Brescia: pedofili con la tonaca e senza – 296

Il vescovo Luciano Monari ha appreso questa mattina la notizia del provvedimento cautelare imposto dalla magistratura a carico di don Angelo Blanchetti, parroco di Corna di Darfo e di Bessimo.

La notizia dell’arresto di don Angelo ci addolora profondamente.

Il dramma di chi è vittima di abusi non può essere in alcun modo sottovalutato e tanto meno eluso a maggior ragione se coinvolge sacerdoti.

La delicatezza della situazione di chi si trova accusato di una colpa tanto grave e deve dimostrare la sua innocenza è pure di grande portata.

Confidiamo che si giunga il più rapidamente possibile a chiarire i fatti e le responsabilità.

Manifestiamo la nostra vicinanza alle comunità cristiane di Corna di Darfo e di Bessimo e a tutte le persone coinvolte.

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questo e` il comunicato ufficiale della Diocesi di Brescia dopo l’arresto di un parroco della Valcamonica.
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e` accusato di violenza sessuale continuata (per due anni) contro un ragazzino immigrato di 12 anni che voleva convertirsi al cristianesimo e seguiva un corso di preparazione al battesimo.
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il ragazzo, ora quattordicenne, ha poi trovato la forza di parlarne con un sacersote di Milano, che lo ha convinto a rivolgersi ai carabinieri.
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e una perquisizione ha dato qualche conferma alle sue dichiarazioni.
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se non lo fai, finirai all’inferno, pare che dicesse il parroco.
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benvenuto nel cattolicesimo, ragazzino.
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ognuno rimane innocente fino a sentenza definitiva, ok?
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ma che dire di quel comunicato?
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ho conosciuto personalmente il vescovo Monari, sia pure da lontano e come semplice ascoltatore.
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mi e` sembrato un’ottima persona.
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pero` mi permetta di dire che questo suo comunicato e` pessimo.
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anzi, mi offende.
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un ragazzino racconta di essere stato` violato nella sua intimita` umana piu` autentica,
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che la sua sessualita` e` stata ferita per sempre dalla violenza di un prete, che si e` fatto forte del suo ruolo per intimidirlo,
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e tu non esprimi neppure una autentica solidarieta` con lui? neppure in via ipotetica?
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la manifesti alla parrocchia, ma non a lui?

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forse perche` ha parlato?

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il tuo primo pensiero, il tuo pensiero dominante, quello che ti addolora e` l’arresto del presunto colpevole, e soltanto perche` e` uno dei tuoi?
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parli della delicatezza della situazione di chi e` accusato e dici che il dramma di quel ragazzino non puo` essere sottovalutato a maggior ragione perche` coinvolge un sacerdote?
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che cosa voleva dire, ottimo vescovo Monari?
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vescovo, Lei sa bene che non e` la prima volta che l’accusa di pedofilia tocca il clero di Brescia.
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Bresciatoday, che pubblica la mappa delle diocesi italiane coinvolte da casi di pedofilia di ecclesiatici, segnala solo tre casi: due in citta` ed uno in provincia.
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mappa-italiana2
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ci fu lo scandalo di accuse che coinvolsero il seminario.
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ci fu anche un processo al parroco della chiesa di San Faustino, in centro storico, uscito assolto, peraltro.
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lo so anche io, che a suo tempo sul primo caso scrissi un post sul mio blog quando scoppio` il primo scandalo sopra ricordato nel 2007.
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e sono orgoglioso di essere stato innocentista nel secondo caso, dalla lontana Germania, dove allora mi trovavo.
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quella piattaforma blog si e` autodistrutta e i miei post sono scomparsi dalla rete.
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anche se li sto pian piano ripubblicando.
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ma il primo dei post che ho ricordato fu ripreso dal Centro di Documentazione veri abusi sul suo blog.
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la situazione non e` cambiata quasi dieci anni dopo.
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per questo ripubblico quel post,
perche` mi pare che quelle mie parole possano essere ripetute anche oggi.
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ma, ripubblicando, devo aggiungere che don Marco Baresi, di cui qui sotto si parla, alla fine e` stato condannato a sette anni e mezzo di detenzione in Cassazione.
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nel febbraio 2013 è stato arrestato per scontare la pena nel carcere di Bergamo.
 
a dicembre 2013 fu annunciato che a breve sarebbe potuto uscire dal carcere per seguire un percorso personale.
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percorso che era previsto al Patronato San Vincenzo di Sorisole,
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dove ha sede la Comunità per minori “Don Milani”,
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che si occupa di ragazzini vittime di violenza o che stanno scontando pene per reati gravi.
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lo aveva annunciato, don Fausto Resmini, direttore della comunita`, senza nessun imbarazzo,
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e quando Bergamonews aveva sollevato il caso di questa convivenza tra un sacerdote condannato per pedofilia e minori vittime di abusi sessuali, aveva garantito che non esisteva questa possibilità.
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dopo tre mesi, pero`, don Baresi fu affidato al Conventino alla Casa del Giovane,
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che, nonostante il nome, da` ospitalità ad anziani sacerdoti,
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ma, come dice il nome, ospita comunque anche adolescenti e giovani studenti,
ad esempio i ragazzi delle formazioni giovanili dell’Atalanta.
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e` stato assolto, invece, assieme alle maestre e ai bidelli di una scuola materna, il parroco della chiesa di San Faustino nel centro storico della citta`, finito in un tipico episodio di caccia alle streghe iniziato durante una campagna elettorale.
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le maestre, assolte tre volte, in primo e secondo grado, come in Cassazione, e inizialmente arrestate, sono state risarcite dal Comune, per il danno subito, con un milione e mezzo di euro.
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citta` spaccata; e chi difendeva gli ingiustamente accusati, come don Neva, a sua volta denunciato per diffamazione dagli agitatori di popolo.
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insomma, non si sfugge alla dolorosa impressione che e` piu` facile, per una citta` cattolica, mobilitarsi contro i pedofili falsamente accusati che contro quelli veri.
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423. il prete, lo psicologo, l’avvocato.”
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http://bertolauro.blogs.it/2007/11/29/423~3372096   Bortocal @ 29. 11. 07 – 22:01:25

“il Giornale di Brescia, almeno nella edizione virtuale, riesce a non accorgersi della notizia,

ma almeno da Bresciaoggi, il giornale al quale ho collaborato trent’anni fa, trapela qualche informazione in più sulla vicenda del vice-direttore del seminario di Brescia, arrestato per le accuse di violenza sessuale su un 14enne e di detenzione di materiale pedopornografico.

difeso dall’avvocato penalista più celebre di Brescia, il mio ex-compagno di banco del ginnasio, Ginetto, il sacerdote è stato messo agli arresti domiciliari, non si sa dove, dopo una notte trascorsa in carcere.

c’è un portavoce della Curia che segue la vicenda.

è giusto che ci sia?

che la Curia senta la vicenda come una SUA vicenda?

non lo so; comunque questo portavoce ha dicharato:

«Il caso si sgonfia, molte accuse sono evidentemente risultate non concrete”.

molte?

quindi, alcune invece sì? quali?

è opportuno che la Curia bresciana si schieri su questa vicenda come se fosse lei stessa una parte in causa?

non è questo un problema, drammatico, ma semplicemente personale di un suo membro?

torniamo al veneziano “Interdetto”?

e al concetto totalitario secondo il quale ogni accusa fatta ad un singolo membro della chiesa è un’accusa fatta alla chiesa stessa?

* * *

intanto però apprendo alcuni particolari che dovrebbero portarmi a correggere alcune cose dette nel post dell’altro giorno:

l’accusa al prete di avere fatto sesso con un 14enne non esce da un 14enne turbato nella imminenza del fatto.

proviene da un ragazzo che oggi è 18enne e accusa, a distanza di anni, aiutato da uno psicologo.

la parola psicologo mi fa venire i brividi.

tornando allo psicologo mi auguro che sia uno di quelli che aiuta a risolvere i sensi di colpa e non di quelli che cerca di scaricarli addosso a qualcuno.

i ricordi – lo si sa benissimo in psicologia – servono soprattutto al presente, che se li adatta come crede.

non è impossibile che un ragazzo che fa fatica a riconoscersi gay, trovi il suo equilibrio accusando qualcuno di avercelo fatto diventare: anche in buonafede, mica occorre mentire sapendo di mentire.

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e poi Ginetto, l’avvocato del prete, è un tale moralista, ostinatamente reazionario, che non riesco a pensare che possa difendere un colpevole.

dopo anni di amicizia bellissima, abbiamo separato le nostre strade, non a caso, nel febbraio del 1968, per una radicale incompatibilità delle nostre visioni della vita, che ha travolto perfino una amicizia durata sette anni e sopravvissuta perfino all’esserci innamorati della stessa ragazza.

lui che disprezzava Giovanni XXIII, che chiamava “Giovanni il Papa”, accusandolo di essere un comunista,

e che oggi dovrebbe pur ricredersi, visto che il corpo di quel papa, imbalsamato e fatto come di cera, sta in un altare di San Pietro, per esservi venerato come quello di un santo…”

. . .

Note: l’avvocato che difende don Baresi è Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Brescia.

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23 thoughts on “Brescia: pedofili con la tonaca e senza – 296

    1. sto sempre attento a non essere giustizialista.

      e lo sforzo e` maggiore in casi come questo, dove l’indignazione e` massima.

      a volte esagero nella prudenza, anche nel post di nove anni fa ero stato troppo buono alla luce della condanna definitiva seguita.

      condanna che non vine escontata adeguatamente, peraltro!

      sulla battuta non mi esprimo, ma ho le mie riserve che tengo per me.

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  1. Ho dovuto strabuzzare gli occhi ben bene per notare che non è al Sud che si concentrano e la cosa mi ha stupito perchè al Sud c’è ancora molta tradizione religiosa presente nella vita di molti. Mentre vedo che qui al nord ce n’è di meno. E quindi mi sono chiesta come mai? E non mi riesco a dare una risposta.

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    1. forse la risposta in realta` l’hai gia` data tu stessa:

      perche` al Nord c’e` meno tradizione religiosa sentita nella vita, penso io.

      il prete si sente perso ed inutile, e piu` facilmente si stacca da quella tradizione che dovrebbe rappresentare come corpo vivente.

      per non dire che una vita piu` consumistica moltiplica attorno a lui le occasioni o le tentazioni, come si dice cattolicamente…

      guarda bene ancora e vedrai che molti casi sono concentrati nelle grandi citta`, dove il senso della comunita` si e` del tutto perso…

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      1. La prima differenza che ho notato quando sono arrivata qui è stata il vedere le chiese sempre chiuse. Poi ho chiesto e mi hanno detto: “perchè sennò entra gente, quando non c’è messa, a rubare cose.”
        Invece giù da noi (pur non essendo io praticante) quando passavo davanti ad una chiesa era sempre aperta e con gente che va e viene. Inoltre (cosa riferita da mia sorella) c’è di solito un comitato che sta spesso in chiesa e vigila anche sui corsi, sui ragazzi e su chi frequenta la chiesa (salvo poi vedere il prete che scappa con la corista, prete che doveva sposare mia sorella ah ah ah). Comunque forse è anche per questo, cioè c’è una maggiore presenza di gente e viene più difficile nascondere certe cose, è sempre un’ipotesi la mia.

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        1. si`, penso proprio anche io che sia cosi`: con la tua testimonianza diretta hai dato concretezza alla mia ipotesi astratta, che cosi` diventa un poco piu` vera.

          pero` e` l’inciso che mi ha decisamente incuriosito: il prete doveva sposare tua sorella e poi invece e` scappato con una corista?

          quindi aveva due donne? (almeno)

          neppure una sola, scusa se mi scappa da ridere, ma spero che tua sorella abbia superato lo shock… 🙂

          meglio perderli che trovarli, preti, pardon, uomini cosi`, ahhha

          Liked by 1 persona

          1. Il prete che doveva eseguire la cerimonia di matrimonio alle nozze di mia sorella. Intendevo che proprio lui che avrebbe dovuto fare quella messa poi è scappato e si è fatto sposare lui. Scusa, come l’avevo scritta in effetti sembra che mia sorella fosse sua donna ma no. E in quella stessa chiesa, anni prima, avevano mandato via un prete giovane che dicevamo guardasse troppo le ragazze che giocavano a pallavolo ( tra cui me).Ed era un prete che non faceva niente di male, anzi aveva organizzato degli sport per avvicinare i ragazzini alla chiesa ed era uno tosto.
            E invece il prete che è scappato con la corista aveva 70 anni! Vedi che roba!

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            1. ahhha, perdo colpi: avrei dovuto capirlo da solo che “Il prete dhe doveva sposare tua sorella” era quello che doiveva celebrarne il matrimonio.

              ma ho un’amica che veramente alla fine e` scappata col parroco e se l’e` sposato…

              e poi pensavo che tua sorella fosse come te e non fosse propensa a sposarsi in chiesa (ma forse ho sbagliato in entrambi i casi…).

              quanto al prete giovane allontanato, amleta, non essere ingenua: se l’hanno fatto, probabilmente c’e` stato qualcosa che tu non sai.

              certo, quello almeno con te e` stato corretto…

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              1. Mia sorella è proprio l’opposto di me. Lei è quella tradizionalista, conservatrice, religiosa, Professoressa di lingue,….Col matrimonio in chiesa che è diventato divorzio da due anni ormai. Io no, io non mi sarei mai sposata in chiesa perchè credo che quei sacramenti siano da rispettare sul serio, se uno si dice davvero cattolico. Io la prendo seriamente la religione più di quanto fanno quelli che si dicono religiosi.
                Il prete giovane era troppo “innovativo” per certa gente e alla fine hanno combinato questa cosa per farlo andar via perchè in quel quartiere sono tutti troppo conservatori e non vogliono una chiesa rinnovata e giovane. Infattidopo che lui è andato via in chiesa non s’è visto più nessun giovane e questo secondo me è stata una grande perdita. Le voci che avevano messo in giro erano stare create apposta.

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                1. sposata in chiesa e divorziata, tua sorella: spero non per sua scelta, almeno (a proposito di coerenza)! 😉

                  sul prete giovane non posso esprimermi: bisognerebbe vedere che cosa e` successo nella parrocchia dove l’hanno spostato…

                  certo che su questo almeno possiamo essere d’accordo:

                  i bigotti sono speciali nel vedere il male dove non c’e` e nel tapparsi gli occhi quando ce l’hanno sotto il naso!

                  del resto a loro interessa avere un prete che dia ragione ai loro torti, nient’altro!!!

                  😦

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    1. 🙂 🙂 🙂

      il refuso no, lo tolgo, anzi l’ho gia` tolto…

      ma ne lascio traccia vaga, giusto per mimetizzare un poco i miei… aaahha

      mal comune mezzo gaudio

      – gaudeamus igitur…

      giusto per restare un poco – cinicamente – in argomento.

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    1. 🙂

      ahh ahha, lo sai che non sono troppo diplomatico.

      quando ho cominciato a leggere dipolo… il primo pensiero, veloce come il vento, e` stato: ma non si dice bipolare? 😉

      ti propongo un compromesso: correggo l’errore di battitura (lo avrei fatto comunque), ma non cancello questo commento,

      e neppure questa mia risposta… 🙂 – che morirebbe con lui.

      che ne dici?

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    1. sei una lettrice eccezionale, se non ci fossi, qualcuno ti dovrebbe inventare (e guadagnerebbe un sacco di soldi… 🙂 )

      solo che non ho capito dove possa essere l’incidente diplomatico.

      gli abusi pedofili mi indignano, ma non sono un colpevolista fanatico per principio.

      ricordavo anche nel post che in un caso di denuncia di pedofilia ecclesiastica bresciana ero, a lume di naso, alquanto colpevolista (ma forse un po’ meno di quanto sarebbe stato necessario) e nell’altro decisamente innocentista.

      guarda caso, il primo prete e` stato condannato in via definitiva e il secondo assolto…

      quindi occorre valutare caso per caso con molta attenzione, come del resto fanno i giudici…

      e nel caso raccontato da unarosaverde non posso esprimere giudizi, perche` non sono informato.

      dove invece sono decisamente critico e` sulle prese di posizione ufficiale della gerarchia, sempre penosamente inadeguate.

      anche quando vengono da una persona che ritengo ottima, come l’attuale vescovo si Brescia (e scrivevo anche questo nel post).

      ci sarebbe da capire come mai la forza dell’istituzione ecclesiastica e` cosi` perversa da rendere opache anche le ottime persone li` dentro, se raggiungono posizioni di responsabilita`.

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      1. Incidente diplomatico è riferito al fatto che ho postato un link di una blogger che magari ha scritto il suo pensiero personale e che magari non intendeva andare oltre con la divulgazione, scrupolo mio eh…tutto qui.

        Infatti…mi riferivo proprio a questo. Come tutte le istituzioni c’è sempre qualcuno che getta fango su altri raccontando fatti non corrispondenti a verità

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        1. ah adesso ho capito, che cosa intendevi col diplomatico.

          veramente io penso che se uno pubblica dovrebbe dare per scontato di poter essere commentato, discusso civilmente, criticato senza odio, e anche citato e ripubblicato.

          io di solito non chiedo il permesso quando lo faccio, anche perche` c’e` sempre la possibilita` di scrivere dei post privati da far conoscere solo a coloro cui si da` la password.

          (io lo faccio a bitualmente con video troppo privati e familiari su You Tube

          e una volta lo facevo anche con alcuni post troppo intimi – che adesso non scrivo piu`).

          se uno non usa questo strumento, e` stato lui che ha deciso di mettersi in piazza…

          pensa che ho avuto non troppo tempo fa una discussione privata via mail piuttosto violenta con un ex-amico blogger che mi ha diffidato dal ripubblicare (nel blog che sto rimettendo online di dieci anni fa) i suoi commenti pubblici.

          e mi ha detto che se lo faccio, mi fara` scrivere da un avvocato.

          credo che lo faro` lo stesso: quel signore non ha alcun diritto, secondo me, su materiali che lui stesso ha reso pubblici.

          ciao (uffa, mi dilungo sempre nelle risposte…)

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  2. Vero o non vero…è una tale melma che non ci si raccapezza più niente. La fiducia cala in maniera esponenziale…
    Dio ce ne scampi e liberi da questi che portano abiti non consoni al loro voto.
    E d’altra parte non saprei più dire per altri versi se la verità sta sempre dalla parte del minore che purtroppo può essere al contempo manipolato…

    brutte storie, comunque

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