le unioni saranno anche civili, ma sono incostituzionali – 230

sono in debito di spiegazioni sulla legge Cirinna` e ho il dovere di spiegare perche sono nettamente critico.

dopo una lunga azione culturale contro le discriminazioni contro gli omosessuali oggi mi trovo davanti ad una legge che li distingue e marchia come cittadini speciali,

come gruppo giuridicamente distinto,

come portatore di diritti menomati,

ma anche contraddittoriamente potenziati per alcuni aspetti.

cosi` oggi mi scopro fermamente contrario alla costruzione di un ghetto legale semi-dorato,

oltretutto per un gruppo particolare e circoscritto di omosessuali, quelli che vogliono vivere in una coppia stabile.

a me pare che la legge sia stata gestita in uno spirito di lobby, questo modo tipicamente renzino di affrontare i problemi.

e, aldila` dell’immediata e positivo miglioramento pratico di alcuni aspetti della condizione omosessuale, il risultato finale e` indifendibile:

non e` questo il modo di sopprimere le discriminazioni:

ribadirle su qualche piano,

ma privilegiare per qualche aspetto la condizione omosessuale di alcuni.

. . .

poiche` il post e` ragionato, cioe` articolato e complesso, eccone uno schema:

  1. la legge Cirinna` una regolamentazione tripartita della vita sessuale ed affettiva
  2. l’alternativa del pieno riconoscimento del matrimonio omosessuale: costituzione italiana e americana a confronto
  3. l’ostacolo della chiesa cattolica e la furba scorciatoia di Renzi
  4. l’alternativa delle convivenze riconosciute e le lobby omosessuali
  5. una possibile tripartizione alternativa giuridicamente corretta
  6. unioni civili e Buona Scuola: due leggi simili nel metodo
  7. la chicca finale: due lettere di Bergoglio sul matrimonio omosessuale

. . .

  1. la legge Cirinna` una regolamentazione tripartita della vita sessuale ed affettiva

dalla legge Cirinna` esce, non so neppure quanto consapevolmente, un sistema tripartito nella regolamentazione della vita sessuale ed affettiva:

da un lato ci sta la famiglia tradizionale, sulla quale non si e` intervenuti;

dall’altro ci stanno le unioni civili omosessuali, che si collocano sostanzialmente nel quadro istituzionale previsto per la famiglia tradizionale, ma con alcune limitazioni

(quella di non potere adottare figli con le procedure comuni, per esempio, ma di poterlo fare soltanto con una decisione del giudice)

e alcune differenze, che dal punto di vista pratico potremmo considerare privilegi: la mancanza dell’obbligo della fedelta`, la facilita` del divorzio, ad esempio.

sono privilegi pratici, che pero` corrispondono anche a limitazioni: in sostanza ad una svalutazione etica di questo rapporto.

infine ci stanno le convivenze, eterosessuali oppure no,

che non hanno alcuni privilegi pratici, come la pensione di reversibilita` oppure il diritto privilegiato di successione ereditaria.

. . .

riflettiamo bene su questo punto: se partiamo dal punto di vista che l’unione stabile omosessuale non e` una famiglia, come non lo e` la convivenza, allora non si puo` comprendere perche` goda di un trattamento di favore dal punto di vista pratico rispetto alle convivenze fra eterosessuali.

a mio parere occorreva a monte una riflessione ben piu` approfondita sulle implicazioni delle scelte:

quella che la classe dirigente di questo paese, rozza ed incolta come il suo popolo, non e` in grado di fare.

le strade aperte per una scelta coerente erano due.

. . .

.2. l’alternativa del pieno riconoscimento del matrimonio omosessuale: costituzione italiana e americana a confronto

la prima, la piu` lineare, quella di una piena equiparazione dell’unione stabile omosessuale alla famiglia.

si dice che la Corte Costituzionale le abbia sbarrato la strada con la sentenza n. 138 del 2010.

mi domando se qualcuno dei molti che ne parlano l’abbiano letta, questa sentenza, oppure se avendola letta siano in grado di capirla.

io l’ho fatto, scoprendo che non dice affatto quel che le si vuole far dire.

non dice che la Costituzione italiana vieta di considerare famiglia una coppia di persone dello stesso sesso (dove sarebbe scritto?), anche se i Costituenti, per la cultura dell’epoca non si posero il problema.

dice che il diritto al matrimonio fra persone dello stesso sesso non discende AUTOMATICAMENTE dalla Costituzione, ma esige un intervento del legislatore.

in poche parole, non poteva essere la Corte Costituzionale ad introdurlo con una propria sentenza, anche se ne riconosceva la necessita`.

vedi: https://bortocal.wordpress.com/2015/07/22/professione-gaydiscriminato-358/

. . .

in questo, la Corte Costituzionale italiana si e` comportata in modo ben diverso da quella americana, che nel 2015 ha proclamato incostituzionale il divieto vigente in alcuni stati USA del matrimonio fra persone dello stesso sesso.

ma anche qui occorre capire bene perche`, anche se e` difficile spiegarlo a persone dalla cultura incerta ed approssimativa.

questo non dipende dal fatto che in America la Corte e` di larghe vedute e in Italia e` bacchettona.

dipende dalla necessaria diversita` di interpretazione di due Costituzioni che sono intrinsecamente diverse, perche` esprimono visioni del mondo differenti.

la Costituzione americana contiene nel suo primo articolo il diritto individuale alla felicita`.

e` una costituzione che esprime a fondo l’individualismo anglosassone,

e considera i diritti dell’individuo direttamente fondati dalla legge naturale.

la costituzione italiana invece nell’art. 2 colloca con chiarezza in un quadro sociale i diritti individuali:

riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

i diritti del singolo non nascono dalla natura, ma dalla sua vita sociale, secondo il nostro modo di pensare di allora.

. . .

l’individualismo di stampo anglosassone ha fatto passi da gigante anche da noi, nei sette decenni, quasi, passati dal 1948;

sono stati i radicali i principali portatori dell’individualismo americaneggiante nella nostra cultura.

e credo che qualche giovane oggi resterebbe meravigliato ad apprendere che, invece, in Italia i suoi diritti inviolabili sono collegati all’adempimento degli obblighi sociali da parte sua

(visione mazziniana dei diritti e dei doveri dell’uomo, giusto per ricordarlo).

il diritto degli omosessuali americani a fondare una famiglia e` basato sulla loro Costituzione:

se questo e` necessario per la loro felicita` individuale, nessuno puo` impedirglielo.

il diritto degli omosessuali a formare una famiglia secondo i bisogni della loro affettivita` e` ugualmente riconosciuto nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo:

Articolo 16

1. Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione.

Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all’atto del suo scioglimento.

2. Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi.

3. La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.

qualche tradizionalista afferma che questo articolo tutelerebbe soltanto la famiglia tradizionale eterosessuale.

e` evidente di no: sta scritto Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi, non e` aggiunto “fra loro”,

e non potrebbe esserlo, perche` sarebbe una contraddizione in termini.

se sposarsi e` un diritto, allora e` evidente che questo diritto implica anche la liberta` di scelta di chi sposare.

e se il desiderio di unione affettiva si rivolge verso una persona dello stesso sesso, allora il diritto al matrimonio diventa anche il diritto alla formazione di una famiglia omosessuale.

. . .

.3. l’ostacolo della chiesa cattolica e la furba scorciatoia di Renzi

come mai allora la nostra Corte Costituzionale ha stabilito che questo diritto non discende automaticamente anche nel nostro ordinamento dai Diritti fondamentali dell’uomo, anche se la nostra Costituzione li richiama apertamente?

contrariamente a quanto si dice comunemente, l’art. 29 della Costituzione italiana sulla famiglia non costituisce alcun ostacolo al riconoscimento di famiglie diverse da quella eterosessuale.

La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.

Il matrimonio è ordinato sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.

neppure qui risulta da qualche parte in questo testo che i coniugi debbano essere di sesso diverso.

certo, i padri costituenti lo davano per scontato, secondo la cultura del tempo,

e tuttavia un adeguamento legale nella applicazione pratica di questi principi e` possibile anche senza cambiare il testo della Costituzione.

come appunto affermato dalla sentenza n. 138 del 2010.

il vero ostacolo al pieno riconoscimento della famiglia omosessuale non viene in Italia dalla Costituzione, ma dalla chiesa cattolica.

la chiesa cattolica intende mantenere rigorosamente delimitata alla famiglia eterosessuale la definizione e le tutele previste per la famiglia.

dal punto di vista cattolico non esistono diritti naturali dell’individuo.

la chiesa cattolica si fonda su una morale che tutela la continuita` della specie, non i diritti dei singoli.

secondo questa concezione, il matrimonio eterosessuale garantisce la riproduzione e la continuita` della specie umana e va tutelato.

altri desideri e forme di affettivita` no, perche` non perseguono questo scopo primario.

anzi, tutte le forme di sessualita` non rivolte alla procreazione sono intrinsecamente impure, malvage, peccaminose.

. . .

e` soltanto un grottesco incidente della storia, poi, che poi il modello perfetto di questa presunta famiglia naturale sia quello della Sacra Famiglia

con una madre vergine e un padre soltanto putativo,

cornificato direttamente da Dio come un qualunque greco antico con la moglie troppo bella rapita da Zeus, il re degli dei.

e rimane grottesco come la funzione riproduttiva sia delegata all’umanita` comune, dato che la classe sacerdotale e le suore, piu` vicini a dio, ne sono esonerati

o per meglio dire interdetti.

. . .

l’omosessualita` invece e` una forma di sessualita` deviata, nella visione cattolica, perche` non e` orientata alla riproduzione.

per questo gli omosessuali sono dei peccatori che disperdono il seme, come l’Onan della bibbia ebraica,

deviando la sessualita` dalla sua funzione sociale e orientandola al mero piacere individuale, o di coppia.

quanto alle lesbiche, la loro condanna rimane piu` generica e anche priva di esempi biblici, tanto loro gli ovuli li producono lo stesso.

nel momento nel quale le tecniche riproduttive consentono, in maniera contorta e artificiale, anche agli omosessuali di avere figli, sia pure attraverso l’inaccettabile riduzione di una donna a mero strumento riproduttivo, la chiesa nega loro questo diritto.

ma lo fa principalmente in nome della natura violata,

non in via prevalente per la umiliazione estrema della maternita` ridotta a merce acquistabile sul mercato.

. . .

ecco dunque perche` nella Costituzione italiana, nata anche da un compromesso evidente con la chiesa cattolica, non si trova alcuna affermazione paragonabile a quella della Costituzione americana.

nella nostra cultura l’esaltazione piena dei diritti personali individuali ha sempre cattolicamente qualcosa di diabolico.

dopo il peccato originale siamo nati per soffrire, non per essere felici.

ed ecco perche` in Italia fa cosi` fatica ad affermarsi una cultura dei diritti.

essa passa necessariamente attraverso non diro` la scristianizzazione, ma la scattolicizzazione della mentalita` comune.

ma diciamo meglio che essa implica la piena laicizzazione dello stato.

. . .

.4. l’alternativa delle convivenze riconosciute e le lobby omosessuali

la prima scelta del governo Renzi, ma diciamo pure della politica italiana e delle organizzazioni gay, e` stata dunque quella di non affrontare questo scontro con la mentalita` cattolica che vede il piacere e la felicita` come peccaminosi.

ancora piu` rischioso ai tempi di un papa populista che fa finta di essere innovatore e prova a cambiare gli aspetti piu` fossili del cattolicesimo,

ma non potrebbe mai far passare una rivoluzione antropologica cosi` radicale.

visto che ha gia le sue grane da pelare soltanto a concedere la comunione ai risposati,

cioe` ad ammettere  che nella vita umana il matrimonio non dura tutta la vita per tutti.

oltretutto il matrimonio omosessuale ripugna personalmente anche a lui:

il cardinale Bergoglio fu il diretto protagonista di una battaglia frontale contro il matrimonio omosessuale in Argentina.

che perse pesantemente…

ed e` divertente rileggersi come…

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/01/18/argentina-2010-come-bergoglio-comando-e-perse-la-battaglia-sul-matrimonio-gay/

ma per non divertirvi troppo adesso, metto in fondo la sua lettera alle monache carmelitane che, divulgata, porto` alla catastrofe la sua campagna.

qui bastera` accennare alla doppiezza tutta gesuita di un Bergoglio che in pubblico diceva una cosa e in privato faceva l’opposto.

ma ne sa qualcosa anche l’ex sindaco di Roma Marino.

e` la stessa Chiesa che ha voluto quarant’anni fa il referendum contro il divorzio, e per gli stessi motivi.

. . .

vediamo ora le conseguenze di questa scelta di non riconoscere la famiglia omosessuale naturale  come tale.

(e definisco naturale anche la famiglia omosessuale perche` per gli omosessuali che la desiderano essa appare tale).

anche se non ritengo giusta questo mancato riconoscimento, tuttavia mi metto dal punto di vista di una coerenza di impostazione conseguente.

si sarebbe dovuto dire: solo la famiglia eterosessuale e` quella protetta dalla Costituzione perche` ha come scopo la riproduzione naturale e genera figli.

va tutelata giuridicamente da apposite forme di provvidenza sociale, che vanno a difesa principalmente dei figli.

OGNI altra forma di unione affettiva, eterosessuale o omosessuale che sia, merita comunque tutela come una diversa particolare formazione sociale nella quale l’essere umano si realizza.

senza distinzione di diritti tra gruppi e sessualita` diverse.

anche gli eterosessuali che vogliono semplicemente convivere perche` si piacciono e piace loro condividere oltre al letto la casa;

ma non solo loro.

ogni forma di vita sessuale non procreativa, non orientata alla formazione di una famiglia, va tutelata in modo coerente ed omogeneo fra le diverse condizioni, perche` espressione positiva della affettivita` e sessualita` umana

questa era la via maestra.

poco cattolica, lo ammetto.

. . .

ma la potente lobby dei diritti omosessuali come avrebbe reagito a questa deprivazione formale, coerente ma estranea alla cultura dei diritti individuali fondati su se stessi?

ed ecco la scelta catastrofica del governo Renzi e della legge Cirinna`.

un mero trucchetto verbale, un giochetto di parole:

definire la famiglia omosessuale in modo diverso, come unione civile,

ma attribuirle di fatto tutti i diritti della famiglia tradizionale.

questo e` stato fatto, o meglio tentato, con un livello peraltro di pressapochismo sconcertante e talmente rozzo da lasciare basiti.

basta pensare che soltanto all’ultimo momento si si e` accorti che, in questa estensione non meditata, l’omosessualita` dei contraenti della unione civile rendeva nulla l’unione civile omosessuale, cosi` come rende nullo il matrimonio eterosessuale.

questa incredibile e grottesca contraddizione e` stata eliminata in fretta e furia,

ma nella formulazione della legge ne restano altre minori che ora non e` il caso di esaminare in dettaglio.

. . .

soprattutto diventa altrettanto grottesco il confronto fra la condizione degli omosessuali conviventi senza formare una famiglia e definiti unione civile

e quella degli eterosessuali che vivono nella stessa condizione, ma sono relegati alla condizione di conviventi.

un esempio:

l’uccisione dell’unionista (se mi passate il termine) e` un’aggravante dell’omicidio, vista l’equiparazione al matrimonio,

l’uccisione del convivente no…

ma ancora almeno quello che sara` al centro della campagna referendaria per l’abrogazione parziale della legge:

l’unionista omosessuale ha diritto alla reversibilita` della pensione,

i conviventi eterosessuali no.

qualcuno ha poi sottolineato come la regolamentazione della convivenza apra la porta ad una poligamia di fatto,

ma questo non mi pare affatto un limite (scusate la battuta).

. . .

.5. una possibile alternativa tripartizione giuridica corretta

ma ammettiamo anche che si volesse mantenere una tripartizione giuridica fra matrimonio, unione civile e convivenza.

ma allora perche` non estendere anche agli eterosessuali la possibilita` di aderire ad una unione civile?

la risposta e` presto detta: perche` questa e` molto piu` libera e sciolta del matrimonio e avrebbe rischiato di cancellarlo.`

. . .

cosi` il risultato finale e` giuridicamente mostruoso:

il governo Renzi ha creato una particolare categoria di cittadini che gode di diritti speciali e di soffre di limitazioni speciali in base all’orientamento sessuale:

gli omosessuali filogami (cioe` amanti del matrimonio fra loro).

ed ecco partorita una classificazione sessuale dei diritti dei cittadini!

da non credere…

altro che deforma della Costituzione, qui siamo all’analfabetismo costituzionale puro.

purtroppo con la complicita` di alcune associazioni gay.

cosi` al referendum promosso dai beceri difensori dei pregiudizi popolari,

dai fedeli di Padre Pio e dalla bigotte di sacrestia,

bisognera` dare loro ragione,

se solo saranno abbastanza astuti da andare a colpire selettivamente i punti davvero inaccettabili di questa legge.

. . .

.6. unioni civili e Buona Scuola: due leggi simili nel metodo

ma adesso torniamo alla cronaca e ai festeggiamenti davvero fuori posto per una legge cosi` balorda.

mi cito da una mail ad un’amica:

leggo che Civati si e` astenuto nel voto in parlamento:
ha potuto farlo sapendo di non essere determinante.
se io fossi stato li` e il mio voto fosse stato determinante, certamente avrei votato a favore,
comunque tappandomi il naso, non potendo fare di meglio…
pero` non avrei fatto festa lo stesso.
e avrei preferito un capo del governo che dicesse:
abbiamo fatto un passo che non potevamo evitare, se non vogliamo uscire dall’Europa e dai paesi civili occidentali,
ma e` un passo limitato e pieno di contraddizioni:
rimbocchiamoci le maniche perche` c’e` molto da fare.
avrei preferito un capo di governo piu` attento e riflessivo,
ci si poteva mettere qualche tempo di piu` ma fare una legge migliore anche dal punto di vista tecnico.
. . .
qualcuno dice che ce l’ho con Renzi per partito preso.
non e` cosi`,
ma anche se fosse non mi vergognerei,
perche` si ha pure il diritto di giudicare un politico per quello che fa e per il disegno che persegue,
se si arriva a riconoscerlo.
ma in questo caso il mio giudizio negativo su Renzi discende dal giudizio negativo sulla legge e non viceversa.
mi spiego con un paragone.
. . .
una legge per riconoscere agli omosessuali il diritto di sposarsi non poteva essere rinviata.
non si poteva fare diversamente dopo le ripetute condanne della Corte Europea;
e anche la La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea riconosce ad ogni cittadino europeo il Diritto di sposarsi e di costituire una famiglia
Articolo 9 
Il diritto di sposarsi e il diritto di costituire una famiglia sono garantiti secondo le leggi nazionali che ne disciplinano l’esercizio.
solo che qui a Strasburgo non c’e` la potenza della Chiesa cattolica di mezzo,
e il diritto di sposarsi e` chiaramente inteso come diritto di sposare chi piu` piace.
le decisioni giuridiche conseguenti e le condanne al risarcimento dei danni per avere impedito agli omosessuali italiani di sposarsi avevano cominciato a fioccare sull’Italia.
chissa` che non continuino, oltretutto, se qualcuno continuera` a denunciare l’Italia anche con questa nuova legge.
. . .
questa situazione ricorda da vicino quella dei precari della scuola.
su un altro piano, questa legge e` l’equivalente perfetto della Buona Scuola,
approvata a seguito delle condanne europee per il mantenimento da parte dello stato italiano di un rapporto di lavoro precario per un tempo indeterminato, e non per altro.
 con l’assunzione dei precari, obbligata, ma spacciata per Buona Scuola, e fatta con i piedi.
non tutti, pero`: soltanto una parte.
ma tu diresti mai per questo che la Buona Scuola e` un buona legge, e festeggeresti per questo?
eppure ha assunto decine di migliaia di precari,
che e` perfino piu` importante che riconoscere l’unione civile di qualche coppia omosessuale
ben lontana dal rappresentare il mondo omosessuale nel suo complesso, che resta discriminato come prima.
. . .
ecco, io guardo ai precari che la Buona Scuola ha lasciato fuori e alla grande massa degli omosessuali di cui la Cirinna` non si occupa
e dico che e` una pessima legge.
anche se si dovevano assumere i precari e si doveva pore termine alla discriminazione contro gli omosessuali, si deve smettere di discriminare anche legalmente le persone in base all’orientamento sessuale.
questo si` che non e` neppure costituzionale.

. . .

.7. la chicca finale: due lettere di Bergoglio sul matrimonio omosessuale

ed ecco in due lettere in sintesi la storia promessa della catastrofe della battaglia del cardinale Bergoglio per fermare i matrimoni omosessuali in Argentina:

. . .

2010, la posizione pubblica di Bergoglio sui matrimoni omosessuali:

lettera al presidente della commissione per i laici della conferenza episcopale argentina,

Caro Justo,

La commissione episcopale per i laici della conferenza episcopale argentina, nell’esercizio della libertà propria di tutti i cittadini, ha preso l’iniziativa di organizzare una manifestazione contro la possibile approvazione di una legge sul matrimonio fra persone dello stesso sesso, riaffermando nel contempo la necessità che ai bambini sia riconosciuto il diritto ad avere un padre e una madre, necessari per la loro crescita ed educazione. Con questa lettera desidero dare il mio appoggio a questa espressione di responsabilità del laicato.

So, perché me lo avete detto, che non sarà un evento contro nessuno, perché non vogliamo giudicare quanti pensano e sentono in modo diverso. Senza dubbio, più che mai, di fronte al bicentenario [dell’Argentina] e con la certezza di costruire una nazione che deve includere la pluralità e la diversità dei suoi cittadini, sosteniamo chiaramente che non si può considerare uguale quello che è diverso e che in una convivenza sociale è necessario accettare le differenze.

Non si tratta di una questione di semplice terminologia o di convenzioni formali relative a una relazione privata, ma di un vincolo di natura antropologica. L’essenza dell’essere umano tende all’unione dell’uomo e della donna come realizzazione reciproca, come attenzione e cura, come cammino naturale verso la procreazione. Questo conferisce al matrimonio la sua elevatezza sociale e il suo carattere pubblico. Il matrimonio precede lo Stato ed è la base della famiglia, che è cellula della società precedente a ogni legislazione e precedente perfino alla Chiesa. Da questo deriva che l’approvazione del progetto di legge in discussione significherebbe un reale e grave regresso antropologico.

No, il matrimonio di un uomo e di una donna non è la stessa cosa dell’unione di due persone dello stesso sesso. Distinguere non è discriminare, al contrario è rispettare. Differenziare per discernere è valutare in modo proprio, non è discriminare. In un’epoca in cui si insiste tanto sulla ricchezza del pluralismo e della diversità culturale e sociale, è davvero contraddittorio minimizzare le differenze umane fondamentali. Un padre e una madre non sono la stessa cosa. Non possiamo insegnare alle future generazioni che è la stessa cosa prepararsi a un progetto di famiglia assumendo l’impegno di una relazione stabile tra uomo e donna e convivere con una persona dello stesso sesso.

Stiamo attenti a che, cercando di mettere davanti un preteso diritto degli adulti che lo nasconde, non ci capiti di lasciare da parte il diritto prioritario dei bambini – gli unici che devono essere privilegiati – a fruire di modelli di padre e di madre, ad avere un papà e una mamma.

Ti affido un incarico: da parte vostra, nel linguaggio ma anche nel cuore, non ci siano aggressività e violenza contro nessun fratello. I cristiani si comportano come servitori di una verità, non come suoi padroni. Prego il Signore che con la sua mansuetudine – quella mansuetudine che chiede a tutti noi – vi accompagni nell’evento.

Ti chiedo per favore di pregare e far pregare per me. Che Gesù ti benedica e che la Vergine Santa ti custodisca.

Fraternamente,

Card. Jorge Mario Bergoglio s.j., arcivescovo di Buenos Aires\

. . .

ed ecco la posizione non pubblica di Bergoglio, poi sfuggita di mano, con catastrofe della sua campagna.

lettera ai quattro conventi delle suore carmelitane di Buenos Aires

Buenos Aires, 22 giugno 2010

Care sorelle,

Scrivo queste poche righe a ciascuna di voi che siete nei quattro monasteri di Buenos Aires. Il popolo argentino dovrà affrontare nelle prossime settimane una situazione il cui esito può seriamente ferire la famiglia.

Si tratta del disegno di legge che permetterà il matrimonio a persone dello stesso sesso. È in gioco qui l’identità e la sopravvivenza della famiglia: padre, madre e figli. È in gioco la vita di molti bambini che saranno discriminati in anticipo e privati della loro maturazione umana che Dio ha voluto avvenga con un padre e con una madre. È in gioco il rifiuto totale della legge di Dio, incisa anche nei nostri cuori.

Ricordo una frase di Santa Teresina quando parla della sua malattia infantile. Dice che l’invidia del Demonio voleva vendicarsi della sua famiglia per l’entrata nel Carmelo della sua sorella maggiore. Qui pure c’è l’invidia del Demonio, attraverso la quale il peccato entrò nel mondo: un’invidia che cerca astutamente di distruggere l’immagine di Dio, cioè l’uomo e la donna che ricevono il comando di crescere, moltiplicarsi e dominare la terra.

Non siamo ingenui: questa non è semplicemente una lotta politica, ma è un tentativo distruttivo del disegno di Dio. Non è solo un disegno di legge (questo è solo lo strumento) ma è una «mossa» del padre della menzogna che cerca di confondere e d’ingannare i figli di Dio. E Gesù dice che per difenderci da questo accusatore bugiardo ci manderà lo Spirito di Verità.

Oggi la Patria, in questa situazione, ha bisogno dell’assistenza speciale dello Spirito Santo che porti la luce della verità in mezzo alle tenebre dell’errore. Ha bisogno di questo Avvocato per difenderci dall’incantamento di tanti sofismi con i quali si cerca a tutti i costi di giustificare questo disegno di legge, e che confondono e ingannano perfino persone di buona volontà.

Per questo mi rivolgo a Voi e chiedo preghiere e sacrificio, le due armi invincibili di santa Teresina. Invocate il Signore affinché mandi il suo Spirito sui senatori che saranno impegnati a votare. Che non lo facciano mossi dall’errore o da situazioni contingenti, ma secondo ciò che la legge naturale e la legge di Dio indicano loro. Pregate per loro e per le loro famiglie che il Signore li visiti, li rafforzi e li consoli. Pregate affinché i senatori facciano un gran bene alla Patria.

Il disegno di legge sarà discusso in Senato dopo il 13 luglio. Guardiamo a san Giuseppe, a Maria e al Bambino e chiediamo loro con fervore di difendere la famiglia argentina in questo particolare momento. Ricordiamo ciò che Dio stesso disse al suo popolo in un momento di grande angoscia: «Questa guerra non è vostra, ma di Dio». Che ci soccorrano, difendano e accompagnino in questa guerra di Dio.

Grazie per quanto farete in questa lotta per la Patria. E per favore vi chiedo anche di pregare per me. Che Gesù vi benedica e la Vergine Santa vi conservi.

Con affetto

Jorge Mario Bergoglio, S.J.
Arcivescovo di Buenos Aires

. . .

che coerenza, per non dire che ipocrisia!

da una parte, in pubblico: nel linguaggio ma anche nel cuore, non ci siano aggressività e violenza.

dall’altra, in privato: è una «mossa» del padre della menzogna. Questa guerra non è vostra, ma di Dio.

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8 thoughts on “le unioni saranno anche civili, ma sono incostituzionali – 230

  1. Il più innovativo riferimento alla felicità in termini socioeconomici fu di Amartya Sen che la collega strettamente a due determinati: salute e qualità di vita e ben fanno i Governi avanzati a preoccuparsene nn certo x eccesso filantropico ma come nuova modalità di telecomandare le masse.
    Mi permetto omaggiato mentre fuori è ancora inverno.
    Sherachiedimisesonofelice

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    1. Amartya Sen mi fu fatto conoscere da una blogger qualche tempo fa; bella coincidenza che me ne parli anche tu.

      con lui siamo comunque fuori dalla visione etica individualista calvinista, mi pare.

      (l’ultima frase non riesco proprio a decifrarla, per poterla correggere.)

      a te poi non chiedo se sei felice, perche` so che lo sei, dentro.

      io sto scrivendo in questo momento anche per provare a riprendermi da una notizia orribile: il figlio giovane di due cari amici che si e` suicidato.

      sento la lacerazione del loro cuore nel mio.

      sento come si dibattono attono a un pianto interiore che non trovera` conforto piu`.

      e` tutto irreale e reale nello stesso tempo.

      e sono tragedie indicibili come queste che ci fanno accorgere di essere provvisoriamente felici.

      proprio quando l’infelicita` prossima a noi si abbatte anche su di noi e ci strappa dal cuore quella vita serena che sembrava quasi ovvia e senza significato.

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      1. Per me x peculiarità mie la vita serena nn è mai stata ovvia ma vissuta con apprensione e solo da poco e con tanta fatica riesco a goderne nel mio profondo. Nella mia vita turno boss ma anche molto ricca di incontri come pietre miliari solo mio figlio stella cometa. Difficile spiegare. Ma già solo la tua notizia mi ha fatto molto male. Spravvivere al proprio figlio è di per sé inimmaginabile ma vederlo togliersi la vita credo sia lacerante.
        Silenzio che diventa tumulto.

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        1. e` la prima volta che ti fai conoscere un pochino di piu`, cara shera.

          spero troveremo momenti meno tristi per approfondire la nostra conoscenza personale.

          sul resto, ho detto tutto quello che potevo oggi, in un nuovo post.

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  2. grazie mille, shera!

    ogni tanto fa bene una pacca sulla spalla con un apprezzamento.

    saro` felice di leggerti sul punto della felicita` individuale, che meriterebbe davvero riflessioni a parte, anche perche` non pare che gli americani, vista l’ascendenza calvinista della loro cultura, considerino molto l’aspetto economico nella conquista della felicita`.

    ti aspetto per un nuovo commento, e intanto ti mando un abbraccio!

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  3. Grandissimo lavoro di analisi ed elaborazione che mi trova sostanzialmente d’accordo ma avrei bisogno di stampare e leggere perché alcuni punti li trovo da analizzare ulteriormente come ad esempio il richiamo al diritto alla felicità individuale che è un tema che mi interessa molto ma che ha implicazioni molto vaste che esulano dalla semplice soddisfazione emotiva.
    Ci ritornerò se non ti dispiace.
    Chapeau
    Ps hai avuto modo di leggere l’intervista di Michela Marzano sulle ragioni che l’hanno spinta a lasciare il Pd proprio il rapporto alla equivocità di questa risoluzione?

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