i costi della politica renzina – la deforma-costituzione renzina art. 56 – 237

Costituzione

Art. 56 Testo attuale: 

  1. La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto.
  2. Il numero dei deputati è di seicentotrenta, dodici dei quali eletti nella circoscrizione Estero.
  3. Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto i venticinque anni di età.
  4. La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall’ultimo censimento generale della popolazione, per seicentodiciotto e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.

. . .

Art. 56 riforma berlusconiana del 2005 (in neretto le integrazioni o le modifiche):

  1. immutato
  2. La Camera dei deputati e’ composta da cinquecentodiciotto deputati elettivi, diciotto dei quali eletti nella circoscrizione Estero, e dai deputati a vita di cui all’articolo 59.
  3. immutato
  4. La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall’ultimo censimento generale della popolazione, per cinquecento e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei piu’ alti resti.

. . .

Art. 56  Testo della riforma Renzi:

nessuna modifica.

. . .

quindi Berlusconi riduceva il numero dei deputati di 130, Renzi no.

Berlusconi riduceva i costi della Camera dei Deputati, senza incidere in maniera sostanziale sulla rappresentanza.

Renzi, per quanto riguarda la Camera dei Deputati, non riduce questi costi.

sui costosissimi parlamentari eletti all’estero non aggiungo altro; ne ho gia` scritto qui:

https://corpus15.wordpress.com/2016/05/15/ma-la-boschi-legge-il-mio-blog-la-deforma-costituzione-renzina-art-46-e-il-voto-allestero-234/

Berlusconi li aumentava addirittura, da 12 a 18 ma Renzi non li tocca.

. . .

nessuna meraviglia da parte di un giocatore delle tre carte come lui.

ha appena buttato dalla finestra 300 milioni di euro,

cioe` 600 miliardi di vecchie lire, per chi se le ricorda ancora,

300 milioni (600 miliardi) soltanto per essere sicuro di far fallire il referendum sulle trivelle rifiutando di accorparlo con le elezioni comunali.

300 milioni, per rendere l’idea, sono quelli che mancano per chiudere il contratto degli statali.

altri 200 miliardi ha fantasticato di buttarli adesso prolungando di un giorno l’apertura dei seggi (amministrative e referendum) per provare a rimontare la china negativa dei sondaggi.

ma all’ultimo momento la proposta e` saltata.

bene, la confusione e` massima, vedo.

e il merito e` anche della protesta sui social media, suppongo, oltre che di Enrico Letta.

l’impopolarita crescente di questo ometto insopportabile lo vedra` sconfitto alle elezioni comunali

e, si spera, anche al referendum.

. . .

questo mio post cosi` dimesso nel tono e` in realta` piu` importante di quel che sembra.

la riduzione dei costi della politica sara` il punto centrale della campagna renzina per far passare il referendum espropria-elettori.

bene, intanto, per quanto riguarda la Camera dei Deputati, questo risparmio non c’e`.

se ne poteva ridurre il costo di piu` del 20%, come aveva cercato di fare Berlusconi, senza danni per la rappresentanza.

ma sulla Camera dei Deputati Renzi non ha voluto risparmiare.

ha preferito intaccare la rappresentanza popolare, eliminandola al Senato.

ha eliminato 215 senatori eletti al netto (i 100 rimasti non saranno eletti), anziche` 130 deputati…

. . .

a proposito,

colgo l’occasione per segnalare un interssantissimo post di oggi del COORDINAMENTO DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE che indica in modo sintetico ed efficace, oltre che documentato, le due radici politico-culturali convergenti della deforma-costituzione di Renzi:

il Piano di rinascita democratica di Gelli

la lettera della J.P.Morgan del 28 maggio 2013

giusto per avere chiaro il quadro complessivo, mentre mi immenrgo in un’analisi punto per punto:

DA DOVE VIENE LA FRENESIA “RIFORMATRICE”

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