Clorinda e la sigaretta – 311

e` stata dura addormentarsi ieri sera, dopo avere letto di te,

Clorinda,

scricciolino biondo.

per fortuna stamattina mi sono svegliato con una voce nelle orecchie, direttamente in trasferta da un sogno.

mi diceva:

non e` andata come sembra.

lei ha voluto farlo.

aveva preso qualcosa, per farlo.

fantasie dell’inconscio che cerca di tranquillizzarmi in qualche modo…

. . .

Clorinda, nome tassesco, vero?

ch’ella si volge e grida: «O tu, che porte,
che corri sí?» Risponde: «E guerra e morte.»

Torquato Tasso, col suo poema, invento` la psicologia dell’opera, in Italia, quando l’opera non esisteva ancora….

Ma ecco omai l’ora fatale è giunta
che ‘l viver di Clorinda al suo fin deve.

. . .

ero andato su quotidiano locale online, perche` Rocco, mio figlio, mi aveva detto che c’era un video col suo complesso che suonava musica dei Black Sabbath davanti al duomo.

non l’ho trovato.

ed ecco invece che si parla di una professoressa in pensione.

che viveva sola.

. . .

sembra che nessuno abbia sentito le sue grida d’aiuto,

a quel che raccontano,

perche` in piazza, a 50 metri, la Festa della Musica ha coperto le sue invocazioni.

e solo l’odore di bruciato alla fine ha indotto i vicini ad affacciarsi alle finestre.

. . .

ma i giornali oggi parlano (consolatori?) di una morte inconsapevole.

sono come il mio inconscio:

vogliono convincermi che non ha sofferto.

ma come si puo` morire carbonizzati senza accorgersene?

di quanta anestesia c’e` bisogno,

per morire tra le fiamme addormentati?

. . .

tutto e` partito, pare, dal fumo di una sigaretta,

dimenticata accesa mentre lei si addormentava per l’ultima volta.

oppure un corto,

tanto una spiegazione vale l’altra.

sembra che le fiamme siano divampate violente senza lasciare scampo,

anche se non dovevano bruciare nessuna strega,

solo il corpo veramente esile e sottile di una donna

che aveva comunque gia` consumato tutta la sua voglia di vivere.

. . .

cosi` se ne e` andata Clorinda,

la donna piccolina e graziosa,

che non aveva mai fatto del male consapevole a nessuno –

semmai senza accorgersene.

una donna semplicemente troppo gentile

e incapace di difendersi.

. . .

lei che era stata qualcuno nella vita di un liceo importante,

la donna sensibile e impegnata,

che organizzava dibattiti e non faceva polemiche con nessuno;

l’amica di Violante e di D’Alema,

quando si trattava ancora di sognare una resistenza con gli eroi sbagliati.

lei che era rimasta sola,

dopo che ognuno aveva preso da lei tutto quello che lei poteva dare.

. . .

rimane una nuvola di chiacchiere sgomente in chi la conosceva.

altrove era gia` scivolata in un’esistenza solo apparente.

una donna che viveva sola, raccontano.

non sai quanto e` disapprovazione, quanto e` pieta`.

sola, o in cattiva compagnia della disperazione non detta.

. . .

no, non e` stata una semplice sigaretta.

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5 thoughts on “Clorinda e la sigaretta – 311

  1. Ogni tre x due torni a recriminare sui blog e sulla rete che nn sono mai stati altro che l esatta proiezione, spesso esasperata, dell’ esistente! E tuttavia io nn ho nulla da recriminare soprattutto dopo la mia recente esperienza comasca!
    Buongiorno .

    Mi piace

    1. shera, svegliata male? anzi, guardo l’ora del commento e correggo: difficolta` ad addormentarsi? 🙂 🙂 🙂

      forse hai attaccato il commento al post sbagliato?

      non ho certo parlato di blog in questo post: non mi risulta che nessun blog abbia parlato di questa cosa, altro che il mio.

      e non sono ancora arrivato ad attaccarmi da solo! 😉

      i blog sono il ritratto della realta`?

      potresti avere ragione se dicessi il ritratto di una certa realta`: quella di chi se la tira un po` e ritiene di avere da guadagnarci mettendosi in vetrina…

      vedi che parlo anche di me, eh? e mi critico ferocemente da solo.

      bene, se i blog sono comunque un ritratto della realta`, abbiamo perso anche il diritto di criticare la realta`?

      stai sicura che continuero` a dire ai blog disimpegnati, narcisisti ed auto-referenziali (ma non sto parlando del tuo), di provare a guardare anche oltre l’ombelico, proprio o altrui.

      naturalmente senza pretesa di essere non solo ascoltato, ma neppure badato, figurati.

      quanto alla tua esperienza comasca, temo che tu sia finita rapidamente affetta dalla sindrome comasca.

      non sai cos’e`?

      e` una forma leggera della sindrome tedesca, da cui sono affetto io: quando vado in Germania trovo un mondo perfetto, solo perche` e` privo dei difetti del mio, e ha altri difetti che non riesco a vedere subito.

      un modo di guarire da entrambe queste sindormi e` prendersi la sindrome valsabbina, che e` una forma parallela quasi totalmente priva di contro-indicazioni, credimi…

      spero con questo di riuscire a farti sorridere un poco durante la prima colazione.

      aspetto qualche foto subito!!!

      un abbraccio nuvoloso.

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  2. E’ un modo di dire “si muore soli”, ma per alcuni è il modo concreto e straziante.
    Tu, Bortocal, sei spesso presente con la tua sensibilità e le tue parole là dove non c’è nessuno o c’è con aridità, ti ringrazio di avermi fatto conoscere Clorinda e, se Psiche “è” oltre il corpo, anche Clorinda ne è consolata.

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    1. credo di essere una voce fra le tante che esprimono pieta` in queste ore, fra coloro che conobbero Clorinda (che in anni passati non e che prese le mie parti quando fui ingiustamente attaccato – stava allora col maneggione che capeggiava l’intrigo; e la vicenda mi mostro` quanto gli esseri umani comiuni sanno essere vili; per cui ho cancellato nella memoria e capisco quanto sarebbe stupido rimproverare qualcosa a lei in particolare).

      il tempo e` un grande livellatore delle asperita`.

      e` vero, invece, che, se guardo ai giornali, ritrovo l’aridita` che dici.

      ed e` per questo che una volta credevo ai blog e alla rete come radice di una umanita` nuova – me meschino!

      Liked by 1 persona

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