come si eleggono i senatori a Bolzano/Bozen? – la deforma-Costituzione renzina: l’art. 38, c. 1 della legge costituzionale – 356

la deforma-Costituzione renzina non modifica soltanto decine di articoli della Costituzione,

introduce molte nuove disposizioni di rango costituzionale, anche se non entrano a far parte della Costituzione.

con una legge appunto definita, per gli addetti ai lavori, costituzionale.

alcune servono alla gestione della transizione dall’una all’altra Costituzione.

per analizzarle occorre entrare in un ginepraio veramente scostante di disposizioni che si arrotolano su se stesse.

. . .

il numero e la farraginosita` incredibile di tutte queste disposizione e` gia` indice di per se stesso della macchinosita` contorta delle disposizioni base.

la confusione del linguaggio e`, da sempre, indice della confusione del pensiero.

non so quanti avranno la forza di seguirmi in questa analisi…

. . .

il primo articolo della deforma-Costituzione Renzi che introduce nuove norme con valore di legge costituzionale e` l’art. 38.

sono costretto a spezzettarlo in diverse trattazioni separate,

e` macchinoso e anche eterogeneo.

. . .

art. 38

1. In sede di prima applicazione e sino alla data di entrata in vigore della legge di cui all’articolo 57, sesto comma, della Costituzione, come modificato dall’articolo 2 della presente legge costituzionale,

. . .

devo interrompere con una Nota.

la nuova disposizione costituzionale citata, introdotta da Renzi, dice:

Con legge approvata da entrambe le Camere sono regolate le modalità di attribuzione dei seggi e di elezione dei membri del Senato della Repubblica tra i consiglieri e i sindaci, nonché quelle per la loro sostituzione, in caso di cessazione dalla carica elettiva regionale o locale. I seggi sono attribuiti in ragione dei voti espressi e della composizione di ciascun Consiglio.

nella Costituzione, come si vede, si parla semplicemente di legge approvata da entrambe le Camere, mentre questo art. 38 prevede invece una legge costituzionale,

cioe` di rango differente dalla legge normale

e da approvare con procedure diverse:

esige i soliti due passaggi in entrambi i rami del Parlamento a distanza di tre mesi.

in questo modo si e` creata una contraddizione insanabile tra la Costituzione e la legge costituzionale.

se ora le due Camere volessero intervenire su queste regole, come possono farlo?

se la legge che le riguarda e` costituzionale puo` essere modificata soltanto con una simile procedura di legge costituzionale.

ma in questo modo si violerebbe la Costituzione, che parla di legge semplice.

se invece lo si facesse con legge semplice, come previsto dalla Costituzione, si violerebbe la legge costituzionale.

d’altra parte non vi e` una gerarchia tra i due tipi di norme…

dunque paralisi e contenzioso sono assicurati.

di fatto in questo modo la disposizione e` diventata intoccabile… `

e la cosa e` di grande rilievo per quel che si dira` di seguito.

. . .

riprendo la citazione del primo comma dell’art. 38 della legge costituzionale:

. . . per l’elezione del Senato della Repubblica, nei Consigli regionali e della Provincia autonoma di Trento,

. . .

ma devo interrompermi subito di nuovo.

qui mi stropiccio vigorosamente gli occhi, ma senza esito.

non saprei proprio dire perche` la Provincia autonoma di Bolzano/Bozen sia stata trascurata!

pero` possiamo essere sicuri che anche i sudtirolesi saranno rappresentati nel nuovo Senato, anche se non si sa bene come eleggeranno i loro senatori.

almeno l’art. 57 c. 2 della nuova costituzione si e` ricordato di loro!

I Consigli regionali e i Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano eleggono, con metodo proporzionale, i senatori fra i propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, fra i sindaci dei comuni dei rispettivi territori.

ma non crediate neppure che sia finita qui con la confusione su Trento e Bolzano:

il meglio deve ancora venire,

ma lo vedremo in un prossimo post.

Schermata 2016-05-06 alle 08.48.50

. . .

avanti ancora col comma 1 dell’art. 38 della legge costituzionale deforma-Costituzione di Renzi:

. . . ogni consigliere può votare per una sola lista di candidati, formata da consiglieri e da sindaci dei rispettivi territori. Al fine dell’assegnazione dei seggi a ciascuna lista di candidati si divide il numero dei voti espressi per il numero dei seggi attribuiti e si ottiene il quoziente elettorale. Si divide poi per tale quoziente il numero dei voti espressi in favore di ciascuna lista di candidati. I seggi sono assegnati a ciascuna lista di candidati in numero pari ai quozienti interi ottenuti, secondo l’ordine di presentazione nella lista dei candidati medesimi, e i seggi residui sono assegnati alle liste che hanno conseguito i maggiori resti; a parità di resti, il seggio è assegnato alla lista che non ha ottenuto seggi o, in mancanza, a quella che ha ottenuto il numero minore di seggi. Per la lista che ha ottenuto il maggior numero di voti, può essere esercitata l’opzione per l’elezione del sindaco o, in alternativa, di un consigliere, nell’ambito dei seggi spettanti. In caso di cessazione di un senatore dalla carica di consigliere o di sindaco, è proclamato eletto rispettivamente il consigliere o sindaco primo tra i non eletti della stessa lista.

. . .

e` inutile insistere sulle carenze perfino incredibili di queste ultime disposizioni elettorali.

si limitano a definire il criterio di attribuzione dei seggi alle diverse liste, ma non definiscono i criteri per la scelta dei candidati dentro le liste.

ecco dunque liste che contengono nominativi di consiglieri regionali e di sindaci, che vanno considerati due categorie distinte.

nell’ambito dei seggi spettanti può essere esercitata l’opzione per l’elezione del sindaco o, in alternativa, di un consigliere.

ma chi esercitera` questa opzione, decisiva?

non si sa.

e poi perche` questa regola vale solo per la lista che ha ottenuto il maggior numero di voti?

che cosa succede per la lista arrivata seconda,

ma che comunque elegge piu` di un senatore?

. . .

e notate, last but absolutely not least, l’inizio della citazione:

e` detto chiaramente che i membri del Senato sono eletti dai consiglieri regionali.

quindi tutta battaglia della cosiddetta opposizione interna a Renzi che afferma di avere strappato il principio della elezione del Senato da parte dei cittadini, si conferma una truffa degli elettori.

forse perfino non consapevole.

questi sono cosi` sciocchi e disinformati che non e` difficile pensare che si truffino da soli.

. . .

ma se qualcuno pensasse che queste astruserie sono fisime mie, legga qua il parere di qualche addetto ai lavori che ne sa molto piu` di me:

Ieri sera in chiusura di seduta la ministra Boschi ha comunicato il risultato della mediazione con la minoranza Pd sulla norma transitoria. L’emendamento del governo all’articolo 39 è scritto in maniera assai faticosa, dovendo scontare i vincoli della doppia lettura conforme: l’articolo 39 è inemendabile nelle sue parti principali. La modifica proposta dal governo prevede (o vorrebbe prevedere) che la legge quadro nazionale ispirata al compromesso nel Pd andrà approvata entro 60 giorni dalla promulgazione della riforma costituzionale, quindi prevedibilmente entro la primavera del 2017, in questa legislatura salvo sorprese. Da quella data le regioni avranno 90 giorni di tempo per scrivere le leggi elettorali che finalmente dovrebbero consegnare ai cittadini il potere di scegliere (indicare) i consiglieri-senatori.
Il compromesso unisce il Pd ma non garantisce il risultato. Dopo aver legato l’elezione dei senatori alle elezioni regionali – malgrado resti affidata ai consiglieri regionali secondo il complicato sistema dell’elezione «quasi diretta» – i nuovi costituenti si sono accorti della norma transitoria che stabilisce (articolo 39 comma uno) che i primi senatori, una volta entrata in vigore la riforma, saranno scelti con un voto di lista dai consiglieri regionali. In questo modo la sbandierata volontà popolare non avrebbe trovato spazio se non a partire dal successivo senato, nel 2023, o dalle prime elezioni regionali successive alla riforma, nel 2020. A meno di non sciogliere d’imperio e anticipatamente tutti i consigli regionali. Non potendolo fare, l’emendamento Boschi è uno specchietto per le allodole. Ammesso che riuscirà a costringere le regioni a scrivere quello che il governo vuole, resta il fatto che solo cinque regioni voteranno nella finestra compresa tra la prevista nuova legge elettorale e l’insediamento del nuovo parlamento nel 2018. Solo i cittadini di Valle d’Aosta, Lombardia, Friuli, Lazio e Molise forse proveranno l’ebbrezza di indicare i loro senatori. Tutte gli altri consigli regionali saranno rinnovati dopo la primavera 2018, dunque 72 dei primi senatori (su cento) non saranno indicati dai cittadini.

Per non farsi mancare nulla, il Pd ha anche presentato – a opera del senatore Ranucci – un ordine del giorno che impegna il governo a ridurre il numero delle regioni, da 20 a 12, «anche attraverso una speciale procedura di revisione costituzionale» (quanto speciale non è detto), con ciò certificando la continua rinuncia del parlamento all’iniziativa sulla Costituzione. Grasso ha ammesso l’ordine del giorno e il governo l’ha subito accolto, eliminando solo il riferimento a questa legislatura – perché lo zelante senatore renziano avrebbe voluto la riduzione immediata, appena introdotto il nuovo senato delle autonomie sulla base delle regioni esistenti. Anche qualche senatore democratico ha fatto notare l’assurdità, mentre 5 stelle e Sel protestavano. Il sì del governo però ha reso inutile la votazione. Un ordine del giorno in fondo vale poco, ma come ciliegina su questa torta costituzionale sta benissimo.

ANDREA FABOZZI NUOVO SENATO: CAOS “TRANSITORIO” Il manifesto, 9 ottobre 2015

da http://www.libertaegiustizia.it/2015/10/09/nuovo-senato-caos-transitorio/


2 risposte a "come si eleggono i senatori a Bolzano/Bozen? – la deforma-Costituzione renzina: l’art. 38, c. 1 della legge costituzionale – 356"

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