la Boschi e lo studente: gli errori del no al referendum costituzionale – 247

ho visto i video, pare virali, del dibattito tra lo studente Alessio Grancagnolo, e la Boschi all’universita` di Pisa.

mica male la ragazza.

lui ha ripetuto con fervore i mantra della campagna per il NO;

lei ha risposto con lucidita` e gliene ha smontati alcuni.

possiamo dirci fra noi che ha vinto lui, ma non e` vero.

l’esame del dibattito permette anzi di mettere meglio a fuoco (a parer mio) gli errori che stanno facendo i sostenitori del no.

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. . .

errore n. 1: accettare il dibattito adesso.

riparliamone dopo l’estate, please, e intanto attrezziamoci.

ma l’ho gia` detto e argomentato varie altre volte, e non insisto.

e comunque capisco che se la Boschi va in giro a difendere la legge le si deve rispondere comunque.

ma i sostenitori del no non prendano iniziative pubbliche, per il momento; si concentrino sulle elezioni comunali, che sono piu` attuali e importanti…

non parlo poi degli idioti che provocano scontri e fanno manifestazioni violente.

(sono prezzolati?

viene da pensarlo,

anche se la stupidita` umana e` davvero senza limiti).

. . .

errore n. 2: collegare la deforma-Costituzione alla legge elettorale

e` un errore stupido.

lo fa anche Scalfari nel suo fondo di oggi, dove dice che voterebbe si` se Renzi cambiasse la legge elettorale.

che vuol dire?

la Costituzione non e` legata alla legge elettorale.

cambierebbe qualcosa se Renzi cambiasse la legge elettorale e poi, a referendum passato, ne facesse un’altra anche peggio?

. . .

semmai va sottolineato come il sistema elettorale non e` stato costituzionalizzato.

se questa nuova Costituzione renzina espone a un rischio autoritario per la legge elettorale, allora e` sbagliata sempre, dato che una legge elettorale autoritaria e` sempre possibile con qualche maggioranza parlamentare raccogliticcia.

anche con questa Costituzione, del resto.

salvo il controllo postumo della Corte Costituzionale.

e tuttavia l’onesta` impone di dire che la legge elettorale Renzi, il porcellum bis ora italicum, prevede un controllo di legittimita` preventivo della Corte Costituzionale.

fra l’altro ci sara` proprio a ridosso del referendum.

. . .

errore n. 3: sostenere che il governo deve astenersi dall’intervenire sulla Costituzione.

e` un errore che ho fatto anche io, mi pare.

su questo punto la risposta della Boschi e` stata esaustiva e non ammette repliche:

ha citato precedenti

(l’ultimo fu Monti col pareggio di bilancio in Costituzione:

come prevedevo allora, la barzelletta del secolo;

e tutti ad agitarsi abbastanza a vanvera…)

ha citato il dibattito in sottocommissione alla Costituente.

argomento chiuso.

colpito e affondato.

. . .

chi dice inopportuno che il governo intervenga sulla Costituzione intende in realta` inopportuno che intervenga questo governo,

che ha una maggioranza parlamentare artificiale, ritagliata sul 30% dei consensi alle ultime elezioni.

qui la Boschi cita le europee, ma e` grottesca,

si tratta di elezioni diverse

e non si modifica comunque la Costituzione neppure col 42% dei voti.

la Boschi ha risposto che il consenso parlamentare era molto piu` vasto.

molto? quale e` il reale consenso dei Verdini e dei voltagabbana come lui?

far passare per consenso vasto il trasformismo parlamentare e` grave.

soprattutto in un parlamento truccato.

alle ultime elezioni politiche piu` del 60% degli italiani, anzi quasi i due terzi, votarono per forze contrarie oggi a questa riforma.

quindi questo e` un punto su cui battere.

ma senza confonderlo con l’illegittimita` di un intervento governativo sulla Costituzione.

. . .

errore n. 4: sostenere che questo parlamento non e` abilitato a intervenire sulla Costituzione da un punto di vista costituzionale.

non che sia sciocco dire che questo governo interviene abusivamente sulla Costituzione.

e l’ho detto molte volte e lo ripeto anche io.

ma questo e` un giudizio politico, non giuridico.

(vedi il punto precedente).

la Boschi risponde che la Corte Costituzionale, nel dichiarare illegittima la legge elettorale porcellum, ha sostenuto che questo non invalida gli atti compiuti negli ultimi dieci anni dai parlamenti eletti con metodo illegittimo.

e neppure il diritto di questo di andare avanti.

e` lecito sostenere che questa proroga doveva essere intesa come provvisoria, pero`.

e doveva portare in tempi rapidi a una nuova legge elettorale

e a nuove elezioni che ristabilissero la piena legittimita` del parlamento.

ma siamo di fronte a valutazioni politiche, non strettamente giuridiche.

. . .

e tuttavia rimane in ombra un passaggio essenziale,

che ho sostenuto invano in passato e che e` rimasto sotto traccia, con sorpresa mia.

si tratta dell’art. 66 della Costituzione vigente:

“Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte d’ineleggibilità ed incompatibilità”.

questa verifica dei poteri dovrebbe essere un atto preliminare all’inizio dei lavori di ciascuna Camera.

a me risulta che non e` ancora stata fatta.

e se fosse fatta, il premio di maggioranza che si e` attribuito il Partito Democratico e` gia` stato cancellato dalla sentenza della Corte n. 1 2014.

la Camera non lo aveva ancora fatto quando e` stata emessa quella sentenza

e sta funzionando senza applicare la sentenza,

la sentenza avrebbe comportato l’immediata decadenza dei deputati eletti con un premio illegittimo

e la redistribuzione delle cariche di deputato, prescindendo dal premio di maggioranza.

questo e` il vero abuso in corso: un funzionamento della Camera totalmente illegale.

tuttavia questo argomento e` di difficile comprensibilita` da parte di un pubblico vasto.

. . .

errore n. 5: non valutare la deforma-Costituzione, punto per punto

errore fondamentale: occorre contestarla nel merito dei suoi passaggi concreti.

non tornare a giudizi generali che sanno di ideologico e propagandistico.

e` vero che questo esame concreto lo sto gia` facendo io nei miei post ;),

ma i costituzionalisti lascino le fumose questioni di principio.

scendano nel pratico di un funzionamento costituzionale futuro ampiamente demenziale.

e tale anche senza pregiudizi ideologici..

. . .

ma l’argomento forse piu importante per votare NO al referendum e` questo:

una revisione della Costituzione che lacera il paese e passa a maggioranza prevedibilmente abbastanza stretta e` un errore grave.

farla passare in un parlamento politicamente delegittimato ancora piu` grave.

la Costituzione deve essere sentita come un patrimonio comune.

hanno gia` fatto questo errore:

  • sia il centro-sinistra con la revisione costituzionale del 2001, sui poteri delle regioni,

passata con 4 voti di maggioranza,

e oggi tutti riconoscono che era sbagliata, tanto e` vero che la si vuole correggere.

  • sia la destra berlusconiana con la sua riforma del 2005,

poi bocciata dal referendum 2006.

. . .

errore n. 6: non richiamare abbastanza la deforma-Costituzione di Berlusconi del 2005.

ecco, l’ultimo errore che si sta facendo e` di non ricordare all’elettorato, che boccio` Berlusconi dieci anni fa esatti, che ora ha davanti un progetto per molti aspetti persino peggiore.

e soprattutto scritto ancora peggio,

cosa che sembrava perfino difficile da realizzare.

capisco lo spirito machiavellico di questo silenzio studiato…

ma Machiavelli ha mai fatto vincere i referendum?


7 risposte a "la Boschi e lo studente: gli errori del no al referendum costituzionale – 247"

  1. Ciao Bortocal ben ritrovato 🙂
    Mi son mancate le tue riflessioni…

    Al di là di tutto io questo studente l’ho ammirato e, nel contro…mi ha fatto girare le chiribiricchiccole il Preside dell’ateneo.
    Ma davvero tanto…

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    1. ciao marta, anche a me sono mancati i tuoi commenti e mi chiedevo che cosa ti fosse successo.

      condivido le tue impressioni e il mio giudizio sugli spettivi emotividella cosa è come il tuo.

      poi c’è una dimensione razionale (magari soprattutto mia) che mi porta alle riflessione che propongo qui.

      un dibattito puramente emotivo su una questione costituzionale è improprio.

      purtroppo per i prossimi mesi l’Italia sarà inchiodata a questa dimensione pre-politica e da tifoseria sportiva.

      segno evidente della nostra decadenza civile e culturale non riuscire a discutere le questioni nel merito.

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