in caso di grave dissesto – la deforma-Costituzione renzina, artt. 118-120 – 299

come volevasi dimostrare, la campagna sul referendum costituzionale si sta gia` sgonfiando.

andra` ripresa piu` avanti.

era una mediocre manovra diversiva per provare a distrarre dalle elezioni amministrative.

e dai loro risultati:

CkSXO0HWUAAhdVN

manovra molto stupida e miope, oltretutto, perfino controproducente.

Renzi e` arrogante, ma non e` intelligente: non ha vedute prospettiche.

lo dissi quando comparve sulla scena qualche anno fa, godendo di un credito iniziale immeritato, e lo confermo.

non vi vuole molto a capire che se insulti per mesi il tuo elettorato storico e gli imponi tutto quello che ha combattuto per anni in Berlusconi (deforma-Costituzione compresa), lo perdi in buona parte per la strada…

quando tutta questa storia sara` finita (e non mi sembra che manchi molto), ci si stropiccera` gli occhi, domandandosi come e` stato possibile tutto questo.

ma chiudo la divagazione e passo ad esaminare la sua deforma-Costituzione negli articoli successivi a quelli visti sinora.

. . .

Ed eccoci all’art. 118, il prodotto della prima deforma-Costituzione del millennio, quella inventata da Bassanini del 2001.

come eravamo stupidi allora e come ce la siamo bevuti in maniera acritica!

mi scuso anche per la pesantezza del post: ma la colpa non e` mia, 

e` di Bassanini!

. . . 

Costituzione art. 118

.1. Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.

.2. I Comuni, le Province e le Città metropolitane sono titolari di funzioni amministrative proprie e di quelle conferite con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze.

.3. La legge statale disciplina forme di coordinamento fra Stato e Regioni nelle materie di cui alle lettere b) e h) del secondo comma dell’articolo 117, e disciplina inoltre forme di intesa e coordinamento nella materia della tutela dei beni culturali.

.4. Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.

bei principi generali ed astratti, e soprattutto una visione della politica che muove dal basso, dalla base, dove sono concentrati, in teoria, i poteri maggiori, il piu` vicino possibile alla vita concreta dei cittadini.

. . .

Alla deforma di Berlusconi si puo` dare anche un’occhiata sommaria per cogliere le linee generali,

che sono quelle di una moltiplicazione viziosa delle dichiarazioni di principio e delle sedi delle piu` varie forme di coordinamento,

utili soltanto ai burocrati scalda poltrone che ci mangiano su.

Costituzione art. 118 riforma Berlusconi (in neretto le modifiche e le aggiunte)

.1. immutato

.2. immutato

.3. La legge, approvata ai sensi dell’articolo 70, terzo comma, istituisce la Conferenza Stato-Regioni per realizzare la leale collaborazione e per promuovere accordi ed intese. Per le medesime finalita’, puo’ istituire altre Conferenze tra lo Stato e gli enti di cui all’articolo 114.

.4. Ai Comuni, alle Province e alle citta’ metropolitane e’ garantita l’autonomia nell’esercizio delle funzioni amministrative, nell’ambito delle leggi statali o regionali.

.5. (=3) La legge statale disciplina forme di coordinamento fra Stato e Regioni nelle materie di cui alle lettere b) e h) del secondo comma dell’articolo 117, e disciplina inoltre forme di coordinamento con riferimento alla tutela dei beni culturali ed alla ricerca scientifica e tecnologica. Disciplina altresi’ forme di coordinamento con riferimento alle grandi reti strategiche di trasporto e di navigazione di interesse nazionale.

.6. (=4) Comuni, Province, citta’ metropolitane, Regioni e Stato riconoscono e favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attivita’ di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarieta’, anche attraverso misure fiscali. Essi riconoscono e favoriscono altresi’ l’autonoma iniziativa degli enti di autonomia funzionale per le medesime attivita’ e sulla base del medesimo principio.

.7.  L’ordinamento generale degli enti di autonomia funzionale e’ definito con legge approvata ai sensi dell’articolo 70, primo comma.

.8. La legge, approvata ai sensi dell’articolo 70, terzo comma, favorisce l’esercizio in forma associata delle funzioni dei piccoli comuni e di quelli situati nelle zone montane, attribuendo a tali forme associative la medesima autonomia riconosciuta ai Comuni.

. . .

Ed ora vediamo che cosa succede con Renzi.

E` confermata l’abrogazione delle Province; non e` il caso di ripetere le considerazioni gia` fatte sul senso di questa cancellazione.

Nessun’altra reale innovazione.

Costituzione art. 118 riforma Renzi (in neretto le modifiche modifiche e le aggiunte)

.1. Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.

.2. Le funzioni amministrative sono esercitate in modo da assicurare la semplificazione e la trasparenza dell’azione amministrativa, secondo criteri di efficienza e di responsabilità degli amministratori.

Comma inserito giusto per il gusto della battuta sulla semplificazione, immagino.

.3. (=2) I Comuni e le Città metropolitane sono titolari di funzioni amministrative proprie e di quelle conferite con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze.

.4.  (= 3) La legge statale disciplina forme di coordinamento fra Stato e Regioni nelle materie di cui alle lettere b) e h) del secondo comma dell’articolo 117, e disciplina inoltre forme di intesa e coordinamento in materia di tutela dei beni culturali e paesaggistici.

.5. (= 4) Stato, Regioni, Città metropolitane e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.

. . .    . . .   . . .

Costituzione art. 119

.1. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa, nel rispetto dell’equilibrio dei relativi bilanci, e concorrono ad assicurare l’osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea.

.2. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno risorse autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. Dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio.

.3. La legge dello Stato istituisce un fondo perequativo, senza vincoli di destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante.

.4. Le risorse derivanti dalle fonti di cui ai commi precedenti consentono ai Comuni, alle Province, alle Città metropolitane e alle Regioni di finanziare integralmente le funzioni pubbliche loro attribuite.

.5. Per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire l’effettivo esercizio dei diritti della persona, o per provvedere a scopi diversi dal normale esercizio delle loro funzioni, lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni.

.6. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno un proprio patrimonio, attribuito secondo i principi generali determinati dalla legge dello Stato. Possono ricorrere all’indebitamento solo per finanziare spese di investimento, con la contestuale definizione di piani di ammortamento e a condizione che per il complesso degli enti di ciascuna Regione sia rispettato l’equilibrio di bilancio. È esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi contratti.

. . .

La deforma di Berlusconi non interveniva su questo articolo; anche l’art. 119 della deforma renzina, a parte  cancellare le Province, lascia il resto immutato.

. . .    . . .    . . .   . . .

Costituzione art. 120

.1. La Regione non può istituire dazi di importazione o esportazione o transito tra le Regioni, né adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose tra le Regioni, né limitare l’esercizio del diritto al lavoro in qualunque parte del territorio nazionale.

.2. Il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedono la tutela dell’unità giuridica o dell’unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali. La legge definisce le procedure atte a garantire che i poteri sostitutivi siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione. 

. . . 

Costituzione art. 120 riforma Berlusconi (in neretto le modifiche e le aggiunte)

.1. immutato

.2. Lo Stato può sostituirsi alle Regioni, alle Città metropolitane, alle Province e ai Comuni nell’esercizio delle funzioni loro attribuite dagli articoli 117 e 118 nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedono la tutela dell’unità giuridica o dell’unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali e nel rispetto dei principi di leale collaborazione e di sussidiarieta’.

. . .

Ed ora vediamo che cosa succede con Renzi.

E` resa piu` complicata la procedura e sono allargati i casi di possibile intervento dello Stato.

Costituzione art. 120 riforma Renzi (in neretto le modifiche modifiche e le aggiunte)

.1. immutato

.2. Il Governo, acquisito, salvo i casi di motivata urgenza, il parere del Senato della Repubblica, che deve essere reso entro quindici giorni dalla richiesta, può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province autonome di Trento e Bolzano e dei Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedono la tutela dell’unità giuridica o dell’unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali. La legge definisce le procedure atte a garantire che i poteri sostitutivi siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione e stabilisce i casi di esclusione dei titolari di organi di governo regionali e locali dall’esercizio delle rispettive funzioni quando è stato accertato lo stato di grave dissesto finanziario dell’ente.

Una piccola chicca indicativa:

quando è stato accertato lo stato di grave dissesto finanziario dell’ente.

La parolina grave e` messa li` apposta per dar da mangiare agli avvocati: non bastava scrivere dissesto finanziario?

Il dissesto finanziario o c’e` o non c’e`, vero?

Ma se si scrive che lo stato puo` intervenire solo se il dissesto e` grave, se cioe` si introduce il principio di indeterminazione nella norma, la certezza di contenziosi successivi e` assicurata.

E` per questo che le norme in Italia sono sempre difficilmente comprensibili o incerte.

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