l’ultimo giorno di Christo a Montisola – 329

l’installazione che l’artista d’origine bulgara Christo ha creato per 15 giorni attorno a Montisola, collegandola alla terraferma bresciana di Sulzano e all’isola di San Paolo, di proprieta` della famiglia Beretta, i floating piers, chiude stanotte.

e da domani verranno smantellati per sempre.

giovedi` scorso li aveva visitati gia` un milione di persone;

gli ultimi giorni, nonostante i blocchi dovuti a questa estate lombarda insolitamente piovosa, devono avere portato il numero globale dei visitatori vicino al milione e mezzo.

sono venuti davvero da tutto il mondo: e se vi dicessi che so perfino di australiani e neozelandesi?

un successo di pubblico straordinario.

che non basta, certo, a decretare il valore dell’opera; anche Moccia ha venduto un milione di copie di Scusami se ti chiamo amore; ma certamente deve farne discutere ancora un poco.

. . .

io ne approfitto  non solo per dire la mia, ma anche per rifilarvi il primo dei videoclip ricavati dalla mia visita del 24 giugno.

modesto e senza pretese, questo primo sintetizza in 2 minuti i quattro km e l’ora di avvicinamento fatta di buon mattino il 24 giugno scorso dal parcheggio di Iseo al borgo antico di Sulzano, dal quale si accedeva al primo tratto della passerella galleggiante.

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se qualcuno volesse rifare il percorso assieme a me, almeno mentalmente e guardando i video, mi piacerebbe raccontargli qualcosa delle tante storie che girano per Brescia a proposito dell’opera.

non giuro affatto che siano vere; pero` rendono almeno un clima di leggenda positiva che qui si e` creata attorno a questo evento.

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pare che Christo, conosciuta Brescia una quindicina d’anni fa, assieme alla moglie Jean Claude, le si fosse affezionato, in particolare a Montisola, e avesse preso l’abitudine di passarci ogni anno un periodo, non si sa se addirittura in una casa acquistata.

Montisola e` un posto abbastanza straordinario, in effetti, che ha conservato, come molti altri luoghi del bresciano, una impronta molto tradizionale e schiva.

togliete alla provincia di Brescia il lago di Garda e Ponte di Legno, ormai entrate nei circuiti del turismo tradizionale, e troverete molti altri luoghi semplicemente straordinari, ma non conosciuti e che neppure aspirano ad esserlo.

e che sono molto piu` autentici.

Montisola, tagliata fuori dal suo carattere insulare, priva sostanzialmente di traffico automobilistico, oscura e appartata, e` un luogo straordinario per un viaggio nel silenzio del tempo andato.

insomma un piccolo mondo antico.

. . .

anche Jeanne-Claude amava l’isola, ma soffriva molto il maldimare, perfino quel poco di maldilago, piuttosto, che si puo` provare nel breve tragitto dalla sponda del lago d’Iseo a Peschiera Maraglio, la punta est,

dove approda il battello di linea che la collega alle strade che dal Sebino corrono al capoluogo.

ma Jeanne-Claude e` morta di cancro.

ed ecco che il marito ha voluto farle il suo ultimo regalo:

una passerella quasi di seta, sospesa sull’acqua e non ancorata al troppo profondo fondale.

dove almeno il suo spirito potesse passare senza paura, con un passo leggero.

chissa` se adesso Jeanne-Claude restera` li` per sempre, sull’isola che spicca montuosa, ora che la passerella verrà tolta.

. . .

l’opera di Christo se l’e` pagata lui.

e l’accesso del milione e mezzo di visitatori non prevedeva biglietto, neppure per far fronte alle spese.

grazie a degli sponsor, naturalmente.

e pare che i Beretta non abbiano soltanto consentito che la loro splendida villa che occupa tutta l’isola minore di San Paolo fosse circondata dalla passerella col suo giallo buddista, ma abbiano anche finanziato l’opera al 50%.

hanno anche aiutato Christo, si dice, a vincere le resistenze dell’ottusa e plantigrada burocrazia italiana.

. . .

l’opera, si dice, e` tutta costruita in materiale biodegradabile.

non arrivero` certo a dire che sia ecologica,

ma insomma di danni all’ambiente ne ha fatti certamente meno della superstrada che taglia a mezza costa la riva del lago, e che pure era necessaria,

e certamente infinitamente meno del cementificio sul lato bergamasco del lago che tutti hanno potuto vedere come deturpa il paesaggio ed inquina l’aria in via permanente.

ma il Codacons che si e` mosso, cretinamente, contro un’opera d’arte e un artista che ha il suo posto nel secolo, nel nome della mediocrita` programmatica, non pare sia stato disturbato dagli attentati veri al paesaggio.

. . .

Sgarbi e Daverio naturalmente non hanno perso occasione di parlare male di un artista che rappresenta una rottura epocale nella storia dell’architettura occidentale e nella concezione dell’arte europea.

le radici dell’arte europea sono platoniche: l’arte ha il compito di riprodurre l’idea eterna che genera la realta` apparente.

l’opera d’arte occidentale dunque aspira all’eternita`:

Orazio poteva dire che le sue poesie erano più immortali di un monumento di bronzo.

con Christo l’arte sceglie l’effimero e decide di abitare non la terraferma della realta`, ma i cuori e le memorie degli uomini.

le sue opere sono eventi che restano soltanto nel ricordo e non aspirano a nessuna trascendenza.

sono pienamente umane e vivono e muoiono con noi.

nel mio infimo condivido questo modo di concepire l’arte:

perche` altrimenti avrei scelto il blog, per definizione effimero, come strumento espressivo?

. . .

e` una rivoluzione semplice e discreta.

perfino con qualcosa di infantile.

cosi` pura e comprensibile che i grandi critici si sentono disarmati e non possono usare i loro paroloni altro che per parlarne male.

mi spiace per loro: Christo ha portato la concezione buddista e orientale dell’arte in Europa, ma loro non sembrano in grado di capirlo.

le sue opere muoiono prima di noi.

e ci capita di amarle di piu` proprio per questo.

sentiamo meglio tutto il valore della bellezza, quando la sentiamo effimera e ancora piu` fragile di noi.

non quando si ammanta della sua forza estetica e pretende di scavalcare le generazioni mortali.

ecco il miracolo di Christo nel campo dell’arte.

ci ha fatto camminare sulle acque.

e ce ne ha lasciato soltanto un ricordo, che presto sbiadira`.

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16 thoughts on “l’ultimo giorno di Christo a Montisola – 329

    1. grazie del giudizio.

      Daverio a suo modo ha centrato il problema, purtroppo da un punto di vista dogmatico, cioe` saccente.

      “Questa non è arte. L’arte è qualcosa di diverso, è altra cosa. Qui manca (…) la ripetibilità. Uno ascolta duecento volte la fuga di Bach o ammira per centinaia di volte il Davide di Michelangelo e ogni volta percepisce una nuova sensazione. Se uno invece salisse per duecento volte sulla passerella di Christo entrerebbe nella categoria dei cretini”.

      proprio non capisce che si possa fare arte al di fuori dei canoni culturali occidentali.

      e neppure si rende conto che questa idea dell’arte e` strettamente europea e occidentale.

      anche Sgarbi ci e` andato vicino, mentre cercava di insultare, come fa di solito.

      «È una passerella verso il nulla».

      appunto!

      e un commento che leggo alle sue dichiarazioni ci riporta sempre allo stesso punto:

      “Quando studiavo “arte” a scuola, mi hanno insegnato che l’arte vera non si distrugge, deve rimanere….e invece qui, dopo qualche settimana, si fa a pezzi”.

      e pensare che ogni nuova vera arte nasce dal superamento di un pregiudizio!

      ma chi ha la mente piena di pregiudizi, come puo` davvero sentire l’arte, che e` prima di tutto liberta` mentale?

      ciao, a presto, spero, con altri commenti.

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  1. Di questo fantastico post ti ringrazia Luigi, che ha subìto per quest’opera i commenti dei “cagoni” denigratori sedicenti artisti bresciani… Mi dice di dirti che hai scritto qualcosa che gli girava per la testa ma che non sapeva concretizzare così bene come invece hai saputo tu. Mi dice anche di rassicurarti che ne farà buon uso. Per tutto il resto, incrociamo le dita, il 14 luglio sarà il D Day. Spero che vada tutto bene, l’attesa è estenuante. Ti dirò a evento concluso. Quanto a te, ti auguro di essere promosso! Esami, sempre esami!

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    1. ciao, Ema.

      sono molto contento che questo post vi sia piaciuto: ti segnalo anche il precedente, molto semplice, che ne e` la premessa: https://corpus15.wordpress.com/2016/06/24/credere-in-christo-317/

      Luigi puo` farne ogni uso che ritiene opportuno: questo scritto e` pubblico.

      tifo con tutte le mie forze per il 14 luglio: ma che data simbolica, eh? e positiva.

      quanto agli esami, come sai anche tu, i piu` difficili sono quelli che fai agli altri, perche` anche tu sei sotto esame, come esaminatore.

      spero di lasciare proprio un buon ricordo, visto che sono i miei ultimi…

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    1. ecco, vedi: ho riletto il post precedente che avevo scritto su questo tema e che tu avevi commentato.

      non avevo scritto, no, che l’opera era provvisoria: lo avevo dato per scontato…

      vedi come e` facile fraintendersi in una discussione…

      lo avevo precisato soltanto nella mia risposta a te, che ha anche ispirato questo ulteriore post… 🙂

      grazie.

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      1. Si molto facile fraintedere, moltissimo.
        Mi spiace che l’abbia pensata dopo la morte della moglie e non prima…ma tant’è ogni cosa ha il suo tempo evidentemente.

        Il luogo è affascinante davvero, tutta la zona dev’essere incantevole.

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        1. ho letto poco fa che ha raccontato che avevano concepito questa cosa lui e la moglie assieme nel 1970, ma non per questo luogo specifico,

          avevano proposto di farlo in altri due luoghi, ma incontrando sempre dei rifiuti.

          poi la storia di Jeanne-Claude e Montisola ha tutta l’aria di una bufala da internet.

          pero` e` carina lo stesso.

          anzi, se l’idea era venuta dalla moglie, direi che questa versione e` perfino piu` bella.

          con questa installazione Christo ha definitivamente tolto questo luogo da quell’aria paesana che ha sempre avuto sinora e l’ha totalmente trasfigurato in un luogo magico.

          e` difficile tornare a vederlo con gli occhi di prima, adesso…

          (vedrai, se ne avrai voglia, nei prossimi videoclip… 🙂 )

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    1. qui si viaggia ancora attorno ai 22 gradi di giorno (in casa) e meno di notte (ma non mi alzo di certo a controllare la temperatura… 🙂 )

      spero che oggi la giornata ti sia di nuovo fresca.

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          1. POVERAAA ! Il mio metodo è finestre aperte la notte e chiuse il giorno, serrande abbassate e poi aperte verso sera. Non voglio categoricamente aria condizionata se proprio moro un ventilatore ! Cmq a Roma ancora resiste er Ponentino…

            X me la versione migliore e te la dedico
            Sherabuonasera

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