la deforma-Costituzione, con buona Pace di D’Alema – 337

assolutamente da leggere l’intervista ad Alessandro Pace, Presidente del Comitato per il No alla Riforma Costituzionale, sul sito del Coordinamento Democrazia Costituzionale.

oso dire, e non definitemi integralista per questo, che chi non l’ha letta difficilmente potra` dire di avere una buona informazione sul tema…

ecco il link:

Riforma della Costituzione: il NO di Alessandro Pace

come sempre, io ricavo dalle mie letture e metto in evidenza qui, quello che si integra meglio con le mie riflessioni personali.

e qua e la` traggo delle conclusioni ulteriori.

. . .

prima di tutto Pace evidenzia che stiamo gia` vivendo dall’inizio del 2014 in un regime di incostituzionalita` permanente e dichiarato.

sto rendendo piu` esplicito e sottolineando quello che lui dice in maniera piu` discreta.

in precedenza, dall’inizio del 2006, vivevamo in un regime di incostituzionalita` non manifesta.

all’inizio del 2006 si svolsero le prime elezioni incostituzionali della storia italiana del dopoguerra, dopo che Berlusconi fece approvare la legge elettorale porcellum.

ma noi, distratti dalla risicata vittoria di Prodi e dal sostanziale accordo con la porcata della parte veltroniana e dalemiana del centro-sinistra, non cogliemmo subito, se non vagamente, le implicazioni della situazione.

. . .

nel gennaio 2014 la Corte Costituzionale dichiaro` illegittima quella legge, e contemporaneamente sano` comunque il pregresso in base al principio della continuita` dello stato.

in base allo stesso principio disse che il Parlamento non era obbligato a dimettersi immediatamente.

non poteva dire diversamente?

questo non e` del tutto vero, dato che l’illegittimita` dichiarata era parziale, e dunque dalla sentenza che abrogava parte del porcellum si ricavava comunque una legge elettorale, in base alla quale si sarebbero potute fare nuove elezioni.

ma siamo in Italia, non in Austria, e la Corte non ebbe il coraggio di far rifare subito le elezioni con la legge elettorale residua e poi di affidare ad un nuovo parlamento legittimo di fare una legge elettorale nuova, rappresentativa della effettiva volonta` popolare.

ed e vero che la prudenza fu anche dettata dai rischi dello spread, cioe` dai ricatti della finanza internazionale.

. . .

comunque, nel lasciare in piedi il parlamento, la Corte Costituzionale richiamo` implicitamente il suo carattere solamente provvisorio e per l’ordinaria amministrazione.

cito Pace:

La Consulta, aveva fatto capire, con due esempi, che il «principio fondamentale della continuità degli organi dello Stato» può operare solo per brevi periodi di tempo.

La Consulta citò infatti gli articoli 61 e 77 della Costituzione, i quali consentono bensì la prorogatio delle funzioni dei parlamentari in caso di scioglimento delle Camere, ma tutt’al più solo per un paio di mesi di tempo.

. . .

qui intervenne Napolitano, il presidente in questo caso golpista, che fece orecchio da mercante.

e parti` la campagna mediatica che riusci facilmente a convincere un’opinione pubblica molto disattenta dell’inverosimile.

che il parlamento era incostituzionale, ma poteva andare avanti lo stesso a fare di tutto e di piu`.

come se fosse stato eletto costituzionalmente!

e` difficile capire come non ragiona la gente.

subito dopo la sentenza della Corte, nel febbraio 2014, Renzi defenestro` Letta e Napolitano lo fece capo del governo.

come mai non abbbiamo colto la connessione tra i due fatti?

era un colpo di stato contro la Costituzione e contro la Corte Costituzionale.

ma non ce ne siamo accorti subito…

. . .

il secondo punto veramente importante dell’intervista di Pace e` la sostanziale incostituzionalita` della legge deforma-Costituzione di Renzi.

a partire dal suo conflitto con l’art. 1:

Secondo l’articolo 1 della Costituzione il fulcro della sovranità popolare sta nell’elettività diretta negli organi legislativi, come sottolineato dalla stessa Consulta nella sentenza citata, laddove i senatori verrebbero eletti non dal popolo bensì dai consigli regionali.

. . .

infine il terzo e decisivo punto.

il fatto che, per volonta` di Renzi, all’elettore si presenta in un unico quesito una riforma complessiva della Costituzione, che sostanzialmente ne delinea un’altra, buttando a mare per aspetti decisivi quella nata dalla Resistenza.

il titolo della legge Boschi e`«Superamento del bicameralismo paritario, riduzione del numero dei parlamentari, contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, soppressione del CNEL e revisione del Titolo V della Parte seconda della Costituzione».

e nel titolo, osserva Pace, mancano perfino le modifiche del procedimento legislativo e dell’elezione dei giudizi costituzionali, che pure ci sono nella legge Boschi.

come mai questi diversi aspetti non sono stati afforntati con leggi diverse, permettendo ai cittadini di esprimersi davvero sui singoli punti?

. . .

ma questo si sarebbe dovuto fare soltanto in un parlamento legittimo, eletto con una legge elettorale conforme alla Costituzione.

e` evidente la volonta` eversiva di Renzi e di Napolitano di arrivare ad un plebiscito su una nuova Costituzione lesiva del principio della sovranita` popolare.

ed esito coerente del percorso anti-costituzionale avviato dal berlusconismo dieci anni fa ed allora bloccato.

dieci anni esatti dal referendum che nel 2006 boccio` la deforma-Costituzione di Berlusconi, che era per molti aspetti perfino meno devastante della costituzione renzina.

. . .

alla fine Pace fa alcune osservazioni che D’Alema ha recentemente ripetuto senza indicarne la fonte:

per conseguire i risultati che Renzi afferma di voler conseguire non c’e` bisogno di una riforma cosi` pasticciata e incoerente.

e qui perdonatemi se cito il mio studio:
https://corpus15.wordpress.com/la-deforma-costituzione-renzina-manuale-per-difendersi-dai-testimoni-di-ge-renzi/

bastavano alcune semplici innovazioni particolari da approvare con leggi distinte da sottoporre a referendum distinti per consentire davvero agli elettori di scegliere, dice Pace:

la diminuzione bilanciata del numero dei deputati e dei senatori;

l’attribuzione alla sola Camera dei deputati del rapporto fiduciario col Governo;

la trasformazione del Senato in una effettiva camera territoriale;

l’attribuzione alla Corte costituzionale del giudizio sull’incompatibilità e sull’ineleggibilità dei parlamentari;

l’introduzione del potere d’inchiesta parlamentare ad iniziativa di una minoranza qualificata;

l’abolizione del CNEL

e così via.

. . .

a questo punto il NO al referendum costituzionale renzino e` l’unico modo di risanare davvero dieci anni di governi fuori Costituzione,

di chiudere la parentesi anti-costituzionale della presidenza di Napolitano e i suoi nefasti effetti che rimangono attuali

e di ricondurre la nostra vita politica al principio della sovranita` popolare.

ma forse questo principio e` oramai anti-storico?

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12 thoughts on “la deforma-Costituzione, con buona Pace di D’Alema – 337

  1. Grazie. C’era un’aria da ultima spiaggia invasa dallo spread e forse nessuna firma importante ha osato infierire (ricordo invece Grillo e Sansonetti che si spinsero a definirlo golpe) , ma ti assicuro che nei social lo sdegno era grande. Tanto è vero che Napolitano ha dovuto giustificare la sua scelta (sotto ti metto un link pro memoria) criticata da chi voleva andare alle elezioni, e secondo me proprio per la situazione confusa fra i partiti le elezioni ci volevano…
    A me sembra che l’art 69 “il Presidente della Repubblica nomina il Primo Ministro tenendo conto dei risultati delle elezioni della Camera dei deputati ” impedisca di scegliere di propria volontà, e dubito che nelle dovute consultazioni con i partiti fosse stato suggerito Monti.
    N. ha fatto di testa sua, come aveva in mente da tempo ha poi rivelato lo stesso Monti contattato tempo prima; si potrebbe temere allora che un presidente, incarichi in cugino e compri i voti di fiducia necessari… Lui ha creato un governo tecnico a tempo indeterminato, mentre di solito i tecnici sono un traghetto verso le elezioni con data fissata…
    http://www.leggioggi.it/2011/11/13/incarico-a-mario-monti-napolitano-spiega-le-ragioni/

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    1. si`, se parli dello pseudo-colpo di stato del 2011, che mi vide invece entusiasticamente d’accordo – e non ho cambiato idea e neppure ritengo che fosse un mio errore, a differenza di altri casi nei quali ho dovuto ricredermi – si`, allora qualche blog si agito`, abbastanza a sproposito, a parer mio.

      tu sai che io alle volte ho delle straordinarie botte di realismo: e questo e` proprio uno di quei casi nei quali penso che non si potreva fare diversamente.

      le ribellioni alla finanza non si improvvisano.

      inoltre Monti, aldila` di certi giudizi nettamente negativi su alcune scelte (vedi i maro`), prometteva, almeno all’inizio, una gestione del potere molto piu` corretta, anche se di destra, prima di finire triturato dalla casta politica che poi si prese la sua rivincita.

      l’art. 69 della Costituzione che citi, e` sbagliato, e nella forma che citi non esiste da nessuna parte.

      Art. 69.
      I membri del Parlamento ricevono un’indennita` stabilita dalla legge.

      forse volevi riferirti all’art.92 c. 2:

      Art. 92.
      Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri.

      come vedi non pone nessun limite alle decisioni del Presidente della Repubblica, che oltretutto e` polticamente irresponsabile, sal vo il caso di tradimento.

      ripeto che il golpe vero di Napolitano e` l’incarico a Renzi del febbraio 2014, dato che li` il presidente doveva per prima cosa sciogliere il Parlamento e ripristinare la legalita` costituzionale, come gli indicava di fare la Corte Costituzionale, che ammetteva soltanto una proroga molto limitata del funzionamento del Parlamento.

      questo supera i limiti della insindacabilita` totale delle azioni del Presidente della Repubblica, dato che si configura come attentato alla Costituzione.

      e pose le basi della mostrosa situazione attuale dove una casta odiata di politici mangiasoldi opprime il popolo mezzo rassegnato mezzo furente.

      ma da anni sui blog si farnetica del colpo di stato inesistente del novembre 2011.

      e cosi` si trascura il colpo di stato vero del 2014.

      non mi stupisce, dato che l’azione di Monti e` stata complessivamente anomala per correttezza e ha arginato almeno in parte il malcostume politico, e i politici si sono vendicati aizzandogli contro le masse.

      grazie mille per questa bella discussione e soprattutto per il tuo bellissimo post di oggi sull’addestramento della polizia USA in Israele: illuminante davvero, e un semplice like non basta ad esprimere il mio apprezzamento.

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      1. Grazie per l’apprezzamento… 🙂
        Senti, quell’ errore riguardo all’articolo … è vero che non avevo aperto la Costituzione, preferito andare sul sito della Camera ( che ho comodamente nei Preferiti .. pensa che stortura mentale) ed è da lì che ho copiato: Titolo II rt. 69, co. 1, lett. b) ed effettivamente l’articolo è errato!! inoltre la formula “tenendo conto dei risultati delle elezioni della Camera dei deputati” ho verificato che non c’è nel testo della Costituzione in vigore. Come sarà questa cosa? Preferisco credere che non capisco piuttosto che … il sito della Camera sia così trascurato.
        Ma restiamo al “nomina il Presidente del Consiglio” , nominare non è strettamente sinonimo di scegliere. I miei ricordi delle lezioni di Diritto sono ben precisi sulla obbligatorietà della consultazione con tutte le forze politiche, dalla quale doveva scaturire il nome del Presidente da convocare-incaricare.
        Questo avveniva quando nelle istituzioni c’era meno personalismo e di conseguenza l’interpretazione delle norme era diversa.

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          1. ho sotto gli occhi il link, e la cosa e` veramente inesplicabile.

            ho provato a cercare se esiste qualche altro testo di legge che magari esplicita le competenze contenute nella Costituzione, ma non ve ne e` traccia.

            oltretutto, a parte la numerazione di fantasia degli articoli, che non corrisponsono alla Costituzione reale, dire che il Presidente della repubblica deve tenere conto dei risultati delle elzioni della Camera e` una idiozia evidente, dato che siamo in un sistema bicamerale, e dunque deve tenere conto anche dei risultati del Senato, semmai.

            ho una sola spiegazione: consapevole sabotaggio… 😉

            le consultazioni sono una consuetudine, a quanto mi risulta: forse formano la cosiddetta costituzione non scritta.

            in ogni caso il presidente della repubblica potrebbe in astratto nominare il capo del governo anche senza consultare nessuno.

            e varie volte il nome del capo del governo e` stato frutto di una scelta personale diretta del presidente della repubblica.

            in genere non sono state belle esperienze, comunque la scelta tocca a lui e puo` esercitarla come meglio crede..

            tocca alle Camere, semmai, negare la fiducia.

            l’interpretazione che ti hanno dato a suo tempo a me pare il frutto del pesante ridimensionamento della figura del presidente negli anni democristiani.

            non trovo nulla di male anche in una certa personalizzazione.

            se pero` la personalizzazione diventa forte, allora il Presidente dovrebbe essere scelto direttamente dal popolo.

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            1. Ecco… sito fatto male che presenta documenti senza un titolo veramente esplicativo. Scusa.
              Ho riguardato il tuo post sull’articolo 92 e quella frase sul tener conto ecc ecc infatti aveva tentato di inserirla Berlusconi .
              Però solo un’ultima debole difesa delle mie posizioni sulla figura presidenziale: nell’articolo 87 che elenca le competenze del P.d.R c’è molto , ma non la nomina del P.d.Consiglio, che è invece demandata al 92 collocato nel Titolo dedicato al Governo, quasi una competenza burocratica.
              Tu dici che in epoca … preistorica la figura del Presidente della Repubblica era ridimensionata, io ritengo invece che questa intenzione fosse quella dei padri costituenti per una presidenza quanto più possibile garante e fuori dalla mischia — era forse ancora troppo caldo il ricordo della nefasta figura dell’uomo forte — e che poi, con l’influsso delle personalità e con il cambiare dello spirito del tempo abbia assunto un maggior ampiezza di poteri, non scritti ma effettivi.
              Grazie di tutto, 🙂

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              1. figurati se devi scusarti!

                e` certamente vero che negli ultimi anni vi e` stato un rafforzamento del ruolo del presidente della repubblica in Italia, in parallelo alla crisi di rappresentanza dei partiti politici.

                ma questo non e` sufficiente (fino al 2014) a parlare di alterazione sostanziale degli equilibri costituzionali, secondo me: la Costituzione italiana e` abbastanza flessibile da adattarsi anche a questo nuovo clima politico.

                e certamente e` vero anche che l’intenzione dei Padri Costituenti era quella di formare una repubblica fondata sulla centralita` del parlamento.

                tuttavia anche il presidente della repubblica e` espresso dal parlamento.

                e per avere chiaro che la Costituzione ammette tranquillamente un attivismo presidenziale forte, basta guardare al comportamento – perfettamente costituzionale – del primo presidente della repubblica, Einaudi.

                Einaudi conferi` per i primi 5 anni della sua presidenza gli incarichi di governo sempre a De Gasperi, indicato dal partito di maggioranza relativa, la Democrazia Cristiana.

                ma la situazione cambio` dopo le elezioni del 1953 e la sconfitta in esse di De Gasperi con la sua legge truffa.

                l’incarico dato a Piccioni, indicato dalla Democrazia Cristiana, comunque il partito piu` forte, falli` e Piccioni non riusci` a formare un governo con una maggioranza.

                “Einaudi, allora, il 17 agosto 1953, conferì l’incarico a Giuseppe Pella, economista e più volte ministro dei dicasteri economici, senza che quest’ultimo fosse stato indicato dal partito di maggioranza relativa.

                Fu il primo “governo del Presidente” della storia costituzionale italiana: un governo, cioè, senza maggioranza precostituita, diretto da un politico scelto a discrezione del Capo dello Stato, tra i suoi uomini di fiducia”.

                Pella ando` in parlamento a chiedere la fiducia senza maggioranza costituita, e la ebbe per il voto dei monarchici (Einaudi era stato filo-monarchico nel referendum 1946…).

                non ci fu nessuna accusa allora ad Einaudi di essere andato oltre ai suoi poteri…

                quindi anche la storia, oltre che la lettera della Costituzione, conferma che questo comportamento del presidente e` perfettamente costituzionale – a meno che il presidente non compia atti di forza per imporre il suo uomo…

                ricordo il catastrofico governo Tambroni del 1960, nato in maniera analoga sotto la presidenza Gronchi.

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                1. Dati alla mano, hai ragione. Evidentemente tutto il malessere che provo nasce dal senso di mancanza dei partiti come espressione di “fette” degli interessi complessivi, non riesco ad avere … rispetto di questa fluidità, di questo continuo solve et coagula basato su interessi di vertice o perfino tratti caratteriali dei personaggi saliti o scesi 🙂 nella politica attuale, per non parlare delle pressioni aliene, come i mercati, le regole della globalizzazione. le aggregazioni militari, i Bilderberg e chi più ne ha più ne metta. Mi sento soffocare…

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                  1. dal mio punto di vista non rimpiango troppo i partiti, dato che rappresentavano la premessa della formazione di quella casta di professionisti della politica che giudico cosi` negativamente.

                    e tuttavia la loro scomparsa segna anche una eclisse della politicizzazione che mi pare l’obiettivo vincente dei veri padroni del mondo.

                    puo` essere una reazione momentanea in attesa di qualche nuova forma di coagulo delle opinioni?

                    in passato avevo creduto al valore aggregante alternativo della rete, ma mi pare sia stata una gagliarda illusione.

                    d’altra parte non ritengo neppure che questa civilta` abbia poi molte altre generazioni possibili davanti a se`, e siccome siamo agli ultimi giri di giostra puo` darsi che il tempo per qualcosa di nuovo neppure si dia.

                    forse gli eredi dei partiti saranno le tribu` prossime venture?

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  2. Chiaro, e anche conciso in modo che tutti, anche i frettolosi arrivino alla fine.
    Una sola riserva: come sarebbe a dire che “non ci siamo accorti” del golpe continuato di Napolitano????
    Sì che ce ne siamo accorti in tanti, mica una minoranza attenta e illuminata secondo me, c’era da fare una serie di dimostrazioni di piazza poderose, un fiume di gente come quella volta a Milano sotto la pioggia, o i “girotondi” … Bisognava dire “siamo vivi, non potete calpestare così le nostre menti e i principi costituzionali… ” Invece non eravamo e non siamo un popolo “vivo”. E quello che più mi spaventa è che siamo capaci di scuoterci di colpo dal sonno se arriva un pastore con i suoi cani_slogan e spinge il gregge_umano verso il disastro,,

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    1. il mio post e` soltanto un riassunto con commenti dell’articolo di Pace.

      la risposta alla tua domanda, con tutte le precisazioni necessarie, rischia di diventare piu` lunga del post.

      cerco di trattenermi, ma devo considerare diversi momenti:

      1. nel 2011 Napolitano, dopo le dimissioni (spontanee) di Berlusconi diede l’incarico di formare un nuovo governo a Monti.

      il governo fu votato da una schiacciante maggioranza parlamentare, berlusconiani compresi.

      Berlusconi dopo qualche tempo ha cominciato a parlare di colpo di stato a riguardo della sua defenestrazione.

      trascuro un momento le pressioni internazionali e della finanza e mi limito all’aspetto costituzionale, per dire che invece il comportamento di Napolitano, in questa occasione, fu ineccepibile.

      siamo in una repubblica parlamentare.

      2. dopo le elezioni del 2013 Napolitano mantiene in vita per mesi il governo Monti dimissionario, non da` a Bersani, comunque vincitore delle elezioni, nessun incarico di formare il nuovo governo, e invece lo da` a Letta per un governo sostenuto anche dai berlusconiani, come gia` era stato con Monti.

      si tratta di una scelta molto criticabile politicamente, ma comunque legittima formalmente, anche se ai limiti delle prerogative presidenziali.

      neppure qui si puo` parlare di colpo di stato, ci mancherebbe: sarebbe bastato che il parlamento votasse contro, e in particolare il Partito Democratico allora guidato ancora da Bersani.

      non lo ha fatto, e non ha nessun senso parlare di colpo di stato in questa situazione….

      3. nel gennaio 2014 la Corte Costituzionale cancella i punti qualificanti del porcellum, e nel febbraio 2014 Napolitano da` a Renzi l’incarico di formare un governo di legislatura.

      qui e soltanto qui Napolitano e` andato fuori dalla Costituzione che doveva difendere, e si e` opposto alla Corte Costituzionale.

      qui inizia il suo reato di attentato alla Costituzione per il quale andrebbe processato.

      qui, e soltanto qui, e` possibile parlare di un presidente golpista.

      non mi pare che nessuno abbia colto allora il nesso che si stava creando tra golpismo presidenziale e nascita del governo Renzi.

      non mi pare che ci siano state manifestazioni di massa, ma neppure articoli critici di qualche rilievo.

      (mi tiro fuori col mio blog; personalmente colsi subito l’arbitrarieta` del mancato scioglimento del parlamento; ma sbaglio o ricordo male se dico che la mia voce fuori dal coro rimase molto isolata allora?)

      concludendo che i due golpisti del 2014 abbiano poi manomesso la Costituzione e ora cerchino di farla approvare da un plebiscito di tipo fascistotide mi pare la dica lunga anche retrospettivamente su quello che accadde due anni e mezzo fa.

      Letta fu tolto di mezzo brutalmente perche` troppo corretto e al suo posto venne messo un avventuriero da strapazzo che non ha ancora smesso di fare male all’Italia.

      questa e` la mia tesi che ho esposto qui sopra.

      del resto anche tu dici che andavano fatte manifestazioni di piazza, ma non ce ne furono, appunto, e la raccolta di firme per il referendum contro l’Italicum e` appena fallita…

      questo popolo e` stato perfettamente addestrato ad accettare indifferente i colpi di stato senza sangue fatti sulla sua testa.

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