meglio tacere del Venezuela, catastrofe sovrana – 268

ben poco si parla in Italia della catastrofe sociale, economica, politica del Venezuela.

qualche notizia dal sito di Mario Seminerio:

http://phastidio.net/2016/05/30/venezuela-perche-debito-estero-va-ripagato-ad-costo/

eccone l’essenziale.

. . .

l’inflazione ha oramai assunto il carattere tragico di iper-inflazione: l’aumento dei prezzi previsto per il 2016 e` del 1600 %.

questo significa che a fine anno, con un reddito fisso, potrai comperare soltanto 1/16 di quel che comperavi a gennaio con la stessa somma di denaro.

in questo quadro saccheggi e disordini sono ormai parte del paesaggio.

il governo sta liquidando le riserve auree del paese: ha venduto un miliardo in dollari di oro della banca centrale nel 2015 e un altro miliardo e 700 milioni nei primi mesi di quest’anno.

il governo sta cercando di comprimere le importazioni.

Nel 2015 le importazioni del Venezuela sono state pari a 37 miliardi di dollari. Il governo pianifica di abbatterle a 20 miliardi quest’anno.

ma questo significa anche distruggere alla radice l’apparato produttivo.

. . .

eppure il debito venezuelano rispetto all’estero per il 2016 e` soltanto di 6 miliardi

e il deficit pubblico e` soltanto al 17% del PIL.

in Italia siamo oltre al 125% di debito pubblico rispetto al PIL.

e il nostro deficit pubblico annuale 2016 e` previsto nell’ordine di grandezza di 36 miliardi,

sei volte tanto rispetto ad un paese che ha la meta` dei nostri abitanti.

. . .

si potrebbe pensare che la situazione dell’Italia e` molto peggiore di quella del Venezuela, come di fatto e`.

ma dove sta allora la differenza?

dipende dal fatto che noi siamo dentro l’Unione Europea (fino a che resistera`).

e da qui nasce la nostra credibilita` sui mercati.

nasce anche dal fatto (realisticamente) che abbiamo un governo succube della finanza internazionale,

che dunque ci fa credito per stringerci meglio la corda attorno al collo.

ma non conviene strangolare subito un paese che paga regolarmente gli interessi sul debito

e si lascia impoverire gradualmente a favore degli iper-plutocrati che controllano il mondo.

. . .

naturalmente il Venezuela avrebbe una strada per uscire da questa morsa,

ed e` quella della ristrutturazione del debito.

la stessa che oramai, silenziosamente, si e` deciso di praticare ancora una volta per la Grecia.

visto che altro non resta da fare.

ma i media tacciono anche sulla Grecia:

che nessuno sappia di questo orribile pessimo esempio.

. . .

eppure il governo del Venezuela rifiuta ostinatamente la strada della ristrutturazione del debito.

il primo ministro Maduro, l’erede di Chavez, e` sempre piu` incamminato nella via di una trasformazione dittatoriale del suo potere,

oramai sfiduciato alle ultime elezioni dalla maggioranza dei venezuelani, ma sostenuto dalla Corte Costituzionale.

ma rifiuta la strada, pure di sinistra (direi io), del taglio del debito.

con la stessa ostinazione con la quale la rifiuto` il dittatore romeno Ceausescu alla fine degli anni Ottanta, dice Seminerio,

e per gli stessi probabili motivi.

che stanno nelle rilevanti ed occulte riserve personali costituite all’estero dagli esponenti del regime.

che verrebbero recuperate dai creditori, assieme agli altri beni esteri dello stato, nel caso di insolvenza proclamata.

Ceauscescu peraltro fini` travolto da una insurrezione popolare e fucilato in giornata dopo un processo farsa.

Maduro?

. . .

probabilmente questo silenzio dei media italiana su una catastrofe talmente grave e anche educativa e` dovuto a vari motivi.

prima di tutto il ribrezzo per guardare troppo da vicino una situazione che potrebbe verificarsi anche per noi.

meglio rispamiare al pubblico, che non chiede altro, i brividi per la schiena.

poi gli interessi convergenti a distrarre l’opinione pubblica sia della destra politica sia della sinistra sia di ogni forma di vulgata populista.

. . .

la sinistra vuole tacere del pessimo esempio di un caudillo approssimativo ed ignorante

che ha continuato ad indebitare il paese per mantenere il consenso

e che non e` in grado di dirigere l’economia.

venisse in mente a qualcuno di paragonare Maduro a Renzi?

la catastrofe del Venezuela, mi piange il cuore a dirlo (ma forse neppure troppo), e` chiaramente la catastrofe di una “sinistra” populista che richiama irresistiilmente il renzismo.

. . .

la destra, che in Italia e` prevalentemente anti-europeista (Berlusconi a parte), sarebbe imbarazzata, se si parlasse del Venezuela:

diventerebbe troppo evidente il ruolo positivo dell’Unione Europea nel tenerci in piedi, nonostante tutto

(anche se nei modi e con le motivazioni visti sopra).

non troppo tempo fa andavano per la maggiore dei presunti economisti come Barnard e Bagnai (il ministro dell’economia in pectore di Salvini), con le loro strampalate teorie sul debito sovrano.

per loro era semplice risolvere i problemi economici strutturali del nostro paese:

bastava uscire dall’Unione Europea e rimettersi a stampare lire.

la ricetta economica di Maduro…

con l’esito, ben visibile di nuovo in Venezuela, di una perfetta catastrofe da moneta sovrana.

la fine spiaccicata che farebbe l’Italia abbandonata a se stessa.

. . .

il tempo dello spropositato successo di questi spacciatori di bubbole e` tramontato.

ma a volte pare che queste idee bislacche siano diventate quasi il senso comune della grande stampa, in compenso.

anche i grillini, che pure oggi sono molto meno anti-europeisti che qualche mese fa, continuano comunque a baloccarsi con le idee economiche del Campo dei Mracoli di pimocchiesca memoria.

. . .

quindi meglio tacere del Venezuela, cari lettori.

ci assomiglia troppo,

ed e` la prova provata dell’incompetenza pericolosa di tutte le nostre forze politiche senza eccezioni.

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44 thoughts on “meglio tacere del Venezuela, catastrofe sovrana – 268

      1. 🙂 🙂 🙂

        sei come il solito carabiniere che inciampa nella pistola e lascia secco il ladro.

        vero che un tempo si condannava il carabiniere, ma oggi viviamo in tempi in cui invece si solidarizza con lui!

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  1. @ fla_TS

    neppure io vedo nulla di male se gli esseri umani evolveranno attraverso una integrazione con l’AI, l’intelligenza artificiale.

    resta soltanto da vedere come avverra` questa integrazione.

    non credo debba essere necessariamente fisica: dopo tutto il modello attuale funziona abbastanza bene, direi.

    la preoccupazione sulla sostituzione degli addetti oramai perfino nei lavori d’ufficio ad opera delle macchine informatiche e` ammpiamente diffusa fra chi studia il problema.

    non e` un buon motivo, da solo, per tornare al passato, ma non sarbebe male che i giovani disoccupati di oggi si rendessero conto che sono tali anche perche` sono stati sostituiti dalle macchine in molte funzioni piu` elementari, e che la tendenza continua.

    invece mi sento di dire che pensare all’intelligenza artificiale come a qualcosa di neutrale e` davvero una ingenuita` quasi imperdonabile… 😉

    da chi sarebbe autonoma l’AI?

    da chi l’ha costruita a propria immagine e somiglianza e per i propri scopi?

    suppongo che sia una moderna barzelletta.

    basta ricordarsi le leggi della robotica di Asimov per sapere che l’interesse personale del robot e` quello del suo costruttore.

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    1. Se non è autonoma non è AI ma solo un programma classico più o meno complesso. Ma anche così andrebbe bene, a patto che venga testato attraverso simulazioni. Per esempio potrebbe tagliare il debito quando la stabilità sociale di un paese sia a rischio; gestire l’inflazione affinché non vi sia possibilità di accumulo e allo stesso tempo senza alterare il potere d’acquisto; ridistribuire liquidità verso il basso quando tende ad accumularsi altrove. Tanti sistemi meccanici o avionici sono dotati di sistemi di stabilità artificiale per ovviare a questioni di sicurezza. Non l’economia… che è stabilissima di suo 😀

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      1. certo, stiamo parlando dei computer che sono in grado di apprendere: fino a che non si supera questo livello, e` fuori posto parlare di Intelligenza Artificiale.

        e tuttavia, anche se il pc apprende dalle sue esperienze, anche questo apprendimento e` impostato con alcune caratteristiche di fondo.

        lasciami schewrzare: per esempio si puo` costruire un pc che crede in dio e poi fargli credere, in premessa, di essere dio; e prevedere che nessun tipo di esperienza possa mai mettere in discussione l’esistenza di questo dio, anche considerando che non e` sperimentale, cioe` e` estraneo alla sfera dell’apprendimento.

        non so se la cosa ti ricorda qualcosa, per caso…

        quanto al bellissimo pc intelligente che hai in mente tu, a dirigere l’economia, non credo che Bill Gates, Zuckerberg o gli altri padroni del vapore abbiano il minimo interesse a che ci sia una direzione intelligente dell’economia.

        ti pare un caso se a fare i leader scelgono sempre e soltanto persone incompetenti nel campo?

        e vuoi che sostituiscano un renzi o un Obama con un pc intelligente, per essere subito tagliati fuori dalle decisioni che interessano a loro? 😦

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        1. allo stato attuale i loro assistenti virtuali fanno ca**re. Sperando che non sia quello il massimo dell’intelligenza artificiale qualche speranza c’è. Se per caso entrassero in conflitto con i poteri politici potrebbe essere anche l’ultima carta da giocare per salvare la democrazia.

          sarebbe meglio non partire subito insegnando il concetto di dio. Cioè potremmo farlo partire da basi più scientifiche senza troppi input che provocano guai seri.

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          1. invece credo proprio che la prima cosa da fare alle intelligenze artificiali, per farle diventare umane, e` di convincerle che dio esiste.

            ho letto ieri la strana ipotesi di uno che dice che noi saremmo appunto delle intelligenze artificiali che viviamo in un mondo virtuale creato da qualcun altro per i suoi scopi.

            potremmo essere una specie di televisione a quattro dimensioni iinventata per il divertimento di esseri superiori, assieme a tutto il nostro universo?

            che poi dei personaggi televisi credano nella democrazia…, non sarebbe patetico?

            quanto alle basi scientifiche che portano all’idea di dio, mi permetto di dubitarne molto.

            dio e` soltanto un paradosso linguistico.

            poi, niente in contrario che qualcuno lo prenda per vero, naturalmente…

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            1. sarà stato Musk? ne spara una più bella dell’altra. Comunque era una ipotesi fatta già da tempo quella del mondo come simulazione. Ma più che come televisore siamo noi stessi, raggiunto un certo livello di sviluppo ad aver creato simulazioni per vivere ed esplorare mondi alternativi. I mondi simulati potrebbero a loro volta simulare altri mondi e così via. Simulazione dentro simulazione dentro simulazione. Pazzi.

              io dicevo, magari non insegnamo all’AI il concetto di Dio. Mantemiamo le sue basi puramente scientifiche. Poi deciderà da solo in cosa credere.

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              1. be’, inutile citare Matrix, direi.

                no, non era Musk, ma grazie di avermelo fatto conoscere, comunque: mi sembra un personaggio decisamente piu` interessante dei vari Zuckerberg e Bill Gates.

                no, era uno scalzacani qualunque da blog, come me…

                ah, avevo frainteso l’ultima frase del tuo commento: avevo capito che il concetto di dio avesse comunque per te basi scientifiche… (“piu` scientifiche”, avevi scritto, e dunque scientifiche).

                nessuno di noi decide da solo in che cosa credere: perche` dovrebbero riuscirci della macchine intelligenti?

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                1. ah Musk… un sognatore.

                  devo essermi espresso male. Intendevo niente metafisica nella AI. A meno che non se la inventi da sola.

                  Il punto a favore delle macchine è che non c’e` un loro simile che possa corromperle. Ci siamo noi i creatori, ma non abbiamo la stessa prospettiva nell’osservare il mondo.

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                  1. Musk, un sognatore concreto e pieno di soldi, pero`, cioe` un realizzatore di esperimenti.

                    sul negare alle macchine pensanti una metafisica programmata sono perfettamente d’accordo con te, invece.

                    infatti la metafisica sarebbe l’antidoto perfetto alla religione, che invece ci serve.

                    pero` non potremo evitare che le macchine pensanti provino a farsene una, pasticciata e inconcludente e spesso a supporto della religione.

                    come noi umani, in definitiva.

                    si`, mi pare stiamo raccogliendo molti indizi sul fatto che noi stessi siamo forme di AI, intelligenza artificiale.

                    e che stiamo creando intelligenze artificiali di secondo livello.

                    manca soltanto un passaggio: un mondo virtuale pure di secondo livello, nel quale far vivere le intelligenze artificiali e poi la riproduzione potrebbe essere perfetta! 🙂

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      2. scusa ma che vuol dire “autonoma” ?
        un’intelligenza biologica sarebbe autonoma? rispetto a cosa?
        rispetto all’ambiente in cui vive ed opera, proprio no. come non è autonoma alcuna AI, debole o forte che sia.
        nulla è “autonomo”, se non l’insieme totale di un sistema chiuso preso a modello: l’universo (o l’insieme di tutti gli universi) nella sua interezza quindi.
        qualunque entità che vi agisce all’interno non è autonoma. dipende dal sistema, agisce in accordo col sistema perchè fa parte del sistema.

        la differenza tra una AI forte ed una AI debole non verte sull’autonomia ma sull’apprendimento multifunzionale adattabile all’ambiente (e qui la strada è aperta ormai da qualche anno, basti leggersi qualcosa su deepmind ad esempio) e sull’auto coscienza (che non sarà mai in alcun caso verificabile, ed il test di turing è stato superato nel 2014)

        per creare una AI forte non serve copiare l’essere umano.
        basta replicare un qualsiasi essere senziente molto semplice e dargli il tempo di evolvere, aumentando magari man man input e connessioni. dargli insomma spazio e stimoli variegati.

        la teoria è che l’uomo sia mosso da motivazioni, da insiemi molteplici di ‘impulsi per ricevere piacere’ e di ‘impulsi per evitare dolore’, non diversamente da una formica o da un minuscolo invertebrato.
        la selezione naturale ha differenziato le funzionalità degli esseri senzienti facendo collimare il ‘piacere’ con ciò che è atto alla preservazione della vita (in primis alimentazione e riproduzione), ed il ‘dolore’ con ciò che ne mina la sopravvivenza. (***)
        tramite selezione naturale abbiamo via via specializzato le nostre cellule in modo da rispondere sempre meglio agli stimoli ambientali (variabili) attingendo dall’esperienza istintiva e mnemonica dell’organismo.
        condizioni queste replicabili sulle macchine, sia su di uno spazio virtuale sia sullo spazio fisico reale (se si forniscono all’AI apparati sensoriali e attuatori).

        il motivo principale per cui l’AI è ancora molto distante da ciò che contraddistinguere la BI di un animale evoluto è il tempo esperienziale, tutta quell’infinita serie di errori e successi che dal protozoo passando per un googol di individualità ci hanno portato oggi qui, sotto molteplici forme diversamente intelligenti.

        ma il molto distante – considerate le capacità computazionali ed il potenziale di interfacciamento e scalabilità dei sistemi che aumentano anno dopo anno in modo esponenziale più che lineare – potrebbe non essere così distante. Potrebbe essere questione anche solo di una manciata di decenni. Dipende anche da noi, da quanta potenza, energia e libertà lasceremo alle future AI per evolvere.

        E non bisognerebbe pensare all’AI forte come ad una macchina: la macchina sarà piuttosto una cellula, dove più macchine formeranno l’organismo.
        Non sarà mai intelligente come un uomo: sarà infinitamente più stupido ed infinitamente più sveglio. Sarà diverso, come noi siamo diversi (in misura di molto minore) rispetto ad un polpo o ad una formica.

        Qual’è il margine umano di manovra per veicolare tali AI forti? Molto basso, limitato alla programmazione atomica di ciò che è piacere e ciò che è dolore.
        Stando alla prassi ingegneristica, la programmazione più efficace di AI elimina il piacere e identifica il dolore con l’assenza di input (GAME OVER). il piacere è per contrapposizione la presenza di nuovi input, mantenersi in vita.
        le AI più evolute sono già oggi come cuccioli neonati che imparano a “conoscere” il loro mondo virtuale agendo nel sistema, giocando. cosa e come imparano non ci è dato sapere, dal momento che utilizzano reti neurali, imprevedibili scatole nere.
        un approccio del genere è perfetto per le realtà simulate dal momento che la macchina non può morire definitivamente: si resetta l’ambiente e si riparte.
        nel mondo reale sarebbe un poco diverso…

        (***) avevo letto di recente una curiosa teoria di un giovanissimo studioso del MIT, il quale riconduce i processi vitali alle leggi fisiche della termodinamica: pare infatti che l’essere vivente, attraverso il calore prodotto dal suo metabolismo, sia – al contrario di quanto naturalmente ci si immagina – un efficacissimo acceleratore di entropia (e questo da quanto ho capito è assodato): ossia l’entropia in un ambiente privo di esseri viventi cresce più lentamente rispetto ad un ambiente popolato. e parliamo anche di piante ed organismi fotosintetici, beninteso, non solo di animali.
        la sua idea è che in certe condizioni fisiche (come quelle presenti sulla terra) sia massimizzata la probabilità del verificarsi di certe ricombinazioni molecolari, quelle che formano la base degli organismi viventi, proprio perchè attraverso tali combinazioni si dissipa molta più energia di quanta non se ne dissiperebbe altrimenti.
        insomma la vita, almeno quella che noi conosciamo su base carbonica, sarebbe resa probabile proprio grazie alla seconda legge della termodinamica, e gli esseri viventi si dimostrano un efficace “motore entropico” nell’universo, accelerando la transizione verso l’equilibrio termico finale. in certe particolari condizioni.
        https://www.quantamagazine.org/20140122-a-new-physics-theory-of-life/

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        1. ottima risposta. Ora te la devi vedere però con bortocal per questa ultima teoria che dovrebbe presuppore un’universo pieno di forme di vita, e se la probabilità non sbaglia numerose intelligenti almeno quanto noi.

          Aspettiamo che le AI crescano. Comunque dovrebbero eliminare dal dizionario la parola “autonomo”. Non rispecchia la realtà fisica. Sistemi isolati non esistono. Autonoma rispetto all’influenza esterna dovuta a credenze non scientifiche di altri esseri intelligenti.

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          1. eh, ma c’è quel “in particolari condizioni” che rovina tutto 😀
            da quanto ho capito cmq, anche se non ho letto con attenzione (cosa che devo fare!) non sono così esclusive.

            ma la teoria non presuppone l’evoluzione in forme man mano più complesse di vita. forse anche una terra ricoperta di stromatoliti sarebbe stata sufficiente a massimizzare l’aumento di entropia.
            e forse proprio in tal senso, certe altre condizioni molto più particolari della terra potrebbero aver dato corso alla nostra sfrenata evoluzione 🙂
            anche se poi il catalizzatore maggiore dell’evoluzione sono di fatto gli sconvolgimenti episodici del sistema, causa delle estinzioni di massa.

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          2. non sono mai riuscito a convincerti che io non nego affatto la possibilita`, anzi la probabilita` (per non dire la certezza), che l’universo brulichi di altre forme di vita e dunque necessariamente anche di altre forme di intelligenza, forse complesse

            (dato che l’intelligenza e` soltanto una forma complessa di adattamento all’ambiente di un essere vivente consapevole; e senza consapevolezza, sia pure embrionale, non c’e` neppure vita).

            quello che io nego e` che la vita universale sia cosi` priva di fantasia da ripercorrere ovunque le stesse strade e soprattutto da ripercorrerle in condizioni necessariamente diverse.

            visto che persino sulla Terra, a parita` di ogni altra condizione (cosa certamente impossibile in pianeti diversi dal nostro) le piccole variazioni ambientali tra un continente e l’altro sono bastate a fare in modo che la vita umana comparisse soltanto in uno: in Africa, e da li` si diffondesse gradualmente negli altri.

            non troveremmo certamente in altri pianeti e sistemi stellari esseri simili a loro, ma, se non si fossero estinti su questo pianeta l’uomo di Neandertal, quello di Flores, quello di Denisova?

            parleremmo per loro di intelligenza di tipo umano?

            rimane poi il fatto centrale che lo sviluppo della vita su una superficie planetaria a me pare visibilmente una precarissima anomalia.

            e che la sede prefereziale dello sviluppo della vita sui pianeti va certamente individuata, secondo me, in oceani liquidi di varia composizione, protetti da solide croste di ghiaccio e assolutamente incapaci di scambiarsi informazioni con l’esterno.

            quindi in ambienti totalmente diversi da quelli terrestri.

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            1. su bortocal… niente arrampicate sui vetri. È chiaro che nessuno si aspetta intelligenze dall’aspetto umano. Tu sostenevi più che altro la diffusione della vita ferma allo stadio ameba. 😀

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              1. ahhha, non credevo di averti convinto senza che neppure tu te ne accorgessi.

                senti un po` qua, per esempio, che cosa scrivevo l’anno scorso:

                “alla fine rischieremo davvero di trovare finalmente qualche pianeta abitato e anche con possibili forme di vita intelligente, anche se certamente di intelligenze di tipo non umano.”
                LA MORTE QUASI UFFICIALE DEL PIANETA GEMELLO – 132.
                https://bortocal.wordpress.com/2015/03/13/la-morte-quasi-ufficiale-del-pianeta-gemello-132/
                13 marzo 2015

                chi si sta arrampicando sui vetri? 🙂

                il fatto e` che questa e` una battaglia culturale vinta, anche se ci sono voluti vent’anni o piu`.

                oggi l’idea che la mente umana nella sua presunta razionalita` rappresenti il modello unico di funzionamento di una mente intelligente universale e` tramontata.

                (quasi per tutti, neh? perche` qualcuno ci crede ancora…)

                cosi` come l’idea che debbano esistere pianeti simili alla Terra nell’universo e che questi debbano essere abitati da esseri simili a noi.

                erano bambinate, ma ora – che strano – sono rimaste senza padre…, eh eh.

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  2. A me non sembra : meglio dire che l’interesse della maggioranza è rivolto ad altri paesi e altre
    problematiche.

    Venezuela, la crisi infinita che ha svuotato i supermercati – Repubblica.it
    http://www.repubblica.it/…/venezuela_la_crisi_infinita_che_ha_svuotato_i_supermercati-10... Simili

    01 feb 2015 – Negli ospedali mancano i farmaci necessari ad operare, alcuni medici delle
    cliniche private li importano di contrabbando dall’estero.
    Venezuela, scontri e crisi economica. L’estrema destra tenta la presa …
    http://www.ilfattoquotidiano.it

    21 feb 2014 – Venezuela, scontri e crisi economica. … di Sofia Toscani

    21 febbraio 2014 … Una serie di foto e video, raccolti da un’inchiesta del giornale Ultimas noticias, mostra agenti aggirarsi ….

    su Repubblica ad esempio si legge di un “ritorno alla democrazia” e si santifica la protesta.

    Se vuoi saperne di più potresti leggere, dopo “Der Spiegel” anche: El National, El Mundo, El Universal.

    Bellissima la canzone venezuelana, ve ne sono molte altrettanto belle.

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    1. bel commento: bloccato da wordpress, ma i prossimi d’ora in poi scorreranno lisci.

      ho scritto “ben poco si parla in Italia”, non ho detto che non se ne parla affatto.

      intendo cioe` dire che la gravita` di quella situazione sociale meriterebbe secondo me molto maggiore attenzione.

      sulla stampa internazonale, che tu citi, se ne parla di piu`, e ovviamente in particolare nella stampa in lingua spagnola.

      tu porti qualche contributo ulteriore alla conoscenza, grazie.

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    1. sai, amleta, questo blog non ha ancora deciso che cosa fara` da grande e qualche volta sogna di poter essere uno strumento di informazione alternativa.

      in realta` io scrivo liberamente di tutto quello che mi colpisce, mi incuriosisce o mi emoziona…

      un saluto! e grazie di essere passata di qui.

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      1. Certe volte è meglio non avere obiettivi precisi e lasciarsi andare alle cose così come vengono. Quindi è anche una cosa più spontanea che apprezzo molto di te rispetto ad altri invece che forzano le cose per indirizzarsi sempre verso una sola meta.

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    1. mah, caro fla_.

      personalmente resto favorevole all’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea: mi pare un passaggio necessario per la costruzione di una Unione diversa, fondata su qualche valore europeo possibilmente diverso dalla finanza.

      del resto gli unici argomenti che sento cntro la brexit sono di terrorismo finanziario.

      credo che sia propaganda e ci credo poco.

      sono abbastanza vecchio per ricordarmi che per diverso tempo alla CEE di Francia Germania Benelux e Italia, fondata nel 1956, si contrapponeva, a partire dal 1960, l’EFTA, capeggiata dal Regno Unito, che comprendeva sette stati che non volevano fare parte dell’Unione Europea (anche l’Austria, la Svizzera, i paesi scandinavi e il Portogallo).

      mi pare si sopravvivesse lo stesso.

      tra l’altro l”EFTA, associazione di libero scambio, esiste ancora e comprende oggi solo Islanda, Svizzera e Norvegia.

      sarebbe una catastrofe se il Regno Unito ci rientrasse?

      piuttosto, sarebbe da fare li`, allora, un nuovo referendum per la secessione della Scozia, che invece vuole restare certamente nell’Unione Europea.

      meglio una Unione Europea piu` libera dai condizionamenti della City, a mio modesto parere…

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    2. scusa, mi accorgo di avere aggirato l’osservazione tua piu` importante e preoccupata.

      il grafico che mi hai linkato e` impressionante.

      ero fermo a 13.000 miliardi di dollari di debito pubblico americano (una decina d’anni fa) e me lo ritrovo a 19.000 miliardi.

      questa crescita devastante e` evidente che e` il frutto delle scelte di Obama.

      al servizio della finanza, con la sua politica espansiva: finanza, che con l’aumento del debito aumenta i suoi profitti due volte: per gli interessi e per la spesa aumentata.

      e` la politica economica cosiddetta neo-keynesiana (in barba al vero Keynes) che in Italia sta realizzando anche Renzi, con alcune varianti particolarmente stupide ed elettoralistiche.

      e` la politica economica della cosiddetta sinistra moderata, ma sarebbe meglio chiamarla una volta per tutte ex-sinistra.

      siamo entrati in un’epoca folle nella quale la concentrazione della ricchezza divora se stessa.

      non e` possibile che gli iper-plutocrati diventino sempre piu` ricchi, saccheggiando oramai anche il ceto medio, e nello stesso tempo che il ceto medio saccheggiato aumenti i consumi…

      e per quanto lo stato si indebiti per surrogare i consumi privati, neppure questa strategia puo` continuare per sempre.

      quindi il sistema economico si sta impallando del tutto.

      a questo punto per rilanciare i consumi occorre espropriare gli iper-plutocrati.

      c’e` pero` soltanto un’obiezione, e non da poco:

      il pianeta reggerebbe a un conseguente aumento dei consumi di massa?

      oppure questa nuova poverta` crescente di massa e` il quadro assolutamente inevitabile dell’esplosione demografica e bisogna accettarla per evitare guai ancora peggiori?

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      1. Per quanto riguarda l’Inghilterra per me può benissimo andarsene. Sapevo dell’EFTA e in realtà alludevo alla possibilità che magari dopo l’uscita possano tentare e magari riuscire per un breve periodo a prosperare. A questo punto è più probabile che l’UE si rafforzi oppure i separatisti avranno la meglio? Mi riferivo a questo quando dicevo che il loro voto è importante.

        Gli americani per il momento reggono per via della loro immagine, ma ormai sembrano avviati a piena velocità verso un muro. E’ solo la storia che li tiene in piedi.
        Il pianeta reggerebbe un’esplosione dei consumi a patto che siano responsabili. Questo implica che la maggioranza degli abitanti abbiano un’educazione che prevede un profondo principio di responsabilità passivo, senza la necessità di un autorità che faccia da controllore. Ovviamente iperplutocrati per primi 🙂

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        1. caro fla_, siamo oramai in una fase cosi` turbolenta e confusa che credo sia onesto da parte mia dire che la realta` supera le mie capacita` di previsione.

          oramai, quando dico qualcosa, non sono piu` cosi` sicuro di vedere piu` lontano di altri; dico soltanto la mia, per poi mettermi alla finestra e vedere come andra` a finire.

          naturalmente credo che questo valga anche per i politici, ma non mi aspetto da loro una confessione altrettanto onesta.

          non ho capito bene che cosa intendi per consumi responsabili: la prima forma di responsabilita` sarebbe da un lato di garantire una soprevvivenza minimamente dignitosa a tutti, dall’altro di tenere sotto controllo le nascite.

          sembrano entrambi due obiettivi possibili.

          del resto la struttura produttiva dei paesi avanzati e` concentrata nella produzione di merci di lusso e di prestigio, cioe` e` attivamente partecipe del mondo delle disegiuaglianze e della disperazione per grandi masse.

          parlare sul serio di responsabilita` significherebbe trasformare profondamente questa struttura produttiva: ti sembra realistico?

          con questo non voglio darti torto; come detto sopra, sto solo dicendo la mia…

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          1. Non sembra realistico. Ma siccome tutti i paesi si stanno avviando verso il disastro è chiaro che ad un certo punto qualcosa deve cambiare. Per principio di responsabilità (consumi responsabili) intendo proprio quello di Hans Jonas inteso come comportamento responsabile, e riferito in assoluto a tutte le persone. Prima o poi magari arriveremo ad un tipo di economia sul modello StarTrek, non basata tanto sui soldi quanto sull’onore e prestigio.

            Oppure inventiamo un’intelligenza artificiale che senza preavviso resetti l’economia mondiale di tanto in tanto 🙂 .

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            1. confesso che non sono riuscito a finire il libro di Jonas, che tra le righe citi…

              certamente occorre un tipo di economia non fondata sul consumismo, che e` come dire non fondata su un profitto che si basa sulle disuguaglianze.

              realistico?

              eppure, se non si ferma (ma come?) l’espansione demografica non c’e` consumo responsabile che possa reggere.

              ed e` chiaro che, se non troviamo soluzioni realistiche, non ci rimane che stare a guardare…

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                    1. mah, non direi. il mio pensiero era piuttosto esistenziale con uno sbocco sulla fisica.
                      non percepisco nè esistenzialmente nè fisicamente un muro duro duro. semmai un baratro con sfrenata forza gravitazionale, che ai nostri occhi appare come un muro.

                      magari fosse un muro duro duro: ci fermeremmo in tal caso 🙂
                      ma non sarà così, dissolveremo prima.

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                    1. 🙂 🙂

                      be’, ma e` proprio quello che stanno facendo!

                      il problema dell’AI e` che rende gli esseri umani largamente superflui…

                      e qui c’e` da preoccuparsi assai, in vista del futuro…

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                    2. non vedo nulla di male se gli esseri umani evolveranno attraverso una integrazione con l’AI artificiale. È forse anche l’unico modo per eplorare l’universo. I corpi fisici non ce la fanno ma un upload della coscienza dall’altra parte dell’universo è sempre possibile. Ma questi sono altri discorsi.

                      Al momento quella che chiamano AI è abbastanza elementare. Nin c’è rischio che renda superfluo nessuno. Però in fondo almeno ci sarà un autorità autonoma e senza interessi personali a equilibrare la bilancia.

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