credere nelle coincidenze? 6 marzo 2006 gipictus – 287

le coincidenze sono coincidenze.

cioe` sarebbero in se stesse totalmente stupide, prive di significato.

ma noi come possiamo non dargliene uno?

. . .

voi credete nelle coincidenze?

io no che non ci credo,

ma quando se ne manifesta una, le obbedisco.

superstiziosamente, religiosamente.

. . .

ieri si parlava sui giornali del Mein Kampf:

chi si sdegnava,

chi si sdegnava dello sdegno, considerandolo ipocrita e grossolano.

io sto ripubblicando dieci anni dopo il blog dell’amico virtuale gipictus, per evitare che scompaia dalla rete per la chiusura della piattaforma che lo ospitava,

e giusto ieri sono arrivato a un suo post, BIMBINO, dedicato a Hitler bambino.

. . .

ho sentito allora il significato misterioso di queste coincidenza,

ma oggettivamente senza senso, lo so.

ma e` diventata il bisogno di riguardarmi quel libro di Hitler.

. . .

lo avevo letto piu` di cinquant’anni fa, ed ero ancora adolescente.

ci ho ritrovato lo stesso fastidio di mezzo secolo fa per l’insensatezza di un pensiero guidato dall’odio.

non sono cambiato, in questo.

e lo stesso sconcerto al pensiero che quel pensiero stravolto dall’odio e` diventato tanto facilmente il pensiero di massa del popolo piu` civile d’Europa.

. . .

ho solo pensato, ieri, per la prima volta, che Hitler era un immigrato a Vienna:

un paesano che veniva da un piccolo villaggio nella grande capitale cosmopolita.

e che il suo odio contro l’impero asburgico era lo stesso contro l’Europa di alcuni immigrati di oggi.

come lui, non riescono ad accettare la cultura del luogo dove approdano.

e trovano nel loro odio la forza che li tiene in vita.

. . .

l’odio hitleriano contro gli ebrei diventa l’odio per i comunisti che, nel suo immaginario stravolto, diventano tutti ebrei.

perche` per lui l’ebraismo e` soltanto il simbolo della cultura multietnica, della morte del nazionalismo.

e l’odio degli islamisti contro i crociati?

disadattamento sociale, disadattamento mentale.

coincidenze.

. . .

e` una coincidenza che oggi ci troviamo immersi in un clima simile di orrore per la globalizzazione in se stessa, nella forma concretamente vissuta dell’immigrazione?

un orrore che impedisce di capirne le cause?

. . .

anche il post di gipictus e` sulle coincidenze.

perche` e` soltanto una coincidenza che Hitler non sia morto bambino e la storia d’Europa non abbia avuto altri sviluppi.

. . .

dunque la vita stessa e` soltanto una somma di coincidenze…

uno si china un attimo, guidando, a raccogliere il cellulare che gli e` caduto, e muore.

lo stesso giorno un altro dovrebbe morire, col cuore che non gli funziona bene, ma la vita lo risparmia.

. . .

e allora la domanda che volevo farvi non ha piu` senso.

si crede nelle coincidenze perche` si deve credere nella propria vita.

la vita e` vita.

cioe` sarebbe in se stessa totalmente stupida, priva di significato.

ma noi come possiamo non dargliene uno?

. . .

suvvia, vi lascio al post di gipictus, che dice forse la stessa cosa in modo tanto piu` efficace.

anzi, mi scuso di questa premessa che certamente gli ha tolto il sapore.

. . .

2006-03-06 – 21:58:44

E chi è questo pupo in vestina? Ma è Adolfino, il figlio dei signori Hitler!

Diventerà forse un dottore in legge o un tenore dell’opera di Vienna? Di chi è questa manina, di chi, e gli occhietti, il nasino? Di chi il pancino pieno di latte, ancora non si sa: […]

via UN BIMBINO – 6 marzo 2006 — gipictus 2006

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4 thoughts on “credere nelle coincidenze? 6 marzo 2006 gipictus – 287

  1. La storia di un singolo è governata dalla casualità, da piccoli eventi imprevedibili che non possiamo dominare con le nostre decisioni, ma vale la legge empirica del caso, su grandi numeri le frequenze convergono ad un valore prevedibile. Se Adolfino fosse ruzzolato da un muretto lasciandoci le penne certamente un altro bimbo avrebbe capeggiato il malumore tedesco per le sanzioni ed interpretato i demoni che varie società europee incubavano. Non è una coincidenza la decisione di stampare migliaia di copie della Bibbia nazista. È una decisione meditata in un momento in cui quei demoni mai sopiti hanno ripreso vigore in Europa e c’è bisogno di catalizzare con nuovi leader eventi che rispondono ad interessi del potere. Le coincidenze diventano tali se siamo in grado di effettuare collegamenti e allora le assumiamo come segni carichi di significato, questo è il lavoro dei mass media ed anche il nostro che ci scambiamo i pensieri del mattino di una giornata piovosa.

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    1. qui oggi no, o almeno non piove ancora, anche se ci stiamo abituando, continuando a bofonchiare, tutti (tutti i 17 che abitiamo quassu` 😉 ), a questo clima ottobrino con 17 gradi…

      sulla distribuzione del Mein Kampf non condivido le tue considerazioni, raimondo, ma siccome mi leggi, forse lo avrai gia` visto nel post scritto ieri:

      a mio parere e` bassa macelleria elettorale amplificata dai media.

      ma sara` per la mia mezza tedeschita`, che mi ha consentito di vivere gia` a inizio anno lo stesso problema in Germania: dove non c’e` stata nessuna polemica per la ripubblicazione rigorosamente scientifica del Mein Kampf, alla scadenza dei diritti d’autore.

      solo che li` sono arrivati preparati, con una poderosa edizione scientifica curata da un team storiografico di prim’ordine per diversi anni.

      in Italia abbiamo questa ristampa improvvisata dell’edizione italiana ridotta del 1934, buttata sul mercato (e niente affatto regalata) si`, nel quadro della ripubblicazione piu` che apprezzabile dei piu` importanti studi storici sul nazismo, a partire da quello di Shirer, ma con una sola introduzione, serissima, ma pure abbastanza improvvisata, dello storico Perfetti, e un sottotitolo che e` una truffa: Edizione critica.

      ma quando mai?

      l’unica edizione critica vera e` quella tedesca.

      comunque, essendomi informato direttamente alla fonte, ti garantisco che sto leggendo una serie di falsi e di errori davvero sconcertante di gente che scrive e pontifica sui media senza essersi data la minima cura di dare un’occhiata a quello di cui parla!

      pese di pulcinella: vergognoso!

      ma il discorso piu` importante che qui mi premeva fare e` quello delle coincidenze esistenziali.

      anche qui mi sono distaccato dalla visione hegeliana classica, tradotta poi in un marxismo da vulgata, che nega del tutto l’importanza del fattore personale e individuale nella storia.

      no, secondo me questa teoria e` sbagliata:

      se non ci fosse stato Hitler ci sarebbe stato qualcun altro?

      probabile, ma non sarebbe stato lo stesso…

      non e` vero che, se non ci fosse Trump, ci sarebbe qualcun altro identico a lui.

      o meglio: ci sarebbe ad esempio la Palin.

      ma non sarebbe affatto la stessa cosa: la Palin non avrebbe mai potuto vincere, invece Trump potrebbe.

      certamente i demoni tedeschi sarebbero emersi in qualche altra forma, anche senza Hitler, ma in modi differenti.

      pero` chiudo con un ultimo esempio: immaginiamo che Mussolini morisse nella prima guerra mondiale.

      ci sarebbe stato egualmente in Italia qualcosa di simile al fascismo?

      probabilmente si`, magari attorno a D’Annunzio.

      quel D’Annunzio che doveva avere un incontro con Gramsci, nell’aprile 1921, al Vittoriale, dove si era trasferito da febbraio.

      “Nei primi mesi del 1921, quando l’offensiva violenta dello squadrismo era ormai pienamente dispiegata, Gramsci intravide una possibilità di approfittare tatticamente del dissidio in quel periodo esistente fra D’Annunzio e Mussolini, e di tentare un accordo con i legionari fiumani per formare una coalizione armata contro i fascisti;

      tale tentativo si concretizzò nell’aprile 1921 in un viaggio di Gramsci a Gardone Riviera per incontrare D’Annunzio; ma tale incontro (di cui si era fatto mediatore un legionario che frequentava la redazione de “L’Ordine Nuovo”) non ebbe mai luogo[27].
      Paolo Spriano, Storia del Partito comunista italiano. I. Da Bordiga a Gramsci, Einaudi, Torino 1967, pp 133-4

      Gramsci, pochi mesi prima, aveva cercato di analizzare i termini del contrasto tra dannunziani e fascisti: commentando una violenta zuffa avvenuta a Torino fra le due fazioni, Gramsci aveva osservato che, a differenza dei fascisti, i legionari erano tendenzialmente apolitici ed erano tenuti assieme dal solo vincolo della devozione personale a D’Annunzio; altra differenza tra fascisti e legionari (sempre secondo Gramsci) consisteva nell’estrazione prevalentemente borghese dei primi, mentre i secondi erano più che altro un “gruppo di spostati” senza una precisa collocazione di classe, i quali si illudevano di risolvere i loro problemi di sussistenza seguendo D’Annunzio nei suoi piani d’insurrezione militare[28].
      Antonio Gramsci, Fascisti e legionari (articolo non firmato) in “L’Ordine Nuovo”, 19 febbraio 1921; ora in Antonio Gramsci, Socialismo e fascismo. L’Ordine Nuovo 1921-1922, Einaudi, Torino 1978 (settima edizione), pp. 76-9.

      ma un fascismo aggregato attorno a D’Annunzio sarebbe stato completamente diverso da quello storicamente realizzato da Mussolini.

      e ad esempio non sarebbe mai stato filo-nazista.

      non sono affatto convinto che la storia sia cosi` razionale come voleva fare credere Hegel, ne` cosi` scientifica come credeva davvero Marx.

      no, la vita, tanto individuale quanto collettiva, e` fortemente condizionata dal fattore casualita`.

      non possiamo farci niente: altro che costruire teorie per fare finta che non sia cosi`.

      buona domenica, raimondo, e speriamo nel sole, entrambi!!!

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