gghei sara` lay, al New York Times – 266

questa me la ero persa, ma secondo un articolo sul New York Times di Frank Bruni, critico gastronomico, “Italy is gay, gay, gay“.

con gay vogliamo dire che l’omosessualita` e` piu` diffusa che altrove, da noi?

no, Quello non si può sapere.

Intendo spiritualmente gay.

ma gay e` sinonimo di omosessuale?

secondo me, no.

. . .

l’omosessualita` e` un comportamento, non un modo di essere.

un’attivita` sessuale con una persona dello stesso sesso puo` essere un’esperienza del tutto occasionale, che a volte viene addirittura dimenticata, soprattutto se molto precoce.

puo` essere un comportamento occasionale, ma ripetuto, che si affianca ad un’attivita` eterosessuale abituale.

puo` essere un’attivita` prevalente o anche esclusiva, ma per una fase soltanto della vita.

oppure puo` diventare il modo tipico di vivere la propria sessualita` nell’intero arco dell’esistenza.

con o senza esperienze piu` o meno occasionali di tipo diverso, che possono essere escluse oppure previste.

senza contare chissa` quante varianti ancora, che non riesco neppure ad immaginare.

comprese magari le forme di attivita` sessuale che vengono svolte contemporaneamente con una persona dell’altro sesso e con una del proprio.

oppure con piu` persone dei due sessi in numero variabile.

gia`: perche` oltre alle varianti di categoria e di sesso, ci sono anche quelle di numero.

ecc. ecc. fino a un numero di combinazioni possibili davvero impressionante.

nessuna necessariamente esclusiva neppure per un individuo solo.

tenendo conto, poi, che tutto quello che ho detto dell’omosessualita` potrebbe essere ripetuto pari pari anche per l’eterosessualita`, ovviamente.

. . .

dunque, non tutti coloro che hanno avuto esperienze omosessuali possono essere definiti propriamente omosessuali,

tranne coloro che hanno fatto della pratica omosessuale una scelta di vita che non ne ammette altre e che e` rivendicata come tale.

una scelta sessuale, che diventa parte insostituibile della loro identita` personale.

insomma, omosessuale e` uno stigma improprio, se attribuito da altri.

l’unico che ha il diritto di dire se e` omosessuale oppure no e` l’omosessuale stesso – se crede di farlo.

vengono in mente Penna, Pasolini o Tondelli, per fare un esempio, o Paolo Poli.

ma, al contrario, Palazzeschi, Gadda, Lorca, no:

non si riconobbero mai come tali,

non sempre e non soltanto per evitare di esporsi pubblicamente.

e dunque attaccargli questa etichetta e` illegittimo.

per venire a tempi piu` recenti, diremo lo stesso di Dalla, che visse da omosessuale, ma non fece dell’omosessualita` un tema della sua arte.

e Foucault?

visse da omosessuale masochista, ma non lo rivendico` mai pubblicamente.

eppure e` innegabile che proprio a questa sua particolare sensibilita` personale e` connesso il tratto inconfondibile della sua riflessione filosofica.

. . .

se l’omosessualita` e` un comportamento,

se l’essere omosessuale e` soltanto la scelta identitaria di alcuni che hanno esperienze omosessuali,

invece la gaiezza, l’essere gay, e` uno stile di vita particolare di alcuni che si riconoscono e si definiscono omosessuali.

ma l’essere gay e` soltato uno degli stili di vita possibili per una persona che pratica l’omosessualita`.

attenzione: non basta, secondo me, la promiscuita`, cioe` il libertinaggio dei rapporti.

Pasolini ebbe una vita personale eccezionalmente promiscua, nonostante fosse invece caratterizzata,  in una fase, da un rapporto stabile con Ninetto Davoli;

eppure quale persona sensata potrebbe definire gay una persona come lui, cosi` schiacciata dai sensi di colpa?

ecco un esempio italiano di omosessualita` per niente gaia.

la gayezza e` una scelta culturale, e` un modo di vivere, prima ancora che di andare a letto.

. . .

ci sono tanti modi di vivere l’omosessualita`:

il gay ama esibirla, in un contesto di rapporti omosessuali multipli ed occasionali.

e` l’equivalente capovolto dell’eterosessuale che esibisce le proprie conquiste attive.

il gay esibisce le proprie conquiste attive o passive dello stesso sesso.

essere gay ha molto piu` a che fare con la figura di Don Giovanni o di Casanova:

cambia soltanto l’oggetto delle imprese erotiche e delle avventure sessuali.

. . .

dunque, in questo senso l’Italia puo` essere visto come un paese gay?

cioe` come un paese dove questo stile di vita sia particolarmente diffuso?

assolutamente no, neppure in questo senso l’Italia e` gay: tutt’altro.

l’omosessualita` dichiarata e` da noi una scelta assolutamente elitaria,

per certi aspetti snobistica, addirittura.

. . .

allora, dicendo che l’Italia e` un paese gay gay gay, l’editoriale del NYT intende probabilmente una terza cosa ancora.

Intendo spiritualmente gay.

cioe` libertino da un punto di vista omosessuale?

ma no.

credo che il Bruni intenda dire che la nostra cultura, soprattutto quella artistica, e` attraversata da un forte componente omoerotica.

e infatti cita direttamente il David di Michelangelo, come esempio di questa forte tensione omoerotica che attraversa tanti capolavori della nostra arte.

. . .

questo e` indubitabile, soprattutto per il Rinascimento.

come potrebbe essere diversamente se i due principali artisti del Rinascimento, Leonardo e Michelangelo, era orientati omoeroticamente?

(anche se poi in modi cosi` diversi fra loro…:

Michelangelo attratto dalla virilita`, tanto che in lui la femminilita` stessa e` virileggiante.

Leonardo da una mascolinita` virante al femmineo)

questa forte tensione omoerotica nell’immaginario latente, trasmessa soprattutto per via artistica, ha tuttora manifestazioni evidenti nel nostro paese:

basta pensare al tifo sportivo, ad esempio, molto piu` accentuato che altrove…

ma la si riconosce in generale nel fenomeno stesso del divismo.

. . .

pero` ora vorrei dire qualcosa di paradossale, apparentemente.

siamo abituati a considerare l’omoerotismo la premessa necessaria dell’omosessualita` e a far dipendere questa da quello.

sicuri che sia cosi`?

secondo me, invece, proprio questo omoerotismo, tanto diffuso quanto non riconosciuto, costituisce un forte antidoto alla pratica omosessuale.

possiamo perfino aggiungere che nasce, viceversa, da un forte rifiuto sociale di queste pratiche.

siamo di fronte alla tipica sublimazione, per usare la definizione di Freud.

proprio perche` l’omosessualita` praticata e` fortemente inibita e disapprovata, allora il suo posto potenziale e` preso da manifestazioni innocenti, per dir cosi`, e neppure esplicite o riconosciute.

e proprio perche` quel tanto di curiosita` sessuale per il proprio sesso che c’e` in ogni essere umano si esprime nelle forme dell’omoerotismo, non ha bisogno di andare oltre, in genere.

. . .

per Bruni e` un paradosso un paese che sembra culturalmente gay

(cioe` che e` fortemente impregnate di omoerotismo, non solo nelle espressioni artistiche,

ma anche nella moda, ad esempio)

e poi e` cosi` ostile agli omosessuali.

spiega il che l’Italia presenta una “pronunciata biforcazione tra la vita pubblica e la vita privata”.

e si concentra su questo aspetto.

. . .

secondo lui, e` l’“amore della privacy”, e non il bigottismo, che ha fatto fiorire quella che lui chiama un’anima apertamente gay nell’arte e nelle manifestazioni della cultura italica.

ed e` soltanto per gusto della riservatezza che c’e` stato un ritardo inescusabile nel riconoscimento dei diritti civili per i gay.

nessuno pensi che la chiesa cattolica c’entri per qualcosa…

. . .

ma purtroppo Bruni non ha gli strumenti culturali per capire il procedimento psicologico della sublimazione,

ma neppure per comprendere la differenza di fondo fra la tradizione storica dell’omoerotismo italiano e il modello consumistico della vita gay,

imposto nel mondo dalla cultura americana, come unico possibile per vivere esperienze omosessuali.

. . .

il sillogismo apparente che governa questa forma di imperialismo culturale americano nel campo dei comportamenti omosessuali e` questo:

se hai esperienze omosessuali sei un omosessuale

e se sei un omosessuale allora sei anche un gay.

come e` evidente, si tratta di un  falso sillogismo.

e la difesa dal pensiero unico, che a torto si presenta come politically correct, sta proprio nello smascheramento dell’integralismo implicito nel modello.

solo apparentemente liberista,

semmai libertino.

ma il libertinismo ha ben poco a che fare con la liberta`.

. . .

finito di scrivere questo post, l’occhio mi cade su una notizia di cronaca nera minore: una di quelle che non servono a condurre campagne politiche sub-liminali.

un padre italiano che scopre una relazione omosessuale del figlio 18enne e con un amico aspetta il partner sotto casa riducendolo a bastonate in fin di vita…

modello italiano di gestione dei comportamenti omosessuali?

. . .

e se avessi scritto qui sopra soltanto un mare di sciocchezze?

intanto aggiungo che dopo il femminicidio vedo sorgere anche il gaycidio…

scuoto sconsolato la testa in un paese che e` mentalmente cosi` corporativo.

stiamo diventando capaci di sdegnarci per l’uccisione di un essere umano soltanto se appartiene al nostro stesso gruppo di riferimento


Lascia un commento, soprattutto se stai scuotendo la testa. Un blog lo fa chi lo commenta. E questo potrebbe diventare il tuo blog.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.