l’accentramento complicante dalle Province alle Regioni – la deforma-Costituzione renzina, artt. 114-116 – 294

Con la modifica dell’art. 114 si entra in una delle parti piu` aggrovigliate della deforma-Costituzione di Renzi,

quella che riguarda, o meglio riguardava, LE REGIONI, LE PROVINCIE, I COMUNI, secondo il titolo dato in origine al Titolo V della Costituzione

(e scusate il gioco di parole).

Gia`, perche` uno dei punti salienti della riforma renzina e` l’abrogazione delle province e il passaggio delle loro competenze alle Regioni.

Il titolo del TITOLO V diventa:

LE REGIONI, LE CITTÀ METROPOLITANE E I COMUNI

Nella deforma di Berlusconi era diventata:

“Comuni, Province, Citta’ metropolitane, Regioni e Stato”.

Decisamente meglio, dal mio punto di vista.

L’ordine delle parole non e` casuale:

nella deforma renzina il processo e` di accentramento progressivo:

poteri della Regioni passano allo stato,

le Province spariscono e i loro poteri passano alle Regioni.

l’importante e` che i poteri si allontanino il piu“ possibile dai cittadini.

. . .

So di essere controcorrente se ribadisco che l’abolizione delle province rappresenta una ulteriore limitazione della sovranita` popolare.

Avrei preferito piuttosto l’abolizione delle Regioni, tra l’altro molto piu` costose, e diventate enormi carrozzoni mangiasoldi, sedi privilegiate di scandali di ogni tipo e interlocutore privilegiato delle diverse lobby, a volte anche malavitose.

Come ex-dirigente scolastico mi colpisce, ad esempio, che i piani dell’edilizia scolastica finora deliberati a livello provinciale saranno decisi d’ora in poi a livello regionale.

Ci vedo chiaramente una forte diminuzione delle possibilita` di intervento delle realta` sociali.

Ma osservazioni analoghe si possono certamente fare per altri aspetti sociali analoghi.

Oltretutto il risparmio di spesa invocato per giustificare questa espropriazione non ci sara`, dato che le Regioni, per adempiere agli stessi compiti, devono necessariamente creare dei punti di riferimento decentrati, riutilizzando lo stesso personale.

Soltanto i livelli decisionali saranno concentrati a livello regionale.

E i risultati saranno molto eterogenei nel territorio, dato che si passa da regioni della consistenza della Valdaosta (100.000 abitanti) o del Molise, a Regioni che hanno la dimensione di uno stato, come la Lombardia con quasi 10 milioni di abitanti.

In sostanza l’abolizione delle province crea enormi squilibri nella struttura reale del potere tra le diverse parti dell’Italia.

e corrisponde ad una frantumazione localistica dei livelli di partecipazione, differenziati a seconda del territorio.

Ad esempio, le citta` metropolitane corrispondono dichiaratamente al livello delle province che vengono abolite.

Quindi ci saranno cittadini che avranno ancora un ente territoriale intermedio fra Comune e Regione, che corrisponde alle province abolite, quelli che abitano nelle citta` definite metropolitane, e altri che non l’avranno, perche` vivono in zone di minore densita` abitativa.

si aggiunga che la definizione delle citta` metropolitane nelle regioni a statuto speciale spetta a loro, e dunque si potrebbero vedere ricomparire strutture simili a quelle provinciali abrogate.

. . .

Faccio questa premessa doverosa perche` mi sembra giusto evidenziare un mio primo giudizio negativo su questo aspetto della deforma-Costituzione.

Non e` affar  mio, poi, se poi la demagogia politica imperante ha portato ad approvare acriticamente questo provvedimento dell’abolizione delle Province, peraltro gia` anticipato arbitrariamente da varie disposizioni di legge, prima ancora della abrogazione costituzionale.

Che ancora non c’e`.

E con l’effetto di produrre un caos amministrativo totale quando la deforma non passera`.

Se tutti coloro che sono invece favorevoli al mantenimento di questa struttura voteranno contro la deforma al referendum.

. . .

Costituzione art. 114:

.1. La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato.

.2. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i princìpi fissati dalla Costituzione.

.3. Roma è la capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo ordinamento.

. . .

Costituzione art. 114 riforma Berlusconi (in neretto le modifiche o le aggiunte)

.1. La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato, che esercitano le loro funzioni secondo i principi di leale collaborazione e di sussidiarietà`.

.2. immutato

.3. Roma e’ la capitale della Repubblica e dispone di forme e condizioni particolari di autonomia, anche normativa, nelle materie di competenza regionale, nei limiti e con le modalita’ stabiliti dallo statuto della Regione Lazio”.

Abbastanza grottesca questa confusa e impropria delimitazione di competenze, a voler chiamare delimitazione la sovrapposizione.

. . .

Costituzione art. 114 riforma Renzi

.1. La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato.

.2. I Comuni, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione.

.3. immutato

. . .   . . .   . . .

I testi degli articoli seguenti sono stati introdotti dalla prima infausta legge deforma-Costituzione del 2001, approvata dal centro-sinistra.

E credo che si vedra` benissimo, per prima cosa dallo stile e dalla confusione concettuale.

Quella che ritroviamo pari pari nella mano dei deformatori attuali.

. . .

Costituzione art. 116 (l’art. 115 e` stato abrogato nel 2001) :

.1. Il Friuli-Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige/Südtirol e la Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali adottati con legge costituzionale.

.2. La Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol è costituita dalle Province autonome di Trento e di Bolzano.

.3. Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell’articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all’organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei principi di cui all’articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata. 

. . .

Costituzione art. 116 riforma Berlusconi (in neretto le aggiunte)

.1. Il Friuli-Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige/Südtirol e la Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali adottati con legge costituzionale, previa intesa con la Regione o Provincia autonoma interessata sul testo approvato dalle due Camere in prima deliberazione. Il diniego alla proposta di intesa puo’ essere manifestato entro tre mesi dalla trasmissione del testo, con deliberazione a maggioranza dei due terzi dei componenti del Consiglio o Assemblea regionale o del Consiglio della Provincia autonoma interessata. Decorso tale termine senza che sia stato deliberato il diniego, le Camere possono adottare la legge costituzionale.

.2. immutato

.3. abrogato

No comment sul delirio burocratico dell’aggiunta.

Molto positiva, invece, ma purtroppo dimenticata da Renzi, l’abrogazione berlusconiana del terzo comma della deforma del 2001,

cioe` della possibilita` di acquisire alcuni poteri delle regioni a statuto speciale anche da parte delle altre Regioni.

. . .

Costituzione art. 116 riforma Renzi (in neretto le modifiche o le aggiunte)

.1. immutato

.2. immutato

.3. Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui all’articolo 117, secondo comma, lettere l), limitatamente all’organizzazione della giustizia di pace, m), limitatamente alle disposizioni generali e comuni per le politiche sociali, n), o), limitatamente alle politiche attive del lavoro e all’istruzione e formazione professionale, q), limitatamente al commercio con l’estero, s) e u), limitatamente al governo del territorio, possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, anche su richiesta delle stesse, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei princìpi di cui all’articolo 119, purché la Regione sia in condizione di equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio. La legge è approvata da entrambe le Camere, sulla base di intesa tra lo Stato e la Regione interessata.

Prosegue, in tutta evidenza, l’azione di potenziamento della burocrazia regionale spinta verso vertici di comportamento sempre piu` delirante.

Ma mi risparmio una nuova attenta analisi di tutti i pasticciati riferimento normativi.

Quando una Costituzione e` scritta come un contratto di assicurazione possiamo essere sicuri che in questo caso come in quello e` per confondere la testa di chi deve sottoscrivere il contratto.

Dobbiamo approvare, per fare solo un esempio illuminante nella sua demenzialita, che le Regioni possano avere forme particolari di autonomia nel commercio estero, anche su loro richiesta (perche` l’idea potrebbe nascere anche altrove) e naturalmente sulla base di intese fra le due Camere e la regione stessa?

Sconcertante che il delirio complicante di Renzi si sia mosso in questo caso in controtendenza anche rispetto a Berlusconi, che saggiamente cancellava questo comma del tutto.

. . .

Ma i problemi sollevati da questi articoli rivisti non sono ancora finiti: dobbiamo esaminare in particolare l’assetto che viene dato alle citta` metropolitane.

sara` una breve divagazione extra- o para-costituzionale, che rinvio al prossimo post,

ma necessaria per capire il caos organizzato che si sta preparando.

siccome l’avevo gia` scritta, mi accontento di rinviarvi, per il momento, a questo post introduttivo:

https://corpus15.wordpress.com/2016/06/05/elezioni-comunali-citta-metropolitane-e-referendum-a-futura-memoria-269/

 


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