere arrestata mentre dimora nelle loro celle.

A nessuno è permesso di saccheggiare i pellegrini, o distruggere o rovinare una delle loro chiese, o case di culto, o di prendere una qualsiasi delle cose contenute all’interno di queste case e portarlo alle case dell’Islam.

Colui che toglie da essa, sarà uno che ha corrotto il giuramento di Dio, e, in verità, disobbedisce al Suo Messaggero.

Le tasse non dovranno essere messe sui loro giudici, sui monaci, e quelli la cui occupazione è il culto di Dio; né qualsiasi altra cosa potrà essere presa da loro, che si tratti di un bene, una tassa o un diritto ingiusto.

In verità loro conservano la loro compattezza, ovunque si trovino, in mare o sulla terra, in Oriente o Occidente, da nord o da sud, perché sono sotto la mia protezione e il mio testamento dà loro la mia sicurezza contro tutte le cose che vanno aborrite.

Nessuna tassa o decime devono essere ricevuti da coloro che si dedicano al culto di Dio in montagna, o da chi coltiva la Terra Santa.

Nessuno ha il diritto di interferire con i loro affari, o portare qualsiasi azione contro di loro.

In verità questo è per altra cosa e non per loro; piuttosto, nelle stagioni delle colture, che dovrebbe essere data una Kadah per ogni Ardab di grano come fondo per loro, e nessuno ha il diritto di dire loro che questo è troppo, o chiedere loro di pagare alcuna imposta.

Per quanto riguarda chi possiede proprietà, i ricchi e i commercianti, le tasse che possono essere prese da loro non devono superare i dodici Dirham a testa all’anno.

Non può essere imposto a chiunque di intraprendere un viaggio, ne` puo` essere costretto ad andare in guerra o usare armi per i musulmani; chiunque deve combattere per la sua ragione, non per quella di altri.

Il seguace dell’islam non deve fare nessuna disputa o discutere con loro, ma accordarsi secondo il verso registrato nel Corano.

Essi non devono essere costretti a portare armi o pietre; ma i musulmani devono proteggerli e difenderli contro gli altri.

Qualora una donna cristiana sia sposata con un musulmano, tale matrimonio non deve avvenire se non dopo il suo consenso, e a lei non deve essere impedito di andare nella sua chiesa per la preghiera.

Le loro chiese devono essere onorate e non devono esserci impedimenti nella costruzione di luoghi di preghiera o la riparazione dei loro conventi.

Spetta a ognuno della nazione dell’Islam non contraddire e a rispettare questo giuramento fino al Giorno della Resurrezione e della fine del mondo.

Achtiname-di-Muhammad

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questo documento, detto Ashtiname, cioe` Santo Testamento, del profeta Mohammed, era conservato nel monastero di Santa Caterina nel Sinai.

da li` fu preso nella guerra ottomana di conquista dell’Egitto (1516-17), per essere portato a Istanbul, dove e` conservato; ma i monaci ne fecero delle copie.

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sarebbe stato scritto da Mohammed in persona, ma sappiamo che era analfabeta.

quindi potrebbero averglielo scritto altri e l’impronta della mano in fondo al foglio, attribuita a Mohammed, sarebbe la sua firma.

e` stato anche osservato che nel documento si vede il disegno di un minareto, ma i primi minareti risultano costruiti un secolo dopo Mohammed.

ma anche questa obiezione e` superabile: il disegno potrebbe essere stato aggiunto dopo.

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piu` grave, contro l’autenticita`, che non si conosca alcun soggiorno di Mohammed nel Sinai e che nessun contemporaneo ne parli.

insomma, l’ipotesi piu` plausibile e` che si tratti del falso dei pii monaci cristiani del Sinai per difendersi dagli attacchi degli arabi, scritto dopo la morte di Mahammed e dopo che effettivamente gli islamici conquistarono con l’Egitto anche il Sinai.

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e tuttavia non e` neppure questo il punto.

perche` il documento, anche se verosimilmente falso, doveva pur essere plausibile.

un falso che fosse risultato immediatamente tale non solo sarebbe stato inutile, ma persino controproducente.

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che i cristiani siano addirittura sotto la protezione di Allah, per bocca di Mohammed, potrebbe essere un tantino eccessivo,

cosi` come le lodi alla loro compattezza o l’ordine di proteggerli addirittura contro ogni attacco da altra parte.

ma il clima di rispetto qui descritto non appare dissonante da analoghi passi del Quran.

e dunque rappresenta una prova importante di un clima di faticosa tolleranza tra islamici e cristiani, pur realizzato nella conquista araba del VII secolo.


7 risposte a "Ashtiname, Santo Testamento del profeta Mohammed – 228"

  1. Non ne avevo mai sentito parlare, ho interpellato qualche contatto musulmano arabo… idem.
    Penso anche io che sia un volonteroso scritto dei monaci, non qualcosa che venne loro affidato. Se non altro perchè nel Corano il monachesimo non gode di grande considerazione. Non so citarti il versetto al momento, ma Dio dice che è un tipo di vita che hanno deciso di loro volontà, non una Sua prescrizione.
    Siccome si dice che sia oggi al Topkapi ho chiesto a un contatto turco, anche lui ignora, ma se trova indicazioni mi farà sapere.

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    1. penso anche io che sia un falso dei monaci, comunque storicamente prezioso.

      il sito da cui ho preso la notizia lo dava per autentico, ma non e` credibile, a parer mio.

      se lo fosse, sarebbe una bomba contro i nazi-islamisti, anche considerando che si tratterebbe dell’ultima presa di posizione di Mohammed sul tema dei rapporti islam-cristianesimo.

      peccato.

      (sarebbe comunque da inserire in appendice alla pubblicazione del nostro dibattito sul Corano, a proposito.

      che adesso mi sembra proprio opportuno provare almeno virtualmene.

      se credi, lo faccio soltanto a nome mio lasciandoti nell’anonimato, ma mi dispiacerebbe)

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    2. riflettendo ulteriormente, non mi pare un caso la censura pressoche` completa che ricopre un documento comunque straordinario…

      un testo simile e` un pesante ostacolo sulla strada di chi, da parte islamica come da parte per cosi` ddire cristiana intende che le relazioni fra le due culture siano fondate sulla paura e sull’ostilita` reciproca…

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      1. C’è nel testo coranico la parità delle religioni, ripetuta più volte, vedi la fluviale Giovenca al verso 2; volessero tutti stare al testo l’inimicizia con i cristiani, tanto da farli definire infedeli, è nel loro credere il Messia “figlio” di Dio. Una contraddizione che si compone solo nell’accusa, comune agli Ebrei, di aver manomesso le scritture. Non sono sicura, ma a naso direi che all’epoca del profeta i Cristiani non erano così numerosi in zona da doverli blandire, solo gli Ebrei combatterono con lui contro i politeisti. Sarebbe bello poter attingere alle sedi colte dell’islam, e magari porre la domanda su questo documento, ma senza la conoscenza dell’arabo questo è impossibile.

        In quanto al nostro dibattito non ho più avuto l’impulso di tuffarmi nel gran lavoro di raccolta che hai fatto tu, Veramente avevo cominciato subito – poi sospeso quando mi hai detto che avrei ricevuto la stesura definitiva. E’ una questione di carattere restio a tornare sul passato. Questo non significa che voglio scomparire, diciamo che sei libero di fare come credi meglio, senza la mia rilettura. Approvato sulla fiducia accordata da lungo tempo.
        Però questo documento qui non lo aggiungerei, terrei da parte la questione nella speranza di arrivare a una qualche discussione di fonte islamica; per esempio ci sarebbe da capire se sunniti e sciiti ne danno la medesima valutazione. Ora che lo hai scoperto non lo brucerei.

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        1. per la pubblicazione, ti ho scritto d’impulso, richiamato dall’argomento, ma poi mi sono accorto di avere perso non so come quel file, assieme a diversi altri, oltretutto, di cose che stavo scrivendo, a diversi livelli di elaborazione.

          oso solo sperare che sia rimasto in una memoria esterna, dimenticato, in Germania.

          altrimenti dovrei recuperare da quanto ti avevo spedito, ma il rifacimento di quel lavoro improbo mi pare da escludere.

          buona giornata, a te, domani.

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