i dilemmi morali dell’autista robot – 326

quando pensiamo all’imminente avvento del pilota automatico che ci sostituira` alla guida dell’auto, ci concentriamo mentalmente sulla effettiva possibilita` di creare dei meccanismi di guida capaci di gestire tutta la complessa evoluzione del traffico attorno all’auto mentre si muove.

ma un interessante articolo sulle Scienze online ci apre gli occhi invece sull’aspetto etico delle scelte di guida e sulle difficolta` quasi insuperabili di fronte alle quali si trovano i programmatori, arrivati a questo punto.

. . .

infatti ogni gesto che facciamo guidando ha una sua intrinseca valenza etica.

il trattore che procede a 5 all’ora lungo un tratto di strada con tanto di linea continua di separazione delle due carreggiate, puo` essere superato oppure no?

se il tratto e` rettilineo e lungo un paio di km, e la striscia continua e` stata messa li` solo per sadismo, direi che non c’e` nulla di strano a violare il codice della strada se sulla carreggiata non si vedono altri veicoli in senso opposto.

ma ho fatto solo un esempio minore; i problemi possono essere ben altri, in altre situazioni, per fortuna meno frequenti.

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sei sondaggi tra giugno e novembre 2015 per un totale di quasi 2000 soggetti.

Se stesse per investire un pedone, l’automobile dovrebbe scartare bruscamente per evitarlo, anche a scapito della sicurezza degli occupanti del veicolo?

La stragrande maggioranza delle persone intervistate in un sondaggio è d’accordo sul fatto che i veicoli a guida autonoma debbano minimizzare le vittime in caso d’incidente.

Il 76 per cento degli intervistati ha risposto che sarebbe accettabile moralmente che la guida autonoma sacrificasse un occupante del veicolo per impedire l’investimento di dieci pedoni.

ma soltanto in teoria.

e, fate bene attenzione: a condizione che il sacrificato non sia l’intervistato!

Poche persone sarebbero disposte ad acquistare un veicolo che sceglierebbe di sacrificarle per salvare altri individui.

infatti questa stessa stragrande maggioranza è contraria alla possibilità che questo principio di sicurezza sia imposto per legge.

Inoltre, acquisterebbe solo un’auto che protegga a ogni costo, anche della vita altrui.

La maggior parte delle persone vuole vivere in un mondo in cui le auto siano in grado di minimizzare le vittime.

Eppure molti vorrebbero essere protetti a ogni costo.

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ci fanno sapere i giornali servizievoli che, secondo alcune stime…, la guida automatica alla quale stanno lavorando ad esempio Google e Fiat-Chrysler, ridurrebbe gli incidenti del 90%.

vero che sia oppure no, dirlo ora serve a creare il clima psicologico giusto per convincerci ad affidarci all’automa, ad un’auto che procede senza i nostri comandi.

e serve soprattutto a nascondere che il vero dilemma dei programmatori e` se devono accettare oppure no il dominante cinismo morale di un pubblico che a stragrande maggioranza e` disposto ad affidarsi ad un pilota automatico solamente se gli garantisce che non gliene frega niente di ridurre il numero globale dei morti in un incidente, pur di salvare il proprietario dell’auto.

. . .

del resto, diciamocelo chiaramente: quanti di noi, istintivamente, si comporterebbero cosi`, guidando?

lo chiedo anche a me stesso: mi pare di poter essere sicuro, pensandoci, che, se stessi per investire qualcuno, cercherei di evitarlo anche rischiando di finire fuori strada.

ma soltanto perche` conservo un ragionevole dubbio di cavarmela.

non so che cosa farei davvero se avessi la certezza matematica di ammazzarmi.

soprattutto non so che cosa farebbe il mio istinto del momento, che si impadronirebbe della guida.

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ma chi rispondera` legalmente delle scelte etiche del pilota automatico?

il proprietario dell’auto o il suo costruttore?

e a questo punto il mercato mettera` a disposizione modelli di guida automatica eticamente differenziati?

oppure chi non e` disposto ad ammazzare un altro per salvare se stesso restera` fuori mercato?

e poi e` giusto che si debba trasformare in una scelta preventiva consapevole e ragionata quella che potrebbe essere una scelta emotiva del momento, presa per un impulso incontrollabile?

questo equivale ad eliminare le attenuanti della momentanea incapacita` di intendere e di volere…

e poi, fino a che punto il pilota automatico potra` poi riprodurre davvero la nostra psicologia?

. . .

eccoci dunque giunti ad un punto veramente centrale.

l’intelligenza artificiale puo` essere nettamente superiore a quella umana.

anche da un punto di vista etico…

l’etica umana del tempo dell’atomica e` rimasta quella delle caverne, diceva Quasimodo in una poesia celebre di sessant’anni fa.

tra poco potrebbe non essere piu` cosi`.

le macchine potrebbero sostituire l’uomo anche nelle scelte morali, seguendo un’etica molto superiore.

all’uomo delle caverne potrebbe sostituirsi un robot umanista e filantropo, in grado di gestire le scelte secondo l’indiscutiile principio della riduzione sociale del danno.

ma noi siamo in grado di accettarlo?

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l’autista automatico che uccide il suo proprietario pur di salvare due pedoni sconosciuti non rischia di apparirci anafettivo?

chi vorrebbe un automa che non ama il suo padrone?

chi si affiderebbe ad un atoma autista che a noi sembrerebbe anche autistico?

(con tutto il rispetto per gli autistici veri, che non sono affatto indifferenti emotivamente, come si crede di solito, ma vivono soltanto le loro emozioni in modo differente)

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ultima fondamentale domanda:

da quanto tempo abbiamo messo un pilota automatico alla guida del mondo?

e, soprattutto, un pilota automatico del genre stronzo,

che si fa soltanto gli interessi suoi,

cioe` di chi lo ha messo a capo del mondo…

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8 thoughts on “i dilemmi morali dell’autista robot – 326

  1. Autista autistico nn è male😊.
    Per tutto il resto davvero non avrei risposta univoca ma certamente mi richiamo e vedo che non sono stati risolti i problemi etici che già a suo tempo poneva il film del genere che io amo incondizionatamente ovvero Blade Runner!
    Sheradalventicellofrescodelparcoassolatoltreglialberi
    Ps sappiamo bene che l’etica e` come Tiramolla ovvero si adatta ai tempi e ai costruttori in questo caso!

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    1. anche il riferimento a Blade Runner non e` male!

      per il resto sono contento che il post abbia centrato il suo scopo, almeno con te.

      visto che era proprio quello di suscitare dubbi e domande.

      invidio il mio post che viene letto nel parco mentre io mi schiaccio un pisolino lungo al rientro dal lavoro… 😉

      Mi piace

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