il Senato e l’incredibile comma 5 (una volta detto comma 22) – la deforma-costituzione renzina art. 57 – 244

qualcuno potrebbe osservare, criticando l’impostazione che sto dando a questi post sulla deforma-costituzione renziana, che sono troppo analitici.

serve invece una sintesi.

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per ora, per questo post, la sintesi e` questa:

con l’art. 57 della sua riforma, quello che si occupa del Senato, Renzi ha inventato il cane che si morde la coda.

una riedizione grottesca dell’indimenticabile Comma 22 del film omonimo.

Renzi cambia il Senato, che non rappresenta piu` i cittadini, ma le Regioni e i Comuni, ma affida ad una legge di decidere come eleggerlo.

solo che questa legge deve essere approvata dal senato!

quale? quello attuale?

oppure quello che verra`?

il senato da eleggere approvera` la legge su come deve essere eletto?

c’e` da avere i brividi per i livelli di improvvisazione…

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alle critiche di sopra, che in realta` io stesso mi faccio, potrei rispondere che analitico, in tutto quello che scrivo, sono io, piu` per formazione, forse, che per carattere.

e tuttavia, secondo me, una buona sintesi si fonda su una attenta analisi preliminare, altrimenti e` improvvisata.

lo so: e` un po’ fuori moda dirlo, in un tempo in cui lo scambio di opinioni tra le persone sembra preferibilmente impostato sulla battuta superficiale, si spera ben azzeccata.

comunque, cerchero` di arrivare alla sintesi sull’intero progetto Renzi-Boschi, da ultimo.

ma ora lasciatemi esaminare punto per punto…

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con l’art. 57 si entra in quello che viene fatto passare per il cuore della deforma costituzionale renzina: il cambiamento della struttura e dei ruoli del Senato.

qui cominciamo a vedere la struttura.

e continuero` anche il confronto con la riforma costituzionale del 2005 di Berlusconi, bocciata al referendum del 2006.

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Art. 57 Testo attuale:

  1. Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero.
  2. Il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici, sei dei quali eletti nella circoscrizione Estero. 
  3. Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sette; il Molise ne ha due, la Valle d’Aosta uno. 
  4. La ripartizione dei seggi tra le Regioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall’ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.

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Art. 57 riforma berlusconiana del 2005 (in neretto le integrazioni o le modifiche):

1. Il Senato federale della Repubblica e’ eletto a suffragio universale e diretto su base regionale.
2. Il Senato federale della Repubblica e’ composto da duecentocinquantadue senatori eletti in ciascuna Regione contestualmente all’elezione del rispettivo Consiglio regionale o Assemblea regionale e, per la Regione Trentino-Alto Adige/Sudtirol, dei Consigli delle Province autonome.
3. L’elezione deI Senato federale della Repubblica e’ disciplinata con legge dello Stato, che garantisce la rappresentanza territoriale da parte dei senatori.
4. (=3 Costituzione vigente). Nessuna Regione puo’ avere un numero di senatori inferiore a sei; il Molise ne ha due, la Valle d’Aosta/Vallee d’Aoste uno.
5. (=4 Costituzione vigente, salvo il riferimento ai senatori eletti all’estero). La ripartizione dei seggi tra le Regioni, previa applicazione delle disposizioni del quarto comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall’ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei piu’ alti resti.
6. Partecipano all’attivita’ del Senato federale della Repubblica, senza diritto di voto, secondo le modalita’ previste dal suo regolamento, rappresentanti delle Regioni e delle autonomie locali.
7. All’inizio di ogni legislatura regionale, ciascun Consiglio o Assemblea regionale elegge un rappresentante tra i propri componenti e ciascun Consiglio delle autonomie locali elegge un rappresentante tra i sindaci e i presidenti di Provincia o di citta` metropolitana della Regione. Per la Regione Trentino-Alto Adige/Sudtirol i Consigli delle Province autonome e i rispettivi Consigli delle autonomie locali eleggono ciascuno un proprio rappresentante.

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la riforma costituzionale di Berlusconi prevedeva dunque:

a) una riduzione del numero dei senatori da 315 a 252, parallela alla riduzione del numero dei deputati da 630 a 518;

b) l’eliminazione dei senatori eletti all’estero.

questo aspetto era alquanto grottesco, considerando che invece restavano i deputati eletti all’estero, con una incongruenza logica assurda;

ma prevaleva l’esigenza contingente di ridurre il peso del centro-sinistra che aveva buoni risultati elettorali in questo campo:

basti ricordare che l’esigua maggioranza di seggi avuta da Prodi nelle elezioni del 2006 dipendeva al Senato esclusivamente dai senatori eletti all’estero.

c) il carattere elettivo del Senato, consolidato con nettezza da un esplicito richiamo costituzionale.

ed era in questo incomparabilmente migliore di quella di Renzi.

d) l’elezione dei suoi membri contestualmente alle elezioni regionali:

non era pero` chiaro che cosa sarebbe successo nel caso di scioglimento anticipato dei consigli o del Senato stesso: questo punto era davvero molto confuso.

sembra logico pensare che nell’uno o nell’altro caso ci sarebbe stata una cessazione anticipata della carica di senatore; e tuttavia la cosa non e` detta chiaramente.

e) la rappresentanza territoriale (nelle regioni?) dei senatori eletti:

altra norma oscura, che sembra indicare la distribuzione dei senatori eletti nella regione in base al territorio,

cosa che avrebbe portato di fatto ad un Senato eletto con metodo elettorale uninominale, si dovrebbe supporre.

f) la partecipazione ai lavori del Senato, ma senza diritto di voto, di rappresentanti delle Regioni e delle altre autonomie locali:

uno per la regione e uno per province o citta` metropolitane per ogni regione.

altro passaggio grottesco, considerando quanto appena visto al punto precedente:

se il Senato era eletto in modo da garantire la rappresentanza territoriale, che bisogno c’era poi di far partecipare ai suoi lavori, ma senza diritto di voto, i rappresentanti di quelle stesse autonomie territoriali?

insomma, un bel pasticcio logico.

e tuttavia la riforma costituzionale di Berlusconi non intaccava in maniera radicale e profonda la struttura del Senato, come fa invece quella di Renzi.

. . .

Art. 57 Testo della riforma Renzi (in corsivo le parti aggiunte o modificate):

  1. Il Senato della Repubblica è composto da novantacinque senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e da cinque senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica.
  2. I Consigli regionali e i Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano eleggono, con metodo proporzionale, i senatori fra i propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, fra i sindaci dei comuni dei rispettivi territori.
  3. Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a due; ciascuna delle Province autonome di Trento e di Bolzano ne ha due.
  4. La ripartizione dei seggi tra le Regioni si effettua, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, in proporzione alla loro popolazione, quale risulta dall’ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.
  5. La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali dai quali sono stati eletti, in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi, secondo le modalità stabilite dalla legge di cui al sesto comma.
  6. Con legge approvata da entrambe le Camere sono regolate le modalità di attribuzione dei seggi e di elezione dei membri del Senato della Repubblica tra i consiglieri e i sindaci, nonché quelle per la loro sostituzione, in caso di cessazione dalla carica elettiva regionale o locale. I seggi sono attribuiti in ragione dei voti espressi e della composizione di ciascun Consiglio.

come si vede, a parte il comma 4, l’articolo e` completamente rifatto.

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i suoi punti salienti sono questi:

a) la riduzione del numero dei senatori e` drastica:

da 315 piu` i senatori a vita a 100, compresi i senatori nominati dal Presidente della repubblica.

e tuttavia, se consideriamo la riforma nel suo insieme, la riduzione e` meno significativa:

dai 630 + 315 attuali = 945 parlamentari + i 5 senatori a vita,

si passava nella rifoma berlusconiana a 518 + 252 = 780 + i 3 deputati a vita

e si passa con la deforma-costituzione di Renzi a 630 + 100 = 730 (piu`, sembra di capire, gli ex-presidenti della repu bblica, membri di diritto e a vita, in un numero ovviamente non rigidamente quantificabile)

insomma, la riduzione del numero dei parlamentari con Renzi e` di 50 su 950 rispetto alla riforma di Berlusconi.

a conferma del fatto che in discussione non sono i costi del Senato, ma proprio struttura, funzione e significato.

b) l’eliminazione dei senatori eletti all’estero, condivisa con la riforma berlusconiana

c) last, but not least, anzi ribadito punto centrale:

il carattere non elettivo diretto da parte del popolo sovrano dei membri del Senato.

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intendiamoci bene: questo ci potrebbe anche stare in teoria.

possiamo vedere il Bundesrat nel sistema costituzionale tedesco.

neppure il Bundesrat e` eletto direttamente dal popolo, ma e` espresso dai Laender.

ma in Germania il Bundesrat non e` propriamente una Camera.

sentenza della Corte Costituzionale tedesca del 1974:

Secondo il dettato costituzionale il Bundesrat non è la seconda camera di un organo legislativo unitario, che prende parte in modo paritetico con la “prima camera” al procedimento legislativo.

nella deforma-costituzione Renzi, invece le Camere sono due.

e poi la seconda e` sottratta al principio costituzionale fondamentale del potere popolare.

ma che confusione e` mai questa?

questioni di lana caprina?

allora le Costituzioni stesse sono questioni di lana caprina?

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ma su questo punto e` intervenuta la cosiddetta opposizione interna a Renzi del Partito Democratico.

con un’epica battaglia da Secchia Rapita, visto che e stata guidata da un Bersani nato da quelle parti…

cosi` la confusione prodotta e` massima,

e la guerra per le secchie rapite imperversa ancora nella disattenzione generale,

ma a tutto vantaggio della confusione dell’esimio pubblico dello zoccolo duro,

che crede che sia stato strappato qualcosa di diverso da una ventata d’aria fritta.

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occorre leggere il testo della riforma Renzi-Boschi con attenzione.

premessa: sono i consigli regionali a eleggere i senatori spettanti a ciascuna Regione al proprio interno e tra i sindaci della regione.

e` detto con estrema chiarezza al comma 2,

e del resto questo e` coerente con quanto prevede l’art. 56:

i senatori rappresentano non gli elettori, ma le istituzioni territoriali.

e` stato previsto un sistema costituzionale mostruoso: con una Camera che rappresenta i cittadini e un Senato che rappresenta le isituzioni.

c’e` perfino da dubitare che questo possa essere costituzionale.

qualcuno dovrebbe meditare un ricorso alla Corte Costituzionale su questo punto…

. . .

ma c’e` la formulazione del comma 5:

 in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi.

questa poteva forse significare qualcosa, anche nella sua ambiguita` intrinseca, solo se inserita nel comma 2.

ma inserita nel comma che semplicemente regola la durata del mandato dei senatori ha linguisticamente il significato di un rinvio generalissimo ad un principio che piu` vago e inutile di cosi` non si potrebbe.

del resto il c. 6 ribadisce con estrema chiarezza che l’elezione dei membri del Senato avviene tra i consiglieri, cosi` come le attribuzioni dei seggi e le loro sostituzioni.

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ed e` del tutto evidente che Renzi rinvia a dopo il referendum la discussione di questa legge.

tanto la legge non potra` che essere coerente con l’impianto stesso della Costituzione nuova sua

ed e` assicurata la fregatura dei suoi avversari interni piu` pasticcioni ancora di lui

ma, se Renzi rinvia troppo, il meglio deve ancora venire

e serve per chiudere il post in bellezza e con i fuochi d’artificio…

. . .

dice il comma 6 della deforma-costituzione di Renzi che questa legge deve essere approvata da entrambe le Camere,

e dunque anche dal Senato attuale.

qui, come bene hanno notato alcuni commentatori, si e` creato un perfetto meccanismo da comma 22.

che cosa succede se il Senato non approva prima delle nuove elezioni del 2018, o 2017, la legge su come formare il nuovo Senato?

che le elezioni del Senato continueranno a farsi secondo la normativa attuale,

anche se la Costituzione dice il contrario…?

cosi` dice qualcuno sulla stampa…

. . .

infatti la legge elettorale fatta approvare da Renzi non si occupa affatto del Senato.

ma aspettate: leggete l’art. 41 della legge che cosa dice:

Le disposizioni della presente legge si applicano a decorrere dalla legislatura successiva allo scioglimento di entrambe le Camere, salvo quelle previste dagli articoli 28, 35, 39, commi 3, 7 e 11 e 40, commi 1, 2, 3 e 4, che sono di immediata applicazione.

ma dunque l’art. 2 della legge, quello che cambia il Senato e le sue modalita di nomina (piu` che di elezione vera e propria), non e` compreso fra quelli che entrano in vigore subito?

ma entra in vigore solo dopo le nuove elezioni?

non riesco a crederci, ma sembra proprio cosi`!

. . .

l’ingorgo istituzionale e` inaudito:

dopo approvata (eventualmente) la nuova Costituzione, arriveremo comunque ad elezioni incostituzionali dirette di un Senato che la Costituzione non prevede piu` come elettivo da parte dei cittadini?

in sostanza, nel 2016 gli elettori saranno chiamati a un referendum per dire che il Senato se lo nominano loro, i politici,

ma poi nel 2017 o 2018 continueranno ad andare a votarlo secondo le vecchie regole che hanno appena cancellato?

dalla serie: come trasformare la Costituzione in una barzelletta!

. . .

ma no: ho esagerato!

la legge elettorale ordinaria su come far eleggere i Senatori dai consigli regionali non c’e` ancora,

ma delle disposizioni transitorie eccezionali per regolare la prima elezione dopo lo scioglimento di queste Camere sono state approvate, contestualmente alle modifiche della Costituzione.

le vedremo piu` avanti, alla fine di questa analisi…

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3 thoughts on “il Senato e l’incredibile comma 5 (una volta detto comma 22) – la deforma-costituzione renzina art. 57 – 244

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