Renzi l’autistico e i telefoni bianchi – 325

il lecchinaggio non conosce limiti: sembra incredibile una stampa che usa ancora i toni narrativi dei feuilleton di inizio Ottocento.

Il suo ufficio: «Eccolo, spesso mi tocca passarci le giornate». La stanza dove dorme, metà studio-salotto e metà camera da letto: «Non sbirciate, c’è disordine…». La mitica Sala Verde, quella dei mega-incontri (ormai storia passata…) con sindacati e parti sociali: «Bella, no?». E poi la stanza nella quale c’è il telefono bianco sul quale è solito chiamarlo Barack Obama.

e` solito, capite? Barack Obama sarebbe solito chiamare Renzi.

Telefoni bianchi, capolavoro del cinema sotto il fascismo: perfetto!

fatemi sghignazzare.

e` in questo modo, con queste tecniche, che si piglia per il culo il lettore beccaccione.

che del resto, scusate, se legge questi giornali, deve averci anche qualche gusto a farsi prendere per il culo.

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È ora di pranzo e Matteo Renzi passeggia sotto i soffitti a volta del terzo piano di Palazzo Chigi accompagnando in una sorta di «visita guidata» Maurizio Molinari, direttore de «La Stampa». Appare in buona forma, nonostante tutto. Fa sport e nuota ogni mattina. E anche l’umore non è male, nonostante tutto.

nonostante tutto.

l’eufemismo serve ad introdurre l’allucinante ritratto, che esce, nonostante tutto, di un leader rigido, autoreferenziale, che reagisce con dei tic gia` diventati insopportabili.

la cosa atroce e` che Renzi, umanamente, e` davvero cosi`: non finge per il pubblico.

e` quello che il suo pubblico, non troppo allargato, vuole che sia.

impressionante essere nelle mani di un burattino simile, che reagisce solo con le quattro mosse stereoripate che il meccanismo dei fili gli consente.

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quanto al direttore della Stampa Molinari e` uno specialista delle interviste inginocchiate, alla Monica Levinski, scusate la volgarita`.

indimenticabile quella ad Al Sisi dopo l’omicidio di Regeni.

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Renzi ricorda in modo irresistibile il Craxi del 1992:

Se vogliono cacciarmi, ci provino.

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Il sì al referendum è la scelta più anti-establishment possibile.
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Il Jobs Act crea posti, è di sinistra.
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il repertorio di Renzi e` sempre quello.
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la differenza con Berlusconi e` drammatica:
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Berlusconi fingeva di essere cretino e monomaniaco per rincretinire ulteriormente il pubblico, gia` mitridatizzato dalle sue televisioni.
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ma Renzi non ci fa: ci e`.
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purtroppo crede a quello che dice.
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e` povero e schematico davvero, non per finta.
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Né intende accettare la lettura del voto che va per la maggiore: e cioè che il Pd arretra e perde in ragione di una politica di governo troppo poco di sinistra. È un’idea che Matteo Renzi rifiuta. Così come non crede che siano state certe alleanze con Verdini a penalizzare il Pd oppure l’impostazione (personalistica, dicono) data al referendum costituzionale.
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il referendum, dice, infatti, significa ridurre le poltrone alla politica e tagliarne notevolmente i costi. Magari i senatori Cinque Stelle voteranno no per conservare il posto: ma non vedo perché gli elettori di Grillo non dovrebbero dire sì.
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Il Jobs Act è la cosa più di sinistra fatta negli ultimi anni, perché permette ai giovani di avere un lavoro a tempo indeterminato, che significa un mutuo, uscire di casa, affrancarsi.

lavoro a tempo indeterminato?

ma se il Jobs Act lo ha eliminato, di fatto, per tutti i nuovi assunti!

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Quello della lotta alle diseguaglianze è un tema enorme, e certo non solo italiano. Pensi alla campagna elettorale americana, per esempio. Trump affronta la questione in maniera demagogica, Sanders l’ha fatto con proposte più classiche. E il Pd come intende affrontarla per provare a risolverla? Io penso con il Jobs Act e i nuovi diritti e strumenti che stiamo introducendo: non con il reddito di cittadinanza e uno stipendio assicurato a tutti. Si potrà non esser d’accordo, ma io credo alla società delle opportunità e non a quella della rendita. Ma certo se ogni volta che interveniamo e facciamo qualcosa veniamo tacciati come amici delle lobby, oggi i petrolieri e domani le banche, per dire, si torna al solito punto.

tacciati di fare leggi a favore dei petrolieri e delle banche?

penso sia fisiologico – dopo due anni – che uno che governa si prenda gli insulti. Una volta Obama mi ha detto una cosa divertente: fino a che sei al governo ti giudicano sulla base delle loro aspettative, ma quando ci sono le elezioni ti valutano sul piano delle alternative…
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E li avviso: se vogliono passare le giornate a continuare ad attaccarmi, facciano pure. Ma io, da dopo Brexit ed il Consiglio europeo, me ne andrò in giro per il Paese a fare iniziative per il referendum costituzionale. Quella riforma è la madre di tutte le battaglie.

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a questo punto perfino Molinari non ne puo` piu` e sbotta, irritato:

Quindi, avanti tutta come prima? Come se niente fosse successo? Nessun aggiustamento né sul piano dell’azione di governo né sulla linea del partito? C’è perfino chi le chiede di cambiare atteggiamento, meno arroganza, battute, presunzione…

risponde Renzi in automatico:

Certo, abbiamo perso comuni importantissimi, come Roma e Torino, abbiamo preso un colpo e brucia, fa male. Ma succede di perdere delle amministrative, non si può sempre vincere dappertutto. E dalle sconfitte si può imparare, comunque, se si vuole.

gia`: il fatto e` che , palesemente, Renzi non vuole imparare.

meglio: non puo`, non e` capace.

Renzi e` autistico.

 

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8 thoughts on “Renzi l’autistico e i telefoni bianchi – 325

    1. nessuna intenzione di mancare di rispetto a Monica, dato che gli unic mascalzoni della faccenda furono Clinton marito, abusatore seriale, che menti` sotto giuramento e abuso` della sua piszione su una stagista e Clinton moglie che copri` il marito…

      e nessuna intenzione di mancare di rispetto agli autistici (tra l’altro conosco un pochino il problema per esperienza diretta, visto il alvoro che facevo).

      prendo dalla rete una definzione che mi pare corretta di questa condizione: chi sono gli affetti da ASD, Disturbi dello spettro autistico?

      Gli ASD sono caratterizzati da difficoltà nella comunicazione e nell’interazione sociale e dalla presenza di comportamenti e interessi ristretti e stereotipati.

      quindi renzi non e` soltanto auto-referenziale, dato che si puo` ampiamente esserlo senza essere autistici.

      e` autoreferenziale E ANCHE autistico, dato che non appare in grado di percepire emotivamente, comprendendolo nelle sue motivazioni, il fastidio che lo circonda.

      questa limitazione, questa specie di miopia emotiva, in un politico e` estremamente grave, direi che e` la negazione stessa di una qualunque attitudine alla politica.

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      1. ho letto anche la tua risposta a Francesco Vitellini, e credo che, sì, nel parlare comune autistico sia ormai come cieco sordo zoppo daltonico. Non un insulto.
        Tuttavia io esito ad usarlo perchè, da quel poco che avevo letto su quella condizione, l’individuo non è affatto insensibile, al contrario tanto sensibile da doversi chiudere in se stesso. Questo non risulta dalla definizione dell’ ASD che è tutta esteriore.
        Ad ogni modo, tutti e due abbiamo rispetto per chi ne soffre e per i famigliari spesso lasciati soli o poco aiutati, e quindi non c’è alcuna divergenza fra noi.
        Renzi è anche un gran villano che alle conferenze stampa a fianco di capi di stato stranieri continua a smanettare sul cellulare. Non mi capacito di come nessuno del suo entourage non gli dica di contenersi cinque minuti. 🙂

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        1. condivido.
          per quel poco che ne so della sindrome autistica, la quale da recenti ricerche pare sia ancor più correlata ad una alterata modalità di percezione della realtà di livello propriamente fisico rispetto ad altre tipologie di deficit della sfera psicologica, direi che sia proprio l’opposto della sindrome renziana.
          gli effetti che ne scaturiscono possono essere “simili”, per un certo ed non poco stirato punto di vista, ma la totale assenza di percezione empatica renziana lo avvicina ben di più allo stato emotivo di un sociopatico, di tipo istrionico narcisistico, piuttosto che all’autismo.
          associarlo ad un autistico può essere condivisibile solo chiudendo un occhio e mezzo, per sollevarne l’handicap tipico e riconosciuto profondamente invalidante a livello sociale.
          perchè definirlo semplicemente un carismatico beota narciso non rende abbastanza emotivamente l’idea, considerata la posizione che ricopre. ma è quello che lui dimostra di essere.

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          1. totalmente d’accordo sull’autistico (per lapsus avevi scritto autista, ma ho corretto – anche se va visto il mio post di poco fa sull’autista automatico autistico)

            infatti definirlo autistico non voleva essere una diagnosi clinica, ma soltanto una metafora. 🙂

            come se lo avessi definito cieco e sordo politicamente…

            per niente d’accordo invece sull’abuso della definizione di sociopatico, invalsa negli ultimi tempi e alla quale in passato ho fatto ricorso anche io.

            questa definizione sarebbe da approfondire.

            magari piu` avanti lo faro`, in questo momento non ho tempo…

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        2. giuste considerazioni, pero` mi pare che ci siamo capiti sul fatto che usare questa definizione non significa mancare di rispetto a chi vive questa situazione.

          trovo peggiore mancanza di rispetto l’ipocrisia politically correct che vieta l’uso del termine, cioe` in ultima analisi nega la pesantezza della situazione.

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    1. ciao, Francesco,

      so bene di sfidare dei pregiudizi del politically corrcet, usando il termine autistico.

      l’ho fatto deliberatamente e per rispetto achi e` autistico.

      se io di co di in politico che e` cieco oppure sordo rispetto ai problemi sociali, sto forse offendendo chi e` cieco e sordo davvero?

      direi di no, anche se dovrei dire chi e` non vedente o non udente…

      poi, sai ad un preside pensionato viene comunque in mente l’incredibile espressione non docente…, per dire quello che una volta si diceva bidello, e oggi piu` opposrtuno collaboratore scolastico.

      ma forse le nuove definizioni sono piu` offensive dell’antica.

      non e un’offesa dire cieco, sordo, autistico…

      trovo piu` sottitlmente offensivo dire non vedente, non udente, ASD

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