verso un mondo sconosciuto – 252.

le vecchie abitudini sono dure a morire e tanto piu` sono dure quanto piu` sono vecchie, direi.

e l’abitudine piu` vecchia di tutte la chiamiamo esperienza.

. . .

l’esperienza e` poi la nostra identita` vera di adulti molto cresciuti.

ma da qualche giorno ho la sensazione che sia diventata un fardello inutile.

ci stiamo rendendo conto oppure no che siamo entrati in un mondo sconosciuto?

o meglio, noi personalmente non abbiamo fatto il minimo sforzo per incontrarlo.

ma e` lui che si sta impadronendo delle nostre vite.

in questo nuovo mondo, ancora sconosciuto, nulla di quello che ha regolato la nostra vita continuera` a ripetersi come e` sempre stato,

per darci almeno una effimera sensazione di sicurezza…

. . .

l’effetto serra e` oramai in una fase acuta ed esplosiva.

immani incendi hanno devastato il Canada nei giorni scorsi e distrutto grandi distese di foreste.

le temperature avevano raggiunto i 30 gradi.

in India e` l’inferno:

le temperature sono le piu` alte da sempre:

51 gradi in Rajastan, 47 a Delhi.

56 gradi e` la temperatura della famosa Valle della Morte negli Stati Uniti, per ricordare…

l’asfalto delle strade si scioglie, perfino il traffico e` in difficolta`; non parliamo degli uomini..

ho provato i 52 gradi una volta nel sud del Marocco, ma eravamo oramai ai bordi del deserto.

330 milioni di persone in India sono senz’acqua in questo momento, perche` al caldo si aggiunge la siccita` crescente degli ultimi anni.

i suicidi dei contadini poveri si stanno moltiplicando: preferiscono morire subito piuttosto che in una lenta inedia.

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. . .

nessuno si sogna di fermare l’abuso degli antibiotici, nella salute umana e negli allevamenti.

probabilmente il sistema non e` piu` riformabile.

ma dopo tanti allarmi ecco comparire i primi batteri resistenti ad ogni antibiotico.

la ricerca medica sta cercando freneticamente di individuare nuovi metodi di cura.

le grandi aziende farmaceutiche investono capitali enormi nella ricerca.

hanno bisogno di guardagni enormi, speculano per inventare i nuovi medicinali del nuovo millennio.

l’esito della scommessa e` incerto.

ma provate a combinare i due scenari: una popolazione indebolita da un clima devastante e batteri invincibili che dilagano ovunque.

. . .

la peste, la carestia erano del passato, come la guerra, che solo in alcuni paesi piu` fortunati e` scomparsa per alcuni decenni,

ma altrove non e` finita mai, come esperienza esistenziale.

qualcosa di sconcertante e nuovo e` invece che la terra dove vivi diventi invivibile, avvelenata da una specie di virus misterioso che uccide chi vi abita,

ed e` semplicemente invece il suo collasso come luogo abitabile per gli uomini.

che cosa sara` quando centinaia di milioni di persone si metteranno in fuga?

riusciremo a distinguere tra profughi in fuga per salvarsi la vita dalla guerra e profughi costretti a fuggire dalla minaccia imminente della morte per fame?

ma soprattutto che sara` di coloro che non hanno neppure le risorse per diventare profughi?

. . .

la crisi economica peggiore della storia della modernita` non e` lontana ormai dal traguardo del suo decimo anno.

forse dobbiamo cominciare a pensarla non come uno stato transitorio e rimediabile, ma come il nuovo scenario permamente del nostro futuro,

forse destinato ad aggravarsi, piu` che a guarire.

del resto la ricchezza si concentra sempre di piu` e dunque viene sottratta in ampia parte ai consumi, per diventare speculativa.

da un certo punto di vista sembra un’astuzia della storia per ridurre i consumi di massa.

il denaro che si concentra per creare altro denaro e` denaro distrutto per le merci e usato invece per il potere.

permette a chi ha denaro di arricchirsi prestandolo.

strangola i debitori, sia privati sia pubblici.

i super-plutocrati usano il debito per diventare sempre piu` ricchi, cioe` piu` potenti.

ma a parte il realizzare questo scopo, questo denaro che si concentra a creare altro denaro e` in fondo denaro che si autodistrugge, perche` diminuisce i consumi.

. . .

nel nuovo mondo del futuro nessuna saggezza sembra in grado di funzionare piu`.

non c’e` spazio per la giustizia, per i buoni sentimenti, per la democrazia.

nel pianeta dilaga la legge della giungla.

ma quella vera e spietata, non quella citata per burla dai nostalgici della violenza.

. . .

il mondo e` sconvolto e tutto attorno a noi e` impegnato a distrarci dalle immagini della catastrofe della nostra specie.

forse e` giusto cosi`, forse e` meglio cosi`.

la vita e` pur sempre bella e luminosa,

basta non fare troppo caso se ogni giorno che passa lo e` un poco di meno…

ma se il mondo in cui siamo entrati, o meglio il mondo che ha preso il posto di quello a cui eravamo abituati, e` sconosciuto ancora,

a che serve il fardello della vecchia e superata saggezza solidale?

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One thought on “verso un mondo sconosciuto – 252.

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