papi, complotti e profezie – 298

“Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti”

Codice di diritto canonico, nel libro II, parte II, sezione I, capitolo I, art. 1, canone 332 comma 2

da tempo Antonio Socci sostiene che queste due condizioni non si sono manifestate nel caso di Benedetto XVI.

e dunque che Joseph Ratzinger e` ancora l’effettivo pontefice in carica.

. . .

prima condizione: la rinuncia di Ratzinger fu libera?

dipende da quanto possiamo ritenere libera una scelta programmata e prevista.

nell’omelia tenuta il 24 aprile 2005 nella messa celebrata in San Pietro per l’inizio del suo papato, Ratzinger disse:

Pregate per me, perché io non fugga, per paura, davanti ai lupi.

https://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/homilies/2005/documents/hf_ben-xvi_hom_20050424_inizio-pontificato.html

un anno dopo,  a seguito del terremoto che colpi` L’Aquila all’inizio di quel mese, il 28 aprile 2009 Ratzinger si reco` alla basilica di Collemaggio, parzialmente crollata per il sisma.

li` e` sepolto papa Celestino V, dimissionario.

eletto papa a 85 anni, lui semplice eremita, per avere scritto una lettera al conclave incapace di eleggere qualcuno da due anni e mezzo, e subito, per intuizione, apparso l’uomo giusto per una scelta di transizione.

Fra gli intrighi della Curia, il pover uomo si sentì perso. La notte udiva una voce che gli rombava nell’orecchio: “Io sono l’angelo (…..) Ti comando che tu debbi rinunziare al Papato e ritornare ad essere romito”.

Quella voce non era dell’angelo, ma del cardinale Caetani (futuro Bonifacio VIII) che aveva istallato nella parete una specie di rudimentale telefono.

Storia d’Italia di I. Montanelli e R. Gervaso, Volume II

con una decisione sorprendente e un chiaro messaggio in codice (ma che allora non fu compreso), Ratzinger pose sulla tomba di Celestino il suo pallio

(la fascia di stoffa tessuta in lana bianca che gli fu imposta nella celebrazione di inizio del suo pontificato).

. . .

Celestino V e` diventato figura corrente nella nostra cultura, grazie ai versi di Dante che ogni studente italiano in terza superiore sente citare, e che vengono riferiti a lui

(anche se non e` del tutto sicuro)

vidi e conobbi l’ombra di colui

che fece per viltade il gran rifiuto.

siamo nel canto III dell’Inferno, ancora nell’anti-inferno, il girone degli ignavi.

viltade, nella lingua di Dante, ha un significato un poco diverso che vilta` oggi: significa pochezza o senso di inadeguatezza.

in ogni caso, lo stesso senso di inadeguatezza che spinse anche Benedetto XVI alle dimissioni,

o piu` esattamente qualcosa di simile…

ma Ratzinger stesso l’aveva definita, in anticipo, paura.

ma una scelta fatta per paura non e` certamente una scelta libera.

. . .

il gesuita Silvano Fausti, per anni confessore del cardinale Martini, poco prima di morire racconto` l’anno scorso un retroescena del conclave in cui venne eletto Ratzinger:

Martini e Ratzinger erano i due candidati contrapposti e Martini aveva qualche voto in più.

Però qualcuno voleva bruciare entrambi i candidati per eleggere “uno di Curia, molto strisciante, che non ci è riuscito.

Scoperto il trucco Martini è andato la sera da Ratzinger e gli ha detto:

Accetta domani di diventare Papa con i voti miei… Accetta tu, che sei in Curia da trent’anni e sei intelligente e onesto: se riesci a riformare la Curia bene, se no te ne vai”.

Insomma secondo padre Fausti il Papato di Ratzinger era “a termine”. E la breve durata sarebbe stata decisa in anticipo.

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_giugno_24/morto-padre-silvano-fausti-vita-servizio-parola-25f6fb9a-1a7e-11e5-9695-9d78fe24c748.shtml

insomma, Ratzinger avrebbe tenuto fede al patto con Martini.

. . .

ma fino a che punto?

Ratzinger ha rinunciato all’esercizio attivo del pontificato (come ha dichiarato piu` volte) e non al pontificato in se stesso,

(in questo senso la sua volonta` di dimettersi non sarebbe stata “debitamente manifestata”)

perche` – dice lui – si e` papi per sempre.

Il “sempre” è anche un “per sempre” – non c’è più un ritornare nel privato.

La mia decisione di rinunciare all’esercizio attivo del ministero, non revoca questo.

cosi` disse nel discorso in Concistoro del 27 febbraio 2013, l’ultimo tenuto come papa in carica, con l’annuncio ai cardinali del suo ritiro.

cioe` la sua decisione non revocava il ministero, secondo l’inedita prospettazione delle dimissioni fatta da lui.

e infatti continua a definirsi papa, anche se emerito,

e a firmare col titolo papale ufficiale: Benedetto XVI,

mentre papa Bergoglio comparve alla nomina sul balcone di san Pietro senza i consueti paramenti papali,

e si defini` vescovo di Roma, non papa.

e ha perfino scelto un nome, Francesco, che non ha numero:

come se fosse una specie di papa fuori sacco.

. . .

Il 21 maggio scorso mons. Georg Gaenswein, segretario di Ratzinger, in una conferenza ha affermato che dal 2013 c’ è un ministero (petrino) allargato.

Per questo Benedetto XVI non ha rinunciato né al suo nome, né alla talare bianca.

Per questo l’ appellativo corretto con il quale rivolgerglisi ancora oggi è “Santità”.

Egli non ha abbandonato l’ ufficio di Pietro, egli ha invece rinnovato quest’ ufficio.

Siamo in «una sorta di stato d’ eccezione» e quello di Benedetto è un «pontificato d’eccezione».

Il fulmine di quel giorno su San Pietro?

«Di rado il cosmo ha accompagnato in modo più drammatico una svolta storica».

Benedetto non si è dimesso per la vicenda Vatileaks:

«Quello scandalo era troppo piccolo per una cosa del genere,

e tanto piú grande il ben ponderato passo di millenaria portata storica che Benedetto XVI ha compiuto».

. . .

Ratzinger: dimissioni dunque per avere verificato di non riuscire a riformare la Curia…

presa d’atto del fallimento dell’obiettivo assegnatogli dal Conclave, con una scelta fin dall’inizio a termine.

le dimissioni possibili erano uno scenario talmente trasparente del pontificato di Ratzinger che persino io riuscii a prevederle con sufficiente anticipo, nel 2010.

le collegai allo scandalo dei preti pedofili, montato rapidamente contro di lui,

che Ratzinger non avrebbe contrastato con sufficiente energia ne` come vescovo in Germania ne` dalla Congregazione per la difesa della fede,

dove lo aveva messo papa Wojtyla a gestire la rogna:

75. VERSO LE DIMISSIONI DI RATZINGER?    ·

https://bortocal.wordpress.com/2010/03/13/75-verso-le-dimissioni-di-ratzinger/

in realta` il vero responsabile di una politica lassista verso la pedofilia ecclesiastica era Wojtyla, non Ratzinger, che era un esecutore degli input papali, come ho sostenuto piu` volte.

. . .

dietro le dimissioni era visibile, ben chiara, l’ombra di Obama e degli Sati Uniti, tanto che di nuovo me ne accorgevo anche io:

80. C’È ANCHE OBAMA DIETRO LE DIMISSIONI DI RATZINGER. 19 febbraio 2013

https://bortocal.wordpress.com/2013/02/19/80-ce-anche-obama-dietro-le-dimissioni-di-ratzinger/

e qui parlavo di una possibile trattativa segreta in cui gli USA avrebbero garantito a Ratzinger l’impunita` nei processi che gli erano effettivamente stati intentati negli USA in cambio di un suo ritiro…

e non mi era neppure difficile prevedere, proprio per questo, che il nuovo papa sarebbe stato americano:

se le mie analisi sono giuste, il nuovo papa sarà americano o sostenuto dagli americani.

non direttamente del Nord America, magari, perché un compromesso potrebbe essere necessario.

potrebbe bastare a chi ha fatto cadere Ratzinger anche un sud-americano?

120. IL CONCLAVE NELL’ETÀ DI INTERNET…   

https://bortocal.wordpress.com/2013/03/08/120-il-conclave-nelleta-di-internet/

e qui, per sottolineare che ci aveo azzeccato alla grande:

131. LUI È IL PAPA, MA IO SONO PADRE PIO.   

https://bortocal.wordpress.com/2013/03/13/131-lui-e-il-papa-ma-io-sono-padre-pio/

. . .

e` plausibile questo scenario?

lo stesso Socci in realta` ne disegna un altro, che si intreccia e sovrappone con questo, ma senza cancellarlo del tutto,  all’ interno di un complicato scontro geopolitico e ideologico planetario.

devo dire che trovo questa analisi globale piuttosto persuasiva.

e dunque lascio la parola a Socci, sintetizzandolo soltanto qua e la`.

http://www.liberoquotidiano.it/news/opinioni/11918831/antonio-socci-complotto-papa-ratzinger-silvio-berlusconi.html

. . .

I contorni di questa guerra non convenzionale emergono ora grazie al tramonto di Obama (…) e al terremoto rappresentato dal successo di Trump, un corpo estraneo per la Casta americana, fatta di Democratici, di Wall Street e (alcuni) Repubblicani.
In sintesi l’ obiettivo strategico della Casta americana – rappresentata da Obama e dalla Clinton – è impedire che si saldi la storica alleanza fra Europa e Russia che farebbe la fortuna di entrambe: la prima ha un’ enorme potenza tecnologica e industriale, la seconda è un immenso scrigno di risorse naturali.
Una tale alleanza euro-asiatica, di 800 milioni di persone unite da una storia che affonda le sue radici nel cristianesimo (fortemente riscoperto nella Russia di Putin), diventerebbe inevitabilmente interlocutrice della Cina (il più grande mercato del pianeta) e produrrebbe di fatto un mondo multipolare.
Gli Usa hanno cercato di far saltare questa prospettiva anzitutto destabilizzando alcuni paesi ex sovietici, in particolare l’Ucraina, sostenendo lì regimi antirussi. Poi costringendo l’Europa a imporre sanzioni economiche alla Russia per isolare Putin (…). Infine cercando addirittura di allargare la Nato fino ai Paesi baltici, con strategie aggressive e provocatorie (come le esercitazioni militari Anaconda 2016 di questi giorni). (…)
Questa strategia americana presuppone un’ Europa unificata sotto la Germania, come tecnocrazia, e sotto un’ ideologia «liberal» (ovvero laicista), per isolare Putin.

Dovevano essere spazzati via i soggetti estranei a questo progetto. Per esempio – in Italia – quel Berlusconi che (…) propagandava l’ amicizia e l’ alleanza con Putin. Silurato. (…)

Ma uno degli intoppi per questo progetto era rappresentato anche dalla Chiesa di Benedetto XVI. Paradossalmente il papa tedesco era un ostacolo per una Ue a guida tedesca, sotto l’ egemonia «liberal» obamiana.

infatti, aggiungo io, vivendo in quegli anni in Germania, ho potuto toccare la diffusa antipatia, per non dire il rigetto tedesco di Ratzinger, sentito come un corpo estraneo, perfino dalla chiesa cattolica tedesca.

che oggi infatti appoggia fortemente Bergoglio.

Fu prospettato a Benedetto XVI di accettare una «riunificazione ecumenica» con i protestanti del Nord Europa e del Nord America per dar vita a una sorta di «religione comune dell’Occidente». Per la Chiesa Cattolica significava sciogliersi nel minestrone del pensiero unico «politically correct». (…)

A questa «dittatura del relativismo» Benedetto XVI disse no. Rispose: finché ci sono io non accadrà. Il «caso» volle che dopo un po’ (…) fu costretto a rinunciare all’«esercizio attivo» del ministero petrino (rinuncia a metà?).

. . .

qui Socci ritorna alla conferenza tenuta il mese scorso da Ganswein:

Dentro la Chiesa – ha spiegato Gaenswein – era in corso un «drammatico scontro» fra la fazione progressista e quanti seguivano Ratzinger nella sua lotta contro «la dittatura del relativismo». I progressisti persero al Conclave del 2005, ma, dopo la rinuncia, vinsero nel 2013.

Ora papa Bergoglio ha fatto sua l’ Agenda Obama. Il 18 maggio, a Washington, al Catholic-Evangelical Leadership Summit, Obama ha affermato che le chiese devono lasciar perdere i «temi divisivi» come aborto e matrimoni gay e dedicarsi al problema della povertà.
L’ Impero vuole una Chiesa «assistente sociale» che consola i perdenti nell’ ospedale da campo dei poteri forti, ma non disturba i manovratori.
La candidata Hillary Clinton un anno fa, a un convegno di femministe abortiste, ha addirittura affermato: «I codici culturali profondamente radicati, le credenze religiose e i pregiudizi strutturali devono essere modificati».
Le chiese dunque devono arrendersi al laicismo «liberal» dell’ Impero. Di fatto Bergoglio ha abbandonato i «principi non negoziabili». E ora lui, da sempre in ottimi rapporti con i protestanti americani, si prepara al viaggio del 31 ottobre in Svezia per celebrare Lutero e «ricucire» a 500 anni esatti dallo scisma.

Prove di nuova religione imperiale?

. . .

devo essere sincero: trovo l’analisi interessante, ma ne ho tolto alcune frasi particolarmente urtanti per il mio modo di pensare.

volevo metterne in evidenza un nucleo che a me pare storicamente accettabile.

ovviamente in questo momento tutto ruota attorno alle prossime elezioni americane.

dovesse vincerle Trump, allora prepariamoci alle dimissioni anche di Bergoglio…

(e al ritorno di Ratzinger?)

. . .

c’e` gia` stato un papa tornato in carica dopo essersi dimesso.

(e non una volta sola).

non ridete: si chiamava anche lui Benedetto, ma era soltanto IX.

fu papa, la prima volta, dal 1032 al 1044; e aveva 12 anni quando fu eletto; secondo altri storici ne aveva 25.

si dimise la prima volta per sposarsi,

ma secondo altri questo successe nel 1045, quando rientro` in carica ad aprile;

in ogni caso le prime dimissioni sono collegate ad una rivolta popolare che lo costrinse a fuggire da Roma nel settembre 1044.

ma al successore Silvestro III non ando` meglio e a febbraio 1045 fu cacciato anche lui.

quindi Benedetto IX ridivento` papa.

ma soltanto per alcune settimane, perche` il 5 maggio 1045 si dimise di nuovo.

per essere piu` esatti decise di vendere la carica a un certo prete Graziano, che divento` Gregorio VI.

a quel punto c’erano tre papi: Benedetto IX, Silvestro III e Gregorio VI.

fu indetto un concilio a Sutri nell’autunno del 1046, per risolvere la questione.

il concilio depose i tre papi e ne nomino` un quarto, Clemente II.

intanto Benedetto IX si era rimesso in carica da se` per la terza volta, ma non fu riconosciuto.

ma alla morte di Clemente II, il 9 ottobre 1047, ritorno` in carica ancora.

non duro`: l’anno successivo – siamo al 17 luglio 1048 – fu deposto, anche scomunicato, e sostituito da papa Damaso II

– morto pero` dopo 22 giorni.

Benedetto IX non rinuncio` per questo a cercare ancora di riprendere il posto di papa con azioni di guerra, fino a che le sue tracce si perdono dopo il 1049.

comunque mori` fra il 1055 e il 1056, dopo essere stato papa 4 volte, due considerato valido e due no, e aveva circa 35 anni…

e se qualcuno pensasse che questi romanzi quasi alla Don Brown me li invento io…:

https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Benedetto_IX).

. . .

spero di non essere considerato finito troppo fuori di testa,

ma per confermarlo, semmai, concludo con la citazione di alcuni passi molto in uso nella confusa cultura newage che anche sta fiorendo contro il papato di Bergoglio.

e` una bella ipotesi alternativa alle analisi geopolitiche di Socci, no?

naturalmente non credo affatto alle profezie, anche se mi incuriosiscono.

credo molto di piu` alla capacita` delle menti che ci credono di usarle compulsivamente e reinterpretarle continuamente per giudicare il presente da un punto di vista magico.

. . .

profezia di Malachia sugli ultimi papi:

Flos Florum (Il fiore dei fiori) 

Paolo VI? – il fiore dei fiori è il giglio e nello stemma di questo Papa è presente un giglio.

De Medietate Lunae (Il ciclo medio di una luna)

Giovanni Paolo I? – papa solo per un mese, il tempo di una lunazione.

De Labore Solis (La sofferenza del Sole)

 Giovanni Paolo II? – il giorno della nascita di questo Papa ci fu un’eclissi di Sole

De Gloria Olivae (La gloria dell’ulivo)

Benedetto XVI? – il simbolo dell’ordine benedettino (detto anche degli olivetani) è appunto l’ulivo.

Caput Nigrum (La testa nera) – manca nell’edizione scritta del 1595, ma era presente nella tradizione orale che l’ha preceduta – papa Francesco? nero in quanto gesuita…

ah no, perche` caput nigrum, semmai, era subito prima del De gloria olivae.

e sarebbe lui Benedetto XVI, perche` aveva una testa di moro nel suo stemma bavarese…

stemmaRatzinger

ma allora De gloria olivae sarebbe papa Bergoglio?

giusto per divertirisi con queste favole…

dove la stessa definizione profetica scivola con disinvoltura da un papa al suo successore…

e funziona sempre (abbastanza) bene.

. . .

l’unica cosa certa e` che la profezia termina con questa frase, dopo De Gloria Olivae, l’utlimo papa nominato:

“In persecutione extrema Sanctae Romanae Ecclesiae sedebit Petrus Romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus; quibus transactis, civitas septicollis diruetur, et Judex tremendus iudicabit populum suum. Finis.”

“Durante l’ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà Pietro il Romano, che pascerà il gregge fra molte tribolazioni; passate queste, la città dai sette colli sarà distrutta ed il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo. Fine.”

. . .

non bastasse san Malachia, che tutti i papi si porta via, poteva mancare Nostradamus?

Clergé Romain l’an mil six cens e neuf,
Au chef de l’an feras election:
D’vn gris e noir de la Compagnie yssu,
Qui onc ne fut si maling.

Il Clero Romano l’anno 1609,
All’inizio dell’anno farà elezione
Di un grigio e nero uscito dalla Compagnia di Gesù,
Giammai ci fu qualcuno così malizioso.

Nostradamus, Centuria X, quartina 91

perfetta, per papa Bergoglio gesuita, no?

peccato solo per la data.

ora ditemi voi: mai o quasi mai Nostradamus mette le date.

e qui e` di una precisione assordante, ma sbaglia di 404 anni?

ma no! l’anno e` giusto.

basta leggere cosi`: l’anno 6000 (mil six) – secondo il calendario personale di Nostradamus – che corrisponde al 2004 -, poi conta (cens) nove.

e fa 2013!

all’inizio dell’anno?

ma lui lo faceva cominciare dalla Pasqua!

le profezie hanno sempre ragione…


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