come dimenticarsi del Senato – la deforma-Costituzione renzina, art. 60 – 251

questo mio post, come gli altri che verranno, e` una contraddizione in termini:

mi sono infatti convinto, proprio analizzandola, che la riforma Renzi e` un bluff, di scarsa importanza.

la grande discussione che ci viene imposta riguarda un testo timido, abborracciato e confuso e non dovemmo cascarci.

la vera discussione da fare e` sul disastro economico della politica Renzi.

scrivevo in questi giorni ad un’amica:

sul Senato penso anche io che il male non fosse nel doppio passaggio delle leggi; se si voleva superare il bicameralismo perfetto c’erano molte altre soluzioni migliori.
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penso che il cuore di questa riforma sia l’attacco alla rappresentanza popolare (vedi eliminazione delle province), ma penso anche che questo sia un aspetto molto minore del disegno in corso: l’ITTP e` MOLTO piu` importante e dovremmo concetrarci piu` sul vero obiettivo che sull’obiettivo di risulta.
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ma per il resto ti lascio ai post numerosi che giornalmente andro` pubblicando ed insciallah anche al libro virtuale, se mai uscira`.
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ti dico che alla fine la mia conclusione è comunque decisamente sdrammatizzante: questa è una riformicchia improvvisata, tenuta con ostinazione cieca su dettagli grotteschi sballati, e priva di veri significati strategici, anche se passa sopravviveremo.
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ma allora perche` ne parlo?
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domanda ovvia.
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prima di tutto per feticismo: mi spiace buttare via quello che ho gia` scritto.
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e poi perche` anche per me questo e` stato un risultato di uno studio e di una riflessione,
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non posso pensare che non sia cosi`, se mai…, anche per altri.
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. . .

 

Costituzione art. 60

.1. La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono eletti per cinque anni.

.2. La durata di ciascuna Camera non può essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra.

. . .

Costituzione art. 60 riforma Berlusconi (in neretto le modifiche o le aggiunte)

.1. La Camera dei deputati e’ eletta per cinque anni.

.2. I senatori eletti in ciascuna Regione o Provincia autonoma rimangono in carica fino alla data della proclamazione dei nuovi senatori della medesima Regione o Provincia autonoma.

.3. La durata della Camera dei deputati, di ciascun Consiglio o Assemblea regionale e dei Consigli delle Province autonome non puo’ essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra.

.4. Con la proroga di ciascun Consiglio o Assemblea regionale e dei Consigli delle Province autonome sono prorogati anche i senatori in carica.

Nella costituzione di Berlusconi ogni regione o le due province autonome di Trento e Bolzano hanno i propri senatori, in un numero predeterminato, e li eleggono, contestualmente alle elezioni del consiglio regionale o del consiglio provinciale, secondo i propri tempi.

L’elezione contestuale annulla quasi completamente i costi elettorali del Senato.

Nello stesso tempo non ci sono piu` elezioni generali del Senato:

il Senato diventa un organo a composizione variabile che si rinnova via via, anche solo parzialmente, secondo tempi propri.

E` una costruzione che ha una propria coerenza ed eleganza, e nello stesso tempo definisce in maniera chiara le modalita` di elezione del Senato.

Decisamente migliore della riforma Renzi da ogni punto di vista.

. . .

Ed ora vediamo che cosa succede con Renzi:

Costituzione art. 60 riforma Renzi (in neretto le modifiche o le aggiunte)

.1. La Camera dei deputati è eletta per cinque anni.

.2. La durata della Camera dei deputati non può essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra.

L’articolo finisce qui.

E il Senato?

Renzi a volte crede di avere soppresso il Senato,

e a leggere questo passaggio della Costituzione si sarebbe portati a credergli, visto che non si parla del Senato nell’articolo della Costituzione che regola la durata delle due Camere.

ma non e` cosi`, Renzi non ha affatto abolito il Senato: qualcuno prima o poi dovra` spiegarglielo…

. . .

In quale modo questa Costituzione intende definire la durata del Senato?

Si tratta, come nella riforma di Berlusconi era detto con chiarezza, di un organo formato da senatori scelti in occasione delle elezioni regionali,

ma ora, con Renzi, addirittura all’interno dei consigli regionali.

Dunque risulta ovvio pensare che i senatori delle diverse Regioni, seguano le sorti dei rispettivi consigli, come detto chiaramente nella riforma costituzionale Berlusconi.

Invece tutto e` lasciato nel vago, in questo articolo della deforma-Costituzione Renzi.

. . .

Come per diversi altri articoli, la riforma costituzionale di Renzi si limita a ridurre alla Camera dei Deputati le disposizioni che la Costituzione vigente definisce per entrambe le Camere.

La sua Costituzione lascia nel vago non solo la durata della carica dei Senatori,

ma, come abbiamo gia` visto esaminando l’art. 58, lascia in una nebbia indistinta la procedura concreta futura con la quale il Senato dovra` essere eletto.

O per meglio dire rinvia ad una legge successiva anche questo aspetto, in attesa di risolvere i conti interni con la minoranza del Partito Democratico.

. . .

Avremmo dunque una Costituzione nella quale le modalita` di elezione di un organo costituzionale fondamentale nella formazione delle leggi dipendono da una legge, e dunque da maggioranze variabili,

e non dalla Costituzione stessa, cioe` da una norma modificabile soltanto con le specifiche procedure costituzionali.

E` difficile anche soltanto immaginare un pasticcio peggiore.

E nessuno dica che sono l’animosita` o il pregiudizio ideologico a portare a questi giudizi.

. . .

E tuttavia, se la Costituzione vera e propria lascia nel vago questi aspetti fondamentali, intervengono altri articoli della legge, che non fanno parte della Costituzione, a definire procedure, in via provvisoria.

Quindi i punti essenziali sulle modalita` di elezione del Senato sono gia` fissati.

E lo fanno derogando provvisoriamente dalla Costituzione con una legge costituzionale.

Art. 39 della legge costituzionale di approvazione delle modifiche alla Costituzione

. 1. In sede di prima applicazione e sino alla data di entrata in vigore della legge di cui all’articolo 57, sesto comma, della Costituzione, come modificato dall’articolo 2 della presente legge costituzionale, per l’elezione del Senato della Repubblica, nei Consigli regionali e della Provincia autonoma di Trento, ogni consigliere può votare per una sola lista di candidati, formata da consiglieri e da sindaci dei rispettivi territori. Al fine dell’assegnazione dei seggi a ciascuna lista di candidati si divide il numero dei voti espressi per il numero dei seggi attribuiti e si ottiene il quoziente elettorale. Si divide poi per tale quoziente il numero dei voti espressi in favore di ciascuna lista di candidati. I seggi sono assegnati a ciascuna lista di candidati in numero pari ai quozienti interi ottenuti, secondo l’ordine di presentazione nella lista dei candidati medesimi, e i seggi residui sono assegnati alle liste che hanno conseguito i maggiori resti; a parità di resti, il seggio è assegnato alla lista che non ha ottenuto seggi o, in mancanza, a quella che ha ottenuto il numero minore di seggi. Per la lista che ha ottenuto il maggior numero di voti, può essere esercitata l’opzione per l’elezione del sindaco o, in alternativa, di un consigliere, nell’ambito dei seggi spettanti. In caso di cessazione di un senatore dalla carica di consigliere o di sindaco, è proclamato eletto rispettivamente il consigliere o sindaco primo tra i non eletti della stessa lista.

Tralascio altri aspetti, limitandomi ai piu` importanti:

 .4. Fino alla data di entrata in vigore della legge di cui all’articolo 57, sesto comma, della Costituzione, come modificato dall’articolo 2 della presente legge costituzionale, la prima costituzione del Senato della Repubblica ha luogo, in base alle disposizioni del presente articolo, entro dieci giorni dalla data della prima riunione della Camera dei deputati successiva alle elezioni svolte dopo la data di entrata in vigore della presente legge costituzionale. Qualora alla data di svolgimento delle elezioni della Camera dei deputati di cui al periodo precedente si svolgono anche elezioni di Consigli regionali o dei Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano, i medesimi consigli sono convocati in collegio elettorale entro tre giorni dal loro insediamento. (…)

.6. La legge di cui all’articolo 57, sesto comma, della Costituzione, come modificato dall’articolo 2 della presente legge costituzionale, è approvata entro sei mesi dalla data di svolgimento delle elezioni della Camera dei deputati di cui al comma 4.

.7. I senatori a vita in carica alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale permangono nella stessa carica, ad ogni effetto, quali membri del Senato della Repubblica.

Questi articoli dimostrano che Bersani e altri membri della minoranza del Partito Democratico parlano a vanvera e senza conoscere le norme che hanno approvato anche loro.

Perche` e` semplicemente idiota approvare una norma, come loro hanno fatto, contando sul fatto che venga al piu` presto modificata.

E poi strepitare anche perche` la modifica non arrriva…

. . .

su questo blog trovate un’analisi dell’articolo molto piu` sintetica della mia (non che sia difficile…):

https://ivanve1.blogspot.it/2016/05/come-cambia-la-costituzione-larticolo-60.html


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