Trump Obama Clinton e la seconda guerra civile americana – 339

niente indica meglio il totale fallimento della doppia presidenza Obama che la sua conclusione in una strisciante guerra civile fra polizia bianca e ribelli neri.

forse l’espressione guerra civile puo` risultare al momento un poco esagerata.

pero` il susseguirsi di azioni violente negli USA da` da pensare.

e certamente e` il frutto di una esasperazione sociale,

che dipende anche dall’incapacita` di questa presidenza di essere coerente con le attese che aveva suscitato.

. . .

gli afro-americani esasperati decidono di farsi giustizia con le loro mani,

come fossero palestinesi espropriati delle loro terre e delle loro vite,

ed e` semmai un miracolo che, fino a questo momento e per quanto e` dato di sapere, non abbiano ancora aderito in massa, per disperazione, all’ideologia dell’islam fanatico.

ma la storia ha buona, anche se inconsapevole, memoria

e potrebbe ricordarsi del movimento del black muslims fondato da MalcolmX, prima di essere ammazzato.

consiglio di leggere questo interessante post di mcc43, che spesso mi commenta su questo blog, per capire quali sono le basi politiche e perfino le affinita` ideologiche fra machismo americano e sionismo:

https://mcc43.wordpress.com/2016/07/08/la-polizia-usa-impara-in-israele-come-sopraffare-il-cittadino-nemico/

come vedete, il mio paragone di sopra fra neri d’America e palestinesi che vivono in Israele non e` casuale e neppure innocente.

. . .

Obama, presidente senza palle:

doveva essere il simbolo stesso del riscatto della minoranza nera d’America,

il coronamento delle lotte contro la segregazione sociale iniziate negli anni Cinquanta,

l’erede di Martin Luther King,

ma invece non ha saputo reagire alla progressiva criminalizzazione dell’essere nero in America soltanto per il colore della pelle.

la polizia USA e` diventata l’esecutrice diretta dei linciaggi che non troppi decenni fa eseguivano personalmente i maschi bianchi d’America quasi come prova di virilita`.

e la strage dei suoi concittadini simili a lui, che rimane regolarmente impunita, conclude una presidenza senza smalto che ha gestito una mediocre quotidianita`, senza slancio ideale e senza costruzione di nessuna alternativa.

. . .

oggi non sono piu` sicuro che sia poi positivo l’appoggio esplicito di Obama ad una presidenza Clinton al femminile,

che sara` la versione virago attempata dell’imperialismo democratico al declino, gia` realizzato negativamente dal marito.

chi vuol vedere vede.

difficile non accorgersi che l’uccisione di poliziotti bianchi e` pura ed efficace campagna elettorale sul vivo a favore di Trump.

. . .

se la societa` americana si incarta in una guerra civile interna strisciante, la vittoria di Trump si avvicina.

dato che le minoranze oppresse hanno meno speranza oggi che otto anni fa, per mobilitarsi elettoralmente,

senza dire che la loro iscrizione nelle liste elettorali e` silenziosamente boicottata,

e che gli autentici democratici sono stati di fatto emarginati politicamente,

e non possono tapparsi il naso e correre a votare per una candidata corrotta e poco credibile.

sara` piu` probabilmente la destra fascistoide e razzista a correre in massa alle urne cercando una vittoria storica che sente a portata di mano.

. . .

ma allora davvero la seconda guerra civile americana potrebbe diventare una realta`.

e coincidere con un’eclisse storica degli USA dopo un secolo di dominio mondiale.

jim-crow-segregation-fepc-black-discrimination-employment-jpg

. . .

bellissimo l’articolo di Furio Colombo sul Fatto Quotidiano, che leggo dopo avere scritto il mio post:

Dallas, 50 anni dopo Kennedy: parabola di un sogno sprecato

http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/dallas-50-anni-dopo-kennedy-parabola-di-un-sogno-sprecato/

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28 thoughts on “Trump Obama Clinton e la seconda guerra civile americana – 339

  1. @ mcc43

    no, non e` whatsapp che cancella i messaggi, ma un altro nuovo social di cui mi sfugge il nome, particolarmente amato dai giovani proprio per questo: che cancella le tracce, cioe` i messaggi, dopo breve tempo…

    diritto all’oblio… 🙂

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  2. @ mcc43

    quanto al tuo blog, hai 180.000 contatti: ti sembrano pochi?

    io ne ho la decima parte…

    ma continuo a scrivere lo stesso.

    non conoscevo l’espressione “economia del dono, o forse l’ho gia` sentita, ma senza fissarla nella memoria.

    credo pero` di averla praticata spintaneamente tre anni fa quando ho regalato ai miei figli tutto quello che avevo, tranne il monolocale in Germania.

    adesso sono di nuovo proprietario in Italia della casa in cui sto, in montagna, ma l’ho acquistata dopo con la liquidazione.

    per me l’economia del dono, nel senso ricordato da te, e` un assoluto must nel campo delle scambio delle idee, l’unico nel quale ci si arricchisce donando, come diceva mi pare Agostino…

    sinceramente chi scrive per una qualche forma di profitto a mio parere profana la scrittura.

    ho letto di libro scritto da Travaglio sulla deforma-Costituzione, ma mi pare di avere capito con una impostazione della ricerca diversa dalla mia, che del resto sarebbe ben poco popolare.

    dopo le 13 ore continuate di impegni vari di oggi, lavorativi e non, credo che da domani mi mettero` all’opera per concludere.

    anche se il mio lavoro intellettuale non sara` mai cosi` produttivo come quello che mi capita di realizzare quando vado in Germania.

    buon serata: stacco la spina per oggi per stanchezza.

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    1. Ma prof come usa i numeri lei?! 180mila in 5 anni, è meno di 18mila in 7 mesi scarsi!! E non può essere diversamente ( a parte l’ovvio: i tuoi post meritano) perchè pubblichi tutti i giorni e più di un articolo, il più delle volte su questioni nazionali scottanti. Io l’anno scorso mediamente uno alla settimana, e quest’anno ancora meno.
      Io bradipo, tu pantera !!! 🙂

      Fra i profitti indebiti della scrittura io metto anche le piroette per farsi notare; mi riconosco una qualità, l’essere un buon lettore, perciò fiuto subito certi scritti vuoti di sostanza che non sia la vanità, e purtroppo spesso sono scritti che fanno la fama del personaggio.

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      1. non ho insegnato matematica, per l’antipatia per la materia provocata dai vari insegnanti, anche se i test poi dicevano che ci ero piuttosto portato.

        pero` diciamo pure, allora, che 18.000 in 7 mesi e` meno di 180.000 in 60 mesi… 🙂

        meno di poco, numericamente, meno – in proporzione – di un 15% circa.

        ma se ci aggiungiamo appunto i diversi post scritti al giorno, la varieta` degli argomenti, ecc. ecc., e` un indice di una discreta impopolarita`, al confronto!

        eheh: francamente vado avanti lo stesso fino a che mi divertira` farlo. 🙂

        ps: non ti e` arrivato il mio commento al tuo ultimo post?

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        1. No prof, non dimentichi lo sfondo: 7 mesi sono pochi per essere conosciuto.. Prova a fare il confronto con gli ultimi 5 anni del vecchio blog e vedrai …

          O cielo… WordPress, non fare casini proprio con Bortocal, RIDAMMI IL COMMENTO PERDUTOOOOO .
          Oppure tu .. clicca giusto … Torna e ripeti!!

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          1. ma io sono sulla breccia da 11 anni con lo stesso blog sostanzialmente… (e con lo stesso stanziale insuccesso, dopo un exploit iniziale, irripetibile, nel momento in cui i blog erano alla moda).

            e` vero che qui ho buttato a mare l’80% o piu` dei contatti del vecchio blog, all’insegna del meglio meno ma meglio (un poco leninista come slogan…).

            non e` l’essere conosciuto che conta, ma il numero dei post che provoca contatti casuali e senza significato quasi sempre: il vecchio blog chiuso in effetti ha quasi piu` contatti di questo.

            dai, te la do vinta sommando i contatti dei due blog.

            e se non mi avessero chiuso la piattaforma della prima serie, abbandonata nel 2008, ma pur sempre capace di attrarre lettori e perfino casuali commenti?

            il commento non ti e` arrivato? probabilmente non ho cliccato…

            ho pensato che era un commento un poco fuori posto, forse, che ricollegava il tuo post alla nostra discussione qui: forse non era il caso…

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            1. Con questa discussione abbiamo ri-constatato come si possono variamente raccontare le situazioni giocando con i numeri. 🙂
              In quanto al commento perduto, magari il collegamento dava più valore.
              Una nostra caratteristica, molto diversa dal semplice re-post di articoli altrui, è il reciproco stimolo sugli argomenti. Se fosse un atteggiamento generale – e condotto bene con l’argomento al centro senza competizione o scontri di personalità – dai blog nascerebbe davvero una contronarrazione dei media.
              Certo, un blog stanca, e io credo di uscire ora da un tre o quattro mesi di sterilità, ma continuo fermamente a credere che le piattaforme dei blog siano una delle cose migliori che abbiamo avuto dalla rete.

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              1. effettivamente il lato piacevole del nostro dialogare, ora che ho imparato a moderare almeno un poco certe asprezze mie, e` questo arricchimento reciproco.

                qui il blog concentra gli aspetti positivi del dialogo persoinale diretto.

                anche io penso che il blog sia tra le cose migliori della rete.

                purtroppo chi la manovra se ne e` accorto, ed e` riuscito a sospingerlo in una nicchia.

                come sai, sto ripubblicando giorno per giorno i post perduti di dieci anni fa: esperienza soggettivamente straordinaria, anche se condotta in solitudine quasi assoluta.

                posso cosi` rivvere e rimpiangere senza condizioni il breve periodo nel quale i blog avevano rotto la barriera tra mondo cosiddetto colto e lettori/scrittori del tutto comuni: uno scambio tra culture diverse straordinario.

                poi i lettori comuni sono stati guidati dai cani pastori su Facebook, dove si bamboleggia invano; gli impegnati su twitter, dove ci si frequenta per affinita`; e chi ha qualche pretesa in piu` sopravvive nella riserva indiana dei blog…

                qui su wordpress c’e` un tono semi-professionale; anche io sono un poco cambiato, nonostante cerchi di evitarlo.

                ma qui, insomma, ti senti sempre un poco giudicato e la sensazione e` che i lettori non abbiano piu` molta voglia di esporsi…

                salvo rare e fortunatate eccezioni, fortunatamente, che danno un senso ancora a questo scrivere un poco maniacale.

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                1. … io ho imparato a non imbizzarrirmi quando c’è una divergenza rovente. I compromessi migliori sono quelli che non vengono discussi, ma semplicemente accadono 🙂
                  Vero che WordPress tacitamente chiede una certa accuratezza, diciamo pure simile alla professionalità, ed è un bene secondo me, perchè il blog non sia inteso sempre solo come un “diario” personale.

                  Come hai detto bene: sospinti a bamboleggiare in FB, e sai cosa succede poi ai blogger caduti nella trappola? Spariscono anche da Fb ma sono troppo spossati per tornare al blog. ( Sai che tra qualche anno Zuckerberg vuole rendere FB solo a immagini? Via le inutili riflessioni scritte in parole… Sogna un pubblico di mimi. )
                  Come sai io sono in FB, con un alias e solo per dare un pò più di possibilità ai miei post visto che ho pochi iscritti. Cioè, il numero è circa 120 ma l’altro giorno li ho scrutinati… più della metà sono chiusi, e una bella fetta sono dormienti.
                  Continua invece il mio amore per Twitter, e non è vero che ci si frequenta per affinità …, la bellezza degli “# ” che ti permette di sapere su un argomento cosa dicono le parti avverse, o quali maledizioni mi mandano sotto i miei tweet persone che non mi seguono…
                  La volta in cui me l’hanno chiuso perchè avevo fatto un errore (RT di un tweet che aveva dentro un link spam… ) mi sembrava che mi mancasse un braccio! Mi serve moltissimo per trovare materiale sull’estero mai citato dai nostri media provinciali.

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                  1. hai descritto perfettamente il meccanismo perverso di Facebook.

                    potrei indicare i nomi e i cognomi o soltanto gli avatar di diverse persone, che scrivevano cose interessanti e discutevano con passione nel blog, sono finiti in Facebook per pigrizia e stanno sparendo anche da li: non scrivono piu` oppure scrivono oramai soltanto mediocri scemenze.

                    del resto whatsapp e` un ulteriore passo verso il nulla.

                    e il nuovo social giovanile che cancella i post dopo poco tempo prosegue lungo la stessa tendenza…

                    anche io ho una pagina Facebook, aperta all’inizio e rimasta in vita soltanto perche` non sono piu` riuscito a cancellarla: ha qualche mediocre utilita` pratica.

                    l’ho collegata al blog e in una decina d’anni non mi ha MAI fatto arrivare un commento, forse una decina di like…

                    su twitter ti do ragione, ma non riesco proprio a familiarizzare.

                    rispondere ai commenti in 140 caratteri e` per me una pena insopportabile.

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                    1. ahh ahha… ci credo, ma sai una cosa? ci si si abitua e non si considera più un limite ma un diverso modo. Non sapevo che whatsup “cancella i post dopo poco tempo”.. l’impermanenza non più come problema ma come metodo. Il passato non conta, solo il momento…

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                  2. ah, mi e` restato nella penna il seguito.

                    come mai gli esuli dei blog in Facebook non ritornano al blog?

                    primo per pigrizia, perche` Facebook li ha abituati a non impegnarsi troppo.

                    poi perche` i blog sono diventati seriosi e non sembrano piu` fatti per loro…

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      1. dovresti ricordarti di abbonarti ai commenti di un post quando sei interessata alla risposta. 🙂

        ma spesso mi dimentico anche io…

        ti verrebbero notificati via mail tutti i commenti di quel post e tra questi anche quelli che devo ricollocare a inizio di una nuova coda commenti quando la precedente ha raggiunto il limite non innalzabile di 10.

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  3. Chiunque fa il presidente perchè gli permettono di farlo, non certo per i risicati voti di un elettorato che non va nemmeno a iscriversi. Gli ottenimenti della presidenza dipendono da chi lo ha voluto lì e da quanto l’eletto è immedesimato nel ruolo che gli avevano destinato.
    I forti che escono dal ruolo muoiono come Kennedy , o si sfrutta uno scandalo per farlo dimettere o rimetterlo in riga; ii deboli che non avevano capito e poi si limitano a volare basso vivacchiano come Obama.
    http://www.gallup.com/poll/189983/americans-view-obama-positively-key-issues.aspx?g_source=obama%20approval&g_medium=search&g_campaign=tiles

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    1. ma no, dai, non dirmi che credi ai sondaggi… 😉

      l’unico vero sondaggio sara` quelle delle elezioni di novembre.

      mi sento vicino a Giulietto Chiesa, che ho letto poco fa.

      come lui, penso che il peggio del peggio sia l’elezione della Clinton.

      cioe` la prosecuzione della politica di Obama, probabilmente con un tratto militarista e imperialista piu` aggressivo.

      l’isolazionismo proposto da Trump (per quanto labile possa essere il credito dato al personaggio) e` decisamente meglio.

      per questo aspetto, almeno.

      per il resto, se si crede alla democrazia, stiamo all’esito del voto che parlera` piu` chiaro dei sondaggisti prezzolati come i giornalisti.

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      1. ma no non dirmi che perchè ti sei scottato con l’acqua calda hai paura di quella fredda.. 🙂 🙂 🙂
        non si deve nè credere nè rifiutare, sempre “fiutare”
        qui nota che le domande sono tutte sulla situazione interna ed economica principalmente Non c’è domanda su quel che interessa a noi: la politica estera.

        Non detto prima, ma grazie grazie per la citazione. Sto scoprendo altre cose su dissidio interno al potere sulla polizia, se ho abbastanza materiale faccio un .. segue 🙂

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        1. ahahah, mariacarla! sono anni che i sondaggi dicono che l’acqua e` tiepida, e invece e` sempre bollente! 🙂 🙂 🙂

          ma i sondaggi servono davvero a sapere se l’acqua e` bollente o tiepida?

          basta guardarla bene…

          vedi in questo momento come ci sono sondaggi che danno Trump perdente e sondaggi che lo danno vincente.

          i sondaggi sono semplici strumenti di manipolazione, il loro valore e` modesto.

          determinante e` il modo nel quale viene posta la domanda.

          chi fa i sondaggi sa bene in che modo va fatta la domanda per orientare la risposta.

          nel caso che citi tu, e` evidente che Obama non ha suscitato grandi opposizioni e che gli elettori al momento non sono in maggioranza scontenti di lui.,

          ma questo non significa che siano contenti.

          e anzi conferma la mediocrita` della sua azione.

          se Obama fosse stato un grande presidente avrebbe suscitato passione civile e anche opposizione diffusa.

          insomma la quieta sopportazione senza sussulti non e` affatto una prova di buon governo.

          – bella la notizia di un sequel del tuo post!!!

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          1. mediocrità…. e che ti avevo detto io? che vivacchiava, quindi siamo d’accordo, pure con Gallup 🙂
            Poi c’è da dire che io credo che nessun presidente possa essere “grande”, perchè , scusa se mi ripeto, nello studio ovale si decide un pò, ma non tutto, solo quello su cui segretario di stato , pentagono, ecc già hanno trovato un compromesso da sottoporgli come decisione migliore.
            Vita dura, non ne invidio nessuno!

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            1. ok, siamo d’accordo sulla mediocrita` di Obama.

              la differenza sta nel fatto che tu la ritieni inevitabile e io non del tutto.

              quindi alla fine sono un poco piu` ottimista di te (in senso relativo, si intende).

              forse la situazione e` cambiata, pero` nel secolo scorso ci sono stati almeno tre grandi presidenti, che hanno fatto la storia anche con le loro qualita` personali, e io ci aggiungerei anche Eisenhower…

              certo che, quando dirigi, i collaboratori ti sottopongono delle decisioni pre-confezionate.

              ma il leader strategico e` capace di non farsi condizionare troppo e di cambiare le regole del gioco: se lo fa i suoi collaboratori possono mugugnare, ma non opporsi…

              (scusa se sono un pochino autobiografico, dal fondo della mia passata esperienza minimale).

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              1. ma sono “collaboratori” per modo di dire… anche quando un presidente prende una SUA decisione i cosiddetti collaboratori possono mandargliela a vuoto, questo non sempre viene fuori sui media, e certamente non su quelli italiani, così il fallimento appare come debolezza del presidente. Del resto… se fosse una figura veramente potente credo che non avrebbero eletto e rieletto Bush jr.

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                1. be’, il presidente agisce pur sempre in una democrazia parlamentare e le vere difficolta` le incontra al Senato o al Congresso.

                  i collaboratori possono in teoria tramare alle sue spalle per fargli mancare la maggioranza li`.

                  ma a quel punto il presidente, se ci sa fare, se ne libera, e dunque difficilmente possono spingersi a tanto.

                  cambiando scenario geografico, hai sotto gli occhi un esempio abbastanza clamoroso di autonomia del leader, anche se in questo caso e` ampiamente patologica: Renzi.

                  ti sembra condizionato dai suoi collaboratori o come vuoi chiamarli?

                  diciamo anche che un presidente se li sceglie in base la grado di autonomia che vuole che abbiano.

                  no, vi e` un ruolo politico preciso delle qualita` personali nel leader politico, anche se la vulgata del marxismo ufficiale del secolo scorso lo voleva negare in base alle esigenze della filosofia hegeliana e della sua teoria della assoluta razionalita` della storia, poi travasata nel marxismo.

                  la storia e` invece abbastanza irrazionale da ammettere, anzi pretendere, il ruolo irripetibile dei leader.

                  e infatti, l’uccisione del leader corrisponde a svolte politiche decisive; se il ruolo del leader fosse cosi` poco significativo non avrebbe neppure senso l’omicidio politico.

                  la direttiva sulla guerra nel Vietanm firmata da Johnson tre giorni dopo l’omicidio di Kennedy e che Kennedy non voleva firmare (come sappiamo oggi), ha cambiato la storia della seconda meta` del Novecento e posto le basi del Sessantotto, ad esempio.

                  difficilmente senza l’omicidio di Kennedy il Sessantotto sarebbe nato…

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                  1. Ma certo, torna quel che dicevo all’inizio,:se un presidente usa traligna dagli interessi che lo hanno sorretto fino alla Casa Bianca lo eliminano fisicamente o lo azzoppano con uno scandalo. Io credo che dall’assassinio di Kennedy l’esito sia stato uscire dallo stay behind e entrare apertamente in guerra. Forse fu proprio l’insensatezza dell’escalation forsennata in Vietnam dal 65 a dare un inatteso sbocco politico all’insofferenza giovanile esplosa nel 68
                    Anche io pensavo a Renzi…all’indipendenza che si è preso e come, nel nostro paese, quelli che potevano rimetterlo in riga si sono invece azzuffati fra loro come i polli di … Renzo.

                    ps. Sto cercando di mettere insieme l’articolo secondo sulla polizia , un post_ino che forse solo tu sarai curioso di leggere. Per inciso, dovendo scorrere solo articoli americani sull’argomento ricavo l’impressione che la vita politica USA sia più interessante e ricca di sfumature di come ce la descrivono i ns giornali. E’ difficile che la comprendano anche per la struttura a incastro dei vari enti, uffici, dipartimenti, sotto dipartimenti ecc ecc

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                    1. non credo di essere il solo ad aspettare il tuo nuovo post.

                      credo che dobbiamo abituarci al nuovo modello mordi e fuggi del lettore dei blog…

                      per il resto mi pare che su molte questioni sostanziali siamo oramai d’accordo…

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                    2. sì, a volte abbiamo bisogno di circonlocuzioni per vedere che eravamo in sintonia, di massima perlomeno.
                      Licenziato ora il post. Ti assicuro che non interessa alle masse la crepa sulla polizia, ma sono soddisfatta lo stesso, ci ho capito qualcosa e adesso è lì per chi lo vuole.
                      Conosci l’espressione “economia del dono” ? Io non ho mai voluto andare oltre la definizione, così com’è mi piace e per me significa fare, anche con fatica e tempo, qualcosa senza un tornaconto personale.
                      Penso al lavoro che hai fatto sugli art. della Costituzione che nessun giornalista retribuito si è sognato di fare. Gran cosa i blog, gran gente talvolta i blogger 🙂

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  4. Ci ho pensato un pò sopra a questa squalifica di Obama. temo che ci siamo abituati a volere troppo da un personaggio, pur non volendo che sia anche un autocrate….
    Quando elessero Obama non conoscevo ancora il vocabolo inglese Tokenism, ma il significato l’avevo in testa: un grande gesto formale per coprire il nulla di concreto. Sono quei casi in cui, per esempio, si potrebbe mettere un portatore di handicap a ministro dei trasporti per dare l’idea che la richiesta di abbattimento delle barriere architettoniche è stata soddisfatta.
    Pensai che l’America era avviata ad un brutto periodo, che a qualcuno sarebbe servito ma che nessun politico tipico zio sam si voleva addossare.
    L’uomo dello studio ovale comanda … un pò, ma meno di quanto l’immaginario collettivo dipinge. Tutti i sottopoteri gli mentono. Kennedy confidò che sulla baia dei Porci la CIA gli aveva mentito.
    Forse ad Obama hanno mentito quando fece la promessa di ritirare i sodati dall’Afghanistan.
    Forse lui non ha capito che chi finanzia i partiti lo volevano lì per aprire un altro teatro di guerra e lui invece l’ha fatto solo a metà con lo stay behind… Forse lui era convinto di aprire un dialogo con il mondo arabo quando andò a parlare all’Università del Cairo perchè non aveva proprio capito che gli avevano suggerito di fare … tokenism.
    Dunque io ho cambiato opinione su Obama, da nettamente contraria e diffidente a: cosa può fare un pover’uomo a cui hanno messo fra i piedi isis, il riposizionamento Nato sui confini con la Russia, il gonfiamento dello scandalo Petreus, e al quale sono capitati alleati voltafaccia come Al Sisi, e un Netanyhau che va a parlare contro di lui al Congresso…?
    Da quando vedo delinearsi lo scontro Trump-Clinton – che tokenism non sono – mi chiedo dove si vuol fare andare l’America, quale scenario internazionale il governo invisibile della finanza sta disegnando….

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    1. non fai il presidente degli Stati Uniti, se sei un pover’uomo, e Obama sostanzialmente lo e`, lo dici anche tu: non e` mai riuscito a togliersi di dosso il complesso di essere nero.

      l’America ha avuto ben altri presidenti, senza risalire a Roosevelt o Kennedy – Kennedy al punto tale che alla fine hanno dovuto toglierselo di mezzo; basterebbe Reagan, pur col suo Alzheimer incipiente, per dare l’esempio di un presidente capace di decidere.

      credo che a un certo punto del suo mandato Obama abbia cominciato a sentirsi sul collo il rischio della soppressione fisica.

      e ha mollato.

      continuo a pensare che la sua presidenza e` mediocre e fallita; il mio non e` un giudizio morale sull’uomo; e` un giudizio politico sui processi storici.

      sono convinto che Obama abbia posto le premesse di Trump.

      e non ho mai detto di essere contrario a un po’ di autocrazia, tutt’altro: a me basta che sia indirizzata bene, e non ho grandissima stima della democrazia per principio.

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