prendiamo atto – 327

prendiamo atto:

. . .

prendiamo atto n. 1:

le stragi terroriste non indignano ne` spaventano piu`.

vale per me, oramai, e credo per molti altri.

basta, ho esaurito la mia capacita` di soffrire e di commuovermi.

per me oramai sono normali come gli incidenti automobilistici e hanno lo stesso spessore.

succedono e succederanno.

non credo affatto che i terroristi stiano ottenendo chissa` quale risultato politico.

d’ora in poi dobbiamo abituarci all’idea che gli squilibrati ammazzano in gruppo e nel gruppo.

statisticamente pare inevitabile che prima o poi arrivino anche a realizzare qualche forma di contaminazione nucleare, biologica o tossica di massa…

l’unico risultato che hanno ottenuto su di me e` che se avessi un nazi-islamista per le mani gli taglierei la gola io personalmente.

senza odio, ma per precauzione e con la stessa partecipazione sentimentale con la quale si schiaccia una mosca.

non mi piace molto essere ridotto cosi`, e non avrei mai creduto di diventare capace di farlo.

ma era questo il risultato che volevano?

ridurci tutti a potenziali assassini?

. . .

prendiamo atto n. 2:

l’Europa sta crollando.

il problema non sta negli inglesi, adesso sta negli austriaci, domani nei francesi e negli olandesi.

se l’Austria esce dall’Unione Europea e si ricreano le dogane con l’Italia e la Germania, l’Unione stessa perde ogni senso.

e` un suicidio di massa.

ma se i popoli sono cosi` coglioni, lasciamoli fare.

ho passato la vita a battermi per un mondo migliore senza nessun risultato.

adesso mi sono stancato.

gli ultimi anni voglio passarli alla finestra e divertirni almeno a vedere i beoti che si fanno male da soli.

. . .

prendiamo atto n. 3:

la catastrofe planetaria e` in atto.

se vediamo la sceneggiatura globale, capiamo anche il senso delle singole pagine.

sta succedendo quello che e` necessario che succeda, e questi sono soltanto i primi assaggi.

il rifiuto dei valori positivi del Novecento e` la regressione programmata e voluta all’anarchia dei signori della rete e della guerra.

se miliardi di persone devono morire di fame, non sara` un bello spettacolo.

democrazia, cultura, liberta` sono fantasmi del passato.

la storia e` gia` finita, perche` Facebook l’ha sostituita con l’eterno presento dell’attimo fuggente.

viviamo nel mondo delle masse allo sbaraglio.

il vecchio mondo e` finito, la barbarie che si prepara sara` la peggiore mai vista.

il massimo che possiamo sperare e` di salvare la pelle nostra e dei nostri cari piu` giovani di noi, che avrebbero diritto a vivere un poco piu` a lungo.

ma non so neppure se questa non sia in realta` una maledizione…

d’altra parte nessuno sa neppure bene come si potra` fare, e quindi non c’e` pericolo che le nostre speranze si avverino…

aggiungi che i piu` moriranno in letargo, senza neppure capire.

chissa` se sara` poi una grave perdita.

. . .

se in copertina ho messo un’immagine dal Pianeta delle scimmie un motivo ci sara`…

planet_of_the_apes

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3 thoughts on “prendiamo atto – 327

  1. Da piccolo essere della strada ti di dico: sei troppo difficile, pochissimi sono in grado – per sviluppo di cervello, vita e cultura (e diciamo che non è colpa loro?) – di capirti. Leggono il tuo blog, ci capitano sopra per caso, come capita navigando, e disprezzano le tue idee. Perché sí, ci si applicano quei pochi secondi in cui sembra che basti ribattere.
    Che puoi fare tu a farti capire nonostante tutto? E tutti gli altri che hanno visioni quasi come le tue, come possono comunicare e farsi comprendere? Che hanno fatto i cervelli di queste giovanotte e giovanotti per non capire le intricate ragioni del ragionare? E i cervelli dei vecchi ancora peggio, paiono più ottusi di sempre. Servirà davvero una catastrofe per ricominciare a pensare?

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    1. ciao amica carissima,

      sto facendo uno sforzo per diventare piu` chiaro, ho perfino cambiato il mio modo di scrivere, cerco di privilegiare le frasi accostate, evito piu` che posso paroloni tecnici, spero sempre che scatti almeno l’associazione di idee.

      ma sto facendo i miei ultimi esami di stato, e mi trovo di fronte una generazione per la quale capisco di risultare in ogni caso incomprensibile.

      mancano le conoscenze storiche, l’abitudine al dubbio, la comprensione stessa che il pensiero e` diverso dall’emozione…

      in questo quadro nuovo, la cosa migliore sarebbe smettere di scrivere, in effetti.

      ma considero il blog la palestra giornaliera dove il mio cervello viene a fare le flessioni.

      vale per me , come modesto tentativo di prevenire o ridurre il deterioramento cerebrale, che pure incombe.

      potrei ricominciare a scrivere per me stesso come ho fatto per anni, ma internet mi consente di mettere in vista quel che scrivo, come biancheria stesa al sole.

      non fa male a nessuno, a volte suscita qualche discussione densa ed entusiasmante, persino.

      qui mi permette di risentire la tua voce in momenti che so molto difficili per te.

      (ti penso spesso, sai?)

      le catastrofi sono catartiche e purificatrici nelle tragedie greche, e noi ci tiriamo dietro questa visione ottimistica.

      ma le catastrofi sono catastrofi e basta: non credo che l’umanita` potra` mai piu` ritornare ad essere quello che e` stata.

      ma forse, se togliamo la luce della nostra giovinezza che abbelliva ogni cosa, forse non c’era davvero niente da rimpiangere neppure dell’allora.

      oggi siamo infinitamente piu` consapevoli, anche se altrettanto inutilmente.

      ti mando il mio abbraccio.

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